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Biomutant: il nuovo Action RPG Open World di THQ Nordic

A sorpresa, THQ Nordic ha presentato Biomutant alla Gamescom di Colonia: lo abbiamo visto in azione insieme agli sviluppatori.

Biomutant
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Alla Gamescom l'acronimo TBA può voler dire tante cose, ma in genere non c'è da aspettarsi chissà che, soprattutto se si tratta di un'edizione relativamente "spenta" come questa. Potrebbe essere di tutto, da un improbabile titolo sul Pachinko giapponese ad uno mobile sui gattini giocherelloni, ma insomma: difficilmente ti becchi un tripla A come si deve. Questa volta, però, contro ogni previsione, grazie a THQ Nordic ci è toccato un reveal di quelli grossi: un open world di ampio respiro, che risponde al nome di Biomutant.
    A dire la verità all'inizio non avevamo capito troppo bene di cosa si trattasse, un po' per colpa degli artwork leakati pochi giorni prima, che hanno in parte deviato l'attenzione del pubblico, e forse anche per via di un trailer d'annuncio in CG non particolarmente sensazionale. Certo, il primo video in-game ci aveva colpito per quanto riguarda la componente grafica, ma sul versante del gameplay e dei combattimenti avevamo riscontrato qualche perplessità.
    E tuttavia continuavamo ad essere attratti da questo titolo, come se avessimo una sorta di presentimento positivo a guidarci, fino a farlo addirittura diventare il nostro titolo più atteso della fiera. Finalmente, dopo qualche giorno, è arrivato il nostro turno: abbiamo incontrato gli sviluppatori di Experiment 101, un giovane team Svedese con neanche troppa esperienza sulle spalle, che si sono prodigati nel mostrarci il gioco in una sezione di hands off di circa mezz'ora, rendendosi disponibili anche per un piccolo Q&A. Pare che Biomutant sia in sviluppo da già due anni, e nonostante ci sia ancora molto da fare, quello che abbiamo visto è bastato a cambiare in meglio la nostra visione...

    La strana favola del panda rosso mutante

    La struttura di Biomutant è semplice, e di fatto non aggiunge nulla di nuovo alla tradizione: si tratta di un open world in terza persona, ambientato in un mondo post-apocalittico infestato da una strana piaga oleosa. Fin qui tutto semplicissimo, di free-roaming se ne vedono a bizzeffe oramai, ma il punto è che al suo interno ci sono una marea di componenti che si intrecciano assai bene fra di loro, tutte dotate di una discreta profondità, e che sono fortificate da un'atmosfera molto accattivante.

    Gli sviluppatori amano assimilare il loro titolo ad una favola, ma non certo per la leggerezza dei temi trattati, anzi: il leitmotiv ricorrente sarà quello dell'inquinamento, dello sfruttamento della natura e del lento degrado di un ecosistema. Piuttosto, se di favola vogliamo parlare, è più una questione di stile, di toni, anche perché gli abitanti del mondo in questione non sono umani, bensì degli animali antropomorfi dall'aria neanche troppo scanzonata, esattamente come il protagonista, che assomiglia ad un piccolo panda rosso vittima di pesanti mutazioni genetiche.
    Ad ogni modo, a reggere il tutto c'è una solida struttura Action-RPG con tanto di skill tree, ma la prima sorpresa è stata quella di trovarci perfino un editor iniziale del personaggio, che si presenta subito intuitivo e piuttosto ricco di opzioni (come i colori e la lunghezza del pelo, la stazza e gli accessori). Della storia si sa poco o nulla, se non che la civiltà è giunta al suo tramonto, e che il mondo è in mano a sei grandi tribù, presumibilmente appartenenti a diverse razze animali.

    Grafica e Design

    In Biomutant, la faccenda del comparto tecnico/artistico va discussa a parte. La grafica di per sé è complessivamente convincente, soprattutto se consideriamo che si tratta di un open world molto vasto con cinque tipologie diverse di setting. L'UE4 è stato sfruttato come si deve e gli scenari sono ricchi di dettagli sempre ben modellati, ma in alcuni casi la cura delle location ci è sembrata altalenante, così come l'effettistica, che a volte sembra un poco trascurata e decisamente sottotono. Trattandosi di una versione assolutamente non definitiva (il gioco non dovrebbe uscire prima della seconda metà del 2018) è decisamente troppo presto per parlarne, ma vogliamo sperare che gli sviluppatori mantengano fede alle loro promesse, compiendo tutto il polishing necessario a rendere il titolo visivamente completo.
    Sul fronte artistico, invece, ci sentiamo già più tranquilli: ci si mette un po' ad afferrare lo stile ed i suoi tratti riconoscibili, ma una volta abituati la qualità e la coerenza non sono più in discussione. La caratterizzazione dei personaggi e degli scenari è più che buona, ed anche se probabilmente non ci troveremo davanti ad un prodigio del character design, bisogna dire che in molti casi il titolo ci ha stupito con dettagli e colpi di genio davvero lodevoli.

    Parte fondamentale della nostra avventura sarà quella di entrare in relazione con queste fazioni, e ciò potrà avvenire in totale libertà; potremo ad esempio allearci con una di loro in particolare, oppure fregarcene di tutte e proseguire per i fatti nostri, o addirittura sterminarle, divenendo automaticamente il Re di quanto rimane.
    La parte interessante è che l'andamento di queste relazioni dipenderà anche dalla meccanica del Karma, che rappresenta un po' come veniamo percepiti dagli altri npc. Al momento funziona tutto in maniera semplicissima; ad ogni azione corrispondono dei punti Karma (sia in negativo che in positivo), e in base al nostro quoziente si apriranno diverse strade davanti a noi. L'unione di questo sistema con le scelte che prenderemo nel corso della storia si riverbereranno anche nel finale. Per farvi comprendere meglio, diciamo che gran parte della narrazione gira attorno ad un certo "Albero della Vita", ovvero una venerabile pianta ancestrale attualmente in fase terminale, corrotta da una sostanza sinistra che infesta il pianeta. In qualche modo avremo a che fare con la sua salvezza o la sua definitiva dipartita, dal momento che potremo scegliere se rivitalizzare o meno le sue cinque radici (che poi coincidono con le cinque aree della mappa di gioco), salvando di conseguenza il pianeta.
    Altro fattore interessantissimo è quello del crafting, che è destinato a rappresentare una delle meccaniche centrali di tutta l'opera e pare sarà collegato anche alle mount e ai veicoli. In questa build non era presente il sistema completo, ed infatti gli oggetti erano generati in maniera casuale, ma anche qui ci è stato assicurato che nel gioco completo sarà possibile costruire da zero tutte le armi che vorremo (sia melee che ranged), personalizzandole esteticamente fin nei minimi dettagli. A proposito di armi, vogliamo spendere due parole su quanto visto riguardo il gameplay, e, nella fattispecie, del combat system. I tempi della battaglia sono molto intuitivi: il moveset è semplificato e si suddivide principalmente fra attacchi leggeri e quelli pesanti, e cerca di raggiungere una sua tipologia di "flow", una sua complessità, senza risultare troppo macchinoso.

    Il nostro protagonista (che combatte dichiaratamente secondo la via delle arti marziali) è agile, veloce ed anche capace di potenti salti e acrobazie, eppure il ritmo degli scontri sembra comunque ponderato anche grazie ai brevi bullet time, e potremmo dire che sembra dotato di una sua "pesantezza" e soprattutto di una sua difficoltà. Per finire con questo argomento, va detto che esiste un'altra importante componente, ovvero quella delle mutazioni: non sappiamo ancora molto, ma pare che si tratterà di sei abilità principali collegate all'ambiente, che spaziano dalla telecinesi all'elettrocinesi, tutte ovviamente potenziabili tramite skill tree durante il progredire dell'avventura.

    Biomutant Biomutant è quello che ad un primo sguardo ci era sembrato un prodotto insicuro e poco ispirato, che invece si è rivelato in breve tempo come una delle promesse più interessanti del prossimo anno, nonché -sicuramente- l’annuncio più importante di questa Gamescom 2017. Il giovane studio Svedese, in arte Experiment 101, sta lavorando duro per mettere in campo un open world di prima scelta, ricchissimo di contenuti, ed impacchettato a dovere da un ottimo art design e da un comparto tecnico di notevole qualità.Siamo ancora lontani dalla versione finale del titolo, tant’è ci sono placeholder che fuoriescono da ogni dove, eppure i risultati già si vedono e a nostro parere sono molto positivi. Di sicuro non si tratterà di un titolo che rivoluzionerà il suo genere, ma l’insieme delle sue numerose idee riesce a creare un’atmosfera fresca ed accattivante, che con i giusti aggiustamenti potrebbe arrivare persino a rivaleggiare con i grandi esponenti della sua categoria. C’è ancora molto da scoprire sul nuovo titolo THQ Nordic, e noi continueremo a tenerlo sotto stretta sorveglianza, sperando di confermarvi al più presto le nostre prime impressioni.

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