Biomutant: un Action RPG Open World dallo stile unico

In attesa della recensione di Biomutant a fine mese approfondiamo la natura e l'evoluzione di questo interessante progetto.

Biomutant 4K
Anteprima: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Tenendo presente i posticipi e i lunghi periodi di assoluto silenzio che hanno costellato il travagliato percorso compiuto da Biomutant negli ultimi quattro anni, stentiamo ancora a credere che il prodotto arriverà tra le nostre mani tra qualche settimana appena. Quasi a volerci ribadire che non sia tutto frutto della nostra immaginazione, il publisher THQ Nordic ci ha recentemente invitati a una presentazione, durante la quale Stefan Ljungqvist di Experiment 101, direttore creativo di Biomutant, ci ha fornito una panoramica sul gioco, prestando particolare attenzione alla personalizzazione del personaggio e delle sue armi e illustrandoci il funzionamento delle "resistenze ambientali". In attesa della recensione, vi ripresentiamo a nostra volta l'action RPG avente per protagonista un procione (o panda minore) agguerritissimo e destinato a far parlare molto di sé.

    La manipolazione del DNA

    Avevamo già toccato il tema della personalizzazione nella nostra precedente anteprima di Biomutant, ossia quando lo stesso Ljungqvist rivelò che all'inizio della campagna saremo chiamati ad alterare il DNA del nostro peloso alter-ego. Una volta avviato Biomutant, difatti, ci troveremo compiere diverse scelte che plasmeranno non solo il nostro personaggio, ma anche le prime ore dell'avventura.

    Andiamo per gradi, specificando che la prima delle suddette decisioni da prendere riguarderà la razza del nostro ibrido: ve ne sono infatti sei, le quali alterano sensibilmente l'aspetto, i parametri principali e persino la velocità di movimento dell'animale mutante. Quella dei Primal, ad esempio, è una razza la cui mutazione genetica privilegia abilità a agilità a discapito di un intelletto meno sviluppato. Al contrario, i Dumdon rappresentano la razza antropomorfa meno sviluppata in assoluto, in quanto compensano le scarse doti mentali con una forza fisica fuori dal comune, mentre gli emarginati Rex presentano un DNA bilanciato che li rende virtualmente in grado di affrontare qualsiasi sfida. Se la caratteristica principale degli Hyla è una capacità rigenerativa che li rende estremamente resistenti, i Flip si distinguono invece grazie al genio evoluto e direttamente collegato al potere del Ki, che di conseguenza amplifica i loro poteri Psionici. Quella dei Murgel è infine la razza più bizzarra di tutte, in quanto il loro DNA privilegia aspetto, fortuna e carisma, rendendoli peraltro degli abili barattatori.

    Una volta selezionata la razza desiderata, Biomutant ci consentirà poi di personalizzare le statistiche del peloso, sacrificando anche quattro parametri diversi per potenziarne il quinto: è una scelta che non ci convince solo in parte, in quanto le alterazioni più estreme (e un po' scellerate) possono addirittura azzerare le peculiarità e vanificare la diversificazione tra le varie razze descritte poc'anzi, portando ad esempio alla creazione di un Rex con scarso carisma e doti fisiche esorbitanti. La decisione successiva riguarda invece le "resistenze ambientali" menzionate nell'introduzione, che sono appunto quattro (calore, freddo, radioattività e rischio biologico), più una quinta non selezionabile e legata all'ossigeno.

    Come spiegatoci da Ljungqvist, in Biomutant vi sono aree alquanto letali in cui i punti salute del procione mutante calano col passare dei secondi, provocandone l'inevitabile morte. Per rallentare il processo e consentire alla creatura di inoltrarsi nelle suddette, il team ha dunque escogitato una meccanica che permetterà ai giocatori di ottenere il 24% di resistenza a uno dei quattro fattori o comunque il 12% a due di essi.

    Anche questa è in realtà una meccanica sulla quale abbiamo qualche riserva: dal momento che sarà l'equipaggiamento ad alterare e rafforzare di volta in volta le resistenze, invitando gli utenti a modificarlo e aggiornarlo di continuo, a conti fatti la scelta iniziale potrebbe determinare soltanto le aree visitabili nelle prime ore della campagna ed esaurire la propria utilità nelle fasi immediatamente successive. Non sapendo però quanto grandi e frequenti saranno le zone a rischio, né l'entità dei bonus conferiti dall'equipaggiamento, ogni giudizio in merito è sospeso fino al momento in cui porremo Biomutant sul banco di prova.

    Sorvolando le opzioni che permettono di personalizzare il colore principale e le tinte assunte dalla pelliccia del mutante, la quarta e ultima decisione affidata al giocatore riguarda infine la classe in cui specializzare il proprio alter-ego. Ve ne sono cinque in tutto e, al pari delle razze, ognuna di esse interviene sulle statistiche e sulle abilità della creatura. Il versatile Dead-eye è ad esempio un fuorilegge specializzato nell'uso delle armi da fuoco, tant'è che queste si ricaricano all'istante e ogni successivo caricatore tende ad arrecare il 20% di danno in più.

    Proseguendo, i Commando sono considerati degli agenti d'élite, lavorano in piccoli gruppi le loro armi a lungo raggio infliggono il 10% di danno in più all'obiettivo. Come suggerito dal nome, la peculiarità degli Psi-Freak va ricercata nelle straordinarie abilità psioniche che, ad esempio, permettono loro di rigenerare molto velocemente il Ki e di lanciare micidiali sfere elettriche contro i bersagli designati. Addestrati a operare segretamente sia nei centri urbani che nella natura selvaggia, i Saboteur sono la scelta più indicata agli appassionati di melee: abilissimi nel combattimento ravvicinato, durante le schiavate pagano un costo in termini di energia inferiore del 20% e la skill Dual Wield consente loro di equipaggiare e utilizzare due lame contemporaneamente. Caratterizzati da un valore di difesa privilegiato, i Sentinel sono infine votati alla protezione della propria dimora e solitamente operano in gruppo.

    Un look pratico e personale al tempo stesso

    Se il Dual Wield sarà un'abilità esclusiva del Saboteur, ogni classe dovrebbe comunque poter equipaggiare qualsiasi strumento di morte e passare dalle armi da fuoco a quelle da mischia in ogni momento, a seconda della situazione e dell'avversario ingaggiato.

    A proposito dell'armamentario, Stefan Ljungqvist ci ha raccontato che Biomutant includerà un sistema di crafting che consentirà di mettere assieme i pezzi raccolti nelle varie aree per creare delle armi da fuoco personalizzate: ogni fucile o blaster sarà infatti composto da sei componenti intercambiabili, come ad esempio l'impugnatura, il calcio, la bocca o il caricatore, che di volta in volta altereranno l'aspetto, la gittata e la potenza dello strumento di morte.

    Essendo un gioco fortemente basato sul loot, il direttore creativo ha addirittura specificato che vi saranno più di 200 milioni di combinazioni diverse, ragion per cui gli utenti potranno dar libero sfogo alla fantasia e realizzare - coi mezzi a propria disposizione - delle armi uniche e adatte alle rispettive preferenze e necessità. Stesso discorso vale naturalmente anche per gli strumenti da mischia, che tuttavia saranno composti da tre elementi soltanto (più eventuali parti opzionali, se applicabili) e di conseguenza avranno un tasso di personalizzazione inferiore.

    Per quanto concerne invece il vestiario vero e proprio del mutante, questo ne modificherà le fattezze, conferendogli talvolta un aspetto buffissimo, ma soprattutto influenzerà i parametri relativi alla salute e al Ki, il fattore rigenerativo, la probabilità di mandare a segno dei colpi critici e le resistenze legate all'ambiente. Anche in questo caso, i capi di abbigliamento indossabili dal procione saranno caratterizzati da un certo numero di slot, grazie ai quali potremo aggiungere fino a quattro accessori extra e godere di ulteriori bonus.

    Biomutant incentiverà insomma la ricerca sul campo e la sperimentazione, nonché l'elaborazione di vere e proprie build, specie se consideriamo che ogni zona ad alto rischio richiederà un equipaggiamento particolare e appositamente studiato per essere attraversata senza morire dopo qualche minuto appena.

    Gradite novità

    Poiché nel corso degli anni abbiamo più volte ammirato in azione il promettente Biomutant, sul piano ludico la nuova demo mostrataci da Ljungqvist non ci ha riservato particolari sorprese, ma si è per lo più limitata a ricapitolare le informazioni già in nostro possesso. A voler essere precisi, di nuovo abbiamo appreso che nel mezzo delle frenetiche battaglia in salsa action potremo equipaggiare degli utilissimi backpack, grazie ai quali il procione mutante rimarrà in volo per qualche secondo: proprio l'utilizzo dei suddetti strumenti estenderà la durata delle discese in slow motion in cui l'avatar sarà libero di aprire il fuoco indiscriminatamente su tutti i nemici circostanti e ridurne il numero.

    Indicato sullo schermo da un'icona a forma di ferro di cavallo, un apposito menu permetterà invece di accedere a una mezza dozzina di mezzi di trasporto, che a seconda della tipologia torneranno utili anche nel pieno degli scontri. Se in passato avevamo osservato la devastazione disseminata dal mecha che il procione mutante potrà controllare per abbattere in fretta gli avversari più voluminosi o comunque corazzati, a questo giro abbiamo invece posato lo sguardo sulla curiosa imbarcazione che la creatura utilizzerà per attraversare gli acquitrini e spostarsi da una zona all'altra. In caso di attacco, il giocatore avrà la facoltà di ignorare i nemici e proseguire lungo la rotta tracciata, ma in alternativa potrà anche tirare fuori un arco o un fucile e far piazza pulita senza rinunciare ad avanzare. Lontano dal campo di battaglia, invece, il procione potrà richiamare un pipistrello gigante per lanciarsi nel vuoto e scendere velocemente dai luoghi più elevati della mappa, o magari salire in groppa a una specie di lupo e percorrere in fretta e furia ampie distanze.

    Durante l'evento è stato poi svelato che il prodotto includerà persino una modalità fotografica, che gli utenti potranno attivare in qualsiasi momento per immortalare i momenti più memorabili della campagna e dei combattimenti contro i terrificanti esseri che popolano l'universo di Biomutant. Arrestando completamente l'azione, il giocatore avrà quindi la facoltà di aumentare e ridurre lo zoom, muovere la telecamera a proprio piacimento e nascondere l'interfaccia per scattare foto da qualsiasi angolazione e realizzare le diapositive desiderate.

    Scambiando due chiacchiere con Stefan Ljungqvist abbiamo infine appreso che Biomutant vanterà una longevità di tutto rispetto: stando alle stime del direttore creativo e del suo team, affrontando soltanto la storia e saltando qualsiasi dialogo extra, la campagna potrà essere completata in 15 ore circa; viceversa, qualora ci si dedichi con calma a tutte le attività secondarie e alla ricca componente esplorativa del prodotto, l'avventura potrebbe tenere incollati a schermo e controller per più di 70 ore almeno.

    Biomutant Al netto di qualche scelta opinabile, di cui verificheremo la validità a tempo debito, ad ogni appuntamento Biomutant continua ad affascinarci sempre più, alimentando la nostra voglia di cimentarci quanto prima con la sua caotica componente action ed esplorarne l’insidioso mondo open-world. Senza nulla togliere al frenetico sistema di combattimento, le colonne portanti su cui poggia l’intera esperienza si direbbero la totale personalizzazione del personaggio e il sistema di crafting, che come abbiamo appreso favorirà la creazione di armi uniche e modificabili sotto ogni aspetto, spalancando le porte a milioni di combinazioni diverse. È ancora presto per poter asserire con assoluta certezza se la creatura mutante di Experiment 101 riuscirà o meno ad affondare i suoi artigli e far breccia nel pubblico, ma le premesse ci sembrano piuttosto favorevoli. Poche settimane ancora e conosceremo la risposta.

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