Tom Clancy's: EndWar > Anteprima
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Tom Clancy's: EndWar - Anteprima

Inviato il 31/08/2007 da Marco "SilentAssassin" Viviani
Sino a qualche anno fa alcuni generi di videogiochi erano associati ad un certo tipo di piattaforma: se i picchiaduro o i platform erano tipologie ludiche più vicine al mondo console, i cosiddetti FPS (first person shooter) e le avventure grafiche erano filoni disponibili quasi esclusivamente per utenti pc. Il motivo più plausibile di questa apparente divisione è senza dubbio legato ai diversi sistemi di controllo di cui fanno uso queste due distinte piattaforme: alcuni giochi e quindi alcuni generi possono essere molto più immediati se giocati con il joypad di una console, o viceversa con l’accoppiata tastiera mouse del Pc.
I tempi cambiano, quindi in questi ultimi anni abbiamo registrato uno smussamento di questo muro divisorio, al punto che alcuni generi di nicchia sono divenuti di pubblico dominio.
Tuttavia riuscire a rendere giocabile un RTS (real time strategy) con un pad, senza banalizzarlo troppo, non è affatto una cosa di poco conto.
La difficoltà risiede nel mantenere effettivamente la velocità di controllo e la visione d’insieme delle molteplici unità controllabili, senza far perdere ritmo al gameplay.
Forti di queste riflessioni, siamo andati a dare un occhiata da vicino al nuovo titolo di Ubisoft, nato dall’affermata collaborazione con un signore di nome Tom Clancy.
Stiamo parlando di End War, RTS sviluppato per il mondo delle console next gen, presentato a Lipsia in occasione della Game Convection 2007.
Rosso di sera, bel tempo si spera
Videogioco - anteprima - XBOX 360 L’ottimismo è il profumo della vita, diceva qualcuno. Di questi tempi le software house preferiscono invece calcare la mano ed ambientare i loro giochi in scenari sempre più apocalittici per la razza umana. Ubisoft non è da meno, visto e considerato che il loro concetto di “guerra finale” può essere tranquillamente esemplificato da un celebre frase del grande Albert Einstein:
“Non so con quali armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma sicuramente la quarta verrà condotta a colpi di bastoni e di pietre”. Insomma, pur avendo passato indenni la così detta guerra fredda, secondo il signor Clancy il pericolo di un olocausto nucleare è tutt’altro che scongiurato, ma solamente posticipato. Infatti, in un futuro prossimo gli Stati Uniti e l’Unione Europea porteranno a compimento la realizzazione di uno scudo satellitare congiunto, un sistema in grado di intercettare e distruggere qualsiasi razzo vettore con testata nucleare. La Russia, per non esser da meno, deciderà di costruirne uno in maniera autonoma, portando quindi il mondo sulla soglia della pace planetaria, visto che in pratica qualsiasi forma di attacco nucleare sarrebbe scongiurato.
Purtroppo le grandi riserve dei combustibili fossili si esauriscono: le quotazioni del petrolio schizzano alle stelle, e per tanto la classica scampagnata domenicale in macchina diventa roba da ricchi. La Russia è l’unica potenza a trarre reale beneficio dalla faccenda, visto che possiede le più grandi riserve petrolifere e di gas del mondo. Ovviamente, piuttosto che investire in opere pubbliche, il Cremlino penserà bene di spendere tutti i denari guadagnati dalla crisi energetica per riarmare a puntino l'armata rossa, sonnecchiante dai tempi della caduta del muro di Berlino.
L’America non sta a guardare, e promuove la costruzione di una base spaziale il cui fine pubblico è quello scientifico, ma che in verità ha la capacità di schierare qualche battaglione di allegri marines in qualsiasi parte del mondo in meno di un’ora. Al lancio dell’ultimo modulo di questa stazione orbitante, un attacco terroristico distrugge la rampa, sul più bello. Di lì al tracollo il passo è breve: dopo qualche ora di scambio di accuse fra le superpotenze, si passa istantaneamente alla risposta armata. E’ guerra. La terza guerra mondiale.
Fate la guerra, non fate l'amore
Già dalle prime occhiate si capisce che EndWar non è un RTS classico:
La telecamera, piuttosto che usare le classiche inquadrature isometriche, si pone alle spalle dell’unità che controlliamo. Al centro dello schermo appare un mirino, con l’utilizzo del quale è possibile delineare un obbiettivo per le unità sotto il nostro comando.
Queste ultime possono essere mosse direttamente con l’ausilio del pad, mentre giostrando mirino e tasti “azione” sarà possibile impartire ordini specifici (muoversi, attaccare, ripararsi) che porteranno a compimento, salvo cause di forza maggiore, in modo autonomo.
Possiamo scorrere le nostre unità a piacimento, e quindi selezionare un particolare punto di vista della battaglia. Infatti una delle particolarità di questo titolo riguarda la totale assenza dell’ormai classica fog of war, ovvero quello strato nebbioso che cela le truppe nemiche dal nostro occhio.
Ciò porta ad un nuovo modo di sfruttare il posizionamento: una posizione sopraelevata come punto di avvistamento può dare una visione più ampia del campo di battaglia, permettendovi di scorgere truppe nemiche sulla distanza. Questo se vogliamo da un tocco di realismo all’opera, di cui però il titolo non sembra essere affatto privo anche senza questa features.
Basta infatti con le classiche costruzioni prodigiose in cui entra petrolio, sassi o qualche altra diavoleria ed escono pimpanti soldati armati di tutto punto.
In End War ogni unità non verrà creata sul campo di battaglia (quindi non occorre estrarre nessun tipo di risorsa) ma verrà elitrasportata da un vicino e fantomatico campo, sin sul fronte.
Di conseguenza i classici tempi di creazione vengono sostituiti dai cosiddetti tempi di trasporto, in cui un possente elicottero da carico, dotato di ben tre gruppi elica, fa da spola tra la prima linea e le retrovie. Se non occorre raccogliere nessuna risorsa, dobbiamo quindi pensare che è possibile trasportare un numero galattico di unità, senza limiti? Assolutamente no. Una volta conquistati dei determinati punti chiave all’interno dalle mappa, il giocatore riceverà un tot di punti direttamente spendibili in rinforzi, la cui gestione sarà quindi chiave per rimpinguare le fila dell’esercito.
Questo non deve però lasciar pensare che dal momento che uno possiede la maggior parte della mappa e dei punti di controllo, sia in grado di sfoggiare un esercito immenso. In verità il numero massimo di unità controllabili da un singolo giocatore è prefissato, quindi il rischio di vincere solo per la legge dei grandi numeri è minimo: occorrerà sempre pensare da strateghi e non arrischiare le vite dei nostri soldati. Infatti ogni unità è in grado di acquisire esperienza durante i combattimenti: questo permette la creazione di veri e propri veterani, in grado di portare a termine gli obbiettivi in modo più efficiente, preciso e veloce di un gruppo di novellini.
Sarà quindi molto importante cercare di salvare la pelle ad ogni milite colpito dal piombo nemico, imbarcandolo sul primissimo volo medico in partenza. In questa maniera potremo ripopolare squadre falcidiate dai nemici con leve appena giunte sul campo e i fanti esperti saranno nuovamente disponibili all’inizio del prossimo scontro.
Questa attenzione verso il realismo, verso la strategia, si riflette anche sulla rosa bellica disponibile: avremo a disposizione 7 categorie di unità: fucilieri, genieri, carri armati, veicoli di trasporto, artiglieria, velivoli d’attacco e veicoli di comando. A prima vista quindi può sembrare che EndWar sia un titolo povero, ma non c’è niente di più errato: è infatti possibile agire sull’armamento di ogni singola unità, trasformandola quindi in un nuovo manipolo di soldati specializzati.
Ad esempio armando i fucilieri con bazooka è possibile dar vita ad un gruppo di soldati anticarro, mentre equipaggiando i carri con sistemi antiaerea, metteremo in sicurezza il cielo sopra la prima linea. Quindi la sensazione generale è quella di “possedere” il nostro esercito, dato che è possibile far crescere professionalmente ogni unità e armarla nel modo più consono alle nostre strategie.
Ovviamente ci sono anche altri conigli nel cilindro di Ubisoft, precisamente quelli più virulenti: stiamo parlando delle armi di distruzione di massa. Durante il gioco potremo avvalerci di tutte le più moderne tecnologie satellitari, sia per avere una visione dall’alto di tutta la mappa degli scontri, sia per poter dare le coordinate ad attacchi meno convenzionali: attacchi emp, oppure la cara e vecchia bomba atomica. Durante la presentazione abbiamo visto venir spazzata via un’intera base nemica costruita su una collina: un impulso energetico di imprecisata natura, esploso da uno dei nostri satelliti, ha letteralmente raso al suolo ogni struttura presente a schermo.

Videogioco

Videogioco - XBOX 360
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