Battlefield 5: lo sparatutto Electronic Arts torna alle origini

Svelato ufficialmente Battlefield 5, il nuovo episodio della serie in uscita il 16 ottobre: un ritorno alle origini per l'FPS di EA e DICE.

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  • "Volevamo tornare là dove tutto è iniziato". Così Lars Gustavsson, Creative Director di DICE, ci introduce Battlefield V, il nuovo episodio della popolare serie di first person shooter che a partire dal prossimo 16 ottobre sarà disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC.
    E per chi non lo sapesse tutto è iniziato sui campi di battaglia del 1942, con uno sparatutto che in maniera tanto determinante contribuì a definire alcune delle caratteristiche principali del genere di riferimento. Tornare alla Seconda Guerra Mondiale, insomma, significa tornare alle origini, per quello che sembra essere un capitolo decisamente ambizioso. Anche se il team di sviluppo non lo dice apertamente, utilizzando strategie comunicative ben meno roboanti rispetto a quelle delle software house americane, Battlefield V rappresenta un deciso cambio di passo per la saga. Basta pensare alle novità centrali di questo episodio: una modalità cooperativa, la possibilità di costruire fortificazioni sul campo di battaglia (che si oppone alla distruttibilità ambientale diventata ormai marchio di fabbrica della serie), e soprattutto l'abbandono del season pass, per un supporto post-lancio finalmente continuativo e gratuito.
    Sono elementi potenzialmente in grado di cambiare il volto di Battlefield, e sebbene lo stile generale degli artwork rivendichi una certa continuità con i due predecessori, non abbiamo timore di dire che Battlefield V potrebbe essere il capitolo di rottura che in molti stavano aspettando, almeno per quanto riguarda struttura e opzioni di gioco. Sulla sostanza del gameplay, infatti, è ancora impossibile pronunciarsi: il primo playtest avverrà il 9 giugno in occasione dell'EA Play, evento che precederà di qualche giorno l'E3 di Los Angeles. In attesa di poter mettere le mani sul titolo, vediamo di riassumere tutte le novità che ci sono state mostrate.

    Cronache di Guerra

    Il trailer con cui si è aperta la presentazione di Battlefield V non ci è sembrato troppo adatto a darci una visione d'insieme del prodotto. A giudicare dai quei pochi minuti di sequenze finemente orchestrate sembrava di trovarsi di fronte ad una versione estremamente spettacolarizzata della Seconda Guerra Mondiale, a tal punto da pensare che ci fosse una sorta di passo indietro sul fronte del realismo e dalla credibilità. Soldati donna con protesi meccaniche, situazioni molto chiassose, mezzi di ogni tipo che precipitano sul campo di battaglia, travolgendo quasi senza sosta soldati animati da una furia quasi sovrumana. Probabilmente il team di sviluppo ha voluto assemblare un video d'impatto, lasciandogli il compito di incuriosire quella parte della platea più sensibile agli eccessi scenografici.

    Per fortuna la presentazione ha subito cambiato toni, confermando che il setting storico sarà trattato con le dovute attenzioni. Il ritorno delle War Stories, la componente single player di Battlefield V, ribadisce anzi la volontà di raccontare i momenti meno conosciuti del conflitto, i fronti rimasti "in disparte", lontani dal cinema di genere e dalle storie già vissute i decine di altri videogame. Non aspettatevi insomma di sbarcare per l'ennesima volta sulle spiagge della Normandia: la campagna di Battlefield V sarà nuovamente composta da una serie di piccole storie indipendenti e parallele, che ci porteranno ad esempio in Norvegia, al di sopra del circolo polare, oppure nei giorni terribili del bombardamento di Rotterdam. Non mancheranno scontri ambientati tra le campagne francesi, ed una visita al fronte del Nord Africa: l'obiettivo è anche quello di garantire una buona varietà di atmosfere e ambientazioni, per rendere la progressione più eterogenea possibile.
    Purtroppo allo stato attuale non sappiamo nient'altro sulle War Stories, mentre accogliamo con estremo piacere l'annuncio di una nuova modalità cooperativa, sostanzialmente inedita per la saga targata DICE. Si chiamerà Combined Arms e permetterà a cinque giocatori di lanciarsi sui campi di battaglia per conquistare gloria e ricompense di varia natura.
    Per il momento la presentazione non si è focalizzata troppo su questo game mode, ma sappiamo che ci sarà un sistema di obiettivi procedurali che la renderà giocabile e stimolante anche sulla lunga distanza. Per altro, tutti i progressi accumulati in Combined Arms, così come quelli legati alle War Stories e al Multiplayer competitivo, contribuiranno a far crescere la propria "compagnia", una sorta di rappresentazione di tutte le conquiste del giocatore, in cui si accumuleranno insomma tutte le armi sbloccate, i gradi ottenuti, le skin speciali guadagnate durante gli eventi speciali e a tempo. Il sistema di progressione sembra avere del resto un ruolo centrale, in Battlefield V: completando gli obiettivi giornalieri e le "imprese" sulla lunga distanza potremo anche sviluppare armi e mezzi. In pratica potremo installare dei perk per personalizzare l'esperienza di gioco con specifici equipaggiamenti. Il team di sviluppo garantisce un occhio di riguardo per il bilanciamento, confermando che ogni modifica avrà effetti sia positivi che negativi.

    Ad esempio installare delle batte rinforzate all'esterno di un carro armato potrebbe aumentarne la resistenza ma ridurne la velocità, mentre per quanto riguarda le bocche da fuoco sarà possibile ad esempio incrementare il rateo di fuoco a discapito della stabilità. Questo sistema permetterà comunque di creare diverse versioni della stessa arma o dello stesso mezzo, ciascuna da utilizzare in specifiche situazioni.
    Fermo restando che le ripercussioni di questa novità dovranno essere valutate pad alla mano, era ora che Battlefield integrasse un sistema capace di incanalare in maniera più efficace gli sforzi del giocatore, supportato per altro da una personalizzazione estetica finalmente convincente.

    In battaglia

    Battlefield V aggiungerà diversi aspetti inediti relativi al profilo ludico, che dovrebbero colmare delle lacune imputate dalla community ai precedenti capitoli. Il team sostiene, anzitutto, di aver migliorato la balistica, il rinculo e più in generale il feedback delle armi, che di conseguenza avranno un comportamento più gestibile e meno aleatorio. Un cambiamento richiesto a gran voce da diverse frange della community, che chiedevano un gunplay più preciso capace di valorizzare l'abilità dei giocatori.
    Impressionante, come del resto tutto il profilo tecnico, il lavoro sulle animazioni, che contribuirà a rendere le scene corali più avvolgenti, credibili e d'impatto. I miglioramenti in questo campo avranno ripercussioni anche sul gameplay: adesso i movimenti dei soldati potranno mutare a seconda delle condizioni del terreno di battaglia, e non sarà raro trovarsi impantanati in una zona fangosa o scivolare mentre corriamo su un fondo roccioso particolarmente sdrucciolevole. Il team ha inserito la possibilità di sparare buttandosi in avanti e poi esibendosi in una breve scivolata sul fianco, ma potremo anche lasciarci andare all'indietro e poi sparare supini, per un combattimento che diventa quindi molto più fisico. Fra le animazioni inedite c'è anche quella per trascinare un compagno ferito in copertura, e fare in modo che un medico possa curarlo senza esporsi al fuoco nemico: una piccola aggiunta che può risolvere il problema della scarsa utilità dei soccorsi nelle aree troppo affollate.

    Rinnovati anche gli algoritmi legati alla distruttibilità ambientale: la scena di un carro che sfonda le pareti di un piccolo edificio lascia davvero impressionanti per la quantità di detriti che il motore di gioco riesce a gestire. DICE promette reazioni sempre credibili e mai scriptate, calcolate a seconda della fisica dei colpi e degli impatti. Ma, come dicevamo in apertura, in questo nuovo episodio della serie l'operazione "distruttiva" non sarà l'unica portata avanti dai giocatori. Sarà infatti possibile costruire fortificazioni di vario genere: tutte le classi avranno a disposizione gli attrezzi necessari per allestire trincee, piccoli casottini rinforzati, barricate, paracarri in cemento per arrestare l'avanzata dei tank e reticoli di filo spinato.
    L'obiettivo è quello di rendere il campo di battaglia ancora più dinamico, e lasciare ai giocatori una maggiore libertà nell'interpretazione del conflitto. Alla stessa esigenza risponde la capacità di utilizzare i mezzi per spostare le postazioni di fuoco fisse all'interno della mappa: basterà agganciare ad un carro una torretta antiaerea per piazzarla dove preferiamo. La prospettiva è sicuramente interessante, anche se dovremo valutare che influenza avrà sui ritmi e sugli equilibri dello scontro.
    Molto interessanti invece sono tutti gli interventi pensati per valorizzare ed incentivare il gioco di squadra.

    Come prima cosa il team ha pensato di fare in modo che, dopo ogni morte, i giocatori non finiscano direttamente nella mappa tattica, ma entrino invece in modalità osservazione, con la possibilità di guardare cosa stanno facendo i propri compagni. In questa maniera sapremo sempre quando effettuare il respawn presso di loro e quando invece saranno esposti al fuoco nemico, e potremo decidere se davvero convenga raggiungerli al volo oppure optare per una ripartenza dal campo base.
    Scegliere il respawn nei pressi di un compagno, in ogni caso, permetterà di tornare in battaglia al volo, ma con un numero ridotto di gadget e munizioni. Un'eventualità che non dovrebbe costituire un grosso problema, visto che adesso sarà possibile raccogliere proiettili dai corpi di tutti i nemici uccisi, e che grazie al meccanismo di costruzione potremo sempre creare un punto di rifornimento per tutto il team.
    Effettuare respawn di squadra e completare gli obiettivi assegnati dal leader permetterà infine di guadagnare punti con cui ottenere vantaggi per la partita in corso, un po' come funziona per le ormai classiche killstreak del ben noto rivale. Si potranno richiedere bombardamenti a tappeto, cortine di fumo, oppure dei Tank particolarmente resistenti, utilizzabili soltanto dal proprio team. Anche in questo caso andrà valutato il bilanciamento di questa novità ed il suo impatto sull'esperienza di gioco, anche se ci è parso di capire che DICE, per questo capitolo, preferisca privilegiare la varietà di situazioni, il gioco di squadra e l'immersività del conflitto, piuttosto che un bilanciamento clinico e impeccabile. Considerati quali sono i pilastri della produzione, e le ambizioni ancora molto ridotte in ambito esport, diremmo che potrebbe essere la strada giusta per presentarsi come una valida alternativa alle proposte della concorrenza, puntando su quello che ha sempre contraddistinto la saga di Battlefield: coralità e partecipazione.

    Un gioco in evoluzione

    Ormai sembra averlo capito quasi ogni team di sviluppo al lavoro su un First Person Shooter: il modello di supporto post-lancio legato alla distribuzione di DLC a pagamento, semplicemente, non funziona. Ha il solo effetto di frammentare la community, mentre i contenuti aggiunti dopo il day one vengono giocati da una parte infinitesimale degli utenti, facendo sì che buona parte dell'impegno produttivo legato alla loro creazione venga in qualche modo sprecato.
    E così DICE, seguendo la filosofia che già aveva abbracciato con Battlefront, conferma un cambio di direzione anche per Battlefield V: il supporto post lancio, che in questo caso prende il nome di Tides of War, diventa gratuito e continuativo. E senza la minaccia delle microtransazioni: il team conferma che non ci saranno lootbox, che i sistemi per sbloccare armi e skin saranno solo ed esclusivamente legati agli obiettivi in-game, che gli unici elementi acquistabili saranno estetici.

    Nessun vantaggio di nessun tipo, insomma, per chi decide di tirar fuori la carta di credito: neppure strani boost che velocizzino l'acquisizione di punti esperienza. Sia DICE che Electronic Arts, in questo caso, vogliono disinnescare i fattori di rischio e riconquistare la fiducia dei giocatori. Per farlo hanno imbastito un supporto virtuoso anche dal punto di vista quantitativo, almeno sulla carta: le "Tides of War" porteranno nuovi contenuti e modalità in tutti i comparti di gioco. Stando alle parole del team, insomma, non ci saranno soltanto nuove mappe, nuovi obiettivi ed eventi a tempo, ma anche War Stories inedite, così da soddisfare una delle richieste più pressanti della community. Il calendario delle pubblicazioni sarà sempre ben visibile e chiaro, e ogni contenuto aggiuntivo sarà valorizzato da eventi speciali, ricompense esclusive e, in qualche caso, persino da una narrativa creata appositamente per l'occasione. Uno degli esempi dell'impegno del team per dare anche al multiplayer uno sviluppo più avvincente è rappresentato dalla nuova modalità Grand Operations, evoluzione delle "Operazioni" già viste nel precedente capitolo. In pratica la sfida si disputa su quattro diverse mappe ed altrettante modalità, ma l'esito di ogni scontro influenza alcuni elementi nel match immediatamente successivo. Spediti sul fronte olandese, per esempio, capiterà di doversi paracadutare sul campo per sabotare le postazioni anti-aeree del nemico. Il numero di respawn a disposizione degli attaccanti nello scontro seguente dipenderà direttamente dalla quantità di torrette fatte saltare in area.
    DICE spiega inoltre che nel caso in cui uno dei due schieramenti sia chiaramente in vantaggio, le Grand Operations potranno concludersi al terzo incontro. Diversamente, se le forze in campo saranno equilibrate, si andrà all'ultima battaglia, giocata in condizioni di estrema tensione nella modalità Last Man Standing: nessun respawn e un solo caricatore per ogni giocatore. "Immaginate di aver combattuto per oltre un'ora nelle precedenti fasi dell'operazione", racconta il Creative Director: "adesso la vittoria o la sconfitta dipenderanno dallo sforzo e dalla determinazione di ogni singolo soldato, ed ogni pallottola esplosa avrà un peso fondamentale della risoluzione dello scontro". Alle Grand Operations si aggiungono ovviamente tutte le modalità classiche degli ultimi Battlefield, per un'offerta che vuole essere più che solida fin dal lancio. Nessuna informazione, invece, sul numero di mappe e ambientazioni presenti al day one.

    Battlefield 5 La prima apparizione di Battlefield V non è partita sotto il migliore degli auspici, per colpa di un trailer che è sembrato un po' troppo sensazionalista, artificiale, e non del tutto in grado di valorizzare - come DICE ha sempre saputo fare - il contesto storico di riferimento per il suo FPS. Eppure, nel corso della lunga presentazione che ha seguito il reveal ufficiale, DICE ha saputo catturare la nostra attenzione, incuriosirci, e dimostrare che dietro al nuovo capitolo della serie c'è tanta sostanza e un po' di voglia di cambiare. Il team sembra aver voluto disinnescare, anzitutto, le criticità storiche della saga, imputate dalla community ad ogni capitolo: ecco quindi che il gunplay viene reso più preciso e gestibile, il gioco di squadra viene largamente incentivato, ed il supporto post lancio diventa gratuito. Basterebbe questo per guardare al quinto Battlefield con ritrovato interesse, ma il team insiste ulteriormente: un lavoro impeccabile sulle animazioni, la possibilità di costruire fortificazioni e barricate, ed un campo di battaglia ancora più dinamico sono tutte feature che risaltano sul “biglietto da visita” della produzione. Fermo restando che, a vederlo girare su Xbox One X, Battlefield V lascia letteralmente a bocca aperta per qualità del dettaglio grafico, pulizia, pienezza dei colori e definizione delle texture. Dal punto di vista tecnico c'è davvero poco da fare: DICE non ha davvero rivali nel campo degli sparatutto in prima persona. Resta ovviamente da valutare il bilanciamento delle novità, alcune delle quali potrebbero avere un impatto importante sul gameplay, e urge una prova con mano per capire se le modifiche su rinculo e balistica siano avvertibili e sufficienti a rendere meno confusa l'azione di gioco. Pochi giorni prima dell'E3 vi aggiorneremo su questi aspetti. Il successo della produzione dipenderà anche dal ritmo con cui le Tides of War porteranno sui server nuovi contenuti, nonché dall'efficacia del sistema di progressione. Per capire il peso di questi aspetti, tuttavia, ci toccherà aspettare l'uscita, a metà ottobre. Restate con noi.

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