Call of Cthulhu Anteprima: l'incubo di Lovecraft si mostra in una nuova demo

Call of Cthulhu torna a mostrarsi all'evento What's Next de Focus con una demo, rivelando una serie di interessanti informazioni sul progetto.

Call of Cthulhu
Videoanteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • C'era un alone di malvagità che si respirava durante l'evento What's Next de Focus in quel di Parigi. Sembrava quasi che la città si fosse trasformata in un portale verso R'lyeh. Nel booth del team Cyanide, poi, la forza di attrazione si era fatta ancora più irrefrenabile: poco alla volta ci siamo avvicinati in una stanza addobbata con gusto perverso, tra bulbi oculari in boccette di vetro, teschi umani in bella vista, ampolle gravide di chissà quali intrugli demoniaci e un volume che fungeva da guida agli "orrori lovecraftiani", probabilmente uno dei testi dal quale gli sviluppatori hanno tratto ispirazione per creare il loro Call of Cthulhu, trasposizione videoludica dell'omonimo gioco di ruolo cartaceo nonché versione digitalizzata dei racconti dello scrittore americano.
    Nonostante il nostro insistente tremolio, non desideravamo altro che stringere il pad tra le mani: purtroppo il team ha disilluso ancora una volta le nostre aspettative, mostrandoci soltanto una demo hands-off del loro "omaggio" a Lovecraft. Benché i dubbi (e la paura) non si siano ancora dileguati, se Cthulhu chiama, noi dobbiamo rispondere.

    L'orrore di Darkwater

    L'inizio dell'avventura mette subito in chiaro le ambizioni del progetto: in Call of Cthulhu, da ogni singolo pixel traspare l'atmosfera tipica delle storie di Lovecraft. Abbiamo assistito quindi alla prima mezz'ora del gioco, durante la quale il detective privato Edward Pierce si accinge - suo malgrado - a recarsi verso la tetra isola di Darkwater per risolvere un caso di sparizione. La talentuosa pittrice Sarah Hawkins è scomparsa nel nulla, poco tempo dopo la prematura dipartita del marito Charles, deceduto a seguito di un incendio che ha colpito la magione di famiglia. Il filmato in computer grafica che apre le danze lascia immediatamente presagire il clima di cupa inquietudine che serpeggia nella narrazione: l'isolotto è un luogo grigio, dove il sole a malapena si intravede, pieno di pescatori ubriachi, di casupole in legno piuttosto instabili, e di carcasse di balene lasciate a marcire sulle spiagge. Il primo contatto con questa terra non è certo dei più accoglienti: veniamo infatti osservati con sospetto dagli abitanti e dalle autorità del posto, come se la nostra presenza non fosse gradita a tutti. È chiaro che c'è un segreto nascosto a Darkwater ed il nostro compito è riuscire a riportarlo a galla, stando però ben attenti a non perdere la sanità mentale. Call of Cthulhu non è un semplice investigativo, né un horror à la Amnesia: è un ibrido tra un gioco di ruolo ed un'avventura grafica, nella quale un ruolo fondamentale sarà rivestito dall'interazione con i personaggi, dai dialoghi e dalla ricerca degli indizi. Senza intrappolarci tra le catene di una progressione lineare, il titolo sin da subito ci dà l'opportunità di muoverci liberamente nel porto di Darkwater, così da dedicarci ora alla quest principale, ora alle missioni secondarie, che ci forniranno non solo punti esperienza aggiuntivi con cui sbloccare i diversi talenti di Pierce, ma anche informazioni extra tramite le quali far luce sul background narrativo dell'isolotto.
    Ad esempio, prima di proseguire con la storyline, gli sviluppatori hanno imboccato una strada opzionale, concentrandosi sul cadavere di una balena arenata sulla costa, le cui ferite erano ancora fresche, causate sicuramente da una creatura "anomala".

    In base alle abilità in dotazione, le nostre deduzioni e le linee di dialogo muteranno di volta in volta, permettendoci così di scoprire nuovi dettagli sull'indagine e risolvere il mistero in modi differenti. L'esplorazione, da questo punto di vista, è assolutamente indispensabile: anche i particolari ambientali che ci paiono meno rilevanti possono di contro rivelarsi essenziali per lo svolgimento del caso. È per questo che diviene importantissimo focalizzarsi su tutto ciò che ci circonda, dai ritagli di giornale appesi sulle mura di una taverna, sino ai documenti sparsi sopra una scrivania. La conoscenza è l'arma più potente nelle mani dei giocatori: attraverso le diverse scelte effettuate nel corso delle conversazioni manipoleremo infatti l'andamento della trama, per un totale di 4 finali diversi, raggiungibili dopo circa 20 ore di gioco. In alcuni frangenti, inoltre, Call of Cthlhu assume addirittura le sembianze di un "immersive sim", donandoci la facoltà di agire con metodi molto diversi per ottenere il medesimo obiettivo.

    Qualora fossimo costretti a superare la sorveglianza di due guardie, insomma, potremo ora origliare la loro discussione per captare segreti con cui ricattarle, ora creare utili diversivi, ora cercare strade e tunnel nascosti per sgusciare silenziosamente sotto al loro naso. Nel bel mezzo dell'avanzamento, in aggiunta, ci capiterà spesso di incappare in tremende visioni che metteranno a dura prova la salute psicologica di Pierce (e indirettamente anche la nostra): l'obiettivo del team è quello di indurci a dubitare della realtà, di ciò che è vero e di ciò che è falso. Anche le decisioni che prenderemo - ci confermano i ragazzi di Cyanide - saranno strettamente connesse alle nostre "credenze" e convinzioni.
    Sebbene non abbiamo ancora avuto modo di vederle in prima persona, sappiamo di certo che non mancheranno sequenze in cui dovremo sfuggire all'attacco di mostri lovecraftiani: che siano solo frutto della nostra immaginazione, oppure parto di un'abominevole dimensione extra-umana? Non ci è dato conoscere neppure in che modo potremo scappare dallo sguardo delle bestie, né con quali sistemi evitare di cadere nel baratro della follia. Al di là dei momenti investigativi, d'altronde, il gameplay di Call of Cthulhu e tutte le sue diramazioni ci sono ancora preclusi. Ci è stato rivelato, però, che le meccaniche gestionali ideate dallo studio sono state del tutto eliminate e sostituite da nuove sessioni in cui impersoneremo altri protagonisti oltre a Pierce. Inizialmente, infatti, nei piani del team erano previste delle missioni collaterali in cui dovevamo affidare ai nostri aiutanti (dotati ognuno di capacità deduttive uniche e personali) alcuni incarichi le cui probabilità di riuscita dipendevano dalle capacità dei singoli.

    Simile dinamica pseudo-tattica è stata modificata in corso d'opera, divenendo molto più "interattiva": ora, infatti, potremo giocare direttamente nei panni di inediti personaggi, e non solo in quelli del nerboruto Edward Pierce. Purtroppo non sappiamo ancora in che modo questo cambiamento impatterà sulla giocabilità e sul sistema di avanzamento, ma si tratta comunque di un'introduzione che potrebbe garantire all'insieme una buona dose di diversificazione. È possibile che - al mutamento temporaneo del protagonista sulla scena - anche il level design subisca una trasformazione: quali ambienti, oltre alla tetra magione degli Hawkins e all'isola di Darkwater saremo chiamati ad esplorare? Considerate le innumerevoli suggestioni di Lovecraft siamo certi che il terrore ci accompagnerà ad ogni passo.

    Call of Cthulhu Call of Cthulhu arriverà soltanto in un periodo imprecisato del 2018, a due anni dalla sua presentazione ufficiale. E mentre il titolo sembra finalmente in procinto di vedere la luce, noi ci apprestiamo a sprofondare nelle tenebre. Compendio digitale dell'immaginario dello scrittore di Providence, l'ambiziosa opera di Cyanide si fa carico di un fardello molto pesante: rendere pienamente onore al suo straordinario modello di riferimento. Per farlo imbastisce un gameplay che mescola investigazione, avventura grafica e survival horror, in un ibrido tanto affascinante quanto ricco di incognite. Al momento, non possiamo far altro che aggrapparci alla speranza: proprio come il morto Cthulhu, quindi, anche noi “attendiamo sognando”.

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