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RECENSIONE UTENTE: Pro Evolution Soccer 2010 (XBOX 360)
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Inviata da Vito302 | Inserita il 01/03/2010
Come volevasi dimostrare, il passaggio da Konami a EA di alcuni tra i più talentuosi programmatori dell'ex serie calcistica per eccellenza non hanno giovato alla software house giapponese. Non saranno cambiati gli introiti o il numero di copie vendute; di sicuro ad essere cambiati sono i giocatori e i loro feedback. Se qualche anno fa infatti al bar si parlava di ¿Pro Evolution Soccer¿ facendo abbondante uso di termini quali 'simulativo', 'realistico' e 'tattico' quest'oggi la situazione è molto cambiata tanto che è evidente un sostanziale ribaltamento di prospettiva. Fifa è diventato un concentrato di innovazione, dinamicità e sfoggio tecnico, pesantemente devoto al concetto di simulazione. PES, di contro, ha abbracciato quasi completamente le dinamiche arcade nonostante provi (imperterrito) a simulare la realtà, facendo forza su nuove animazioni e tante piccole invenzioni. Ma le differenze delle due filosofie sono pratiche e colpiscono pesantemente il gameplay, l'impatto grafico e in minima parte anche quello scenografico.
Accendi la tv che giochiamo la finale
Come supponibile, tra le principali modalitdi gioco ritroviamo la Master Leaguee, Diventa un Mito, oltre alle persistenti Coppe, Campionato e naturalmente Allenamento. Alle dinamiche classiche della Master League si aggiungono diversi aggiornamenti che non stravolgono ma si fanno apprezzare: l'introduzione del settore giovanile, valuta reale e un menfinalmente semplificato. Nulla in confronto al ben più immersivo "Diventa un mito" in cui si diventa protagonisti assoluti di un percorso professionale in continuo mutamento: partendo da club minori potrete raggiungere ottimi risultati e acquisire maggiore notorietà giocando da professionisti dove, come e nei termini che stabilirete. La gestione delle abilite la loro progressione non è cambiata di una virgola; la velocità e in generale lo schema tattico convincono più che in passato.
Grazie ai diritti concessi in esclusiva dalla UEFA, anche in questa nuova edizione è possibile partecipare alla "Champions League" con tanto di musiche, tifi e grafica dei menù a tema. Scesi in campo risalta subito la grafica, poi i lievi ritocchi al gameplay e un fisica del pallone ben più veritiera e precisa. Tuttavia passaggi, cross, pallonetti e tiri dalla distanza appaiono tutti troppo simili tra loro, con l'aggravante dell'assenteismo tattico e un gioco di squadra piuttosto blando. Basta infatti selezionare un calciatore veloce, pur privo di abilità particolari, per oltrepassare indisturbato la difesa e andare a segno con tiri dalla potenza esagerata. Le tracce ulteriori che inducono a pensare alla volontà del team di invertire la rotta verso un sicuro approccio arcade si evidenziano nei menù pre-partita: l'introduzione delle impostazioni assistite permettono a chiunque, specie chi non ha mai giocato un episodio della serie, di lavorare facilmente sulle sostituzioni, sulla formazione, gestendo nuove tattiche di pressing e mantenendo sempre sotto controllo l'equilibrio offensivo. Bastano pochi passaggi col pad per cambiare radicalmente gli esiti di una partita, aiutando cosi giocatori meno accaniti alla ricerca di un livello di sfida che prediliga la spensieratezza anzichè la competitività. La familiarità dei menù e l'ottima tracklist rendono inoltre il passaggio molto meno traumatico; anche perché, ipugnando il pad, ci si rende conto di quanto poco sia cambiato rispetto al 2009.
Sembra tutto vero.
Come accennato, l'aspetto grafico è talvolta sbalorditivo, con volti dei calciatori incredibilmente simili alle controparti reali e un lavoro sulle animazioni davvero impressionante - i più famosi corrono, reagiscono ed esultano esattamente come farebbero nella realtà. Anche le maglie rispondono alle torsioni del corpo con delle pieghe, i volti esprimono emozioni di gioia e dolore senza apparire forzati o innaturali, riuscendo nel complesso a garantire un buon grado di verosimiglianza. Tali accorgimento vengono purtroppo vanificati dai limiti degli script e in primis dalle animazioni scattose, sebbene il problema principale rimanga l'intelligenza artificiale degli avversari: indipendentemente dal livello di difficoltà, sia in fase offensiva che difensiva, non riescono ad imporre un gioco naturale; non solo, utilizzano sempre i soliti schemi preimpostati dalla CPU senza far trasparire un minimo di spirito di iniziativa e determinazione. Nei replay la resa dei campi si mostra per quella che: patinata. Neppure i problemi di compenetrazione sono stati del tutto risolti con palloni che prendono il posto dei volti, trapassano gambe e bucano la rete pur mancando di un reale contatto con il piede. Le nuove animazioni, poi, fanno rima con 'disattenzioni della classe arbitrale': i soliti ammonimenti per colluttazioni superficiali contro il totale disinteresse per i falli a rischio amputazione daranno il colpo di grazia alla correttezza sportiva. Se della colonna sonora non ci possiamo lamentare, la terribile telecronaca affidata a Josè Altafini e Pierluigi Pardo non perde il vizio di commentare con frasi fuori contesto le azioni sul campo. Le battute non fanno che ripetersi gidopo aver giocato le prime partite, portando obbligatoriamente alla disattivazione dell'audio onde evitare un'acuta nevrastenia compulsiva.

Il supporto online per 2 giocatori amplifica la longevità risultando più stabile rispetto al passato; quasi assenti i lag (e finalmente eliminato il Komani ID), si riesce a giocare senza particolari problemi tecnici. Piuttosto, il vero dramma è dato dalla risposta lentissima dei comandi, dipendente dalla potenza della propria rete domestica. In definitiva, un altro passo in avanti per Konami che dimostra quantomeno un po' di coraggio. Le migliorie tecniche faranno la gioia dei fanatici del realismo scenografico mentre il gameplay, pur smussato e ritoccato, è rimasto fondamentalmente lo stesso di sempre. Gli appassionati ritroveranno il solito PES; i nuovi, un gioco dinamico e immediato per partite brevi e sfide divertentissime con gli amici. Ma se cercate la vera simulazione, dovrete giocare obbligatoriamente su campi americani nei quali EA è divenuta padrona.
COMMENTO FINALE
Con ¿Pro Evolution Soccer 2010¿ Konami intende risanare la fiducia persa tra gli appassionati di calcio dopo lo scacco matto mosso dalla serie FIFA lungo questi ultimi due anni. Nonostante la fervida volontà, neppure quest'ennesimo aggiornamento riesce a minacciare lo strapotere del titolo sportivo EA. Anzi, il predominio del rivale è fuori discussione. Si può discutere dei piccoli ma importanti miglioramenti che riguardano le modalità di gioco, una grafica perfezionata, in grado di sfruttare finalmente l'hardware dell'attuale generazione di console e una maggiore cura rivolta al gameplay, migliorato su più fronti. Rimangono anche i difetti storici, quali animazioni slegate, passaggi troppo simili, la pessima telecronaca e l'intelligenza artificiale. Sicuramente un passo avanti rispetto al 2009, ma la corsa verso la porta avversaria è ancora lunga... e non detto che sia facile, una volta raggiunta, gridare vittoria.
VOTOUTENTE 7.5
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Pro Evolution Soccer 2010

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3 | PS2 | PSP | WII | iPhone
Genere: Simulazione Sportiva
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: 2 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 23/10/09   
PC: 23/10/09   
PS3: 23/10/09   
PSP: 22/11/09   
PS2: 23/11/09   
WII: 23/11/09   
iPhone: 13/06/2010   
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Vito302
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