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Wolfenstein - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Nell’immenso mondo dei videogiochi vi sono titoli che, pur avendo segnato la storia (anche per una singola piattaforma), scompaiono, dimenticati per anni, per poi essere ripresi nel tentativo di restaurare una gloria oramai lontana.
È questo il caso di Wolfenstein, nuovo capitolo della saga prodotto da Raven Software (X-Men Origins: Wolverine), in uscita questo 28 di Agosto per Xbox 360, Playstation 3 e PC.
Il team statunitense -recentemente acquisito dal colosso Activision-Blizzard- ha collaborato, come spesso è accaduto, con id Software (responsabile dei natali del brand), tentando la non facile impresa di eguagliare l’esperienza di Return To Castle Wolfenstein (2001), il famosissimo mod capace di creare le prime community e i primi clan via Xbox Live.
Saremo ancora una volta, a quasi sei anni di distanza, catturati dalla frenesia tipica della produzione e incalzati dalle urla “medic, medic” dei compagni?
Scopriamolo.
 
B.J. Blazkowicz is back
Storyline complessi ed articolati non sono mai stati prerogativa di Wolfenstein e nemmeno questo capitolo, pensato esclusivamente per un pubblico Next Gen, farà eccezione.
B.J. Blazkowicz è appena tornato da una rischiosissima missione, durante la quale ha recuperato uno stranissimo manufatto simile ad un amuleto.
Al quartier generale non gli viene però data tregua: i nazisti stanno trasferendo molte delle loro unità ad Isenstadt, una cittadina legata al ritrovamento di strani cristalli, apparentemente non appartenenti a questo mondo; il coinvolgimento del generale Zetta (massimo esperto di paranormale) suggerisce agli Stati Uniti di muoversi in fretta e recapitare B.J. In loco con il primo aereo.
Giunto al punto d’incontro il nostro eroe farà subito la conoscenza dei suoi alleati nell’infinita lotta contro le forze dell’Asse: in primis il circolo Kreisau (la vera e propria resistenza armata) e, più avanti nel corso dell’avventura, l’Alba d’Oro, un gruppo di ricercatori del paranormale coinvolti nel tentativo di sventare le pratiche magiche naziste.
Sembra, infatti, che le truppe tedesche abbiano trovato il modo di sfruttare i poteri appartenenti al remoto “Culto del Sole Nero”, in grado di aprirgli le porte a una dimensione parallela chiamata “Velo”, nonchè ad una serie di poteri che valicano le normali capacità umane.
Da questo punto in poi sarà un continuo susseguirsi di infiltrazioni e sparatorie, durante le quali avremo modo di raccogliere informazioni utili allo sbroglio della semplice matassa narrativa.
La struttura non lineare va di moda
Wolfenstein - recensione - XBOX 360 La campagna single player, dalla durata di circa dieci/dodici ore di gioco, è suddivisa in diverse missioni, ciascuna legata ad una particolare area di Isenstadt.
Ci troveremo, inizialmente, in quello che viene chiamato “Centro città” e che diverrà presto la nostra base operativa; da qui potremo accedere ai nascondigli degli alleati in maniera da ricevere nuovi incarichi e fare rapporto su quelli portati a termine.
Nelle fasi più avanzate, in determinati punti del Centro, troveremo diversi membri delle due associazioni precedentemente citate in difficoltà, alla ricerca -guarda caso- del nostro prezioso aiuto.
Gironzolando in quest’ampia zona libera (proprio come in quelle dedicate alle missioni) potremo reperire un gran numero dei tipici segreti che hanno reso famoso il brand: troveremo oro in abbondanza, arcani manoscritti e informazioni utili a sbloccare nuovi potenziamenti per armi e amuleto (di cui parleremo tra poco) e approfondire leggermente la trama.
Questo vagare, purtroppo, non sarà del tutto indisturbato: una volta creatisi una reputazione (negativa, s’intende) con le truppe naziste, queste tenderanno a pattugliare in maniera molto più frequente -e in forze- anche l’inizialmente tranquillo centro cittadino.
Nonostante i commenti dei giocatori rispetto a questo aspetto siano piuttosto negativi, specialmente quando si selezionano i livelli di difficoltà più elevati, dal canto nostro la riteniamo una scelta capace di donare un tocco realistico all’azione, contestualizzandola.
Molto meno funzionale, per quanto interessante, è invece il tentativo di eliminare la linearità dal ferreo schema di progressione che caratterizza quasi tutti gli sparatutto.
La possibilità di decidere -tramite menù- quale incarico, tra quelli affidatici, affrontare prima e quale dopo stride infatti con la totale linearità degli stessi e con la mancanza di ricompense, in un’intelaiatura che attinge dal ruolistico, per aver portato a termine missioni “secondarie”.
Dal punto di vista del gameplay la struttura basica di Wolfenstein è quella classicissima comune a tutti i First Person Shooter, senza fronzoli di alcun tipo (sfruttamento delle coperture, bullet time...).
Raven Software ha tuttavia inserito, in questo capitolo, una serie di soluzioni che rendono l’esperienza single player fresca e divertente, ancorchè affidata a meccaniche non proprio innovative.
La prima di queste feature è l’amuleto di Thule, grazie al quale potremo utilizzare, una volta reperiti gli appositi cristalli, dei poteri speciali in grado di darci degli ottimi vantaggi in battaglia.
Inizialmente saremo capaci solamente di aprire le porte del “Velo”, la dimensione parallela già citata nel precedente paragrafo: qui la nostra velocità di spostamento aumenterà, le zone buie diverranno illuminate, i nemici evidenziati da un alone fosforescente e verranno rivelati alcuni passaggi segreti.
Otterremo, poi, la facoltà di rallentare il tempo, di creare uno scudo energetico di fronte al protagonista e di aumentare esponenzialmente la potenza dei proiettili, in maniera tale da penetrare gli scudi di cui anche gli avversari potranno disporre.
L’utilizzo dell’amuleto dovrà, in ogni caso, essere ben oculato, soprattutto all’inizio: man mano che ne sfrutteremo i poteri la sua energia si esaurirà, costringendoci a cercare le varie pozze atte a ricaricarlo (visibili esclusivamente da dentro il “Velo”).
Una vera chicca, a questo proposito, il viraggio al bianco e nero dell’intera palette cromatica quando esauriremo la scorta energetica del fido accrocchio.
Il secondo elemento che contribuisce a creare la buona varietà di gioco riscontrabile nel titolo Raven è la notevole possibilità di upgrade delle armi.
Grazie al “Mercato Nero”, un negozio poco ortodosso presente nel centro città, potremo infatti potenziare, in molte maniere diverse, ogni oggetto presente nel nostro equipaggiamento (poteri paranormali compresi); a patto di aver acquisito, completando missioni e trovando oro, una quantità di denaro sufficiente.
Per le armi da fuoco, ad esempio, ci verrà dato modo di modificare il caricatore, aggiungere silenziatori e mirini di precisione, rigare l’interno della canna e molto altro ancora; per i poteri, invece, si tratterà di un aumento o di un’evoluzione degli effetti.
La dotazione bellica risulterà il tal modo sempre leggermente diversa e piacevole da riscoprire.
Terzo ed ultimo fattore è la discreta varietà di nemici che ci troveremo ad affrontare nel cammino verso il cuore dell’insediamento nazista.
Ai soldati semplici si affiancheranno pian piano gli stregoni in grado di fornire barriere energetiche e quant’altro, le creature mutate frutto di esperimenti incompiuti, le guardie corazzate dotate di fucile a particelle e gli assassini, indubbiamente i più pericolosi.
Ognuna di queste classi richiederà un approccio leggermente diverso, che esulerà spessissimo dall’affidarsi alla forza bruta; le situazioni si faranno ancor più complicate (e divertenti) quando affronteremo diverse di queste truppe mescolatesi assieme.
Questa varietà sopperisce in buona parte alla “solita” intelligenza artificiale, oramai tipica nel 90% degli FPS prodotti in seno alla Next Generation.
Gli avversari, infatti, si limiteranno a mantenere la loro posizione, coprendosi qualche volta in malo modo e non sfruttando in alcuna maniera la superiorità numerica; da questo punto di vista anche aumentando il livello di difficoltà le cose non migliorano affatto: le uniche differenze saranno legate alla resistenza ai danni, nostra e dei nemici.

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Wolfenstein

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Raven Software
Distributore: Activision-Blizzard
Pegi: 18+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione: 28/08/09
Wolfenstein
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ND.
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Vito302
Non forse vero? Molti appassionati lo attendevano con ansia e Activision lo ha finalmente svelato con orgoglio: 'Wolfenstein' tornato! Se dell'adatt...[Continua a Leggere]
6.5
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