Batora Lost Haven alla prova: un Action RPG italiano da non sottovalutare

Batora Lost Haven è il nuovo gioco del team italiano Stormind Games che dopo Remothered torna con un Action RPG frenetico e stratificato.

Batora Lost Haven alla prova: un Action RPG italiano da non sottovalutare
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Batora: Lost Haven è la nuova produzione a cura di Stormind Games, il team italiano che ha già messo la firma sulla serie di Remothered (la recensione di Remothered Tormented Fathers è tutta vostra) . Questa volta però lo studio ha abbandonato i lidi del survival horror per ripartire da zero con un action rpg frenetico e stratificato, che ha tutte le potenzialità di dare il via a un nuovo universo narrativo. La demo messa a disposizione ci ha permesso di affrontare le prime fasi di gioco e fare chiarezza non solo sul gameplay di Batora ma anche sulla sua progressione narrativa. Un prodotto dalla forte impronta story driven che, nonostante qualche inciampo tecnico, ha saputo catturare la nostra attenzione.

    La fine del mondo

    La beta di gioco parte proprio dalle fasi iniziali, anche se il giocatore è immerso subito nell'azione. Avril, la giovane protagonista, si trova al cospetto della misteriosa entità chiamata Batora, che le racconta della catastrofe che ha appena distrutto la Terra e che l'ha resa l'unica speranza di salvezza non solo per la razza umana ma per tutta l'umanità. Grazie al potere conferitole dai due amuleti del Sole e della Luna, Avril è diventata la "Custode dell'Equilibrio" e dovrà imbarcarsi in un'avventura interplanetaria per ripristinare l'ordine cosmico e sventare le sinistre macchinazioni del malvagio Soren.

    Una tale responsabilità, che rischia di essere vissuta come un fardello, viene affiancata dai desideri di Avril, che innanzitutto spera di salvare la sua migliore amica Mila, da cui si è separata dopo un rocambolesco atterraggio sul pianeta Gryja. La storia di Batora è quindi innanzitutto un classico racconto di formazione e crescita personale, una narrativa sempre in bilico tra responsabilità collettiva e volontà individuali pervasa da un dualismo che caratterizza tutta l'esperienza ludica. Già dal filmato introduttivo è chiaro infatti quanta attenzione sia stata riposta tanto nell'elemento narrativo di Batora quanto nella sua esposizione, uno sforzo non scontato in un genere dove solitamente viene data priorità assoluta al gameplay e al combat system. Questo perché nelle intenzioni di Stormind Games c'è la volontà di creare una narrativa non lineare, una storia costellata di difficili scelte da prendere che modificheranno profondamente l'avventura di Avril. Nella demo sono presenti alcuni di questi momenti cruciali e la portata di queste decisioni non è affatto banale, ma per comprenderne pienamente l'effetto bisogna innanzitutto introdurre il gameplay di Batora.

    Alla scoperta del gameplay

    Lost Haven si presenta come un action rpg con visuale dall'alto. L'impostazione può ricordare quella della serie di Diablo, ma in realtà siamo abbastanza lontani da un possibile confronto diretto con la produzione Blizzard: in Batora l'attenzione non è tanto riposta sul looting quanto sul combat system.

    La peculiarità del gameplay si appella a quella dicotomia attraverso cui gli sviluppatori hanno costruito tutta l'impalcatura del titolo: gli amuleti di Sole e Luna hanno conferito un doppio potere ad Avril che si manifesta in due forme distinte, quella fisica e quella mentale, entrambe richiamabili a piacere con la semplice pressione di un tasto. La prima modalità corrisponde a uno stile di combattimento simile al corpo a corpo, mentre la seconda cambia l'approccio agli scontri mettendo a disposizione abilità che permetteranno di mantenere la distanza. Il vero cuore di questo combat system risiede però nella scelta di donare un differente colore tanto agli attacchi quanto agli avversari, una feature mutuata direttamente da Ikaruga, un grande classico degli shoot 'em up (volete rinfrescarvi la memoria? Eccovi la recensione di Ikaruga su Nintendo Switch). In sostanza, durante i frenetici duelli il giocatore dovrà tenere sempre d'occhio la tipologia cromatica dei mostri e scegliere di conseguenza quale modalità utilizzare come strategia offensiva. Optare per lo stesso colore del proprio opponente significherà arrecare danni maggiori, mentre attaccare con l'elemento opposto consentirà di caricare un indicatore delle combo che, una volta riempito, permetterà di attivare un incremento di danno nella natura opposta.

    Lo stesso discorso vale anche per la fase difensiva: Avril possiede ben due barre dell'energia, ognuna ovviamente legata a una delle nature della protagonista. Basterà anche solo l'azzeramento di una delle due per incorrere nel game over, quindi il giocatore potrebbe essere costretto a scelte tattiche difensive durante gli scontri, nel tentativo di preservare una delle due essenze.

    Questa interessante impostazione del combat system trova la sua massima espressione nelle boss fight. La frenesia action trova infatti il suo culmine in combattimenti contro titanici avversari che non solo riempiranno lo schermo di proiettili ma cambieranno sistematicamente la loro natura cromatica, richiedendo una certa attenzione da parte dell'utente.

    Rune e scelte morali

    Sebbene Batora non presenti elementi tipici degli RPG più complessi, e non ci sia la possibilità di creare una build personalizzata di Avril distribuendo i punti esperienza accumulati durante le battaglie, l'equipaggiamento delle rune consente di approcciare i combattimenti in modo variegato. Una volta equipaggiate, queste doneranno alla protagonista bonus e abilità sia attive che passive, come l'incremento di determinate statistiche.

    Le rune però per essere attivate richiederanno un numero specifico di punti divisi in tre categorie: neutrale, difensore e conquistatore. Il modo principale per aumentare la scorta sarà modificare il proprio allineamento morale, il che dipenderà direttamente dalle scelte che saranno prese durante i bivi narrativi proposti nel corso dell'avventura. Scegliere di dare priorità alle emozioni di Avril, decidendo di vendicarsi di un torto subito e togliendo la vita a un avversario significherà allinearsi verso il "conquistatore", ricevendo così rune specifiche e aumentando i punti di riferimento a disposizione che permetteranno di sbilanciare il personaggio verso un approccio più offensivo.

    E questo non è l'unico modo in cui la narrativa influisce sul gameplay: arrivati alla fine della demo alcune scelte prese durante la prima ora di gioco hanno modificato pesantemente gli equilibri con le fazioni autoctone di Gryja, addirittura imponendo un esilio ad Avril, e impedendole così di ritornare in un secondo momento sul pianeta. Questa è l'impostazione non lineare promessa dagli sviluppatori sin dal primo reveal di Batora: ogni scelta avrà il suo peso anche sullo sviluppo narrativo e i continui bivi decisionali condurranno a diversi finali alternativi.

    Ispirazioni e punti di riferimento

    Non è tutto però per quanto riguarda il gameplay. Se infatti le fasi esplorative sono ridotte all'osso, a spezzare l'azione tra un combattimento e l'altro sono stati ideati dei puzzle ambientali obbligatori che si svolgeranno in specifici dungeon. Qui il rimando a quanto visto nei sacrari di Breath of the Wild o, ancora meglio, nelle Cripte del Tartaro di Immortals Fenyx Rising è palese (recuperate qui la nostra recensione di Immortals Fenyx Rising).

    Sono stati infatti implementati enigmi basati su espedienti come pressione di pulsanti, piattaforme semoventi e sfere da controllare lungo percorsi labirintici, che rappresentano un piacevole diversivo anche se a tratti risultano eccessivamente derivativi.

    Questa è sicuramente una delle criticità di Batora: il continuo rimando a grandi classici, più o meno recenti, può essere un'arma a doppio taglio, e a volte si fatica a non soffermarsi su un confronto diretto con le palesi fonti di ispirazione da cui la produzione riprende a piene mani.

    Inoltre, il gioco è ancora in fase di beta e presenta imprecisioni a livello grafico, come stuttering e qualche calo di frame rate di troppo. È chiaro che in funzione della natura cross platform del titolo gli sviluppatori abbiano optato per una produzione che non punta sull'impatto grafico e ci auguriamo che la versione finale di Batora sia in grado di garantire la fluidità d'azione necessaria per godersi al meglio le fasi d'azione.

    Batora Lost Haven Complice un art style e un impatto grafico funzionali ma non memorabili, per capire quanto effettivamente Batora sarà in grado di rimanere nel cuore dei giocatori bisognerà aspettare una prova più approfondita. Ci sono comunque tutti gliRPGrpg, in grado di amalgamare tante suggestioni provenienti dai generi più disparati: le premesse sono incoraggianti e ci auguriamo che l'avventura di Avril sia in grado di mantenere fede alle sue promesse fino ai titoli di coda.

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