Astral Chain per Nintendo Switch: un viaggio nella dimensione astrale

A poco meno di due mesi dal lancio, abbiamo rivisto in azione Astral Chain di Platinum Games, in arrivo a fine agosto.

Astral Chain: fonti di ispirazione
Speciale: Nintendo Switch
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Switch
  • L'aspetto per certi versi più sorprendente di Astral Chain, la nuova IP di PlatinumGames in arrivo il prossimo 30 agosto in esclusiva su Nintendo Switch, è che non si tratta solo e soltanto del massiccio action game in terza persona che ci si potrebbe legittimamente aspettare dall'acclamato studio di Bayonetta e The Wonderful 101. Al contrario, la nuova creatura di Takahisa Taura (già Lead Game Designer di Nier: Automata, qui nelle vesti di Director) è un gioco sfaccettato, ambizioso, ricco e complesso. Così complesso da aver convinto la Grande N a non portare Astral Chain all'E3 2019 in formato giocabile, per evitare di semplificare troppo un titolo che si sta dimostrando a tutti gli effetti un po' diverso dal previsto.

    Secondo gli sviluppatori infatti condensare nei canonici quindici minuti di demo un'esperienza simile avrebbe dato un'idea parziale e per certi versi non del tutto corretta di ciò che Astral Chain ambirà a essere, perché - come accennato in apertura - non di solo combattimento vivrà una delle principali uscite di questa torrida stagione estiva.

    Servire e proteggere in una megalopoli al neon

    Non è insomma un caso che Filippo Ghisolfi di Nintendo of Europe abbia inaugurato la sua presentazione all'evento post E3 organizzato a Milano dalla casa di Super Mario proprio con una fase che non aveva nulla a che vedere con le combo, gli attacchi e le schivate al limite che mediamente fanno da ingredienti base per le produzioni PlatinumGames, concentrandosi invece sul mondo di gioco e sulle attività nient'affatto secondarie che andremo a svolgere in Astral Chain.

    Partiamo, giusto per dovere di cronaca, da un rapido riassunto per chiunque si fosse perso per strada le anteprime precedenti: Astral Chain è ambientato in un imprecisato futuro in cui mostri alieni denominati Chimere hanno invaso il pianeta Terra e decimato la razza umana, con i sopravvissuti asserragliati in una metropoli fluttuante chiamata L'Arca. Dopo aver scelto il sesso del protagonista e customizzato attraverso un editor l'aspetto del nostro alter ego, toccherà a noi vestire i panni dell'ultimo arrivato nel Neuron, un corpo speciale di Polizia che protegge la popolazione dell'Arca e combatte le incursioni delle Chimere con tutti i mezzi possibili.

    La scelta del protagonista maschile o femminile incide sulla trama: il sesso che non selezionerete diventerà quello del gemello del vostro alter ego, un personaggio fondamentale nella storia.

    La tecnologia è un fattore primario nell'universo di Astral Chain (e per certi versi non poteva essere altrimenti visto il coinvolgimento di Masakazu Katsura, apprezzato autore di Zetman qui nelle vesti di Character Designer): non soltanto il mondo è contraddistinto da gadget avveniristici e neon colorati in ogni dove, ma è ovviamente la Polizia a godere di particolari assi nella manica in grado di fare la differenza.

    L'Iris è ad esempio uno di quelli, nonché l'elemento attorno a cui è stata costruita la prima parte della demo: immaginate un sistema di realtà aumentata che, grazie alla possibilità di servirsi delle telecamere a circuito chiuso sparse ovunque e a chissà quale software predittivo, simula la modalità detective diventata ormai un classico irrinunciabile nei videogiochi.

    Attivando in qualsiasi istante questa interfaccia, il contesto di Astral Chain diventa ancora più fantascientifico: a schermo compaiono elementi luminosi altrimenti invisibili a occhio nudo, col risultato di riuscire a svelare i segreti delle macerie lasciate dagli assalti delle Chimere. L'altro elemento fondamentale è la Legione, ovvero l'arma biologica con cui si sviluppa il legame astrale del titolo: ne esisteranno di cinque tipi diversi, ciascuno con specifici punti di forza e peculiarità, e questi partner sovraumani si riveleranno una risorsa imprescindibile sia dentro che fuori dai combattimenti.
    Ghisolfi ha mostrato il funzionamento delle sezioni "investigative": con l'Iris rigorosamente attivo si vanno a scandagliare gli scenari, interagendo con i vari hotspot per coglierne gli elementi chiave. Molti passaggi sono giocati sul fatto che, grazie ai loro eccezionali equipaggiamenti, solo gli agenti Neuron riescano a vedere il mondo per quello che in effetti è in realtà: è ad esempio possibile scovare la Materia Rossa, una sostanza gelatinosa lasciata dai Chimera nelle loro invasioni interdimensionali, oppure impiegare la Legione per origliare ciò che dicono alcuni testimoni che pensano di chiacchierare indisturbati.

    Così facendo si raccolgono indizi che a schermo si trasformano in testi colorati di rosso, da utilizzare come risposte durante l'interrogatorio finale in stile Phoenix Wright con Max, capo del Neuron ma anche padre dei gemelli protagonisti. Com'è ovvio che sia - in pieno stile PlatinumGames - aspettatevi una votazione pure al termine della sezione investigativa, sulla base di parametri come tempo, completezza delle prove raccolte e correttezza nella ricostruzione degli incidenti.

    Sguinzagliare la Legione consuma progressivamente una barra della stamina dedicata. Quando il partner subisce dei colpi la stessa barra si riduce invece in maniera drastica.

    Esaurita la fase "di studio", siamo passati per così dire a quella di esplorazione: Filippo è arrivato a capire di doversi mettere alla ricerca di una Chimera dalle mani giganti responsabile del crollo di un ponte e del conseguente rapimento di cittadini inermi, e la Legione si è dimostrata indispensabile nell'individuare la traccia che si dipanava fra i meandri dell'Arca. Lo spostamento da una zona all'altra è stato di per sé assolutamente canonico, incentrato sull'idea di seguire una scia di particelle rossastre evidenziate dall'Iris, anche se meritano comunque di essere segnalati alcuni dettagli degni di nota.

    Il più significativo in termini di gameplay riguarda la presenza di diverse missioni secondarie, con side quest attivabili tramite dialoghi e interazioni con gli abitanti dell'Arca, mentre una nota di colore riguarda invece la possibilità di raccogliere rifiuti sparsi per la città guadagnando in cambio un po' di denaro extra (un approccio al servizio della comunità che tradisce l'impronta nipponicissima della produzione).

    Il breve zigzagare per il quartiere - a proposito, sempre e comunque nel massimo rispetto della legge, dal momento che non potrete attraversare la strada se il semaforo non è verde! - si è concluso con l'incontro/scontro con una Chimera dalle fattezze di un massiccio gorillone: una resa dei conti, ma soprattutto il tanto atteso momento di vedere all'opera il lato più canonicamente action di Astral Chain.

    Detto che Ghisolfi non ha esattamente reso giustizia a un combat system che si prospetta originale ed entusiasmante, l'impressione è quella di una sorta di spettacolare danza alternata tra il protagonista e la sua Legione. L'idea è infatti che si abbia il controllo diretto esclusivamente del poliziotto, mentre la gestione del partner non-umano è invece parziale: volendo è sempre possibile muovere la Legione sul campo di battaglia (ad esempio, facendola ruotare attorno a un avversario lo si avvolge con delle catene che permettono di improgionarlo per qualche istante), si possono impartire degli ordini facendo eseguire alla creatura una serie di mosse da sbloccare attraverso uno skill tree che promette di essere bello ramificato, ma gli attacchi veri e propri sono gestiti in modo autonomo dalla CPU. Un dualismo per certi versi senza precedenti e purtroppo ancora tutto da approfondire Joy-Con alla mano, che tuttavia potrebbe dare ad Astral Chain un sapore speciale se non persino unico.

    Scontro finale!

    Sconfitto il pachidermico avversario (in realtà non il vero responsabile del crollo del ponte), l'ultimo segmento della demo si è concluso con l'ingresso in un portale che ha condotto il protagonista nel cosiddetto piano astrale, sulle tracce di una pericolosa terrorista al servizio delle Chimere.

    L'incursione nell'affascinante limbo rossastro, uno scenario ricco di elementi astratti dalle forme squadrate, è servita per illustrare quanto in questa dimensione alternativa ci si possa dedicare prevalentemente a un'esplorazione a base di platforming e di semplici puzzle incentrati sulle abilità delle Legioni, con numerosi segreti da scoprire e diverse vie alternative da trovare.

    L'abilità speciale della Legione Spada è una citazione esplicita della tecnica Zandatsu di Metal Gear Rising: Revengeance. Corsi e ricorsi della storia di PlatinumGames.

    Insomma, un ulteriore tassello da aggiungere alla già citata complessità di Astral Chain. Il contatto hands-off con la promettente esclusiva per Nintendo Switch si è chiuso con una battaglia contro alcune temibili Chimere volanti, oltretutto protette da esseri capaci di schermarle dagli attacchi del personaggio principale.

    Quest'ultimo duello è servito per far capire come, a dispetto della totale assenza di un tasto per saltare, il sistema di combattimento di Astral Chain non risulti rigidamente ancorato a terra: al contrario alcune Legioni possono essere sguinzagliate addosso ai nemici in aria, per poi usarle come slancio per proiettare il protagonista a diversi metri dal suolo, dando il via a raffinate juggle aeree anche in sincronia con il partner. La stessa mossa "a elastico", con la catena che vincola la Legione impiegata per darsi la spinta, serve anche per superare spazi vuoti altrimenti insormontabili, dando una leggera spruzzata da platform qua e là.

    Per quel che ho avuto modo di vedere il fatto di avere a disposizione diversi sistemi di gioco, da impiegare sia in combattimento che non - per capirci, ad esempio la realtà aumentata dell'Iris in battaglia fornisce informazioni aggiuntive sui punti deboli e sulla salute dei mostri - rappresenta il cuore pulsante di Astral Chain. Un titolo che non ambisce a presentarsi esclusivamente come il prossimo grande hack 'n' slash in terza persona dalle sfumature di platino, bensì come un'esperienza sinceramente parecchio più ambiziosa del previsto, capace di offrire qualcosa di più della sola azione a testa bassa.

    Astral Chain Non senza una certa sorpresa, Astral Chain promette di essere un progetto ambizioso, con una portata probabilmente ben più ampia di quanto preventivabile fino a qualche settimana fa: lo studio di Osaka è pronto a lanciare un'esclusiva di peso, tecnicamente davvero pregevolissima, che non si limita a volersi proporre come un action all'apparenza fresco e originale. Certo, arrivati quasi alla soglia dell'uscita restano ancora da verificare diverse componenti di primaria importanza: dal peculiare sistema di combattimento all'equilibrio tra l'azione che chiunque si aspetterebbe da PlatinumGames e il resto del gameplay (un fattore da non trascurare, perché il ritmo complessivo dell'esperienza potrebbe risentirne in qualche misura). La presentazione post E3 è comunque se possibile riuscita a far crescere ulteriormente l'hype nei confronti di un titolo che muoio dalla voglia di provare: se Los Angeles mi aveva lasciato con una sete inesauribile di Astral Chain, Milano mi sta facendo letteralmente contare i giorni che ci separano da qui al 30 agosto - sperando magari in un evento hands-on previsto per le prossime settimane.

    Che voto dai a: Astral Chain

    Media Voto Utenti
    Voti: 39
    7.5
    nd