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The Witcher 2: Assassins of Kings > Recensione
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The Witcher 2: Assassins of Kings - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
L'annata 2011-2012, per gli utenti console in particolare, sembra configurarsi sempre più come il periodo d'oro del Role Playing Game. Il rinnovamento del gioco di ruolo giapponese (o JRPG) messo in atto da Xenoblade e The Last Story è stata solo una delle tante conquiste di un genere che all'alba di questa generazione sembrava dover essere accantonato. Al fianco di questi c'è stata anche una notevole esplosione (o se vogliamo una riscoperta) dell'ORPG: quel tipo di produzione videoludica legata alle tradizioni del medioevo "occidentale" (o, meno di frequente, alla fantascienza - si veda Mass Effect) che tanto spopola soprattutto nel nord dell'Europa. Ma tra i vari Skyrim e Mass Effect, coperti di titoli dalla testa ai piedi, a spiccare come un faro nell'oscurità per i veri hardcore gamer è stato The Witcher 2, disponibile -al momento- soltanto su PC.
La produzuone polacca, inizialmente forse in sordina, ha saputo dimostrare al Mondo intero come veicolare uno storytelling maturo ed altamente malleabile dal giocatore, unito ad una progressione non lineare (ben sedici i finali a disposizione) ed ad un gameplay solido e profondo. A beneficiarne, da qui ad una settimana (il 17 Aprile), anche l'utenza console - in particolare quella legata al monolite Microsoft. In esclusiva per Xbox 360 è infatti in arrivo The Witcher 2: Assassin of Kings Enhanced Edition, versione riveduta e corretta del capolavoro Project Red. In questa edizione, gratuita per i PC-isti che avessero già acquistato il titolo "base", il team ha inserito nuove cut-scene, ben quattro ore di quest extra che porteranno a visitare location inedite e diversi personaggi aggiuntivi.
L'hype per l'approdo console di una produzione di tale livello, pur altissimo, è stato sin dall'inizio appena appena smussato: ovattato dalle paure di un porting non semplice viste le roboanti caratteristiche tecniche del titolo. Noi di Everyeye.it, un hands on dopo l'altro, vi abbiamo però già tranquillizzato, mettendo bene in chiaro il lavoro certosino svolto da uno dei pochi dev team mosso ancora dalla passione videoludica. Ora però è arrivato il momento della verità, il momento di scoprire se a tutti i livelli quest'incarnazione Enhanced sarà all'altezza della sua illustre genitrice.
 
Geralt di Rivia
The Witcher 2: Assassins of Kings - recensione - XBOX 360 L'incipt di The Witcher 2, veicolato da un paio d'ore abbondanti di prologo, mette subito in chiaro il nucleo narrativo che ci troveremo di fronte. Il Witcher Geralt di Rivia, famosissimo e temutissimo ammazzamostri di professione, viene ingiustamente accusato dell'omicidio di Re Foltest di Temeria. Arrestato e condannato a morte il nostro riuscirà a fuggire grazie all'aiuto degli unici amici (nonché compagni d'armi alla corte di Foltest) che credono nella sua innocenza. A questo punto ci troveremo ad affrontare l'avventura vera e propria, nel segno della redenzione dell'eroe e del suo nome.
"L'unione di segni, spade, trappole ed intrugli v'immergerà in battaglie davvero sostenute ed appaganti, soprattutto quando una qualche combinazione, indebolendo particolarmente il nemico, produrrà cruente e spettacolari istant kill."
Le vicende ci vedranno impegnati su due fronti: da una parte alla ricerca del vero assassino, impegnati nei panni di Geralt a stringere alleanze e ad investigare sulle ombre del suo passato, sopito da una misteriosa amnesia; dall'altra, nostro malgrado, ad intervenire -nel bene o nel male- per aiutare gli alleati di cui sopra a risolvere le controversi in atto nel Regno, causate dalle Morti Reali in cui il nostro è in qualche maniera coinvolto. Un'intreccio spesso oscuro nel quale s'alterneranno lotte di potere fratricide, subdole macchinazioni ed una immancabile carrellata di tradimenti. Il tutto concorrerà a dipingere il mosaico globale della narrazione: un'opera d'arte tutt'altro che scontata, giocata sempre sulle diverse tonalità di grigio di una società dal dilagante squallore, dove il marciume dei potenti si unisce in egual misura al vezzo ed alla lussuria, nonché al forte desiderio di ribellione e vendetta di razze a lungo emarginate.
Una struttura tanto complessa ed articolata ha radici ben più profonde di quanto non trapeli dal solo Witcher 2. Per comprendere a fondo ogni risvolto, per carpire quanto stia accadendo in ogni villaggio, dovremo necessariamente recuperare qualche informazione legata a The Witcher (il primo), per avere almeno un'idea del contesto spazio-temporale. Tuttavia, anche unendo queste informazioni a quelle presenti nell'immancabile Diario, non riusciremo ad avere sempre chiaro ogni aspetto della vicenda, soprattutto quando la stessa attingerà a quanto narrato nei romanzi di Andrzej Sapkowski. Per quanto corale e vasta, dunque, l'opera si presenta oltremodo ostica, soprattutto per chi approcciasse per la prima volta il mondo di The Witcher, rendendo le prime ore di gioco (addirittura tutto il primo atto) un vero e proprio vortice di domande senza risposta. Il coinvolgimento, una volta entrati in sintonia con l'avventura e con i personaggi, non sarà comunque intaccato in maniera negativa. L'assoluta enfasi sulla componente dialogica e la meticolosa caratterizzazione dei personaggi, permetterà al giocatore d'immergersi nel racconto, aiutato anche dalle svariate ore di quest aggiunte nella versione Enhanced (utili, soprattutto verso la fine, per carpire meglio alcune sfaccettature) e da diverse altre chicche, come i filmati riassuntivi al termine di ciascun atto.

A fare la parte del leone sarà però la grande libertà decisionale concessaci, e veicolata non soltanto nella decisione d'agire in maniera furtiva piuttosto che irruenta nel corso di un incarico ma anche, e soprattutto, dalla facoltà di plasmare le vicende interagendo con i numerosi NPC. Tanto a livello macroscopico quanto microscopico il nostro modus operandi modellerà l'avventura, portandoci a visitare luoghi differenti, incontrare e conoscere persone differenti e giungere ad uno dei già citati sedici finali, arricchiti in questa versione da nuovissimi filmati di contorno. Il livello di profondità al quale arriveranno le nostre scelte andrà ben al di là del semplice "buono" o "cattivo", determinando più che un giudizio morale sul protagonista le modalità con cui gli altri vi si interfacceranno - relazioni amorose comprese. Tutti aspetti che concorrono a fare di The Witcher 2: Assassin of Kings, almeno da questo punto di vista, uno dei migliori RPG mai visti su console, nonchè, assieme a Mass Effect, il più rigiocabile in assoluto.
Natural Born Killer
The Witcher 2: Assassins of Kings - recensione - XBOX 360 Come in ogni ORPG che si rispetti, ad una componente narrativa preponderante si alterna un solido battle system, che affianca con sorprendente maestria le velleità di un action game puro ai fasti più strategici che competono alla produzione ruolistica classica. Il nostro eroe avrà dalla sua l'arsenale che si compete ad un Witcher addestrato per la guerra. Ad un set di due spade (una "normale" e l'altra d'argento - indicata per i mostri) potremo affiancare la magia, veicolata da una serie di segni dagli effetti più disparati, ed una folta schiera di oggetti -dalle bombe alle trappole- utili soprattutto ad avvantaggiarci negli scontri impari. In aggiunta la facoltà di bere particolari pozioni, tossiche per qualsiasi essere umano ma tollerabili (sino ad un certo grado) per un Witcher, ed indispensabili per aumentarne l'efficacia in combattimento (e non solo). Nessuna classe da selezionare dunque, ma un mix di abilità la cui efficacia non verrà mai messa in dubbio in assoluto, quanto invece aumentata esponenzialmente dal progredire nei tre rami dedicati dello skill tree. La via della Spada, ad esempio, ci consentirà di contrattaccare i nemici spezzando le animazioni d'attacco, o parare persino gli attacchi alle spalle senza subire il doppio dei danni. Quella della Magia di aumentare raggio d'azione, durata e potenza dei segni, e quella dell'Alchimia di fare altrettanto con trappole ed intrugli.
Un mix di possibilità che rende estremamente vario ed eterogeneo il combattimento, soprattutto se pensiamo all'impossibilità di restare vivi (anche in scontri appartentemente innocui) sfruttando soltanto una delle capacità di Geralt (la maestria con la spada, ad esempio).
"The Witcher 2 è un'opera d'arte tutt'altro che scontata, giocata sempre sulle diverse tonalità di grigio di una società dal dilagante squallore, dove il marciume dei potenti si unisce in egual misura al vezzo ed alla lussuria, nonché al forte desiderio di ribellione e vendetta di razze a lungo emarginate"
.Ognuno dei tanti avversari, corredati da schede in appositi bestiari da comprare o riempire con l'esperienza (tanti combattimenti contro la stessa creatura), offrirà all'eroe una sfida diversa, presentando punti di forza e debolezza. Saremo dunque costretti ad esplorare ognuna delle nostre risorse: potenziandoci con pozioni che aumenteranno l‘efficacia degli attacchi o permetteranno la rigenerazione della salute prima di un boss fight, oppure studiando accuratamente il terreno di scontro per sfruttarne le peculiarità. Questi rappresentano gli aspetti più tattici della produzione. Per capire i livelli raggiunti vi basti pensare che non vi saranno pozioni curative da utilizzare durante il combattimento (la stessa azione di berle sarà limitata ai momenti "di calma") e che il territorio potrà essere sfruttato per massimizzare l'effetto dei segni. L'Aard del vento, ad esempio, si rivelerà particolarmente efficace per sbalzare il nemico da un dirupo, così come con il Quen del fulmine abbinato ad una zona acquitrinosa otterremo una devastante propagazione dell'energia elettrica. Le possibilità sono davvero tantissime se consideriamo che sarà necessario abbinare tali capacità ad un sostenuto "lavoro di spada" per avere la meglio sul nemico. In questo caso le meccaniche saranno molto classiche, con combo di colpi deboli e potenti da combinare a piacimento, seguendo il ritmo delle animazioni a schermo. La grande quantità di stringhe componibili consente di variare moltissimo l'approccio dei duelli all'arma bianca, alternando i colpi a seconda della reattività dell'avversario. L'unione di segni, spade, trappole ed intrugli v'immergerà in battaglie davvero sostenute ed appaganti, soprattutto quando una qualche combinazione, indebolendo particolarmente il nemico, produrrà cruente e spettacolari istant kill.

Per quanto fenomenale possa essere la profondità di tale sistema bisogna comunque ammetterne i difetti, legati soprattutto ad un non precisissimo sistema di lock-on, per quanto parzialmente riscritto rispetto alla controparte PC. E' bene anzitutto sottolineare che la conversione dei controlli è stata curata a dovere: la mappatura di attacchi, magie e schivate sui front button funziona egregiamente; così come lock-on e parata assegnate ai grilletti ed apertura del menù radiale di selezione segni (con tanto di rallentamento dell'azione) e sfruttamento trappole ai dorsali. I problemi, semmai, sono dovuti ad una reattività non eccelsa del sistema in determinate azioni come estrarre la spada, agganciare un nemico e passare da un bersaglio ad un'altro. In questi casi i limiti di un sistema abbastanza complesso si fanno sentire, ed esattamente come per la controparte PC si sperimenta un certo disagio nell'affrontare più d'un avversario alla volta. Si contrappone l'eccessiva reattività dello stick adibito al cambio bersaglio, al quale s'affianca un'altrettando rapido cambio d'inquadratura (modificato proprio in quest'Enhanced Edition), rendendo a volte davvero impossibile barcamenarsi, espondendosi ai fendenti nemici. Al computo della imperfezioni dobbiamo in questo senso aggiungere anche una non sempre perfetta rilevazione delle collisioni, che vedrà il buon Geralt incespicare e mancare l'impatto con creature a tranquilla portata di lama. L'impianto battagliero in se è però talmente solido da permetterci, una volta interiorizzate tattiche e tecniche, di soprassedere, duellando senza troppi problemi anche quando soverchiati. Servirà, questo è certo, una buona dose di pazienza per imparare a padroneggiare ogni attacco ed a concatenare con tempismo i fendenti, pratica non troppo approfondita persino nel nuovissimo tutorial - un'arena in sostituzione dei troppo spartani pop-up a schermo.
E' dunque l'essere ostico in ogni suo frangente il più grande "difetto" di The Witcher 2. Un "difetto" che si palesa a volte (e in maniera più grave) come imprecisione nella gestione dei bersagli, altre come semplice sfida molto aldilà dei normali "canoni console". A questo proposito, pur mantenendo intatte le ottime routine comportamentali nemiche (che tenderanno, ad esempio, a far muovere in branco le creature - e a renderle meno efficaci ucciso il capobranco), il team ha pensato di smussare la difficoltà. I puristi non dovranno preoccuparsi, poiché la nostra prova ha messo bene in evidenza come sottovalutando un qualsiasi scontro, anche al minimo livello di difficoltà, si possa morire in pochi istanti.

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The Witcher 2: Assassins of Kings

Disponibile per: PC | XBOX 360
Genere: Action RPG
Sviluppatore: CD Projekt
Pegi: 18+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione:
PC: 19/05/2011   
XBOX 360: 17/04/2012   
The Witcher 2: Assassins of Kings
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8.7
ND.
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