Armored Core 6: dopo Elden Ring, FromSoftware torna al suo amore per i mech

FromSoftware e Bandai Namco riportano in vita la serie Armored Core, in pausa da oltre un decennio: ecco cosa sappiamo su Armored Core 6 Fires of Rubicon.

Armored Core 6 Fires of Rubicon
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • SteamDeck
  • Estremamente popolari e numerosi nei primi anni 2000, nell'ultimo decennio i mecha game sono divenuti sempre più rari, ad eccezion fatta per il franchise di Gundam, che tuttora continua a ispirare una valanga di tie-in non sempre riuscitissimi (a questo proposito vi invitiamo a consultare la recensione di Gundam Versus). Per la gioia dei fan rimasti troppo a lungo a bocca asciutta, Bandai Namco sembrerebbe finalmente intenzionata a riportare in auge i robottoni, non a caso nel 2023 dovrebbero vedere la luce sia SYNDUALITY: Echo of Ada che Armored Core VI: Fires of Rubicon.

    In attesa che quest'ultimo atterri su PC e console, abbiamo posto sotto la nostra lente di ingrandimento i materiali recentemente diffusi in rete dallo sviluppatore FromSoftware, che dopo dieci esatti dal lancio di Armored Core: Verdict Day è tornato a cimentarsi col genere. Proviamo dunque a capire cosa dovremmo aspettarci dall'ormai prossimo reboot di uno dei migliori brand targati FromSoftware.

    Un nuovo inizio

    Inaugurato nel lontano febbraio 2009 con l'uscita dell'originale Demon's Souls, il filone dei souls ha riscosso un successo incredibile e inarrestabile, spingendo lo studio nipponico a focalizzarsi quasi esclusivamente su quello che di lì a poco sarebbe diventato un vero e proprio sottogenere dell'action RPG.

    Ciononostante, erano davvero parecchi i giocatori che in tempi recenti chiedevano a gran voce il ritorno di Armored Core. Benché dopo Armored Core 2 e Armored Core 3 la qualità delle sue iterazioni sia calata progressivamente, il franchise di FromSoftware è ricordato ancora oggi con tanto affetto, poiché rispetto ai congeneri la sua offerta ludica vantava un'ineguagliabile livello di personalizzazione. Sin dagli albori, difatti, gli utenti avevano la possibilità di alterare totalmente l'aspetto e l'armamentario dei propri Core, selezionando parti e armi fra centinaia di oggetti acquistabili nel negozio o comunque recuperabili dopo aver soddisfatto determinati requisiti. Una caratteristica ereditata solo qualche anno fa da DAEMON X MACHINA, che proponendo una visione moderna del genere mecha offriva tuttavia un'esperienza ludica un tantino diversa e meno hardcore di quella alla base del prodotto FromSoftware (per tutti dettagli rileggete la recensione di DAEMON X MACHINA). Essendo stato lontano dalla scena per un intero decennio, non è affatto escluso che la formula di Armored Core VI: Fires of Rubicon sia cambiata rispetto a quella che ricordiamo, anche perché, come asserito dallo stesso Yasutaka Ogura (producer) in occasione del Taipei Game Show 2023, l'esperienza coi souls ha cambiato profondamente il team di FromSoftware ed è quindi probabile che vi sia qualche tipo di "contaminazione".

    Trattandosi di un reboot a tutti gli effetti, il sesto capitolo numerato - che siamo convinti verrà acquistato da parecchi neofiti incuriositi unicamente dal nome dello sviluppatore stampato sulla copertina - sarebbe del resto il titolo ideale per apportare delle modifiche anche importanti all'intelaiatura ludica.

    Rubicon 3, il pianeta distrutto

    Laddove i precedenti episodi di Armored Core si intrecciavano dal punto di vista narrativo ed erano rigorosamente ambientati in una versione post-apocalittica della Terra, la prossima iterazione del brand abbandonerà il nostro sistema solare per condurci sul remoto pianeta Rubicon 3, sulla cui superficie è stata rinvenuta una nuova e potentissima fonte di energia. Ribattezzata in Coral, questa sostanza particolarmente esplosiva avrebbe dovuto far progredire notevolmente la tecnologia e gli strumenti di comunicazione a disposizione del genere umano, ma al contrario il suo utilizzo ha causato una terribile catastrofe: Rubicon e le stelle circostanti sono state quasi interamente incenerite, dando vita al cosiddetto "Burning Star System".

    Fiamme e tempeste si sono in parte placate quasi un secolo più tardi, motivo per cui il portentoso Coral è infine riemerso, richiamando a sé l'attenzione delle mega corporazioni del futuro. Sebbene il pianeta sia stato contaminato dal disastro naturale, su Rubicon 3 è recentemente scoppiata una guerra tra le diverse fazioni che vorrebbero il totale il controllo sulla potente sostanza alieno, spingendo il nostro alter-ego - un mercenario indipendente - a infiltrarsi sul remoto corpo celeste. Una singola battuta del gameplay trailer suggerisce che il soggetto C4-621 (il nostro avatar) sarà un "umano potenziato", vale a dire un individuo modificato per massimizzare le sue abilità di pilota degli Armored Core.

    Per il momento non sappiamo altro sull'intreccio, se non che questo prevede finali multipli e ramificazioni percorribili nelle partite successive, che almeno sulla carta dovrebbero garantire una discreta rigiocabilità.

    In compenso abbiamo appreso che il sistema di progressione è rimasto pressoché immutato. Come spiegato dallo stesso Yamamura, il gioco sarà suddiviso in parecchie missioni, che di volta in volta potranno trascinarci sul campo di battaglia per abbattere determinati obiettivi o inviarci a recuperare importanti registri dai relitti. A proposito delle mappe, è emerso che queste saranno molto ampie e differenziate, cosa che - conoscendo la bravura dei world designer di FromSoftware - dovrebbe garantire una soddisfacente componente esplorativa. Data la grande mobilità degli Armored Core, che grazie ai propulsori sono in grado di scattare in ogni direzione e addirittura spiccare il volo, non ci sorprenderebbe più di tanto se gli stage sfruttassero finalmente la verticalità per proporre arene e ambienti più elaborati di quelli cui la serie ci aveva abituati.

    Una formula rinnovata e più ragionata

    Osservando attentamente le clip di gameplay incluse nel soprammenzionato filmato non abbiamo potuto fare a meno di notare la grande velocità di movimento che i Core possono raggiungere e che appunto si tradurrà in epiche battaglie al cardiopalma.

    Sull'argomento il producer Yamamura ha specificato che, se la velocità media dei mecha si piazza tra quanto visto in Armored Core 3 e Armored Core 5, le esplosioni istantanee di velocità e gli improvvisi cambi di ritmo consentiranno ai combattimenti di Fires of Rubicon di eguagliare addirittura la sensazionale rapidità che contraddistingueva Armored Core 4, ossia l'episodio che (assieme all'espansione standalone intitolata Armored Core: For Answer) favoriva la creazione di unità esageratamente scattanti.

    La nostra attenzione è stata però catturata da un'importantissima novità che prende il nome di "Assault Boost" e che siamo certi farà la gioia di coloro che amano il corpo a corpo. Attraverso la pressione di un semplice tasto, la suddetta abilità di movimento offrirà la possibilità di passare istantaneamente dallo scontro a fuoco a lungo raggio al combattimento in mischia, permettendo di realizzare combo rovinose e sorprendenti. Immaginate infatti di bombardare il vostro avversario con missili e altre armi da fuoco, per poi attivare l'Assault Boost e finirlo a suon di spadate prima ancora che possa riprendersi dal primo attacco.

    Sospettiamo che per trarre il massimo vantaggio possibile da questa meccanica sarà necessario munire i Core di un armamentario ampio e diversificato, e in tutta onestà non vediamo già l'ora di mettere alla prova la soluzione escogitata dal team di FromSoftware.

    L'altra novità degna di menzione di Armored Core VI: Fires of Rubicon è rappresentata dal fattore Stagger, che più o meno funzionerà come in Final Fantasy VII Remake (avete già letto il nostro speciale sul combat system di Final Fantasy VII Remake?). Arrecando troppi danni all'avversario in una finestra temporale ristretta, questo cesserà momentaneamente di muoversi e per di più risulterà molto più vulnerabile, agevolandone non poco l'eliminazione.

    Giacché i danni inflitti all'indicatore Stagger varieranno in base all'arma equipaggiata, alla distanza e ad altri fattori non meglio specificati, la scelta dell'armamentario dovrebbe influenzarne l'efficacia ed è plausibile che Armored Core VI: Fires of Rubicon consenta di realizzare delle apposite build. Col giusto setup e una buona dose di strategia, che in Armored Core non ha mai gustato, persino gli oppositori più resistenti dovranno a un certo punto cadere sotto il peso dei nostri colpi.

    Storico pilastro portante dell'esperienza, la personalizzazione giocherà insomma un ruolo estremamente importante anche a questo giro, incentivando la ricerca dei componenti migliori e l'elaborazione di build particolari. Ogni Core, del resto, avrà quattro slot per le armi (due posizionati sul retro e uno per ogni mano), di cui potremo servirci per equipaggiare i fucili al plasma, i bazooka e gli immancabili missili a grappolo, per non parlare dei nuovi strumenti di morte studiati da impiegare a distanza ravvicinata.

    Installabili soltanto nella mano sinistra del nostro mecha, questi includeranno, fra le altre, lame a impulsi, lance e terrificanti motoseghe con cui tagliuzzare le corazze dei nemici. Non meno impattante sarà la scelta delle gambe dei Core, in quanto Fires of Rubicon porrà sul piatto almeno tre soluzioni diverse: il gameplay trailer suggerisce che le unità bipedi, essendo leggere e dotate di una mobilità superiore, privilegeranno le sfide corpo a corpo e gli scontri a mezz'aria, mentre i mecha quadrupedi domineranno il campo di battaglia con fucili e altre possenti armi a distanza.

    Una terza opzione, rappresentata dai mezzi cingolati, dovrebbe invece poter contare su una maggiore difesa, nonché sulla capacità di speronare gli ostacoli incontrati sul proprio cammino.

    Per quel che concerne infine i nemici, Yamamura ha promesso che in Armored Core VI: Fires of Rubicon ci troveremo "faccia a faccia con un'ampia varietà di nemici potenti di ogni forma e dimensione", che spazieranno dai giganteschi elicotteri da combattimento alle torrette mobili corazzate, senza dimenticare gli Armored Core delle fazioni a noi ostili. Il gameplay trailer che Bandai Namco ha caricato in rete immortala parecchi avversari colossali, implicando la volontà di FromSoftware di realizzare boss fight da non prendere alla leggera.

    Un po' come succede nei souls, per avere la meglio su questi titanici oppositori sarà quindi imperativo osservare e memorizzare i loro pattern di attacco, al fine di sfruttare eventuali aperture e magari sperimentare delle nuove strategie. La sensazione è che Armored Core VI: Fires of Rubicon voglia rispettare in pieno la tradizione del brand, regalando a neofiti e fan storici l'ennesima esperienza hardcore. Perlomeno stavolta potremo fallire e ritentare senza preoccuparci di poter perdere qualche anima, ad eccezione della nostra.

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