Amnesia Rebirth: ritorna la serie horror di Frictional Games

Amnesia Rebirth riporta i giocatori nell'inquietante universo di The Dark Descent, promettendo anche ispirazioni all'ottimo SOMA.

Amnesia Rebirth
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nel 2010, Frictional Games instillava dubbio e terrore nelle menti dei videogiocatori grazie alla pubblicazione dell'inquietante e magnetico Amnesia: The Dark Descent. A dieci anni di distanza, la talentuosa software house è pronta ad ampliare l'universo di quell'oscura gemma videoludica, con la promessa di un biglietto di sola andata per un "viaggio straziante attraverso la desolazione e l'angoscia, che esplora i limiti della resilienza umana". L'annuncio di Amnesia Rebirth ha infatti confermato che nell'autunno di quest'anno le ombre torneranno a scivolare lungo le mura che avvolgono le nostre postazioni da gaming: con quali indicibili incubi si preparano ad avvolgere le menti e turbare i sonni del pubblico?

    La Rinascita dell'orrore

    L'immaginario di Amnesia: Rebirth trova spazio tra le pieghe del capostipite della serie: questo nuovo manifesto dell'incubo sarà infatti ambientato nel medesimo universo dell'originale Amnesia: The Dark Descent. Non vestiremo tuttavia i panni di Daniel, ma quelli di una protagonista completamente inedita: Tasi Trianon. L'incipit della vicenda vede la donna risvegliarsi nel cuore del deserto algerino. Come da tradizione della serie, tuttavia, non è in grado di ricordare né ciò che le è accaduto nel corso dei giorni immediatamente precedenti né che fine abbiano fatto i suoi compagni.

    La donna, probabilmente un'archeologa, è infatti giunta nel Paese africano a bordo della Cassandra, piccolo velivolo che ora giace tra le sabbie, vuoto, silente e completamente abbandonato. Dalla radio di bordo risuonano, inascoltate, richieste di contatto volte ad annunciare l'arrivo di soccorsi. La sensazione, tuttavia, è che questi non possano più offrire alcun tipo di aiuto a nessuno degli sfortunati membri dell'equipaggio, misteriosamente scomparsi.

    Poiché nulla è dato sapere del loro destino, non resta che concentrarsi sul presente di Tasi, che sembra essere tutt'altro che promettente. Le poche, fugaci, immagini che ci mostrano il mondo dagli occhi della donna delineano un quadro di inquietudine, follia e terrore sovrannaturale. Mentre vaga incerta in cerca di salvezza in un oscuro sotterraneo, la sua strada è sbarrata da letali trappole, marchingegni che emanano luminescenze aliene e, soprattutto, da un'oscura e inarrestabile presenza, che pur non mostrandosi ancora, sembra essere in grado di assorbire in sé ogni illusorio barlume di speranza.

    Ma qualcosa di altrettanto indicibile sembra celarsi anche all'interno dell'animo della donna. Particolarmente interessante, in tal senso, è uno degli indizi che hanno anticipato il reveal di Amnesia Rebirth.

    Tra questi figura infatti una breve sequenza video all'interno della quale è possibile avvistare una lettera scritta a mano, in una calligrafia nervosa che con tutta probabilità appartiene alla stessa Tasi. Il suo contenuto, che vi proponiamo di seguito, è a dir poco inquietante:

    "C'è un prurito dietro i miei occhi. Come se uno scarafaggio stesse scavando dei cunicoli lì, tra le pieghe del mio cervello, facendosi strada, mandibole che lacerano materia grigia. Come se un dito nodoso fosse stato spinto nella mia testa, un'unghia spezzata all'opera tra i miei pensieri. Voglio raggiungerlo con un ago per grattarlo. O forse con un pezzo di filo metallico. Infilandolo attraverso il dotto lacrimale.
    Filiformi vermi neri nuotano nei miei occhi. Quando penso a loro sono agitati e iniziano a dimenarsi. Sanno che ho paura. E li fa sentire peggio.
    Se restassi immobile. Se rilassassi la mia mente, se non pensassi a nulla e provassi a non avere paura, allora il prurito si attenuerebbe in un solletico generato da una piuma. Ho provato ad aggrapparmi alle note di una canzone, o ai colori di una splendida immagine, ma non funziona.
    Solo il vuoto mi dona qualche...
    Vorrei avere la mia pistola.
    "

    Qualcosa di oscuro si è dunque insediato nella mente di Tasi e non è difficile immaginare che sia collegato all'oscura ombra che la insegue e che sembra nutrirsi del suo terrore. Un dettaglio che in termini di gameplay potrebbe tradursi in un ritorno della barra dedicata al controllo della sanità mentale, elemento apprezzato già in Amnesia: The Dark Descent, ma invece assente dal suo successore Amnesia A Machine for Pigs.

    Ripetersi è un peccato mortale

    La scelta dell'ambientazione di questo nuovo capitolo non sembra affatto casuale. Coloro che hanno affrontato le insidiose tenebre del primo episodio della saga di Frictional Games ricorderanno infatti che il deserto dell'Algeria rivestiva un ruolo decisamente di rilievo nella composizione narrativa che animava il gioco. A rendere pressoché palese la correlazione, contribuisce, ancora una volta, uno dei contenuti distribuiti dal team di sviluppo nelle settimane antecedenti all'annuncio di Amnesia: Rebirth. Stiamo parlando del teaser trailer "I Am Tasi", durante il quale veniva anticipato il setting desertico e, soprattutto, veniva mostrata un'inquietante luminescenza azzurra: che l'area possa persino essere la Tomba di Tin Hinan?

    Qualunque sia la verità, è bene sapere che nel corso di questa nuova discesa negli Inferi della follia, la sabbia rovente non sarà la nostra unica compagna di viaggio: Thomas Grip, co-fondatore della software house, ha infatti confermato che il titolo includerà la più vasta selezione di ambientazioni finora mai vista in un gioco del team di sviluppo.

    Al motto di "nell'horror, la ripetizione è un peccato mortale", Grip ha inoltre rassicurato il pubblico su quelli che saranno i toni della produzione: come da tradizione dello studio, è escluso un ricorso a semplicistici jumpscare. Al contrario, Frictional promette di tener fede alle aspettative degli appassionati con un viaggio dai risvolti imprevedibili, in grado di suscitare nel giocatore una paura autentica, persistente e profonda.

    Nell'opera, gli sviluppatori mirano a portare con sé l'intero bagaglio di esperienze acquisite, fondendo le migliori caratteristiche delle proprie creazioni. In particolare, è stato anticipato che Amnesia: Rebirth farà tesoro di quanto realizzato dal team per la componente narrativa di SOMA. "Avere questo gioco realmente spaventoso, con tutto ciò che vi aspettereste da un sequel di Amnesia, ma aggiungervi anche un viaggio emozionante: raggiungere questo risultato è stato uno degli obiettivi principali durante lo sviluppo". Queste sono state le parole utilizzate dal co-fondatore di Frictional.

    Insomma, dal poco condiviso finora sembra che gli amanti delle storie dell'orrore possano attendere con la giusta dose di entusiastico autolesionismo ulteriori informazioni sul prossimo viaggio nel buio targato Amnesia. Ad attenderci nell'ombra ci auguriamo di trovare atmosfere angoscianti, popolate di presenze innominabili e personaggi costretti a fare i conti con il proprio inquietante trascorso.

    Viste le premesse di aderenza al primo capitolo della serie, sembra inoltre legittimo aspettarsi, oltre all'assenza di un qualsivoglia combat system, un forte focus sull'esplorazione di aree che celano trappole e insidie ad ogni passo, la necessità di risolvere ingegnosi puzzle ambientali e di dedicarsi alla ricerca di frammenti di diari, registrazioni e documenti per riuscire, progressivamente, a comprendere una realtà inaspettata che forse non avremmo mai dovuto conoscere.

    Amnesia: Rebirth I profondi abissi di Amnesia potrebbero animarsi nuovamente di oscure promesse il prossimo autunno, su PC e PlayStation 4. Fuggiremo al solo pensiero di avventurarci in un viaggio lungo gli scivolosi crinali della psiche umana e dell'orrore senza nome, oppure non sapremo resistere al richiamo di questa nuova minaccia firmata da Frictional Games? In tutta onestà, non vediamo l'ora di scoprirlo.

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