Age of Empires 4: il gioco più ambizioso della saga strategica di Microsoft

Dopo aver visto Age of Empires IV e fatto una chiacchierata con il team di Relic, possiamo dirvi cosa ne pensiamo del nuovo strategico Microsoft.

Age of Empires 4
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  • Tutto questo preparare il terreno al nuovo Age of Empires, con tanto di riedizioni del secondo e del terzo capitolo, senza che il quarto episodio si mostrasse per davvero, dopo tanto tempo dal suo annuncio, aveva creato un po' di preoccupazioni. Il 2021 è però l'anno giusto: in autunno, dopo un periodo di beta chiusa, il gioco sviluppato dalla collaborazione tra Relic Entertainment (Dawn of War, Company of Heroes) e il neonato studio World's Edge finalmente vedrà la luce. La Fan Preview appena conclusa ha diffuso non solo il periodo d'uscita, ma anche un buon numero di dettagli interessanti, poi approfonditi durante una corposa tavola rotonda dedicata alla stampa. Gli sviluppatori non hanno esitato a definire Age of Empires IV come il loro progetto più ambizioso e, almeno dalle prime impressioni, possiamo confermare le dichiarazioni del team. In questo articolo proveremo a spiegarvi sia perché il nuovo capitolo della serie è così promettente, sia il motivo per cui queste ambizioni potrebbero essere un'arma a doppio taglio.

    Le civiltà

    Le civiltà disponibili all'uscita saranno otto, ma si tratta solo di una base di partenza per espansioni future, come assicura Adam Isgreen, Franchise Creative Director. Il video della Fan Preview, tuttavia, ne ha mostrate solo quattro. Il Sultanato di Delhi è uno stato islamico esistito in India tra il tredicesimo e il sedicesimo secolo: le sparute sequenze di gameplay evidenziano uno stile di combattimento che fa molto affidamento sull'utilizzo di elefanti da guerra. Poi è il turno degli Inglesi: a loro (più correttamente: agli Anglosassoni) e ai Normanni, che immaginiamo siano due piccole variazioni di un'unica fazione, è dedicata una delle quattro campagne storiche disponibili al lancio, chiamata Norman Conquest. Racconterà la storia d'Inghilterra a partire dal 1066, l'anno dello scontro tra il re degli Anglosassoni Aroldo II e il duca di Normandia Guglielmo I nella celebre battaglia di Hastings.

    I giocatori prenderanno le parti di quello che poi sarebbe stato conosciuto come Guglielmo il Conquistatore e seguiranno la storia della sua dinastia, fino ad arrivare al 1215, l'anno in cui viene firmata la Magna Carta. Verranno insomma percorsi centocinquant'anni di storia e si assisterà a diverse evoluzioni sia di stampo militare, sia del modo di costruire le fortificazioni, dapprima prevalentemente in legno e poi realizzate in pietra.

    I Cinesi, la terza fazione mostrata, fanno largo utilizzo di polvere da sparo e di artiglieria esplosiva; infine i Mongoli, anch'essi già visti tempo fa in un altro video di gameplay, hanno uno stile di gioco dinamico che si lega alle radici nomadiche delle popolazioni delle steppe: i loro edifici possono essere smontati e spostati su carri per essere posizionati in zone più vantaggiose. Hanno anche un'unità speciale, il Khan, che può sparare razzi di segnalazione e fornire bonus alle unità nei dintorni.

    Già dai filmati è evidente che "asimmetria" sia una delle parole chiave di Age of Empires IV, che avrà meno civiltà giocabili rispetto al secondo capitolo, ma molto più diversificate in termini di meccaniche e unità. Eppure, per la precisione, Adam Isgreen ha sottolineato che le civiltà non sono completamente asimmetriche, bensì "semi-simmetriche". Ognuna di esse possiede infatti unità generiche disponibili per tutte le fazioni: "Non vogliamo che il triangolo che connette picchieri, unità a distanza e cavalleria venga alterato, poiché è una delle basi di Age of Empires" ha detto Isgreen. La formula è insomma ben diversa rispetto al passato, ma allo stesso tempo tenta di restituire un senso di familiarità e di continuità.

    Guerra e sviluppo

    L'aspetto economico di Age of Empires IV è un altro di quegli elementi da cui ci si può aspettare una certa continuità col passato: malgrado Relic sia associata a giochi di strategia in cui l'economia era subordinata alla tattica, questa volta tutte le risorse principali e i modi per raccoglierle sono esattamente in linea con i precedenti capitoli (a proposito, qui troverete la nostra recensione di Age of Empires Definitive Edition). Va da sé che la costruzione della base e l'espansione mantengono la dovuta importanza, allo stesso modo di come le preservano le fortificazioni e gli avamposti difensivi. Nei combattimenti c'è poi una grossa novità: è possibile nascondere le proprie forze nelle foreste e organizzare delle imboscate, oppure utilizzarle come punti d'avvistamento avanzato per prevedere le mosse del nemico.

    Questa caratteristica, che tradisce l'interesse di Relic di rendere più importante l'aspetto tattico dei combattimenti, spinge a riconsiderare i boschi come un elemento attivo del campo di battaglia, e non solo come mera fonte di legname. Per il resto tutto sembra molto simile al passato: i picchieri sono forti contro la cavalleria; le armi d'assedio sono distruttive contro le fortificazioni, ma vanno protette dalle cariche; la fanteria a distanza è efficace contro i combattenti corpo a corpo, ma debole agli accerchiamenti e alla cavalleria.

    Torneranno pure i sacerdoti, con il potere di convertire le unità alla propria causa, e i combattimenti navali. Le nuove tecnologie hanno permesso inoltre di ampliare considerevolmente la scala delle battaglie, che ora in una partita multigiocatore 4v4 possono ospitare fino a milleseicento unità in contemporanea. Per quanto riguarda lo sviluppo delle civiltà, invece, sono state mutuate caratteristiche sia da Age of Empires II che da Age of Empires III.

    Il gioco si ambienta nel medioevo e inizia durante la Dark Age, passa alla Feudal Age, poi alla Castle Age e infine alla Imperial Age, ricalcando così tutte le fasi del secondo capitolo. Dal terzo episodio ritorna la possibilità di scegliere che tipo di ricompense ottenere dall'avanzamento di età: il giocatore viene dunque spinto a fare delle scelte non banali in base a come vuole continuare la propria partita. Avanzare d'età vuol dire sbloccare nuovi edifici, nuove tecnologie, nuove unità, quindi avere un vantaggio rispetto a un avversario che è stato meno rapido a raccogliere le risorse necessarie a far evolvere la propria civiltà.

    Tra un'età e un'altra, inoltre, lo stile degli edifici cambia: si parte da costruzioni più funzionali e quasi primitive e si arriva a strutture più decorate che riflettono l'avanzamento tecnologico. Un discorso simile vale anche per la lingua ed è un aspetto interessantissimo, affrontato forse per la prima volta in un gioco di strategia. Per esempio la lingua degli Inglesi durante la Dark Age è quasi incomprensibile, mentre nelle età più avanzate si potranno ascoltare frasi in Middle English. Quest'attenzione è stata riservata a tutte le civiltà, il cui doppiaggio è stato registrato in giro per il mondo, dalla Turchia alla Mongolia.

    Una celebrazione della storia

    La storia non è un paese straniero, non è un libro arido: "la storia parla di persone reali che affrontano problemi reali e giungono a soluzioni meravigliose", ha detto Philippe Boulle, Narrative Lead, mentre raccontava che in Age of Empires IV ci sono circa tre ore di documentari che contestualizzano gli eventi storici delle campagne e raccontano aspetti della scienza e tecnologia medievale non strettamente legati alla guerra. Per rendere i filmati più accattivanti, ha spiegato l'Art Director Zach Schläppi, ha osservato i manoscritti miniati e da lì è venuta l'idea di rappresentare le figure e gli edifici del passato come sagome dorate. "L'intento", ha continuato, "era di creare una calligrafia fluttuante che dall'oscurità della "Dark Age" avrebbe illuminato il percorso fino al rinascimento". Il risultato è già visibile fugacemente nel video della Fan Preview e sembra molto efficace.

    Age of Empires 4, tuttavia, non avrà scopi strettamente educativi: "Il nostro obiettivo è accogliere le persone nella storia, così che possano approfondirla in autonomia", racconta Boulle, senza sminuire l'accuratezza dei documentari, realizzati in collaborazione con esperti. L'approccio sembra ben diverso da quello adottato nei predecessori - nei quali l'attenzione agli eventi storici era assolutamente subordinata alle meccaniche di gameplay o alle esigenze del racconto -, ma forse proprio per questo soggetto a qualche contraddizione.

    Pur avendo la possibilità di dissipare diversi dei falsi stereotipi relativi al medioevo, infatti, gli sviluppatori hanno deciso comunque di affidarsi ad alcune rappresentazioni storicamente non fondate: "Una delle cose che volevamo fare era dare ai giocatori un senso di progressione", spiega Schläppi, "Quando iniziano si trovano nella Dark Age, e tutto è oscuro, nebbioso, cupo. Se chiudete gli occhi, quali immagini di un film sul medioevo vi vengono in mente? Si inizia sempre con una foresta oscura e fumosa o qualche castello. Siamo partiti da questo cliché, che è molto popolare ma non molto vero, per poi creare progressivamente sempre più luce, più saturazione: man mano che l'impero viene sviluppato tutto si accende di colori." Insomma, lo stereotipo del medioevo buio e fangoso è sfruttato per inscenare l'ascesa verso un'età dell'oro, in questo caso identificata con il Rinascimento, che poco ha a che fare con la storia. Il nostro timore è che la scelta di affiancare sia rappresentazioni più in linea con un'immagine pop del medioevo sia documentari, che di base garantiscono una dose di autorevolezza e dunque un certo potere persuasivo, possa avere risultati non in linea o persino opposti a quelli prefissati.

    Sono chiaramente dei timori ancora molto cauti, ma non vi nascondiamo che ogni volta che viene mancata l'occasione di correggere il tiro su alcune rappresentazioni storiche approssimative, soprattutto se le possibilità ci sono, proviamo un po' di rammarico. In attesa del gioco, in ogni caso, potrete recuperare la nostra recensione di Age of Empires 3 Definitive Edition.

    Age of Empires 4 La Fan Preview ha cancellato molti delle incertezze su Age of Empires 4 e ci ha restituito l’immagine di uno strategico potenzialmente gigantesco e interessantissimo. Oltre alla nuova meccanica delle imboscate, siamo davvero curiosi di provare le campagne storiche, di giocare con le varie civiltà e mettere alla prova l’aspetto che finora ci ha colpito maggiormente: l’evoluzione dei linguaggi. Abbiamo solo qualche dubbio sulla possibilità di una contraddizione in termini di rappresentazione storica. In chiusura, vi segnaliamo che il titolo, previsto in uscita per l’autunno 2021, sarà disponibile su Steam e su Microsoft Store: la Storia ci aspetta!

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