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Garden Warfare: Plants vs Zombies > Recensione
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Garden Warfare: Plants vs Zombies - Recensione

Inviato il da Andrea Porta
Questo campo di battaglia l'abbiamo già visto, ma da una prospettiva diversa. I Peashooter sparano dalle retrovie, i Chomp tentano di ingoiare quanta più carne putrefatta possibile. Dall'altra parte della barricata, i cadaveri ambulanti procedono inesorabili. Prima o poi un All Star riuscirà a fare breccia nelle difese, e bisognerà correre ai ripari.
Alla gran faccia del giardinaggio rilassante.
Con Plants versus Zombies: Garden Warfare i ragazzi di Popcap ci riportano nel bel mezzo dell'epico scontro tra vegetali e carne avariata, trasformando il loro tower defese campione d'incassi in uno sparatutto online in terza persona, un genere con il quale i ragazzi di Seattle non si erano mai cimentati prima d'ora. Quando un gioco competitivo online non si ambienta in qualche sito industriale o nelle profondità dello spazio, bensì nel giardino di proprietà della perfetta caricatura del redneck americano, da aspettarsi c'è quantomeno un'esperienza più rilassata rispetto a quella del medio Call of Duty, brand del quale non a caso Garden Warfare canzona amabilmente il nome. La spensieratezza, in effetti, è dominante in questo shooter, eppure scontro dopo scontro si svela una profondità strategica inizialmente insospettabile. Proprio come vale per i capitoli originali, anche questo spin off in uscita su Xbox One nasconde più d'una sorpresa tra le sue aiuole ben curate.
 
Pollice verde (marcio)
Classi
Dalla parte delle Piante troviamo il Peashooter, classica unità di fanteria in grado di sparare singoli colpi e di elevarsi rapidamente, il Chomper, in grado di attaccare solo da vicino, di compiere brevi tragitti sottoterra e di eliminare i nemici con un sol colpo, al prezzo però di un notevole rallentamento nei movimenti, il Sunflower, capace di curare i compagni ma discreto anche nell'attacco, e il Cactus, che fa le veci del cecchino. I non morti possono invece contare sul Foot Soldier, fante dotato di arma a raffica e di rocket jump, sull'Engineer, fornito di un potente lanciagrante e di un drone volante, sullo Scientist, perfetto per gli attacchi ravvicinati grazie al fucile a pompa e al teletrasporto, e infine sull'All Star, giocatore di football corazzato, dotato di mitragliatrice pesante e coperture piazzabili.
Se si pensa alle partite offerte dai giochi originali, sorprendente era la differenza tra i match iniziali, lenti e al limite del noioso, e i furiosissimi scontri che seguivano ben presto, con lo schermo letteralmente invaso da piante e zombie in lotta. Sebbene, trattandosi pur sempre di uno sparatutto, Garden Warfare presenti sin da subito un ritmo frizzante, la strategia non passa certo in secondo piano. Gli sviluppatori hanno infatti riciclato una parte del sistema di classi già visto nei due tower defense e ridotto a quattro le scelte per fazione. Non serve essere esperti in game design per capire che anche un solo errore in quest'ambito avrebbe potuto compromettere la qualità dell'intero gameplay, e dovevano esserne consapevoli anche i ragazzi di Popcap, i quali sembrano aver studiato molto a fondo i rapporti di forza e debolezza tra i vari combattenti che è possibile scegliere all'inizio di ogni match, oppure subito dopo una dipartita. Ogni classe è stata dotata di tre abilità speciali, le quali si sbloccano progressivamente, man mano che si spende tempo con ognuno dei combattenti sul campo di battaglia. Si tratta di una progressione spontanea, e giustificata dal fatto che proprio l'utilizzo intelligente delle skill tipiche di ogni classe è assolutamente fondamentale per mantenere buone prestazioni sul campo di battaglia, sia in ottica puramente individuale, sia considerando l'apporto alla squadra.
Garden Warfare è infatti un gioco strettamente team based, laddove le due modalità competitive disponibili pongono grande enfasi sulla cooperazione dei due team da dodici giocatori che si scontrano per il dominio dei giardini. Si comincia con un classico deathmatch a squadre, che permette già di sperimentare abbondantemente con le prime abilità in un contesto dove la strategia conta sicuramente meno, ma il cuore dell'esperienza competitiva è racchiuso nella modalità a punti di controllo. Quest'ultima presenta lunghe partite strutturate come playlist, declinate quindi su una serie di scontri da tenersi su varie mappe, per poi arrivare alla grande battaglia finale. Le piante tenteranno sempre di difendere il "giardino", ossia un'area posta bene in evidenza nella mappa, mentre il compito degli zombie sarà quello di invadere. Un segnalatore posto nella parte alta della mappa renderà sempre noto quanti difensori e quanti attaccanti si trovano nell'area delimitata, e proprio il rapporto tra questi numeri decreterà vincitori e sconfitti. Qualora gli zombie dovessero riuscire ad eliminare tutte le piante a difesa del giardino, e ad occupare l'area sensibile anche per un solo secondo senza difensori, vinceranno il match, mentre il compito delle piante sarà quello di resistere fino allo scadere del tempo limite.

I veloci respawn successivi alla morte rendono la modalità molto tesa e frenetica, e, soprattutto, strategica. La scelta di alcune classi, che nel team deathmatch si limitano semplicemente ad attaccare con tutti i mezzi a propria disposizione, può fare davvero la differenza, come nel caso dell'Engineer, che nella modalità a punti di controllo può costruire un teletrasporto utile a velocizzare il tempo necessario agli zombie per giungere all'area sensibile, e difenderlo con delle torrette. Altra particolarità della modalità a punti di controllo è la possibilità di evocare, in punti specifici della mappa, personaggi guidati dall'intelligenza artificiale che difenderanno o attaccheranno, a seconda della fazione in cui ci si trova. Lo scontro finale si svolgerà in maniera leggermente diversa. Le piante si troveranno a difendere l'ultimo bastione, mentre un certo numero di zombie dovrà cercare di attraversare la porta principale, naturalmente entro un tempo limite.
Crescita miracolosa
Garden Warfare: Plants vs Zombies - recensione - Xbox One Molti sentiranno la mancanza di una modalità singolo giocatore in Garden Warfare. Effettivamente, dato l'ottimo lavoro di caratterizzazione stilistica svolto sui personaggi, una componente offline accompagnata da un aspetto narrativo avrebbe sicuramente potuto aggiungere molto al contesto. In ogni caso, gli sviluppatori hanno affiancato alle due modalità competitive una cooperativa per quattro giocatori, da affrontare solamente nei panni delle piante. Difendendo un piccolo giardino si dovrà resistere a ondate progressive di zombie sempre più affollate, e rese varie dall'occasionale intervento dei boss, ossia non morti particolarmente aggressivi e dotati di abilità uniche. Anche in questo caso, sarà possibile organizzare le difese piazzando piante difensive controllate dall'intelligenza artificiale, mentre l'elemento strategico è enfatizzato dalla comparsa di eventuali Bare, le quali costringeranno alcuni dei giocatori a lasciare l'area da difendere per eliminarle in fretta, prima che gli zombie da esse generati ribaltino inesorabilmente le sorti dello scontro. Non si tratta certo di una modalità innovativa, ma le abilità delle singole classi lavorano sempre molto bene in concertazione, fornendo ai giocatori tutti gli strumenti per lavorare sulle tattiche di gruppo.

Non c'è shooter online che si rispetti senza un sistema di crescita e sblocchi, e Popcap si è prodigata anche in questo campo. Accumulata una valuta virtuale completando le partite online sarà possibile acquistare dei pacchetti di figurine, laddove ad ognuna potrà corrispondere un potenziamento o una modifica estetica per una specifica classe, oppure una variante già preimpostata (durante le nostre prove, abbiamo ad esempio sbloccato una versione "ghiacciata" del Cactus, in grado di sparare aghi con una chance di paralizzare i nemici per qualche istante). La varietà non manca, e, per quanto questo sistema sembri adattarsi molto bene ad un sistema di microtransazioni, Garden Warfare non supporta gli acquisti in-game. In altre parole, il prezzo della scatola garantisce accesso a tutti i contenuti di gioco, senza limitazioni di sorta.
Dal punto di vista grafico, Garden Warfare fa un buon uso del Frostbite Engine 3, che si scopre adatto anche ad utilizzi dallo stile meno realistico rispetto a quelli tradizionali. La definizione delle texture non è eccelsa, ma l'effettistica non delude, e soprattutto si fanno notare le buone animazioni dedicate alle varie classi, tutte ben caratterizzate.
Nel mare magnum delle offerte competitive online, Plants versus Zombies: Garden Warfare si rivela una gradita sorpresa. Come sempre abilissimi nel caratterizzare le loro produzioni, i ragazzi di Popcap superano brillantemente la "prova sparatutto" con un gioco non solo divertente e scanzonato, ma anche piuttosto valido tatticamente e ben bilanciato, in grado di tenere impegnati per diverso tempo. Data la qualità generale del contesto, almeno una modalità competitiva extra non avrebbe fatto male, ma anche così il gioco rappresenta un acquisto consigliato a chi desiderasse un'alternativa più leggera e originale ai classici shooter. Chi si aspettava invece una campagna singolo giocatore rimarrà deluso, ma gli sviluppatori invitano a non disperare: se i risultati iniziali saranno buoni, i lavori su un seguito partiranno a brevissimo.
VOTOGLOBALE8
Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Garden Warfare: Plants vs Zombies

Disponibile per: PC | Xbox One | XBOX 360 | PS3 | PS4
Genere: Tower Defence/Castle Defence
Sviluppatore: PopCap Games
Distributore: Electronic Arts
Publisher: Electronic Arts
Pegi: 7+
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
Xbox One: 27/02/2014   
XBOX 360: 27/02/2014   
PC: 26/06/2014   
PS3: 21/08/2014   
PS4: 21/08/2014   
Garden Warfare: Plants vs Zombies
7.5
8.5
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12 voti
8.2
ND.
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