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RECENSIONE UTENTE: Alan Wake (XBOX 360)
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Inviata da metallus90 | Inserita il 29/05/2010
Cinque anni ci sono voluti. Cinque anni di intensa e speranzosa attesa, costellata da dubbi e timori circa un possibile annullamento dell'uscita del prodotto, causa continui rinvii e penuria di materiale mostrato su quel che avrebbe potuto essere il prodotto, almeno dal punto di vista ludico, ma alla fine Alan Wake ha visto...la luce. Abbandonata quindi per il momento la pluripremiata saga di Max Payne, il team svedese dei Remedy ha messo anima e corpo nella realizzazione di questo survival horror che definire atipico risulta riduttivo, sebbene dapprima si fosse prospettato un titolo dall'impostazione free roaming. Come detto, cinque lunghissimi anni di sviluppo sono passati prima che ogni possessore della bianca consolle Microsoft potesse disporre della sua copia, ed in questo quinquennio di cose ne son cambiate parecchie, non soltanto per quel che concerne le meccaniche di gioco.
In una generazione in cui trama e atmosfera assumono un ruolo sempre più centrale nel nostro media, il gruppo di sviluppatori scandinavi ha pensato bene di puntare fortemente su questi ultimi aspetti, ammaliando il giocatore in fase di pre-relase con una serie di filmati qualitativamente stupefacenti ed in grado di far appassionare fin da subito alla trama imbastita. Perno indiscusso del plot narrativo sarà proprio Alan Wake, celebre autore di thriller in preda al classico "blocco dello scrittore", che, su consiglio della moglie Alice, al fine di ritrovare la perduta ispirazione decide di passare qualche tempo, insieme alla stessa consorte, immerso nella rigogliosa natura e negli splendidi paesaggi di una ridente cittadina di montagna: Bright Falls. Durante il tragitto però, un sogno/incubo (che fungerà da tutorial) desterà Alan dal suo sonno, anche se il protagonista non baderà troppo alla circostanza, non sapendo che l'orrore mostrato in sogno avrà reale riscontro, materializzandosi ai suoi occhi. Da qui, si susseguono una serie di intrigati misteri presenti e passati, esseri posseduti, oggetti che prendono vita, luoghi che dovrebbero essere scomparsi da più di tre decenni, ma un unico fattor comune: l'oscurità. La notte è più tetra che mai a Bright Falls, e la luce è l'unica arma in grado di frenarne l'apparentemente inarrestabile espansione. Ciò che però guidarà i disperati passi di Alan sarà la ricerca della sua Alice, misteriosamente scomparsa la sera dell'arrivo nella cittadina. Una vicenda maledettamente affascinante quella ideata dai Remedy, un bilanciatissimo mix di thriller psicologico ed horror che fa dell'intricato svolgimento il suo piatto forte, implementando una trama che attinge a piene mani dalla letteratura, da King a Lovecraft passando per Poe, inscenando il tutto sotto forma di serie televisiva, riproponendo lo stile di prodotti come Twin Peaks; il titolo infatti non avrà un lineare svolgimento narrativo, ma sarà suddiviso in sei episodi con tanto di visione degli eventi trascorsi nelle precedenti "puntate" ogni qual volta si giungerà ad un nuovo episodio. A condire la strepitosa trama, che non mancherà di stupire dall'incipit fino a giungere allo sconcertante finale (tralasciando qualche frangente dai ritmi più blandi e dai toni meno seriosi, con tutta probabilità volto a spezzare la tensione), ci pensa l'eccezionale atmosfera che avvolge l'azione, intrisa di follia, sgomento, angoscia e quant'altro. Camminare per i boschi avvolti nel tetro manto della notte con solo una torcia, nostra fidata amica, non ha mai avuto un effetto al tempo stesso così elettrizzante e realistico, rendendo le lunghe scarpinate in solitaria assolutamente godibili. I posseduti (o taken) dal canto loro, si comporteranno in modo esemplare per il genere, non mancando di fare la loro parte con arrivi improvvisi, frasi sconnesse e prive di senso e quant'altro, anche se di consueti "balzi dalla sedia" non si avrà modo di farne; ma, del resto, è giusto così: Alan Wake fa rima con "tensione", più che con "paura".
Analizzando l'aspetto prettamente ludico, la giocabilità si rivela semplice e funzionale: il nostro Alan, grazie alla sua torcia o a dei bengala, prima di eliminare i nemici dovrà disintegrare lo scudo di oscurità che li protegge per poi fare fuoco sui bersagli per mezzo di revolver o di fucile a due colpi, da caccia o a pompa, a cui si affiancheranno devastanti e preziosissime pistole lanciarazzi e granate accecanti, in grado di far fuori più avversari in una volta. Sin dall'inizio il gioco "illumina e spara" si rivela fluido e ben implementato, al di là delle lente movenze del protagonista che, coerentemente alla struttura fisica poco ginnica da scrittore, sarà facilmente propenso a stancarsi dopo uno scatto o a non compiere salti particolarmente efficaci, limitandosi a schivare le offensive nemiche (premendo Lb più l'analogico sinistro verso la direzione desiderata con il giusto tempismo) qualora i taken si avvicinino troppo. Nonostante i continui eventi scriptati siano perenni dispensatori di situazioni interessanti, è opportuno segnalare però una certa ripetitività di fondo, variabile comunque da soggetto a soggetto: il gameplay infatti si poggia essenzialmente sul dover procedere di notte lungo varie location preoccupandosi di eliminare i nemici di turno o di compiere semplici operazioni al fine di aprire un passaggio, accendere un generatore e via dicendo. Le situazioni diurne infatti si limitano all'interazione preimpostata con i personaggi comprimari, o in sessioni libere in cui esplorare la foresta inserite con il giustificato scopo di rallentare un pò i ritmi. La presenza di poche tipologie di nemici inoltre non aiuta a migliorare la situazione, poichè sostanzialmente avremo di fronte lungo il corso dell'avventura esclusivamente tre tipologie di posseduti, gli uccelli (di hitchcockiana memoria) che sotto la guida della forza oscura ci attaccheranno ripetutamente, o degli oggetti e mezzi di trasporto dello scenario, anch'essi comandati dall'oscurità e resi a noi ostili. Ad ogni modo, difficilmente la noia avrà il sopravvento lungo le 10 ore circa necessarie per portare a completamento la storia, in quanto l'ottima regia non mancherà di concedere momenti decisamente esaltanti ed impegnativi. Interessante la possibilità di utilizzare dei veicoli per spostarsi lungo le ampie mappe, permettendo quindi di avventarsi sui posseduti salvo preventiva illuminazione attraverso il potenziamento dei fari; forse poco ortodosso (e comunque arbitrario), ma in grado di dare un tocco di varietà in più. Il giocatore inoltre potrà dedicarsi anche alla ricerca dei numerosi collezionabili presenti nel gioco, suddivisi in termos del caffè e nelle ben più ispirate pagine di un misterioso manoscritto di Alan (misterioso anche per lo stesso autore, che non ricordava infatti di aver scritto): "The Departure". Questo, oltre all'essere un intrigante esperimento di gameplay permettendo la conoscenza degli avvenimenti ancor prima che essi si presentino a schermo, rappresenta anche un elemento fondamentale del contesto narrativo, per cui l'interesse a recuperare tutte le pagine può rivelarsi un grosso incentivo in chiave di rigiocabilità (alcune pagine infatti saranno disponibili soltanto a difficoltà "incubo", sbloccabile soltanto una volta completato il gioco).
Lui ha visto la luce.
All¿epoca, quando fu rilasciato il primissimo materiale video sul gioco, in molti pensarono che Remedy con il suo ultimo nato avrebbe settato nuovi standard grafici. Ed un motivo c¿era: paesaggi incantevoli, ciclo giorno/notte realizzato splendidamente e molto altro. L¿ingente tempo passato però ha decisamente ridimensionato l¿impatto artistico dei primi filmati, il chè ha comportato un' attenta revisione per quel che concerne l¿aspetto visivo. Il risultato è assolutamente soddisfacente, con scenari dall¿impatto straordinario, effetti particellari perfetti e riproposizione di alcuni elementi ambientali come nebbia ed acqua assolutamente fedele alla controparte reale. Il protagonista indiscusso dell¿impianto tecnico di Alan Wake è comunque uno ed uno soltanto: il sistema d¿illuminazione. Mai in un videogames si erano raggiunti tali livelli, con dei giochi di luce ammalianti e delle ombre dinamiche e perfette. Tanto ben di Dio però richiede qualche sacrificio, che si traduce in textures non perfette, molte delle quali in sub-hd, e pertanto non in grado di competere con altre produzioni di rilievo. Anche il comparto animazioni mostra qualche falla, spesso incerto e legnoso. Dal punto di vista del sonoro invece nulla da eccepire, dato che l¿utilizzo della buona colonna sonora è sempre equilibrato e mai invasivo, lasciando spesso la scena all¿ottima campionatura di rumori ambientali e avviandosi solo nelle situazioni più concitate. Da segnalare la presenza di alcuni pezzi celebri alla fine di ogni episodio, su cui spicca la splendida Space Oddity di David Bowie nel finale, tremendamente appropriata alla circostanza.
COMMENTO FINALE
Cosa dire ancora di Alan Wake? Per quanto si possano usare una miriade di aggettivi (su tutti, ¿disarmante¿ credo sia quello più appropriato), ed un fiume di parole per descriverne i punti salienti, tutto ciò non potrà mai bastare, in quanto davanti allo schermo, vivendo l¿esperienza in prima persona, lo spazio ed il tempo si dilatano, facendo sì che l¿inerme giocatore si leghi indissolubilmente all¿ incontrollabile mente del protagonista. Un racconto dell¿orrore trascinante, frutto di una sapiente opera di ricerca da parte del team scandinavo di tutte quelle fonti letterarie, televisive e videoludiche (impossibile non riscontrare qualche analogia con la saga di Silent Hill o Alone in the Dark) vicine al genere trattato, mantenendo sempre una propria, originalissima, identità. I difetti non mancano, da alcune sbavature grafiche a qualche magagna ludica, ma i pregi sono inoppugnabili, capaci in alcuni casi di settare addirittura nuovi standard.
Cinque anni ci sono voluti. Ne è valsa la pena.
VOTOUTENTE 9
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Postato da Fall iama (Members) il 31/05/2010 alle 20:51
Eccellente recensione, davvero.
I miei complimenti

Iama.

Postato da metallus90 (Members) il 31/05/2010 alle 23:12
Grazie mille Iama. Mi spiace solo del fatto che alcuni apostrofi siano stati misteriosamente trasformati in punti di domanda "a testa in giù" e che abbia sbadatamente dimenticato di inserire il titolo del primo paragrafo.:)
Grazie ancora per i complimenti.

Matteo.
Postato da Ivanoprocidano (Members) il 07/06/2010 alle 17:57
Sono pienamente d'accordo con la tua recensione!!!!

Gran bel gioco!!!

Alan Wake

Disponibile per: XBOX 360 | PC
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Remedy Entertainment
Link Download: Scarica Qui
Costo Digidelivery: 23,99€
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 14/05/2010   
PC: 16/02/2012   
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