E3 2021

Battlefield 2042: DICE torna in guerra con un nuovo sparatutto

DICE ed Electronic Arts presentano Battlefield 2042, il nuovo episodio della celebre serie shooter in arrivo a fine anno su PC e console.

Battlefield 2042
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Battlefield 2042. Si chiamerà così il nuovo capitolo della serie di sparatutto in prima persona sviluppata da DICE, in uscita il prossimo 22 ottobre, e ci sembra giusto cominciare questo pezzo proprio con il titolo della produzione. Che, per i giocatori con qualche anno sulle spalle e gli appassionati della saga, suona come una poderosa dichiarazione d'intenti. Oltre alla serie numerata e a quelli che possiamo definire spin-off (Hardline e Bad Company), nella storia di Battlefield il numero "42" compare in due occasioni fondamentali. La prima volta accompagna proprio gli albori della serie, con quel Battlefield 1942 che ha lanciato il team di sviluppo nell'olimpo dell'industria e ha ridefinito il concetto di "guerra totale". Qualche anno dopo fu la volta di Battlefiled 2142, ad oggi uno degli episodi più riusciti del franchise nonché uno dei migliori shooter futuristici mai arrivati sul mercato.

    È chiaro dunque che questo titolo sia importante. Così come 1942 fu un fondamento degli FPS a sfondo storico e 2142 servì a ridefinire gli sparatutto sci-fi, 2042 vorrebbe essere nuovo cardine della declinazione "moderna" del genere, e al contempo inaugurare una nuova generazione per il brand.
    Attenti però a far correre le aspettative. Mai come in questo caso vi suggeriamo di seguire da vicino il percorso di avvicinamento al prodotto, e aspettare di avere qualche informazione in più sul feeling e sul gameplay di Battlefield 2042. Questo articolo contiene soltanto una panoramica su mappe e modalità, sul modello di distribuzione dei contenuti, sulle ambizioni e le scelte creative del team di sviluppo.

    Ci sono inoltre da considerare alcuni elementi che rischiano di disinnescare a priori l'idea che 2042 possa essere una ripartenza integrale, come DICE vuole lasciarci intendere. Ad esempio il fatto che il gioco sarà cross-gen, sviluppato con una edizione ammodernata e aggiornata del "vecchio" Frostbite, ma non con una nuova versione numerata. L'idea che ci siamo fatti è che, al di là dell'estensione delle mappe, delle scelte ludiche che puntano ad ampliare dinamismo e mobilità, dei disastri naturali che si abbattono sulle arene di gioco, Battlefield 2042 sia ancora in bilico fra innovazione e conservatorismo, presentandosi come un capitolo "Bigger and Better", piuttosto che come un nuovo punto di partenza.

    L'assenza della campagna

    Battlefield 2042 non avrà una campagna single player. Nessuna storia da giocare, nessun racconto. Per chi volesse giocare da solo, o con un ristretto gruppo di amici, c'è la possibilità di lanciarsi nelle mappe multiplayer lasciando che gli avversari siano controllati dall'IA, ma si tratta di una magrissima consolazione (utile più come allenamento che come modalità single player vera e propria).

    Il team sostiene di volersi concentrare su quello che sa fare meglio, ciò che al contempo rappresenta il fulcro portante dell'esperienza: il multigiocatore. Ciò non toglie che i ragazzi di DICE non abbiano speso un po' di energie per inventare un contesto narrativo, una cornice in cui ambientare le battaglie di 2042. Gli antefatti narrativi raccontando di un mondo in cui, negli anni '30 del XXI secolo, tutti i problemi con cui conviviamo si inaspriscono irrimediabilmente: crisi energetica, flussi migratori incontrollabili, cambiamenti climatici devastanti. Di lì a poco molti Paesi si trovano sull'orlo del collasso economico e sociale, e falliscono senza scampo. Si crea così un flusso di persone senza patria, i No-Pats, rifiutati da tutti gli Stati che ancora si tengono in piedi, costretti ad arrangiarsi per sopravvivere. Nel 2042 scoppia una guerra per le risorse fra i due grandi blocchi dell'America e della Russia, e un blackout satellitare riduce la possibilità delle due superpotenze di utilizzare tecnologie missilistiche e truppe robotizzate: si torna alla fanteria, raccolta proprio tra le fila dei No-Pats.

    A onor del vero lo scenario futuribile di Battlefield 2042 non ci ha impressionati più di tanto, in quanto a carattere e originalità. Ci siamo trovati di fronte ad un'ambientazione un po' generica, ad una guerra moderna che sembra volersi mantenere un po' asettica e distaccata. Verrebbe quasi da chiedersi se i videogiochi che mettono in mostra un conflitto possano ancora raccontare la componente sociale e politica della guerra, o siano costretti a "stilizzarsi" per non urtare la sensibilità di nessuno o incappare in qualche terribile scivolone propagandistico come quello dell'ultimo Modern Warfare (stiamo parlando della rilettura della Highway of Death).

    O forse si tratta di una scelta precisa: alla fine quello che conta, in Battlefield, è la scala del conflitto, la mobilitazione di massa, e forse persino questa "leggerezza arcade" che trasforma i soldati in più impersonali soldatini, come quelli che usavamo da bambini. Ma allora, aggiungiamo, perché non recuperare direttamente il filone Bad Company? Sono questioni che a molti giocatori, appassionati di FPS, neppure interesseranno più di tanto, rispetto a tutto ciò che invece concerne meccaniche di gioco, gameplay, numero di mappe, di classi, di Specialisti. E di fatto sono elementi che non decreteranno direttamente il successo del prodotto. Sarebbe bello, però, vedere un grande team come DICE svincolarsi un po' da queste logiche, per infondere un carattere diverso - magari un po' più irriverente - alle proprie produzioni.

    Il Multiplayer

    Il multiplayer di Battlefield 2042 si reggerà su tre distinte tipologie di esperienza. Durante questo reveal il team di sviluppo ha presentato solo il primo elemento di questo tris, contraddistinto a sue volta da due modalità classiche.

    Vi possiamo però confermare che prima del lancio scopriremo qualcosa di più anche su Hazard Zone, una modalità a squadre basata sull'esecuzione di una serie di colpi, e infine su una misteriosa modalità sviluppata dalla divisione losangelina del team, che verrà presentata durante l'EA Play del 22 luglio. Restando nei confini di ciò che sappiamo finora, il primo nucleo dell'esperienza di gioco è identificato come la "Guerra Globale", e viene declinato attraverso due opzioni che i fan di Battlefield conosco bene: Conquista e Sfondamento. In entrambi i casi l'idea è quella di proiettare i giocatori in un campo di battaglia straripante di alleati e di nemici, in continuo mutamento non solo per la "levolution" (ovvero la capacità delle mappe di trasformarsi in tempo reale), ma anche per i repentini e sostenuti spostamenti di fronte.

    DICE sostiene di aver potenziato enormemente il senso di scala (su console Next-Gen e PC il numero massimo di giocatori sarà 128) e il dinamismo dell'azione, migliorando anche quella che viene definita "quality of life" o più semplicemente "esperienza utente".

    Andiamo con ordine. Non abbiamo avuto modo di studiare le planimetrie delle mappe né di scendere direttamente in campo, ma il team afferma di aver studiato planimetrie che amplificano e stimolano la varietà di situazioni. Ci saranno aree aperte naturalmente adibite allo scontro fra veicoli, zone chiuse in cui la battaglie si farà più personale, aree di dimensioni intermedie focalizzate sullo scontro fra piccoli team. I giocatori impareranno a riconoscere queste aree e direzionarsi dove preferiscono.

    Sarà possibile richiamare, in qualsiasi momento e in qualsiasi zona della mappa, un veicolo, così da non doversi più spostare a piedi per tratti interminabili, perdendosi l'adrenalina della battaglia. E in tema di veicoli, è stato annunciato che molti mezzi incentiveranno il gioco di squadra, grazie alla presenza di postazioni dalle funzioni più disparate: all'aumentare del numero di giocatori, aumenterà l'efficacia distruttiva del mezzo, visto che i giocatori potranno occupare postazioni per la rilevazione dei nemici, postazioni anti-aeree, persino postazioni per lasciare mine con cui danneggiare gli inseguitori.

    Classi, armi e loadout

    Ci sono novità importanti anche per quel che riguarda loadout, armi, personalizzazione delle classi. Battlefield 2042 chiederà al giocatore di scegliere uno Specialista con cui scendere in campo, in un sistema ibrido che mescola le caratteristiche degli hero shooter con una struttura da FPS classico. Intanto, non aspettatevi super mosse e abilità speciali, perché ogni specialista sarà caratterizzato da due elementi soltanto: un gadget primario e un "tratto" o abilità passiva.

    Gli specialisti avranno una caratterizzazione predefinita - insomma un nome, un volto, una nazione di provenienza - ma saranno comunque associati ad uno specifico archetipo di classe: ad esempio Webster McCay sarà il classico assaltatore, dotato di un rampino automatico per poter rapidamente aree altrimenti inarrivabili, e di una mobilità maggiorata durante la mira di precisione. Maria Falck sarà dotata di defibrillatore e pistola in grado di lanciare dardi curativi, Pyotr"Boris"Guskovsky potrà invece posizionare una torretta in grado di attaccare gli avversari. Oltre alle classi Supporto e Ingegnere, appena citate, non manca un Ricognitore dotato di drone, che stavolta potrà anche essere "parcheggiato" in una zona specifica della mappa affinché individui in automatico i nemici in movimento.

    Se non abbiamo citato le armi a disposizione degli specialisti, è perché ognuno di essi potrà scegliere qualsiasi bocca da fuoco, granata o gadget secondario fra quelli a disposizione. Potrete insomma creare un assaltatore con un fucile da cecchino o un medico dotato di lanciarazzi pesante. Non solo: durante il gioco sarà possibile richiamare un menù rapido per cambiare in un batter d'occhio ottica, tipologia di munizioni e impugnatura dell'arma. L'idea è quella di rendere il gioco più libero e dinamico, lasciando che i giocatori possano scegliere il proprio approccio e eventualmente operare delle correzioni direttamente sul campo di battaglia.

    Impossibile dire oggi, senza una prova diretta, come queste modifiche influiranno sul bilanciamento delle partite. In tema di Specialisti, tuttavia, possiamo confermare che al lancio di Battlefield 2042 ci saranno 10 specialisti fra cui scegliere, e che nei mesi successivi continueranno ad arrivarne altri. DICE ed Electronic Arts hanno deciso infatti di trasformare il prodotto in una piattaforma, senza paura di ribadirlo a chiare lettere: "Game as a Platform" era il titolo di una delle schermate della presentazione, che entrava nel dettaglio della distribuzione di contenuti.

    Battlefield 2042 adotterà un modello stagionale: nel primo anno di vita ci saranno 4 season, durante le quali saranno pubblicate nuove mappe (non sappiamo ancora quante, ma il ventaglio iniziale prevede 7 "stage"), nuove modalità (il Battle Royale non ci sarà fin dall'inizio, ma Dice promette "nuove informazioni entro un paio di mesi"), nuovi Specialisti (4 nel corso dell'anno-uno).

    Ogni stagione avrà un Battle Pass premium da acquistare, che conterrà soltanto elementi cosmetici, ma attenzione: mentre è confermato che tutte le mappe saranno accessibili dalla community, DICE non ha ancora specificato se gli altri contenuti andranno acquistati magari con un season pass.

    La poca chiarezza su questo fronte non ci lascia molto sereni, soprattutto perché se gli Specialisti inediti fossero disponibili solo a pagamento si creerebbero problemi evidenti di bilanciamento e prospettive non proprio allettanti. Ci sarà anche da valutare la frequenza di pubblicazione dei contenuti sulla lunga distanza e la prospettiva di vita di un progetto che sembra voler durare molti anni. Ma sono considerazioni che potremo fare in un secondo momento, dopo una prova diretta e quando le strategie commerciali di EA saranno esplicitate in maniera definitiva.

    Battlefield guarda al futuro

    La saga di Battlefield ha sempre fatto un vanto della componente tecnica e grafica, e questo 2042 esibisce miglioramenti anche su questo fronte. A giudicare da quello che abbiamo visto, la dimensione delle mappe è impressionante, e stando alle parole di DICE lo sarà anche la levolution.

    Le voci di corridoio legate alla presenza di grandi disastri naturali e eventi catastrofici su larga scala erano vere: in una delle mappe, ad esempio, potremo osservare un tornado che si muove in maniera imprevedibile lungo il campo di battaglia, afferrando auto, detriti e giocatori, per poi farli precipitare senza scampo. I soldati avranno a disposizione una wingsuit che gli permetterà di orientare la caduta, mentre osservano lo spettacolo furioso e terribile della tromba d'aria che fagocita ogni cosa.

    Ecco: se c'è un elemento che ci ha colpiti, nel corso della presentazione, è proprio la commistione di spettacolarità e dinamismo. In Battlefield 2042 ci sono tempeste di sabbia ai margini della mappa, zipline estese fra due palazzi, che permetteranno a squadre ben assortite di lanciarsi da un grattacielo all'altro, mentre elicotteri militari precipitano a pochi metri di distanza.

    L'idea è davvero quella di un campo di battaglia totalizzante e densissimo. In alcune mappe, ci racconta il team di sviluppo, i disastri naturali saranno imprevedibili, mentre in altri casi la levolution potrebbe essere innescata dai giocatori, come per esempio in Orbital, una mappa in cui si potrà avviare (o sabotare, con conseguenze esplosive) il lancio di un razzo spaziale.C'è anche da dire che 2042 conserva alcuni elementi visibilmente cross-gen, soprattutto per quel che riguarda i modelli poligonali. Su Next-Gen si notano miglioramenti negli shader e nei riflessi, nonché evidenti passi in avanti nell'ambient occlusion, per una migliore simulazione dell'illuminazione complessiva. È chiaro che il motore deve però essere molto scalabile, perché l'esperienza di Battlefield 2042 dev'essere compatibile anche con PS4 e Xbox One. Non sappiamo davvero nulla su come girerà il titolo sugli hardware più datati, tanto più che DICE non ha parlato di dettagli tecnici come risoluzione di rendering neppure per quel che riguarda le piattaforme uscite di recente. Sappiamo soltanto che il numero di giocatori, sui vecchi hardware, sarà limitato a 64, con conseguenze che interesseranno anche e soprattutto il layout delle mappe, evidentemente ridotto e contenuto rispetto a quello che troveremo su PC, PS5, Xbox Series X/S.

    Siamo un po' titubanti anche per quel che riguarda la simulazione fisica: se è vero che al passaggio fra una generazione e l'altra non ci saranno variazioni neppure su questo fronte, ci chiediamo se i nuovi algoritmi che gestiscono questo aspetto non rischino di risultare troppo semplificati.

    Lo scopriremo durante una prova con mano, che potremo effettuare probabilmente durante l'Alpha tecnica (fissata per l'inizio di Luglio), oppure nel corso della Beta, che ancora non ha una data precisa ma che sarà purtroppo accessibile soltanto per chi decide di preordinare Battlefield 2042. Saranno quei momenti d'incontro con il prodotto che ci permetteranno di avere un quadro più chiaro della produzione, e di entrare nel merito di questioni fondamentali per analizzare un prodotto come Battlefield 2042: mobilità dei personaggi, bilanciamento del sistema di Specialisti e delle armi, leggibilità dell'azione, time to kill e tempo medio di vita sul campo di battaglia, design e ispirazione delle mappe, spettacolarità.

    Battlefield 2042 Per il momento registriamo le dichiarazioni del team con interesse, ma avanziamo qualche dubbio sullo stile complessivo, un po' asettico e conservativo, e sul modello di distribuzione, che non è ancora stato esplicitato a dovere. Vedremo se l'ampiezza delle mappe, i miglioramenti all'esperienza e alla varietà di situazioni, la spettacolarità indiscutibile dell'azione basteranno a spazzare via queste ombre.

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