Anteprima Battleborn

Gearbox ri-presenta il suo quasi-MOBA, concentrandosi stavolta sulla componente co-op

anteprima Battleborn
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Nonostante continui ad avere una folta schiera di affezionati, il genere dei MOBA non è certamente noto per essere uno dei più vari nel panorama videoludico. A parte qualche differenziazione nelle meccaniche di base, tutti gli esponenti del genere sembrano voler continuare a proporre una struttura fin troppo fedele a quella dei capostipiti del genere, senza andare ad innovare o stravolgere troppo una formula che ancora oggi continua ad attirare una quantità di giocatori impressionante e - soprattutto - a generare introiti da capogiro. I MOBA sono ormai diventati una specie di gallina dalle uova d'oro, un mercato in cui tutti sembrano morire dalla voglia di tuffarsi.
Man mano che la scena va saturandosi di cloni di League of Legends e DOTA 2, però, buona parte dei videogiocatori sembra aver sviluppato una evidente insofferenza nei confronti del suddetto genere, che ha portato al fallimento di quasi tutti gli esponenti della categoria che non fossero i due colossi che lo hanno portato alla ribalta. Non stupisce quindi che l'annuncio di Battleborn, titolo di Gearbox presentato quasi come se fosse un MOBA qualsiasi, sia passato un po' in secondo piano. Ed è proprio questo, forse, il motivo per cui Gearbox ha pensato di focalizzare la prima "uscita pubblica" vera e propria di Battleborn sulla componente cooperativa del titolo, quella in cui l'esperienza del team con il celebre ed apprezzatissimo Borderlands sembra farsi più presente ed incisiva, e lo spettro del "more of the same" tipico dei MOBA appare più distante. La campagna PvE di Battleborn ci porta direttamente in un universo futuristico sull'orlo del collasso, in cui le varie fazioni, orfane delle loro terre natìe, sono costrette a convivere sull'ultima stella ancora abitabile e passare sopra alle proprie rivalità nel tentativo di respingere la forza oscura che ha ridotto l'universo in rovina.

Uno shooter ibrido

Il gameplay mostrato dai ragazzi di Gearbox, con nostra grande sorpresa, sembra intriso della stessa essenza che già aveva caratterizzato la loro opera precedente: Battleborn, così come Borderlands, è figlio della grande capacità del team di ibridare generi apparentemente incompatibili fra loro, estrapolandone gli elementi principali e ricombinandoli in modo elegante e mai eccessivo. La loro nuova creatura, almeno per quanto riguarda la componente cooperativa, sembra prendere molto dalle precedenti esperienze del team, sia dal punto di vista delle dinamiche di shooting in prima persona che da quello prettamente stilistico: i tratti marcati e volutamente "grezzi" di Borderlands qui lasciano spazio ad un cel-shading più raffinato e leggero, ma il tema di fondo resta comunque abbastanza simile.

Le differenze più significative sono rappresentate dall'abbandono dell'open-world in favore di una struttura a missioni e dalla presenza di un sistema di crescita del personaggio più in linea con quanto visto nei classici MOBA, con personaggi che iniziano ogni missione partendo dal primo livello per poi sbloccare abilità ed accessori extra nel corso della stessa: ad ogni level up sarà possibile scegliere fra due potenziamenti, secondo una struttura che permetterà al giocatore di sviluppare in modo diverso il proprio personaggio in base alle necessità del momento. A questo si aggiunge anche la presenza di quella che potrebbe benissimo essere considerata una variante delle classiche ondate di minion, eserciti di nemici piuttosto anonimi che vi verranno scagliati contro come se fossero carne da macello: sono nemici fragili che possono andare giù con estrema facilità, ma che grazie alla loro incredibile quantità potrebbero comunque diventare una minaccia concreta qualora la squadra non fosse in grado di coordinarsi in modo efficace. Per quanto riguarda il grado di sfida, quindi, gli sviluppatori sembrano aver scelto di preferire la quantità alla qualità; resta solo da vedere come tutto ciò sarà compensato dalla natura cooperativa delle missioni, che dovrà dimostrarsi in grado di controbilanciare la ripetitività dell'azione grazie alla collaborazione fra i giocatori.

Il level design - per quel poco che abbiamo avuto modo di vedere - sembra abbastanza lineare. La struttura complessiva della mappa pare essere divisa in aree piuttosto estese ma ben delimitate, in cui di volta in volta entreremo in contatto con una quantità spropositata di nemici da trucidare o con il boss di turno. Neanche le missioni sembrano spiccare per originalità, presentando ai giocatori una serie di obiettivi semplici, con l'unico scopo di guidarli attraverso le varie ondate di nemici. Detta in questo modo, senza tener conto della natura co-op della modalità in questione, potrebbe quasi sembrare una premessa poco allettante, ma non è affatto così. Le missioni cooperative di Battleborn dovranno essere svolte in gruppi da cinque giocatori, che avranno a disposizione un roster piuttosto variegato di personaggi da impersonare, ciascuno dei quali presenta caratteristiche ed abilità proprie che andranno a mutare in modo significativo l'esperienza di gioco: si passa dal gigante munito di mitragliatrice, lento ma potente, alla sua antitesi perfetta, una esile arciera decisamente più agile e precisa; non mancheranno ovviamente anche alcuni personaggi più inclini al combattimento corpo a corpo, che andranno a completare un cast capace di coprire in modo egregio tutti gli stili di gioco possibili. La speranza è che la grande quantità di nemici, l'ampiezza delle aree di gioco e la presenza, di tanto in tanto, di un pizzico di estensione verticale, possano favorire - come sembra - la collaborazione e la specializzazione dei vari personaggi. In tal caso, Battleborn potrebbe davvero risultare una piacevolissima sorpresa.

Dal punto di vista tecnico-artistico, invece, pur trovandoci di fronte ad una versione pre-alpha da cui è lecito aspettarsi qualcosa di non definitivo e quindi imperfetto, non possiamo che restare piacevolmente colpiti dallo stile grafico del titolo, in grado di veicolare in modo eccellente la natura sci-fi dell'ambientazione senza intaccare lo stile cartoonesco tanto caro ai ragazzi di Gearbox, che questa volta - come detto in precedenza - hanno cercato di dare al titolo un aspetto più aggraziato, il quale sembra abbandonare lo stile "ruvido" di Borderlands ed esaltare l'azione di gioco con colorazioni ancor più accese ed appariscenti. Il colpo d'occhio è senza ombra di dubbio piuttosto piacevole, resta solo qualche perplessità sulla varietà delle ambientazioni e sulla loro realizzazione, caratteristiche sulle quali al momento è ancora troppo presto per esprimersi.

Battleborn Lo scopo di questa prima apparizione ufficiale di Battleborn, avvenuta tramite un lungo trailer commentato direttamente dal team di sviluppo, è piuttosto evidente: cercare di spostare l'attenzione dalla componente competitiva - piuttosto criticata per la sua natura troppo simile ai canoni dei classici MOBA - su quella cooperativa, rimasta un po' in disparte al momento del primo annuncio di Luglio. A dirla tutta, Gearbox l'aveva detto fin da subito, che Battleborn non era un MOBA come lo intendevamo noi, e questa presentazione lo dimostra senza ombra di dubbio. Dopo averlo visto sotto questa nuova luce, non possiamo negare che le aspettative nei confronti del gioco dei creatori di Borderlands siano salite non poco: la componente PvE di Battleborn è molto meno distante di quanto potessimo pensare dalla precedente creatura di Gearbox, di cui abbandona la forte dipendenza da loot e la struttura ruolistica più canonica in favore di alcune caratteristiche prese, queste sì, direttamente dal mondo dei MOBA. Dal punto di vista del gameplay, il mix messo in piedi dagli sviluppatori sembra piuttosto interessante e variegato, più grazie alla presenza di un cast di personaggi ben caratterizzati e tutti diversi fra loro che non alla varietà delle situazioni, apparentemente ben lontana dall'essere il punto forte della produzione. Resta solo da capire come questo mix funzioni sulla lunga distanza e come sarà distribuito il peso di PvE e PvP nel martoriato universo di Battleborn; dubbi non di poco conto, che dopo aver finalmente visto qualcosa di più del titolo in questione non vediamo l'ora di dissipare.

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