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RECENSIONE UTENTE: Army of Two: The 40th Day (XBOX 360)
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Inviata da metallus90 | Inserita il 24/04/2010
Crearsi un proprio spazio all¿interno di un genere di cui si è abusato fin troppo è senza dubbio l¿aspetto più complesso di ogni nuova produzione, priva quindi di un solido passato alle spalle. Fu questo ciò che complicò la piena affermazione del primissimo Army of Two, third person shooter le cui promesse facevano ben sperare, ma che alla fine si rivelò un titolo sostanzialmente canonico, con qualche elemento inedito ma marginale ed un¿ impostazione di fondo presa di peso da altri brand di rilievo. Con questo sequel, EA è chiamata quindi alla prova del nove, il cui obiettivo consiste nel non obliare definitivamente la serie. Per far sì che ciò si avveri, l¿unica via percorribile risulta quella dell¿equilibrio, bilanciando quindi l¿ottima impronta coop del titolo con una sensibile opera di perfezionamento del single player in tutti i suoi aspetti.
Si torna a fare casino!
Partendo dall¿analisi della componente narrativa, si nota subito una presa di posizione diversa da quella caratterizzante il primo episodio: adesso non verremo più trascinati per tutto il globo, ma compieremo le nostre gesta in un unico setting, ovvero Shangai. Ed è così che i nostri eroi, all¿anagrafe Elliot Salem e Tyson Rios, smessi i panni dei mercenari si ritrovano nel bel mezzo di un attacco terroristico di proporzioni mastodontiche (quando si dice il destino¿). Fortunatamente l¿inedito duo non tarderà ad entrare in azione e a far fuori una miriade di stronzi (cit.). Sarà il simpatico connubio tra l¿atteggiamento guascone e, anche se sta a voi deciderlo, da bravi ragazzi, saranno le similitudini con il fare tipico dei personaggi alla Bruce Willis con il suo John Mclane di Die Hard, che permettono alla story-line di scorrere in modo piacevole, facendo passare in secondo piano l¿evidente mancanza di originalità.
Dopo un breve trailer iniziale che ci illustrerà la complessità della situazione, entreremo in azione attraverso un primo livello simile ad un tutorial, ma pur sempre impegnativo. Le dinamiche del gameplay non sono state stravolte, ma raffinate ed ampliate, puntando comunque su delle basi ludiche estremamente similari a quelle di Gears of War. Potremo quindi utilizzare gran parte degli elementi dell¿ambientazione come riparo dal fuoco nemico, scattare, o colpire brutalmente i nemici a mani nude (con lo stesso tasto adibito all¿uso della motosega nel capolavoro Epic). Ma le trovate non mancano: il fulcro dell¿azione resta l¿Aggrometro, un indicatore che si sposterà sempre più verso il personaggio maggiormente in vista, ovvero quello che farà fuoco in modo più insistente; questo permetterà un elevato interesse dei nemici nei confronti di quest¿ultimo e la possibilità di avviare una manovra di fiancheggiamento da parte del compagno.
Altri elementi interessanti sono la possibilità di prendere in ostaggio l¿individuo più influente di un gruppo di avversari in modo tale da far arrendere i subordinati, oppure la cosiddetta finta resa, con cui il personaggio giocante o entrambi simuleranno di sventolare bandiere bianca (non letteralmente), con tanto di inginocchiamento, per poi colpire di sorpresa attraverso una fase slow motion. Utile l¿aggiunta del GPS, che oltre ad indicare la giusta via da percorrere, permetterà di ¿disegnare¿ gli elementi a schermo, evidenziando nemici e civili. Le altre fasi collaborative si riducono a delle scalette per far superare un ostacolo al compagno, agli atteggiamenti di approvazione o rimprovero nei confronti del suo operato o nella ben più importante attività di rianimazione, nel caso in cui uno dei due venga colpito gravemente. Le meccaniche di gioco si rendono però davvero caotiche a tratti, complici un level design ispirato ma molto confusionario (soprattutto nella prima parte) ed un sistema di mira lievemente statico. A ciò si aggiunge un¿IA avversaria altalenante: eccellente a tratti, avendo a disposizione tutte le mosse proprie del binomio da noi controllato ed agendo in modo credibile nelle azioni di copertura, insufficiente nel caso della gestione del personaggio occultato dall¿Aggro, che spesso agirà indisturbato avvicinandovisi anche a pochi metri senza che questi se ne accorgano.
Del tutto fine a se stessa l¿implementazione della morale, condizionata dalle scelte relative all¿uccisione o meno di civili, prigionieri di guerra o particolari individui, nonché animali, che ci faranno in qualche modo da ostacolo, ma che non influenzerà minimamente il progresso narrativo. Menzione d¿onore per la vasta possibilità di personalizzazione dell¿arsenale a nostra disposizione, che permetterà di modificare singole parti di ogni arma influendo sui fattori di resa di fuoco e su quelli estetici. Ovviamente, trovarsi un compagno di scorribande con cui affrontare il titolo rende molto più coinvolgente l¿esperienza e l¿ottimo multiplayer è tale anche per la modalità competitiva, comprendente Deathmatch, Controllo e Zona di Guerra.
Pochi passi in avanti dal punto di vista tecnico.
Dal punto di vista prettamente tecnico sono evidente le migliorie rispetto al sequel, con effetti luce meglio calibrati ed un gran numero di elementi a schermo che non vanno troppo a condizionare la fluidità di gioco, ma il lavoro di texturizzazione è appena sufficiente e le animazioni si rivelano a tratti legnose. Molto buono il sistema d'illuminazione,forse l'aspetto più riuscito dell'intero comparto tecnico. Anche la varietà dei modelli dei nemici non fa gridare al miracolo, essendone presenti solo poche tipologie, ma comunque ben caratterizzate, dal momento che risulterà estremamente semplice distinguere quale sia la tipologia di avversario che andremo ad affrontare (dai soldati comuni a quelli dotati di lanciagranate per intenderci). Buono invece il sonoro, grazie ad una colonna sonora gradevole, un'effettistica curata (in primo luogo nella riproduzione del rumore delle armi), ma soprattutto per via di un lavoro di doppiaggio funzionale all¿aumento del carisma di Salem e Rios.
COMMENTO FINALE
Army of Two: The 40th Day si può considerare un ingarbugliato miscuglio di elementi originali e non, introdotti al tempo stesso per arricchire sapientemente o per riempire furbescamente. Se le trovate proprie degli sviluppatori possono in qualche modo definirsi interessanti, gli aspetti alla base del gameplay di un third person shooter si rivelano spesso rozzi ed imprecisi, generando situazioni saltuariamente caotiche nella loro manifestazione. E¿ innegabile però che trascendendo i tecnicismi, il titolo invoglia ed appaga e se al fatto che queste imperfezioni siano evidenti in singolo c¿è poco da obbiettare, in modalità cooperativa è il divertimento a farla da padrone, manifestando quindi quello che è il lato migliore del titolo. Con un individuo in carne ed ossa dall¿altra parte dello schermo o, ancor meglio, a fianco, la sintonia acquista un ruolo fondamentale, spingendo il duo ad un continuo affinamento ludo-bellico. In questo caso, come non mai: ¿two is megl che one¿.

VOTOUTENTE 7
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Army of Two: The 40th Day

Disponibile per: PSP | XBOX 360 | PS3
Genere: TPS Sparatutto in terza persona
Distributore: Electronic Arts
Data di Pubblicazione:
PSP: 15/01/2010   
XBOX 360: 15/01/2010   
PS3: 15/01/2010   
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