Barotrauma: in fondo al mar alieno con Daedalic

Durante l'evento dei Deadalic Days abbiamo visto in azione Barotrauma: un simulatore di immersioni sottomarine da giocare anche in multiplayer.

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  • Barotrauma è forse il gioco che meno ci saremmo aspettati di vedere nella lineup dei Daedalic Days. Il publisher tedesco è famoso per la pubblicazione di avventure grafiche o di giochi di ruolo vecchio stampo, mentre questa volta ci siamo trovati di fronte ad un simulatore e, a detta del direttore dell'azienda, uno dei giochi più complessi mai pubblicati da Daedalic. Barotrauma è infatti un simulatore d'immersioni con un sottomarino, dove il mezzo è rappresentato in due dimensioni ma con tutte le sue caratteristiche accuratamente riprodotte, dalla sala comandi al reattore, fino ai portelloni per l'esplorazione sottomarina. Non si pensi però che Barotrauma non lasci spazio alla goliardia ed alla spensieratezza, la sua struttura multiplayer apre infatti la strada a scenari esilaranti e ad un alto tasso di divertimento, anche per chi non è molto avvezzo al genere.

    Nelle profondità di Europa

    Barotrauma è ambientato nelle profondità marine di Europa, uno dei satelliti di Giove. La scelta del setting è interessante, perché il piccolo satellite è grande oggetto di studi da parte degli astronomi: sotto la sua spessa coltre di ghiaccio si nasconde infatti un immenso oceano, e non mancano teorie che ipotizzano l'esistenza di specie di vita.

    Gli sviluppatori svedesi di FakeFish hanno costruito su queste supposizioni buona parte dell'esperienza di Barotrauma, che ci farà incontrare temibili mostruosità ma anche templi di civiltà ormai scomparse. La più grande fonte di ispirazione per il team, oltre al romanzo Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, è Faster Than Light, con cui Barotrauma non condivide solo la dimensione esplorativa, che porterà ad imbattersi in insidie ignote, ma anche parte del look e tante caratteristiche ludiche.

    Confrontato col suo collega spaziale, il gioco di FakeFish dà molto più peso agli elementi simulativi e fonda buona parte delle meccaniche sulla presenza di giocatori diversi, fino a sedici contemporaneamente. Ogni giocatore può scegliere di interpretare una classe: ci sono quelle essenziali, come il Capitano o l'Ingegnere, mentre altre più situazionali come il Medico, grazie alle quali, però, si possono eseguire compiti con più efficienza. In totale le classi sono sei e ciascuna di esse ha specifiche statistiche che ne determinano il ruolo all'interno dell'equipaggio del sommergibile.

    Lo scopo della squadra è di tenere il reattore centrale sempre funzionante e di riparare eventuali brecce nello scafo: le maggiori insidie proverranno dagli attacchi di mostri marini, che potranno essere debellati solo con coordinazione e spirito di squadra. È necessario che tutto il team ricopra una posizione specifica, chi ai cannoni per uccidere le creature, chi alla guida del mezzo e chi alle riparazioni, sia esterne (e che quindi richiedono di uscire nell'oceano) che interne.

    Il crafting è poi un altro degli elementi da tenere in forte considerazione, perché è attraverso esso che è possibile sviluppare nuovi strumenti tecnici e realizzare beni di prima necessità. Tuttavia l'unico modo per entrare in possesso di materiali da creazione è attraverso l'esplorazione dei fondali e di particolari punti di interesse. Durante la campagna principale è possibile scegliere la zona da raggiungere attraverso una mappa simile a quella di FTL, dove un'icona segnala il tipo di luogo o attività (sono tutti generati randomicamente) che si incontreranno.

    L'obiettivo principale della campagna è quello di giungere nell'area centrale, il tempo da impiegare per farlo e la strada da seguire dipenderanno esclusivamente dalle decisioni della squadra.
    Qualsiasi sia la natura del compito, in ogni caso, non è possibile agire in maniera scoordinata o avventata. Ogni dettaglio va pensato in anticipo, altrimenti si rischia, con la distruzione del sottomarino e la morte dell'equipaggio, di terminare in maniera molto brusca la partita.

    Un esempio lampante di una svista fatale è accaduto proprio durante la presentazione, in cui uno degli sviluppatori ha deciso di uscire nell'oceano per raccogliere alcune risorse. Aperto il boccaporto per l'esterno si è accorto troppo tardi di aver dimenticato di disattivare il pilota automatico, e così si è trovato sperduto mentre il sommergibile continuava la sua inesorabile discesa. Fortuna che quando si gioca in solitaria è possibile assegnare dei ruoli all'intelligenza artificiale, che può essere sostituita in qualsiasi momento dal giocatore: è così passato al controllo del capitano ed ha bloccato il mezzo per permettere il recupero del malcapitato esploratore.

    Da bug a caratteristica distintivaLa prima cosa che colpisce l'occhio quando si osserva Barotrauma in azione è il particolare - e buffo - ragdoll dei corpi. Ogni personaggio ha delle movenze accentuate ed irrealistiche, come fosse una bambola con le articolazioni bloccate. Gli sviluppatori ci hanno detto che inizialmente si trattava di un bug, tuttavia hanno ritenuto che fosse così ridicolo che non andava corretto. È così ora il multiplayer di Barotrauma è esilarante anche grazie alle movenze assolutamente scoordinate dei vari membri dell'equipaggio.

    Gli sviluppatori ci hanno comunque assicurato che rimanere dispersi nell'oceano è qualcosa che accadrà molto frequentemente. Alla morte di un giocatore, infatti, questo verrà fatto rinascere in un punto lontano dal sommergibile e dovrà ritrovarlo utilizzando il sonar. Il sonar è uno strumento molto utile anche quando si naviga direttamente con il sottomarino: ce ne sono due versioni, una meno potente che mostra una struttura solo abbozzata della mappa, ed una più chiaao ma anche più rumorosa, che può essere percepita dalle creature che abitano gli abissi. Questo è comunque solo uno degli strumenti con cui si dovrà avere dimestichezza: il sommergibile è infatti stracolmo di apparecchi elettronici che funzionano grazie ad un sistema di cavi realistico. Il programmatore l'ha paragonato al sistema della Redstone in Minecraft: di conseguenza collegando (o scollegando) le apparecchiature a questi cavi si produrranno differenti risultati, che potranno essere migliorati in efficienza grazie ad una pianificazione più attenta. I cavi, inoltre, si rovinano col tempo e vanno riparati dagli ingegneri, altrimenti potrebbero andare in cortocircuito e provocare degli incendi.

    Non bisognerà occuparsi solo dei danni strutturali, perché gli oceani alieni di Europa nascondono insidie ben peggiori. Nell'esplorazione è possibile che un membro dell'equipaggio venga attaccato da un parassita che lo trasforma in una sorta di zombie in grado di infettare gli altri membri della squadra. Oppure, una sosta prolungata nelle strutture aliene o il contatto con manufatti speciali possono portare alla pazzia: un personaggio che perde il senno ascolta dialoghi improbabili e vede cose che in realtà non esistono, come ad esempio degli incendi in tutto il sommergibile.

    Gli sviluppatori hanno pensato di inserire pure una modalità in cui uno o più giocatori sono in realtà delle spie, col compito di uccidere un membro dell'equipaggio senza farsi scoprire. Ci è stato spiegato che un modo rapido per terminare un bersaglio è quello di collegare un ordigno al cavo che alimenta il bottone per le porte e poi attirare l'obiettivo verso quella specifica direzione. Insomma, anche in questo caso è stato dato tanto spazio alla creatività ed al divertimento.
    FakeFish si sta preparando al lancio del gioco in Early Access (che partirà in primavera) e nel frattempo sta raccogliendo i feedback da una community riunita su Discord che conta all'incirca trecento membri. Inoltre, l'idea del team svedese è quella di lasciare ampie possibilità ai modder di sviluppare le proprie creazioni: per questo Barotrauma arriverà compendiato da un editor di sottomarini e ad un editor di personaggi, col quale sarà possibile inventare anche nuove creature. Il supporto a Steam Workshop sarà insomma parecchio, e ciò garantirà di certo dei contenuti in grado di modificare l'esperienza di base e donargli molta più varietà.

    Barotrauma Purtroppo Barotrauma è l’unico gioco mostrato durante i Daedalic Days che non siamo riusciti a provare direttamente. In ogni caso la sua identità da “drowning simulator” multiplayer, come lo definiscono gli sviluppatori di FakeFish, lo rende ai nostri occhi estremamente interessante. Si tratta di un prodotto indirizzato soprattutto a chi apprezza un certo grado di profondità e simulazione - senza esagerare -, ma anche a chi vuole solo divertirsi spensieratamente con gli amici, anche senza conoscere approfonditamente le meccaniche ludiche.

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