Bleak Faith Forsaken: un nuovo souls like tra dark fantasy e sci-fi

Dal mercato indipendente, dopo una fruttuosa campagna Kickstarter, sta per arrivare un nuovo concorrente per Dark Souls.

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  • Affacciatosi al mondo del crowdfunding nel mese di luglio, Bleak Faith: Forsaken di Archangel Studio ha appena ultimato la campagna su Kickstarter, ottenendo i fondi necessari per giungere su PC e, si spera, su PS4 e Xbox One. Nato dalla passione dei montenegrini Miso Vukcevic e Mirko Stanic - gli unici attualmente impegnati nel suo sviluppo - vuole narrare le gesta dei Forsaken, un ordine di guerrieri chiamato a proteggere le ultime vestigia dell'umanità dalla crescente minaccia dell'Omnistruttura.

    Immergendo il giocatore in un mondo lugubre e alla deriva, il duo creativo intende confezionare un action rpg al sapor di soulslike, che sia in grado però di distinguersi dalla massa. Sebbene non si stia parlando della più originale tra le premesse, Archangel Studio ha realizzato un prototipo che si è dimostrato più interessante del previsto: spinti dalla curiosità abbiamo svolto le dovute indagini, in modo da comprendere quale sia la reale ambizione di Bleak Faith: Forsaken.

    Numeri e ambizioni di un "Labor of Love"

    La storia di Miso Vukcevic, ora trasferitosi in America, è simile a quella di altri sviluppatori indie. Nel tentativo di realizzare il sogno di una vita non ha esitato a lasciare il proprio lavoro e a investire i risparmi in una tuta di mocap, che gli è servita a realizzare alcune scene per il trailer di Bleak Faith.

    Nonostante possa sembrare una condizione invalidante sul piano produttivo, il fatto che la gestazione del gioco sia condotta solo da lui e da Stanic gli ha permesso di muoversi in piena libertà e dare sfogo al proprio estro creativo. Decisi a costruire un rapporto di fiducia e trasparenza con il pubblico, i due hanno continuato a mostrare i loro progressi con serietà e costanza, scegliendo di non nascondersi dietro a una manciata di concept art.

    Con ogni probabilità, è stato proprio questo metodo di comunicazione a garantire il successo della campagna Kickstarter legata all'action rpg.
    Buoni propositi e promesse sono importanti ma ora la coppia creativa dovrà condurre il progetto in una fase di piena produzione, implementando diverse meccaniche e limando tutte le imperfezioni.

    Come abbiamo già anticipato poc'anzi, Bleak Faith ci calerà nei panni di un membro dei Forsaken, una legione di non morti condannata a proteggere l'umanità. Saremo quindi chiamati a esplorare i saloni desolati, le rovine d'acciaio e le aree più labirintiche dell'Omnistruttura, tentando di rispondere alle domande che attorniano l'ordine e l'intero mondo di gioco. Cosa davvero interessante, l'immaginario di Bleak Faith prende a piene mani dal dark fantasy e dal gigantesco calderone della fantascienza ma, di fatto, non fa capo a nessuno dei due generi. Se dovessimo avanzare un'ipotesi, il look medievaleggiante dei non morti che andremo a impersonare, unito a un mondo caduto che tanto somiglia al nostro, lascerebbe intendere che quella proposta non sia una dimensione alternativa, bensì una rappresentazione di un futuro più o meno lontano.

    Una possibilità del genere sarebbe allettante ma al momento è impossibile esprimersi con toni di certezza. Restano però gli obiettivi degli sviluppatori, che vogliono regalare - testuali parole - "una boccata d'aria fresca a tutti quei giocatori che cercano qualcosa di nuovo". Detto questo, le trenta e più ore di gioco previste per l'esperienza finale non potrebbero vivere di sola lore e frammenti di trama: Archangel Studio ha promesso un approfondito sistema di classi e un'IA dei nemici adattiva, in modo da conferire a ogni run un certo fattore di freschezza e imprevedibilità.

    La versione preliminare del gioco permette di selezionare una tra due classi: il Vanguard parte con dei valori che favoriscono abilità difensive e costituzione, mentre lo Jaeger - basato sulla rapidità e la forza degli attacchi - impone di padroneggiare schivate laterali e capriole, pena una veloce dipartita. Nella versione completa invece si potrà scegliere tra un maggior numero di classi, incluse quelle fondate sullo stealth o sull'uso della magia.

    Tra l'altro ognuna di queste possiede un'abilità speciale in grado di ribaltare le sorti di uno scontro. "Frenzy" per dirne una, amplifica la potenza e la velocità degli attacchi, tramutando lo Jaeger che l'attiva in una macchina assassina. Il nostro prode dovrà anche bardarsi di tutto punto, scegliendo tra una vasta gamma di pezzi che include elmi medievali e corazze in cotta di maglia.

    Nei panni di un guerriero dimenticato

    Spadoni, lance, asce a due mani e maneggevoli daghe saranno il pane quotidiano dei guerrieri e vanteranno specifici moveset. Non mancherà la possibilità di difendersi con uno scudo rinforzato o di utilizzare un arco a dardi "energetici", con cui sbarazzarsi degli avversari dalla lunga distanza. Citiamo per completezza la presenza di una componente stealth ma sulla sua effettiva profondità e utilità non possiamo esprimerci.

    Gli sviluppatori ne parlano come di una valida alternativa allo scontro a viso aperto ma ciò potrebbe voler dire tutto e niente. Sebbene le parole dei suoi creatori tentino di rimarcarne le differenze, il combat system del gioco deve moltissimo alle opere di Miyazaki: l'importanza della parata e del parry (volta a difendersi e contrattaccare), unita agli attacchi di varia intensità e al consumo della stamina, non lascia dubbi su quali siano state le fonti d'ispirazione di Bleak Faith.

    Tale dato di fatto non costituisce un punto negativo, sia ben chiaro, ma impone agli sviluppatori un meticoloso lavoro di rifinitura, volto a far sì che tutto funzioni per il verso giusto.

    Dalle sequenze di gioco emerse in rete, le animazioni di nemici e protagonista sembrano un po'ingessate e, più in generale, la presentazione scenica del combattimento appare piuttosto grezza: l'imponente Verlassen Krieger, il boss di fine demo, ci è parso fin troppo "statico" e non ha lasciato trasparire l'euforia della battaglia vista nei migliori soulslike. Al contrario il parry sembra funzionare alla grande, giacché i frame attivi per ricevere il colpo dell'avversario non sono né eccessivi, né troppo pochi. Insomma, sul fronte del combattimento il titolo di Vukcevic e Stanic sembra avere delle buone potenzialità ma la strada per affinarlo appare ancora lunga. L'opera prima di Archangel punta il tutto per tutto anche sul world design, che promette di essere un elemento distintivo della produzione. Caratterizzata da un mix tra aree a mondo aperto e zone più lineari - queste ultime saranno spesso legate all'avanzamento della trama - la mappa di Bleak Faith potrebbe essere definita come una seconda protagonista ed è stata pensata per stimolare la curiosità del giocatore.

    Dalle safe zone coi vessilli dei Forsaken, passando per le strutture in rovina, fino ai labirinti, il nostro eroe non dovrà mai smettere di guardarsi le spalle, anche a causa della profonda mutevolezza dell'esperienza. A quanto pare infatti, gli abitanti dell'Omnistruttura lotteranno giornalmente per sopravvivere e tenteranno di scalare la catena alimentare a discapito di un'altra razza.

    Inoltre, complice una struttura procedurale di cui è impossibile parlare nel dettaglio, ogni playtrough conterrà i suoi pericoli "esclusivi": un predatore alpha incontrato durante un'avventura, ad esempio, potrebbe essersi del tutto estinto in un'ulteriore nuova partita.

    Inoltre il nostro guerriero potrà contrarre alcune malattie come la Puppet Plague, capaci di modificare pesantemente il suo cammino nei meandri dell'Omnistruttura. Se fossero implementate con attenzione, queste trovate inciderebbero positivamente sul fattore rigiocabilità, estendendo in modo genuino la durata di Bleak Faith.

    Da buon lead artist, Vukcevic ha voluto donare alla sua creatura un look molto peculiare, puntando tutto sulle atmosfere a tinte fosche. La nebbia perenne, le poche fonti di luce e le ambientazioni devastate - sintomo d'una grandezza perduta - sembrano costituire una degna cornice per le mattanze d'anime e abomini di cui ci macchieremo.

    Le corazze dei Forsaken, così come le fattezze degli opponenti sembrano dei diamanti allo stato grezzo e con un po' di ritocchi - ne siamo certi - riusciranno ad appagare anche l'occhio più esigente. Purtroppo è sul fronte meramente grafico che Archangel Studio ha ancora tutto da dimostrare: tra grandi problemi di frame rate, texture in bassa risoluzione e glitch grafici assortiti non possiamo pronunciarci sulla presentazione visiva del gioco, che al momento è forse l'aspetto più acerbo di tutti.

    Bleak Faith: Forsaken Nonostante sia prevista per i primi mesi del 2020, l’uscita di Bleak Faith: Forsaken subirà quasi certamente dei ritardi. Stando alle parole degli sviluppatori infatti, è possibile che l’introduzione di alcune feature inedite andrà a estendere i tempi di sviluppo, chiaramente a beneficio dell’esperienza complessiva. Oltre al prototipo diffuso in rete, non conosciamo quale sia lo stato attuale del progetto, che in ogni caso prima di debuttare su PC dovrà essere sottoposto a un’accurata rifinitura. Il suo peculiare immaginario e le idee alla base del gameplay, dall’’uso dell’IA adattiva fino all’oscura missione dei Forsaken, potrebbero fare la sua fortuna ma per ora non osiamo allontanarci dal regno delle possibilità. Curiosi di osservare più a fondo la decadenza dell’Omnistruttura e le meccaniche di gioco, ci rimettiamo nelle mani del duo creativo, che dovrebbe mostrare molto presto nuovi dettagli sulla sua creatura.

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