L'offerta ludica di Trials Evolution, per quanto non troppo dissimile dal predecessore, è assolutamente funzionale ed assuefacente. Si parte in single player, con la modalità principale suddivisa in vari stage dalla difficoltà crescente. Per sbloccarli dovremo prima di tutto aprire gli speciali License Stage, dove impratichirci tramite tutorial, strutturati alla stregua di prove per la patente in salsa Trials. Si tratterà , in sostanza, d'imparare a sfruttare le varie tecniche di gestione del carico e di gas e freno, per superare le asperità che la produzione RedLynx ci metterà di fronte man mano. Le stesse prove per le Patenti D, C, B ed A, come detto, andranno sbloccate, completando i quadri e guadagnando le necessarie medaglie. Tempo e pulizia d'esecuzione (leggasi nessuna -o poche- cadute) saranno le discriminanti per determinare il metallo col quale verremo insigniti alla fine di ciascuna prova; nel computo il Bronzo conterà come "una medaglia", l'Argento come "due" e l'Oro come "tre", dando per scontato il guadagno "a catena" delle suddette.
"Trials Evolution non cambia la sua sostanza vincente. Si tratterà dunque di gestire da una parte il peso del corpo del nostro rider, dall'altra accelerazione e frenata della moto."
Non moltissime, dunque, le ore per completare la modalità principale, corredata anche da due playlist dedicate ai Tornei (eventi nei quali saranno raccolti diversi stage da completare in sequenza) e dalla nuova e divertente Circus, della quale abbiamo già parlato nel nostro hands on dalla Games Developers Conference. Una rinfrescata, per chi se lo fosse perso, ci pare comunque necessaria in questa sede. Si tratterà di una sezione completamente dedicata -se così possiamo dire- alle più pazze applicazioni delle meccaniche di Trials Evolution; tanto che dopo averne provate alcune, guidare una moto a folle velocità in un dirupo vi farà letteralmente sbadigliare. Le sfide da superare (sempre nell'ottica d'ottenere quante più medaglie possibili) saranno svariate: si andrà da "Icaro", una prova nella quale lanciarsi da un trapolino ed abbandonare all'apice del balzo la moto, per proseguire sbattendo delle ali di cartone attaccate alle braccia, a "Discesa Libera", nella quale al posto della motocicletta ci troveremo a guidare (letteralmente) un paio di sci; passando per il mantenimento di un Disco Volante in quota e per più canoniche discese nelle quali non avremo -a turno- il controllo sullo spostamendo del peso corporeo o sul freno. Per quanto utili per spezzare il ritmo e donare ancora un pizzico di varietà in più alla produzione, non tutte queste "sfide eccentriche" riusciranno ad amalgamarsi bene alla struttura ludica. Se le più canoniche dove dosare la benzina o ingegnarsi per controllare una moto senza freni costituiranno delle gustose variazioni sul tema, le altre sfocieranno di tanto in tanto in troppo spinte esagerazioni, mettendo in qualche modo in discussione i principi basilari del titolo. Alcune delle suddette, inoltre, non mostreranno una realizzazione particolarmente riuscita - si vedano, ad esempio, gli Sci, la "guida" dei quali verrà assimilata a quella di una motocicletta, con tanto di acceleratore e freno (e posa "in sella" dell'avatar). Si tratta chiaramente di trovate goliardiche, ma fino ad un certo punto; e comunque, come detto, non sempre funzionali come ci si potrebbe aspettare.
"La varietà , nelle sette playlist d'eventi che ci troveremo ad affrontare, si farà sentire a squarciagola - ora gettandoci su un campo di battaglia preso di peso da "Salvate il Soldato Ryan", ora lanciandoci a tutta velocità tra le esplosioni di una centrale nucleare in pieno meltdown."
La struttura, grazie ad un livello di sfida elevato ma ben calibrato e alle continue novità , funziona alla grande, sopperendo con una dose letale di divertimento ad un comparto tecnico non sempre brillante. Laddove la gestione delle forze funziona in maniera convincente, infatti, a non convincere appieno è soprattutto il look delle amibientazioni, varie e ricche di elementi "di gameplay", ma caratterizzate da una texturizzazione sottotono. Il comparto soffre poi di un problema noto in questa generazione: il caricamento ritardato delle texture, che al momento di riprendere da un checkpoint, a volte, vi mostrerà location completamente "spoglie". Si tratta, in ogni caso, di aspetti piuttosto marginali in una produzione come questa, tenendo poi in considerazione che la modellazione poligonale soddisfa ed il comparto animazioni svolge in maniera soddisfacente i suoi compiti. Il look, in linea generale, non stona, presentando di tanto in tanto persino qualche soluzione artisticamente ricercata (nei limiti di un titolo motociclistico s'intende), sfruttando una gestione piuttosto spinta della palette cromatica. Chiude un comparto sonoro di buona fattura, con campionature dei motori leggermente diversificate a seconda della cilindrata ed una soundtrack che spazia dal punk-rock all'heavy metal, donando al giocatore la giusta carica per affrontare le evoluzioni sul suo cammino.
Trials Evolution è un prodotto ottimamente confezionato, capace di ereditare ed espandere a dismisura la già ottima proposta del suo predecessore. Qualche difetto, dovuto ora all’esagerazione del dev team (si veda il Cyrcus) ora a qualche piccola disattenzione, non scalfisce assolutamente la solidità di una struttura completamente assuefacente ed estremamente varia. Tra la “campagna” single player, il multiplayer e tutto quel che ruota attorno al track editor, Trials Evolution si presenta come uno dei Live Arcade da non farsi assolutamente scappare, offrendo, per soli 1200 Microsoft Points, ore ed ore di assoluto divertimento.
VOTOGLOBALE9
Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità , mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.