Anthem: il gameplay del gioco Bioware sotto la lente d'ingrandimento

Analizziamo più approfonditamente tutte le ultime novità trapelate sulla nuova, promettente opera dagli autori di Mass Effect.

anteprima Anthem: il gameplay del gioco Bioware sotto la lente d'ingrandimento
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il 22 febbraio 2019 il mondo (videoludico) non sarà più lo stesso. Di sicuro non sarà più lo stesso il nostro povero portafogli. Per quel giorno, in effetti, è prevista l'uscita di una quantità imbarazzante di titoli, quasi i publisher si fossero decisi ad attentare alle nostre finanze. Il 22 febbraio sarà presente all'appello anche Anthem, titolo dal pedigree più che rinomato, appartenente alla ormai nutrita scuderia EA.
    L'abbiamo visto all'E3, posto come ciliegina su una torta dal sapore agrodolce. L'EA Play della fiera losangelina, infatti, non ha brillato per vivacità e lucidità comunicativa ma, alla fine, abbiamo avuto l'opportunità di osservare più da vicino il nuovissimo GDR targato Bioware. In quell'occasione il titolo ha dato nuovamente sfoggio di una beltà visiva evocativa ed emozionante ma non ha approfondito proprio il punto forte di Bioware, ciò che potrebbe differenziare il prodotto da quello che già esiste.
    Recentemente, il team di sviluppo è tornato a parlare della propria creatura svelando qualche particolare in più, mostrando uno scampolo di gameplay più approfondito ma difettando, ancora una volta, di scostare il velo di mistero che avvolge il comparto narrativo.
    Certo, il video in questione mostra un brevissimo scambio di battute tra alcuni personaggi all'interno dello Strider prima dell'inizio della spedizione. Con tutta probabilità, però, il team non è ancora pronto a svelare le proprie carte su un aspetto così delicato.
    Anthem sarà un titolo dalla forte componente social, questo lo sappiamo. Un mondo condiviso ma allo stesso tempo personale, che pone delle sfide creative non indifferenti. A detta dei developer, la narrazione rimarrà improntata su un'esperienza più "tradizionale". Ciò significa che i tipici elementi ruolistici, come i dialoghi con NPC, non mancheranno e, anzi, potranno - pare - influenzare il prosieguo della storia in base alle scelte operate dal giocatore.
    Non dobbiamo comunque escludere del tutto dall'equazione la possibilità che la lore venga in buona parte esplicitata semplicemente attraverso alla raccolta di oggetti, rune e speciali reliquie sparse per l'intero il mondo di gioco. Questo è un aspetto sicuramente molto affascinante ma, ripetiamo, ancora nulla è trapelato ufficialmente e molte sono le incognite che un approccio del genere porta con sé.
    Al momento, non ci resta che prendere per buone le briciole che i developer spargono lungo il sentiero che ci condurrà sino a quel fatidico 22 febbraio.

    Un mondo imperfetto. Un mondo incompleto

    Dicevamo. Tutto inizia all'interno dello Strider, enorme veicolo che rappresenta un rifugio sicuro e una base da cui partire per esplorare il selvaggio mondo di Anthem. Il colossale quadrupede meccanizzato sarà, insomma, l'hub principale dedicato alle spedizioni nel mondo esterno, anche se non l'unico. Sappiamo infatti, dalle poche informazioni trapelate riguardo all'intreccio narrativo e al background, che ci sarà anche un altro luogo di fondamentale importanza: la città-fortezza di Tarsis, luogo sicuro in cui i brandelli dell'umanità rimasta cercano disperatamente di garantirsi la propria sopravvivenza e un futuro in un mondo ostile, in continuo mutamento, minacciati da forze esterne sia umane che sconosciute. Da un lato, il Dominion, fazione estremista militarizzata che si pone in aperta opposizione alla città-fortezza, le cui mire sono tese al recupero di antiche reliquie dei Creatori per sfruttarne la tecnologia in campo bellico.
    Dall'altro creature mostruose, plasmate dalle fucine senza controllo dei Creatori, "dèi" scomparsi ormai da eoni, che si sono lasciati alle spalle una tecnologia in gran parte sconosciuta ma ancora pienamente attiva, in grado di plasmare il mondo che la avvolge in un rigoglioso abbraccio. Ambiente selvaggio, mortale e corrotto quest'ultimo, che il team di sviluppo ha deciso di mostrare nuovamente spiegando più nel dettaglio alcune feature che caratterizzeranno la fase esplorativa. Anzitutto l'ambiente di gioco sarà "vivo", reattivo e in costante mutamento: a ogni nuova uscita corrisponderanno insidie e ricompense diverse. Anche il ciclo giorno/notte avrà un impatto sul mondo di gioco e sulle creature che potremo incontrare ma, riguardo a questo aspetto, non si sa ancora nulla.
    Prima di avventurarsi in una spedizione, poi, sarà possibile chiamare a raccolta i propri amici, i compagni di gilda o giocatori vicini per iniziare un'attività assieme a loro, indipendentemente dal livello raggiunto.
    Per i lupi solitari: si potrà comunque esplorare il mondo di Anthem senza compagnia ma, a detta degli sviluppatori, il tasso di difficoltà in questo caso sarà ben diverso.

    All'interno dello Strider, poi, sarà possibile scegliere il tipo di esotuta da indossare, personalizzarla tanto sotto il mero profilo estetico, quanto soprattutto per ciò che concerne gli armamenti e la tipologia di corazza. Ad esempio, nella missione prescelta dai developer, i giocatori partecipanti potevano vantare una discreta varietà di esotute: due dagli armamenti pesanti in stile tank (non a caso denominati Colossi) ma dal loadout molto diverso, e altre due più leggere riconducibili ai classici ruoli versatili di "ranger" ed "elementalista" (lo Stregone?), ovvero Specialisti con uno Strale dalla corazza leggera, maestri nel combattimento dalla distanza. Nessun altro dettaglio, purtroppo, è emerso.

    Si sa solo che il looting, di stampo prettamente ruolistico, rivestirà un ruolo fondamentale per garantire la varietà dell'equipaggiamento e che il team sta lavorando per poter rendere tale attività sempre fresca, divertente e soddisfacente anche dopo molte ore passate a esplorare il mondo di gioco.
    Non essendo previsto alcun tipo di PvP (al momento dell'uscita, badate bene), rimaniamo curiosi di scoprire in che modo (con che costanza e con che tipo di supporto) il team sarà in grado di garantire nuovi contenuti al titolo. Sappiamo, infine, che ogni Strale avrà accesso a diverse categorie di armi, con un sistema che andrà a sostituire la tradizionale suddivisione in classi e permetterà al giocatore di variare il proprio stile di gioco a seconda delle esigenze del momento, delle abilità sviluppate dal personaggio, dei gusti e, anche, della composizione della squadra con cui decideremo di partire. Da quanto evidenziato nel corso dell'azione, infatti, l'utilizzo delle abilità di Strali diversi potrà dar vita a combinazioni devastanti, ricompensate da un importante bonus dei danni portati agli avversari. E forse, un bottino differente?

    Dungeons & Strongholds

    La spedizione scelta dal team di sviluppo è tratta direttamente da una delle attività secondarie intraviste sulla porzione di mappa rivelata (su cui compariranno anche icone relative a campagna, eventi, punti di interesse e così via) e presenta un nuovo tipo di fazione ostile: i metamorfici, creature mostruose il cui scopo sembra esser quello di recuperare la tecnologia dei Creatori per piegarla al loro volere e produrre nuove, potentissimi armi.
    In particolare, il team di sviluppo ha voluto concentrare l'attenzione, oltre che sulle feature co-op e di esplorazione, anche sulla presentazione di una attività peculiare denominata Stronghold.

    In termini pratici, tali attività saranno labirintici dungeon da scoprire sparsi per il mondo di gioco, ricolmi di nemici, boss e ricompense. Secondo quanto anticipato, ogni Stronghold (o Fortezza, per dirla in italiano) garantirà almeno una quarantina di minuti di gioco. In questo caso abbiamo potuto osservare un dungeon stratificato, con un level design che pare eclettico e ispirato, con una discreta varietà di obiettivi, anfratti e soluzioni percorribili. Dai metamorfici e dal loro interesse per il manufatto dei Creatori, infatti, si è passati rapidamente a un'altra minaccia, più subdola e profonda, caratterizzata da un retrogusto più "classico" con ambienti claustrofobici, mefitici, inospitali, con uova di aracnidi giganti e una regina della colonia semplicemente enorme e sin troppo coriacea da buttar giù.

    Anthem Anthem sta lentamente prendendo forma. Il team di sviluppo sta pian piano svelando qualcosa di più, mettendo in evidenza elementi potenzialmente di grande impatto legati, prima di tutto e ancora una volta, a un mondo vivido, mutevole e straordinariamente ostile. Dinamiche co-op e le meccaniche che sorreggono il gameplay sembrano solide, anche se bisognerà capire in che modo interagiranno e si incastreranno le molteplici componenti relative, ad esempio all'esplorazione, alla personalizzazione dei propri Strali e alla composizione della squadra. Anthem è un gioco sicuramente molto promettente e dal potenziale immenso, anche se molti elementi (come la campagna, il sistema di personalizzazione e looting) rimangono avvolti dal più totale riserbo, motivo per cui non possiamo ancora comprendere appieno il lavoro e la direzione intrapresa dal team di sviluppo.

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