Astral Chain: il nuovo action di Platinum Games per Nintendo Switch

PlatinumGames torna alla carica con un action fantascientifico nuovo di zecca, sotto la supervisione di Hideki Kamiya.

Astral Chain
Anteprima: Nintendo Switch
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  • Switch
  • In un'epoca fatta di teaser, conti alla rovescia, annunci degli annunci e leak più o meno spontanei, è oggettivamente sempre più raro sorprendersi. Eppure, appena prima della fine del Nintendo Direct di ieri, lo stupore c'è stato eccome: promettendo due novità importanti, il buon Koizumi aveva invitato a rimanere sintonizzati sino alla fine della presentazione, e in effetti il Director del mai troppo lodato Super Mario Galaxy ha saputo davvero mantenere la parola. Le modalità di annuncio dei due principali pezzi grossi dell'appuntamento dedicato alle novità in arrivo su Switch nei mesi a venire sono comunque state diametralmente opposte: se Link's Awakening ha tradito ben presto la sua natura (è bastato un dettaglio dell'inconfondibile cappuccio del protagonista per lasciar intuire di essere al cospetto di un nuovo Zelda, facendo immediatamente impennare le pulsazioni...), Astral Chain si è al contrario divertito a lasciare un po' tutti sulle spine, disorientando chiunque per una trentina di secondi abbondanti.

    Passo a due

    Già, perché la nuova IP di PlatinumGames, ennesima esclusiva per Nintendo Switch che dopo The Wonderful 101 e i due seguiti di Bayonetta conferma ancora una volta l'ottimo rapporto che intercorre tra la Grande N e i maestri indiscussi degli action, è letteralmente sbucata fuori dal nulla. Così, senza il benché minimo preavviso e anzi col massimo del riserbo, evitando rumor o speculazioni di qualsiasi genere.

    Ecco perché, sulle prime, siamo rimasti tutti in bilico tra curiosità e stupore, tra incertezza e bisogno di conferme: un rapido scorcio di un'ambientazione futuristica, con uno strano velivolo hi-tech che solca i cieli, seguito da uno strano portale che squarcia la notte, liberando una mostruosità umanoide con un'armatura alla Warframe. Senza contare i due protagonisti, cyber poliziotti corazzati contraddistinti da un'estetica al 100% nipponica, ulteriormente enfatizzata da mossette teatrali che non sfigurerebbero in una serie Super Sentai.

    A livello tecnico Astral Chain si presenta piuttosto bene: l'ambientazione è definita dagli stessi creatori "una metropoli cyberpunk dove si incontrano anime e realtà".

    Se appunto i primi istanti del trailer confondono e stuzzicano, oscillando in bilico tra sincera meraviglia ed un pizzico di trash (in)volontario, le cose si fanno decisamente diverse non appena subentra lo stacco alle fasi di puro gameplay: lì basta l'azione dura e pura a spazzare via qualsiasi dubbio, a stupire ed esaltare con un ritmi indiavolati, slow motion "tattici" e spettacolari coreografie a due scandite da neon bluastri. Un crescendo fatto di situazioni bizzarre che trova il suo culmine non appena vengono svelati i nomi coinvolti nel progetto: Masakazu Katsura (mangaka creatore di ZETMAN e Video Girl Ai) al character design, Takahisa Taura (Game Designer di Anarchy Reigns e Nier:Automata) al debutto come Director e soprattutto un certo Hideki Kamiya (nientemeno che il papà di Devil May Cry e Bayonetta, un'autentica istituzione nel genere) alla supervisione.

    È soltanto a quel punto, ovvero quando la salivazione dello spettatore ha già iniziato a farsi a dir poco copiosa, che viene però calato l'asso che non ti aspetti: logo di Astral Chain, trademark di PlatinumGames e una data, 30 agosto 2019, tanto inattesa quanto deliziosamente vicina. E alla fine si rimane così, frastornati, sopraffatti dagli stimoli, a ringraziare con il più classico dei sorrisoni ebeti stampati in faccia. Ma facciamo un attimo un passo indietro, recuperando qualche informazione extra su uno dei papabili most wanted della prossima estate.

    Astral Chain è ambientato in un futuro prossimo, per la precisione in una metropoli multiculturale denominata The Ark. Il caos si scatena non appena si spalanca, senza apparente motivo, un portale da un'altra dimensione: mostruosità aliene di tutti i tipi iniziano a invadere la città, minacciando i suoi abitanti e corrompendo l'ecosistema. Le forze di Polizia ordinaria non possono ovviamente nulla contro avversari simili, ed è per questo motivo che viene istituito il Neuron, un reparto speciale dotato di abilità fuori dal comune. Il segreto di questa eccezionale task force è in particolare legato a una straordinaria arma vivente chiamata Legion: un'IA ultra tecnologica che non soltanto fa da partner durante le investigazioni, ma che è anche in grado di trasformarsi in un devastante alleato in combattimento.

    È infatti mentre imperversa la battaglia che Legion scatena tutto il suo potenziale, dando vita a quel peculiare gioco di coppia che sembra essere il cuore pulsante del gameplay di Astral Chain. Legion può essere usato in maniere diverse, adattando le sue caratteristiche a seconda dei nemici e delle situazioni: sarà per esempio possibile concentrarsi su un unico bersaglio, cercando di far valere la superiorità numerica e attaccando a testa bassa, due contro uno.

    Oppure si potrà lasciare lasciare Legion completamente libero di agire, in modo tale da concentrarsi su più avversari in contemporanea invece che su un singolo fronte. O ancora, potrete scegliere di rimanere nelle retrovie, assistendo Legion con oggetti speciali mentre il vostro fidato esoscheletro fa il grosso del lavoro in prima linea. Le potenzialità dal punto di vista strategico sembrano molteplici, e il concept di un action game così incentrato sulla sinergia ha un che di genuinamente affascinante: come si intuisce già dal trailer la spettacolarità è assicurata (un po' perché garantisce il pedigree di PlatinumGames, un po' perché la nostra IA pare mutare fisicamente forma, giusto per aggiungere quell'ulteriore tocco di stile extra), ed è difficile rimanere impassibili al cospetto di un combat system che promette di portare una sferzata d'aria fresca all'interno del genere hack'n slash.

    In Astral Chain vestiremo i panni di due gemelli appena reclutati dal Neuron. Si sceglierà uno dei due personaggi (maschio o femmina), mentre l'altro/a diventerà un PNG fondamentale per la storia.

    Seppur con una scala assai differente - perché Legion non ha certo le dimensioni colossali del drago Thuban - nonché con ritmi assai più incalzanti, da action puro, nel guardare Astral Chain la mente inevitabilmente si perde dalle parti dello sfortunato Scalebound: anche se al momento non ci sono conferme in merito, è possibile che l'idea alla base dell'indimenticato kolossal di Kamiya abbia in qualche maniera influenzato lo sviluppo del titolo, a maggior ragione considerando il coinvolgimento diretto del vulcanico Director di Resident Evil 2. Nelle interazioni fra i protagonisti di Astral Chain si rivedono infatti alcune delle peculiari dinamiche che animavano il rapporto tra Drew e Thuban, e in un certo senso è romanticamente bello credere che qualcosa di quello sventurato esperimento sia convogliato nell'infrastruttura neurale che lega Legion al suo compagno (magari anche solo in termini di IA o di regole generali per il sistema di combattimento).

    Nell'attesa di scoprire molto altro di Astral Chain - e soprattutto di metterci le mani sopra, verosimilmente all'E3 2019 - non possiamo non chiudere con una riflessione legata alla natura intrinsecamente duplice del gioco: che Astral Chain possa aprirsi ad allettanti prospettive co-op con un altro giocatore in carne e ossa, andando ad approfondire le meccaniche introdotte in parte nella modalità multiplayer di Bayonetta 2? Che si possa pensare a un'avventura da gustarsi dall'inizio alla fine in compagnia di un amico? Sarebbe soltanto l'ennesima sorpresa di un'esclusiva che pare avere più di un asso nella manica.

    Astral Chain Senza nulla togliere allo squisito remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening, Astral Chain può senza dubbio essere definito uno dei grandi protagonisti del Direct appena trascorso, se non addirittura la vera star dello show (specie per un certo tipo di pubblico, lo stesso che qualche settimana fa era rimasto così deluso dall’inatteso rinvio di Metroid Prime 4). Un action dal taglio alquanto originale che serve a ribadire lo speciale legame che lega PlatinumGames a Nintendo, nonché una potenziale solida esclusiva da aggiungere al catalogo di Switch. Considerando l’uscita tutto sommato ravvicinata e l’indiscussa expertise del team giapponese, c’è di che essere ottimisti: pronti ad arruolarvi nel Neuron e a diventare una cosa sola col vostro Legion?

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