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RECENSIONE UTENTE: Mirror's Edge (XBOX 360)
DISCLAIMER: Questo articolo è stato scritto da un utente di Everyeye.it e non dalla nostra Redazione. Le opinioni qui espresse appartengo esclusivamente a questo utente. Se vuoi leggere la recensione scritta dalla redazione di Everyeye.it clicca qui.
Inviata da Francis York Morgan | Inserita il 01/03/2010
A volte un gioco viene atteso per anni dai fan. A volte il gioco è il secondo, il terzo, l'ultimo di una lunga serie e i videogiocatori sanno esattamente che cosa aspettarsi: i giorni precedenti all'uscita si dilatano, il tempo sembra non passare mai e il fan non vede l'ora di metterci su le mani per vivere le avventure dell'amato protagonista.

Succede invece che, altre volte, le software house intraprendano una strada nuova, lancino un nuovo brand, non sicure se questo sia destinato a durare nel tempo o a rapidamente perdersi nella massa dei titoli che ogni settimana mese e anno invadono il mercato. Le software house creano un gioco e questo gioco non è così atteso come quello descritto in precedenza: un'aura di curiosità lo circonda ma il videogiocatore non passa di certo notti insonni nell'attesa.

Una volta uscito al titolo in questione possono succedere varie cose: può passare in sordina, essere lasciato sullo scaffale, comprato da alcuni, considerato un "buon-gioco-ma-nulla-di-più", essere considerato addirittura un gran gioco, un capolavoro o una pietra miliare. Raramente però succede che l'uscita di un videogioco spacchi il parere dell'utenza (meno quello della critica) così nettamente come la grande fatica di DICE (la sua gestazione è durata 7 anni): questo è Mirror's Edge.

Ora però lasciamo i preamboli e cerchiamo di capire cos'abbia di così particolare questo titolo!

Ready to Jump?
Prima di partire bisogna ancora però fare ancora un ultimo appunto: parkour.

Che cos'è il parkour? E' una disciplina freestyle nata in Francia, in cui atleti molto allenati fanno evoluzioni e acrobazie impensabili, in ambienti urbani: corrono su muri, saltano sui tetti, si arrampicano con semplicità sui tubi e, in breve, fanno sembrare l'impossibile possibile. Da disciplina sconosciuta quale era, e grazie anche allo spazio che ultimamente molti media gli hanno dato (basti pensare alle pubblicità o alla scena di apertura di 007 Casinò Royale), il parkour ormai è sulla bocca di tutti. E la bocca di tutti, quando vede l'impossibile diventare possibile, sembra quasi che dica: "Hey, questo sport sembra quasi un videogioco".

Ed è così che nasce Mirror's Edge: un gioco che affonda le proprie radici in questa cultura di strada e la trasporta in un futuro non troppo lontano, una sorta di distopia affascinantemente spaventosa sulla scia di Orwell e Huxley.

Come classificare Mirror's Edge?
Uno shooter in prima persona? Assolutamente no. Un adventure? Nemmeno. Un racing game molto atipico? Poco ci manca.
Forse è meglio non cercare di farlo e lasciare che ognuno lo classifichi come meglio crede.

In un mondo ormai controllato, in cui le persone hanno abdicato a qualsiasi tipo di privacy e libertà in cambio di conforto e sicurezza noi impersoneremo Faith, una runner. I runner sono delle figure agili e sfuggenti il cui compito è di trasportare informazioni ai loro clienti, le uniche persone che non si sono lasciate soggiogare da questo stato di apparente perfezione. La bella Faith, orfana, allevate ed accudita da Mercury, che l'ha presa sotto la propria ala protettiva e le ha insegnato tutto ciò che sapeva e che ora da una torre radio la guida verso i propri obiettivi, salta da un tetto all'altro portando per l'appunto quanto di più vitale e richiesto ci sia in questa città: informazioni.

Tutto sembra andare per il verso giusto fino a che, durante una semplice missione di routine, la polizia inizia a dimostrare un pò troppo interesse per le sue azioni e allo stesso tempo sua sorella, una poliziotta parte del sistema, si trova invischiata in faccende più grandi di lei: è qua che comincia una trama semplice, con colpi di scena ben posizionati e che se anche non terrà con il fiato sospeso se nelle ultime fasi di gioco, riesce a fare da collante ben realizzato tra un'adrenalinica missione e l'altra.

Peccato che sia trama che adrenaliniche missioni finiscano fin troppo in fretta, lasciando in molti un forte amaro in bocca: non aspettatevi più di 6-7 ore di gioco, molte meno una volta che si sa come risolvere tutti gli enigmi presenti nel gioco. Non è presente nemmeno una modalità multyplayer vera e propria (solo delle classifiche online), ma ci sono varie sfide a tempo da completare e si possono completare i livelli entro certi limiti di tempo per sbloccare obiettivi.

Nonostante la longevità sia forse la caratteristica più criticata di questo titolo, io mi sento di dissentire. La modalità storia è indubbiamente corta, ma il tutto rappresenta una rigiocabilità altissimi, grazie ad un'alta varietà di sfide a tempo che potranno tenere incollato allo schermo dal casual gamer con 10 minuti di tempo per una partita veloce, all'hardcore gamer che non farà sogni tranquilli fino a che non avrà conquistato tutte le stelle disponibili e superato ogni record nelle classifiche online.

Io mi ritengo più un casual gamer, classifiche e punteggi non mi sono mai interessati: nonostante questo Mirror's Edge ha passato più tempo dentro il trail della mia Xbox 360 di Gta IV o addiritura di Oblivion.

Qualcosa che viene criticato da molti è anche la frustrazione che deriva da alcune sezioni di gioco particolarmente difficili. Prima di parlare di questo bisogna però descrivere brevemente il gameplay di questo titolo.

La visuale è quella in prima persona, con la particolarità che della protagonista, Faith, girando la telecamera vedremo anche braccia e gambe. L'effetto può essere disorientante all'inizio ma la parola che meglio descrive l'effetto che questo ha nel giocatore direi che è "immersivo". Una volta calati nei panni di Faith noi diventeremo Faith. E questo implicherà saltare da un palazzo all'altro, quasi sentendo il vento tra i capelli durante i salti più lunghi e le corse più veloci, implicherà scappare da orde di poliziotti inferociti e a volte anche doverli combattere. Faith infatti può disarmare i nemici, raccogliere le loro armi e usarle a sua volta. Il mio consiglio è quello di finire tutto il gioco senza sparare nemmeno un colpo: oltre a sbloccarvi un achievement, rende finire questo gioco ancor di più una sfida e una soddisfazione. Comunque sia non è il combattimento l'anima del gioco. Lo è piuttosto la sensazione di libertà (seppur in certo modo guidata e su binari) che deriva dalla possibilità di correre senza mai fermarsi e dall'adrenalina che deriva dall'esecuzione di una vasta serie di mosse di parkour che lascio a voi il piacere di scoprire giocando.

E' qua che entra in gioco il fattore frustrazione. Molte volte capita di dover tornare al checkpoint per un salto tra palazzi calcolato male, il mancato appendersi a delle tubature, o l'uccisione da parte di nemici particolarmente ostici; dopo aver finito il titolo più e più volte mi sento di dire (a parte un paio di casi) questo è dovuto non ad una cattiva calibrazione della difficoltà o da pecche nel level creation ma piuttosto in errori da parte del giocatore. Una volta presa veramente la mano è veramente difficile sbagliare e cadere, e ci sembrerà veramente di essere NOI Faith che corre da un tetto all'altro, in cerca di salvezza e verità.





White is the new everything.
Mirror's Edge è un videogioco, e quasi nessun videogioco viene analizzato senza tenere conto dell'aspetto grafico, ovvero tutto il pacchetto confezionato a volte con più cura, a volte meno.

Le avventure di Faith sono realizzate da un punto di vista puramente tecnico in una maniera che non scopre il fianco a particolari critiche, ma nemmeno si eleva agli alti standard a cui altri giochi ci hanno abituato. Il frame rate è solido anche nelle fasi più concitate, gli effetti di illuminazione e di superficie sono buoni, le animazioni dei personaggi abbastanza credibili. Da notare in negativo le texture di alcuni elementi decorativi, molte volte più scialbe e mal realizzate del resto; ma del resto saranno in pochi che si fermeranno ad osservare i telefoni negli uffici, mentre squadre di poliziotti sparano alle spalle e la salvezza è nella concentrazione e sangue freddo necessari a fare un salto apparentemente impossibile tra due palazzi distanti tra loro. Ma l'anima di un gioco non è solo gameplay e fredda tecnica. Sono elementi fondamentali ma ne mancano ancora due: sonoro e design.

Se il sonoro è realizzato in modo più che buono, con una colonna sonora prettamente elettronica che non vi entrerà mai in testa ma che di sicuro vi terrà compagnia in modo piacevole durante le fasi di gioco. Un plauso agli effetti sonori che sono sempre azzeccati e rendono ancora più immersiva l'esperienza: il traffico in fondo ai palazzi, gli uccellini che cinguettano, il respiro affannato della protagonista ci fanno veramente pensare di essere lì.

Quello che più colpisce però è lo stile del gioco. Potrebbe essere quasi definito minimalista: una grande città fatta di uffici e alti grattacieli, quasi completamente monocromatica. Ogni stage, ogni posto, ogni livello è contraddistinto da un uso del bianco accostato a colori molto accesi: verdi, rossi, blu, viola. Come potrete vedere dalle immagini a lato è uno stile che può piacere o no. C'è chi l'ha adorato (come il qui presente) e chi l'ha ritenuto troppo minimalista per i propri gusti: a voi la scelta. Il colore però che più spicca sul bianco è di certo il rosso, non solo per il bellissimo contrasto che crea, ma anche perchè il rosso indica i luoghi da raggiungere ed è una sorta di guida nel mare di luce bianca e cieli azzurri in cui ci troveremo la maggior parte delle volte.
COMMENTO FINALE
Per molti questo gioco potrebbe essere uno spreco di soldi, corto, frustrante e con un game design irritante.
Ma avete appena finito di leggere la mia recensione, e l'esperienza che io ho avuto non è questa.

Quindi se cercate qualcosa di fresco, innovativo, divertente, adrenalinico e non avete paura di provare a superare le prime difficoltà. Se avete intenzione di prendere tutte le stelline, farci una partita ogni tanto, mostrarlo agli amici che vi guarderanno sbalorditi. Se volete immergervi in un modo perfettamente spaventoso, con uno stile affascinante e che vi rimarrà a lungo impresso nella mente.
Se siete una di queste persone allora Mirror's Edge è il gioco che fa per voi, non avrebbe senso lasciarlo su uno scaffale. A maggior ragione che in questo momento ormai potete trovarlo ovunque a prezzo ridottissimo.

VOTOUTENTE 9
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Mirror's Edge

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC | iPhone | iPad
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Digital Illusions CE (DICE)
Distributore: Electronic Arts
Costo iPhone: 3,99€
Costo iPad: 7,49€
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 14/11/2008   
XBOX 360: 14/11/2008   
PC: 14/11/2008   
iPad: 18/05/2010   
iPhone: 02/09/2010   
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