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X-Men: Destiny - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Un videogioco, al di là dei discorsi estetico-filosofici che gli si possono costruire attorno, non è solo uno strumento culturale e di divertimento. Rappresenta anche il lavoro e parte della carriera di decine di addetti ai lavori. Non è quindi un’assurdità prendere questo X-Men: Destiny come una buona lente attraverso il quale osservare attentamente il percorso compiuto dai ragazzi di Silicon Knights. Uscita dall’ombra dell’anonimato grazie al comunque dimenticabile Gex, la software house venne lodata infinitamente per lo stupefacente Eternal Darkness e per l’interessante remake di Metal Gear Solid, sottotitolato The Twin Snake. Tuttavia, bastò l’uscita del claudicante Too Human per far sorgere i primi dubbi: che l’epoca d’oro Game Cube fosse più un merito dell’attenta supervisione Nintendo, piuttosto che del reale valore dello studio stesso?
Se la parabola discendente intrapresa da Rare, che con Silicon Knights condivide più di un evento storico, e il solo Too Human non possono rappresentare una prova convincente, forse questo X-Men: Destiny potrebbe darci una reale comprensione dei fatti.
Amanti dei famosi personaggi Marvel e supporter di Silicon Knights, allacciate le cinture di sicurezza: questo non sarà sicuramente un viaggio piacevole.
 
Il destino degli X-Men
X-Men: Destiny - recensione - XBOX 360 Le premesse di questo picchiaduro a scorrimento 3D, nonostante si intraveda sin da subito un comparto grafico che lascia largamente a desiderare, sono piuttosto promettenti.
Seguendo una story-line totalmente parallela a quella vista nei film e fumetti, X-Men: Destiny con poche battute ci aggiorna sulla morte di Charles Xavier per mano di un misterioso nemico. Dall’assassinio dell’amatissimo Professore, le tensioni tra mutanti e umani sono cresciute esponenzialmente, tanto che la città di San Francisco, ambientazione dell’avventura, è stata letteralmente divisa in due. Tutto sembra tornare alla calma durante una pubblica cerimonia commemorativa dedicata a Xavier dove, grazie all’instaurazione di una speciale task force, la Mutant Response Division, le due razze vengono formalmente ricongiunte in comune accordo di pace.
La festa però viene rovinata dall’apparizione di una cellula terroristica anti-mutanti e da una catastrofe naturale che in un primo momento viene attribuita agli straordinari poteri di Magneto.
Mentre il caos si scatena, sarete spinti a scegliere il vostro avatar tra i tre disponibili. Qualunque sia la scelta che compirete, al di là dei diversi prologhi legati alla vita personale di ognuno di loro, non ci sarà alcuna differenza nella trama. Seppur essa vi costringerà a compiere diverse scelte nel corso dell’avventura, sarà presente un solo grande bivio nella spettacolare conclusione.
Senza alcun dubbio l’aspetto narrativo è quello più riuscito di tutta la produzione. La trama, seppur con toni ben lontani da quelli più maturi dei fumetti, tocca diversi temi. La fobia verso ciò che non si conosce, l’accettazione per la propria diversità, la convivenza tra diverse razze e persino un excursus filosofico sul destino e sulla nostra capacità di incidere sul corso degli eventi. Questi argomenti, sviluppati sia tramite poche scene non interattive, che grazie a numerosi dialoghi, sono ulteriormente impreziositi dalla presenza di numerosi volti noti che infiammeranno i tanti appassionati del brand. Ciclope, Wolverine, Iceman, Forge, Mystique, Pyro e, ovviamente, Magneto: le comparsate sono veramente molte e poche di queste sono marginali.
Così tanta cura nell’aspetto narrativo è tuttavia giustificata dal fatto che a occuparsene è stato Mike Carey, non un membro di Silicon Knights, quanto un esperto scrittore di fumetti con un curriculum veramente impressionante.
Ma se a sviluppare la trama ci ha pensato un uomo esterno alla software house canadese, com’è invece il giudizio relativo al gioco vero e proprio?
Quando scegliere diventa quasi inutile
Per rispondere alla domanda basta una sola parola: pessimo.
Le principali feature sulle quali si basa l’intero titolo sono fondamentalmente due: la grande scelta da affrontare nel corso dell’avventura e il combat system incentrato sullo sfruttamento dei vari superpoteri che accumulerete.
La prima caratteristica si spiega praticamente da sola. Sostanzialmente, accettando o meno alcune missioni, si tratterà di decidere se far schierare il vostro avatar con gli X-Men, capitanati da Ciclope, o con la Confraternita comandata da Magneto. Come già anticipato, l’intrigante idea viene azzoppata dalla totale mancanza di vere variazioni del corso della trama ad esclusione della sola conclusione. Pur accettando tutte le missioni offertevi dalla Confraternita, ad esempio, continuerete a incontrare gli X-Men e a intrattenere con loro normali e pacifici rapporti, ad esclusione di qualche debole e futile commento di disapprovazione per le vostre azioni.
Fortunatamente almeno al termine dell’avventura, vedrete effettivamente le ripercussioni della vostra scelta, ma è impossibile non denunciare la grande occasione sprecata dai Silicon Knights, incapaci di sviluppare più a fondo questa meccanica che, come Mass Effect insegna, può far sentire realmente il videogiocatore padrone del proprio destino.
Superpoteri sprecati
X-Men: Destiny - recensione - XBOX 360 L’altra feature è invece maggiormente legata al combat system. Ed è proprio affrontando questo argomento che X-Men: Destiny mostra il peggio di sé.
Lascia perplessi, tanto per cominciare, l’assoluta uguaglianza dei tre personaggi che sceglierete di impersonare. Sia che decidiate di vestire i panni del muscoloso Grant Alexander, che quelli più minuti della giovane Aimi Yoshida non ci sarà alcuna differenza in termini di potenza d’attacco, difesa e così via.
Leggermente diverso il discorso per i tre poteri (dovrete sempre selezionarne uno solo), che potranno essere sfruttati dal vostro personaggio. Se infatti il Density Control e lo Shadow Matter, pur con effetti estetici differenti, presentano soluzioni corpo a corpo assolutamente simili, l’Energy Projection, quanto meno, vi fornisce un minimo di gittata, utile per abbattere i nemici anche da breve distanza. Anche da questo punto di vista però X-Men: Destiny lascia alquanto a desiderare.
Una volta effettuate tutte le scelte del caso, non vi resterà altro da fare se non scontrarvi contro tutti i limiti di un combat system assolutamente incapace di reggere il passo con i diretti concorrenti, né di offrire un reale divertimento.
Il sistema di controllo prevede un tasto per la parata, uno per la schivata, uno per il salto e due per gli attacchi. Innanzi tutto va sottolineata la quasi totale incapacità di dare vita a mosse più o meno complesse contando sui soli due pulsanti. Anche tentando le più elementari concatenazioni, le movenze disponibili sono comunque limitate e incapaci di differenziarsi in alcun modo.
A peggiorare la situazione ci si mette poi un’I.A. imbarazzante. Anche al livello di difficoltà massimo, gli avversari continueranno ad attaccarvi a testa bassa e, spesso, dandovi tutto il tempo del mondo per mandarli al creatore ben prima che possano anche solo pensare di rispondere all’offensiva.
Non si salvano neanche gli scontri con i boss. Per quanto spettacolari in termini scenografici, anche questi nemici non rappresentano affatto una sfida per nulla impegnativa.
Fallisce in buona parte anche il sistema di crescita del personaggio, legato ai Gene-X. Sostanzialmente si tratterà di quattro slot da riempire con un costume, capace di regalare diversi bonus passivi, un attacco supplementare, un potere difensivo e un ulteriore power-up di varia natura. Alcune di queste caratteristiche potranno anche essere potenziate, spendendo i punti esperienza ottenuti battendo i vari avversari. Purtroppo anche da questo punto di vista si ha sempre la sensazione di non incidere mai sul serio sulla crescita del personaggio. Ciò è dovuto in parte al sistema dei Gene-X, ma si deve soprattutto alla ridicola difficoltà di fondo del gioco che non vi stimolerà in alcun modo ad esplorare più di tanto le capacità strategiche della feature.
Anche graficamente il titolo fa ben poco per raggiungere la sufficienza. I modelli poligonali di protagonisti e nemici non brillano né per caratterizzazione, né per quantità di dettagli. Si salvano, ma più per meriti dei designer di Marvel che non per le abilità dei programmatori di Silicon Knights, quelli dei vari X-Men. Anche le animazioni lasciano largamente a desiderare, senza contare le ambientazioni: spoglie e assolutamente non interattive. Comici anche gli effetti speciali: salvo il fumo, effetti luce ed esplosioni sembrano quasi presi di peso da una generazione fa.
Sufficiente il sonoro, ma solo per merito di un doppiaggio, solo in lingua inglese così come tutti i testi scritti, piuttosto buono. Musiche ed effetti sonori infatti, non lasciano affatto il segno, quando non infastidiscono l’attività del videoplayer.
Assolutamente insufficiente la longevità. Privo di multiplayer e di qualsiasi modalità alternativa all’avventura principale, X-Men: Destiny non vi durerà che sette ore al massimo. Certo, i più temerari vorranno ricominciare la storia per vedere entrambe le conclusioni presenti, ma anche contando quattordici ore di gioco totale, viene da chiedersi perché non si sia optato per una pubblicazione sugli store digitali a un prezzo estremamente più contenuto.
Se X-Men: Destiny deve essere la prova delle reali qualità di Silicon Knights, allora lo studio canadese non solo è ben lontano dai lustri dell’epoca Game Cube, ma è persino incapace di sviluppare un titolo lontanamente sufficiente.
X-Men: Destiny ha un solo aspetto positivo: la sceneggiatura, scritta da Mike Carey, uomo che non ha nulla a che vedere con Silicon Knights. Per il resto, gameplay e comprato grafico-sonoro, il titolo è difficilmente definibile se non con un perentorio: disastro.
Vista poi la longevità, si parla di sette ore al massimo, si fa fatica a consigliarlo persino ai fan sfegatati degli X-Men: del resto potreste sempre risparmiarvi i soldi per acquistare mesi e mesi di fumetti.
VOTOGLOBALE4
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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X-Men: Destiny

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | Wii | NDS
Genere: Azione
Sviluppatore: Silicon Knights
Distributore: Activision-Blizzard
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 30/09/2011   
XBOX 360: 30/09/2011   
NDS: 30/09/2011   
Wii: 20/10/2011   
X-Men: Destiny
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