Inviato il da David "Debiruman" Mingotti
Il titolo sviluppato da “Yuke’s” va a conquistarsi un posto d’assoluto rilievo in un ambito finora soltanto “accennato” dalla moltitudine di titoli dedicati agli sport da combattimento, quello dell’Ultimate Fighting Championship, il più famoso torneo d’arti marziali miste del mondo. Per chi non conoscesse la disciplina in questione, citiamo quanto detto in sede d’anteprima: l’UFC è una competizione nata negli USA nel 1993 che, ispirata al già esistente Vale Tudo (vale tutto) brasiliano, è stata inizialmente promossa dalla celebre famiglia Gracie, fondatrice del Brazilian Ju Jitsu. Con l’intento di stabilire quale fosse la più efficace arte marziale o disciplina di combattimento in un contesto realistico e senza regole, fu iniziato un torneo che, tra le continue polemiche per l’eccessiva violenza e le successive restrizioni del regolamento, non ebbe mai la notorietà delle altre discipline. Dal punto di vista strettamente ludico si tratta di un terreno fertilissimo, per un titolo di lotta molto più strategico e tattico, decisamente diverso dai soliti frenetici (e poco realistici) beat’em up. Chi ama le arti marziali per la loro concretezza più che spettacolarità troverà qui pane per i suoi denti, sperando che gliene rimanga qualcuno sano.
“UFC - Undisputed” può tranquillamente essere considerato il primo “simulatore di combattimento” in commercio, sia in senso cronologico che in quello qualitativo. La grande quantità di mosse possibili e la loro giusta attuazione richiederanno - oltre che una lunga pratica - l’obbligatoria visita al tutorial guidato del gioco. Esso intelligentemente sarà proposto al giocatore all’inizio del suo primo avvio ed è strutturato in modo davvero funzionale, con video dimostrativi che precedono la prova pratica ed esplicative didascalie in sovrimpressione. Da notare che nonostante la sua lunga durata - circa mezzora - lo stesso tutorial sarà solo un incompleto contributo alla pletoria di tecniche a disposizione, e serviranno lunghe sessioni di prova libera - anch’essa colma d’opzioni sulla posizione iniziale dei contendenti e sulla quantità d’azioni da far compiere allo sparring partner - per poter affrontare con sicurezza e metodo ogni incontro. Il menù che attende successivamente il giocatore - contornato da un’azzeccata colonna sonora Hard Rock - darà la possibilità di scegliere tra varie modalità, in linea con il genere d’appartenenza: esibizione, carriera, partita online, creazione del giocatore e match classici.
Esibizione darà la possibilità di sfidare un avversario in locale o guidato dalla CPU, scegliendo liberamente tra gli 80 atleti - riproduzioni digitali degli attuali campioni della disciplina - divisi tra cinque le categorie di peso, con le canoniche opzioni accessorie, come il numero di round, l’arena di gioco - solo cinque purtroppo - e addirittura l’arbitro di gara. I quattro livelli di difficoltà, selezionabili scomodamente solo dal menù opzioni, soddisferanno le esigenze dei principianti ma anche dei veterani, con una CPU pacata per i novizi ma a livello esperto quasi inarrestabile.
Una volta presa un po' di confidenza con il titolo, grazie a qualche partita di riscaldamento, sarà poi la modalità carriera a costituire il vero cuore dell’esperienza in single player. Il primo passo sarà la scelta del nostro atleta tra alcuni modelli già disponibili, oppure la più soddisfacente creazione da zero attraverso un completo editor, con cui potremo selezionare categoria di peso, caratteristiche fisiche (altezza, viso, modellazione fisica ed addirittura quantità della peluria sul petto), stile da combattimento da scherma (Boxe, Kickboxing e Muay Thai) e di lotta corpo a corpo (Wrestling, Judo e Ju Jitsu brasiliano). Nonostante i pochi volti disponibili - solamente quattro - attraverso leggere modifiche e grazie alle molte capigliature e barbe accessorie, sarà possibile per tutti ricreare il proprio alter ego virtuale. Grande libertà è lasciata alla scelta dei pantaloncini di gara, customizzabili per tipo, lunghezza, colore e addirittura sponsor, applicabili come si applicano i vinili sulle auto dei titoli di guida. Immesse poi le informazioni principali, avremo un esiguo numero di punti da distribuire nelle tre categorie fisiche - forza, velocità, fiato - ed altri in quelle tecniche. Con il nostro campione pronto, accederemo alla nostra palestra, dal cui menù gestiremo tutte le attività di gioco. La prima cosa da fare sarà scegliere uno sfidante tra quelli proposti, ognuno accompagnato dal suo posto in classifica e dal numero di punti-fama che guadagneremo sconfiggendolo. La progressione gestionale sarà determinata soprattutto da due fattori principali: il numero di settimane che ci separano dal match e la quantità di salute del proprio atleta. Ogni settimana sarà considerato come un singolo turno, da spendere per incrementare le capacità fisiche o tecniche, o per partecipare ad altri eventi come pubblicità od interviste che incrementeranno la nostra fama, necessaria per poter sfidare atleti sempre più in alto in classifica. L’incremento delle capacità fisiche non prevede minigiochi, e la selezione sarà soltanto tra tre livelli d’intensità - da moderato ad intenso - che aumenteranno maggiormente le caratteristiche ma a scapito sempre più della salute dell’atleta (che imporrà di fermarsi nel caso sia troppo bassa). Per arrivare al match in forma, e non sfiniti, sarà così necessario alternare settimane di allenamento ad altre di riposo, capaci di ripristinare buona parte della salute stessa. L’allenamento in combattimento con uno sparring servirà invece ad aumentare le caratteristiche tecniche: più avremo dominato il round e maggiori saranno i punti da spendere nelle varie capacità offensive o difensive. Arrivata la settimana del match, non potremo far altro che parteciparvi: dall’esito dell’incontro dipenderà naturalmente la nostra posizione in classifica, da scalare per ottenere - e mantenere - l’ambita cintura. Verremo continuamente aggiornati da varie mail dei nostri responsabili, che ci informeranno di una serie di notizie - dall’esito degli altri incontri e relativa classifica, ai commenti degli atleti sfidati, alle proposte di sponsor e marche da applicare liberamente sui nostri pantaloncini, in cambio di maggiore fama - e parteciperemo anche a sessioni di special training con i campioni delle varie specialità, il tutto all’insegna di una maggior partecipazione emotiva al “realismo” della propria carriera. L’incedere in questa modalità è estremamente intuitivo e semplice, e la piccola dose di strategia necessaria sarà una valida alternativa alla sequela di combattimenti che dovremo affrontare: piacevole in questo senso sarà la possibilità di utilizzare il proprio avatar anche negli incontri online, che se ben allenato avrà caratteristiche tecniche e fisiche ben superiori ad ogni blasonato campione.
La modalità match classici permetterà di rivivere dodici importanti incontri della storia dell’UFC. Saranno tutti presentati da filmati in cui la splendida modella ed ex “Octagon Girl” Michelle Leah ci introdurrà al match, seguita poi dalle interviste pre-gara dei veri lottatori, aiutando chi ha dimestichezza con l’inglese (vista la presenza di sottotitoli solo per l’introduzione e non nelle interviste) ad immedesimarsi nella tensione che precede un incontro. Replicando poi in game le condizioni di vittoria reali, sbloccheremo dei brevi Highlights degli stessi match, per la gioia degli appassionati di questa spettacolare disciplina.
La modalità online, fondamentale per questo genere di titoli, sfortunatamente permetterà solo sfide uno contro uno in partite del giocatore e classificate: anche se il numero di vittorie e sconfitte e le relative abilità campeggeranno utilmente prima di ogni match, sarebbe stata auspicabile anche la presenza di una modalità torneo, mancanza che speriamo verrà introdotta da qualche aggiornamento scaricabile. Notevole comunque la cura in alcuni particolari, come la presenza di didascalie che ci indicano le specialità e le preferenze tattiche del nostro avversario umano ed il modellino che ci indicherà dopo l'incontro la quantità di danni subiti. L’altissimo livello di agonismo competitivo che ha questo genere di titoli - ma anche la presenza di sporadici partite affette da lag - rendono le sessioni dei principianti un vero e proprio massacro, e se ne consiglia la prova solo dopo aver padroneggiato a fondo ogni aspetto tecnico, per evitare che l’eccessiva frustrazione incida sul divertimento che questa modalità ha da offrire ai più esperti.