COD

Call of Duty Black Ops Cold War visto su PS5: novità su storia e gameplay

Dopo il grande successo di Modern Warfare e Warzone, la serie Call of Duty sta per tornare con un nuovo episodio della saga Black Ops.

Call of Duty Black Ops Cold War Video Anteprima PS5
Anteprima: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il 2019 è stato, per Call of Duty, l'anno della rivalsa. Dopo molti capitoli che non erano riusciti, nonostante una discreta solidità, a far breccia nel cuore dei giocatori, Activision e Infinity Ward hanno deciso di ripartire da zero. Il publisher ha lavorato per ricostruire una parte del team originale di Modern Warfare, il motore grafico è stato pesantemente aggiornato, e la produzione è tornata a focalizzarsi su ciò che l'aveva resa un fenomeno di massa: una campagna trascinante e un multiplayer frenetico e stimolante. La proverbiale ciliegina sulla torta? Una modalità Battle Royale fresca, ben strutturata, che non risultasse derivativa come Blackout ma cercasse invece di esplorare nuove soluzioni.

    Nel 2020 il compito, non facile, è quello di proseguire sulla stessa strada e inanellare così una serie positiva. Stavolta tocca però a Treyarch e al suo Black Ops, una delle saghe più amate dai fan di lungo corso, almeno per quel che riguarda i primi due capitoli. E proprio ai valori delle origini guarda il team di sviluppo, portando avanti una strategia alternativa, ma non antitetica, rispetto a quella di Modern Warfare. Cold War, questo il titolo del nuovo episodio presentato proprio all'interno della modalità Warzone, avrà dirette connessioni con il primo, mitico Black Ops, ma non sarà un reboot com'è stato lo scorso episodio. Si tratterà invece di un sequel diretto del capostipite, ambientato negli anni '80 e deciso a raccontare, come il titolo lascia intendere, le tensioni geopolitiche della Guerra Fredda.

    Cambio della guardia

    La novità principale è che lo sviluppo della campagna è stato affidato completamente a Raven Software, un team che negli ultimi anni ha sempre operato "dietro le quinte", supportando gli studi principali al lavoro sui vari Call of Duty. Alcuni utenti potrebbero però ricordarsi dei loro titoli da "solisti", fra i quali vale la pena citare il discreto Wolverine: Le Origini (un tie-in insospettabilmente efficace) e l'ottimo Singularity, uno sparatutto in prima persona che, proprio in un momento di crisi nera degli FPS Single Player, tenne alta la bandiera del genere con una campagna estremamente ben congegnata.

    Dal canto nostro, avendo ben presente il talento e le idee di Raven, siamo molto curiosi di giocare la campagna di Cold War, anche perché le premesse sono estremamente intriganti: ci saranno missioni con quest secondarie, qualche incarico con una libertà d'approccio non dissimile a quella di Hitman, incursioni nel turbolento passato dei protagonisti, e ovviamente l'azione spettacolarizzata e furiosa tipica del brand.

    In attesa di scoprire nuove informazioni sul multiplayer, sulla modalità Zombie e su come Cold War gestirà la titanica presenza di Warzone, vediamo più nel dettaglio le caratteristiche della campagna, a cui abbiamo potuto dare un'occhiata approfondita grazie al supporto del team.

    In piena Guerra Fredda

    Call of Duty Black Ops Cold War (ometteremo di qui in avanti la parte centrale per amor di brevità) si ambienta nel pieno della Guerra Fredda, più precisamente nel 1981. Ronald Regan è appena stato eletto Presidente degli Stati Uniti, e il suo mandato è già funestato dalla crescente tensione tra l'America e il cosiddetto blocco sovietico.

    Ad interpellarlo direttamente è Russel Adler, un operativo della CIA che sostiene di aver intercettato una potenziale minaccia. Una spia russa che si identifica con il nome in codice Perseus sembra tornata attiva dopo tredici anni di silenzio, probabilmente per facilitare un piano globale di destabilizzazione del potere militare e politico degli USA. In una delle cut-scene del gioco (registrate in contesti casalinghi per via dell'emergenza sanitaria globale ma estremamente efficaci in quanto a recitazione), il Presidente garantisce ad Adler fondi ministeriali e supporto militare, dando così il via alle operazioni di controspionaggio e all'intervento sul campo.

    Al fianco di Adler troviamo anche i protagonisti del primo Black Ops, da Mason a Woods, ma la vera novità è che il giocatore non interpreterà necessariamente uno di loro. All'inizio della campagna, infatti, ci sarà richiesto di creare il nostro soldato, lavorando su alcuni tratti specifici indicati in un fascicolo parzialmente segretato.

    Nessun editor visivo, insomma, quanto più un sistema per dare un background ad un soldato senza volto; in questa fase, scegliendo uno fra i vari tratti caratteriali a disposizione, sbloccheremo il relativo perk, che ci darà un piccolo vantaggio in battaglia. Niente di particolarmente determinante: si va dall'incremento della resistenza ad una velocità di mira maggiorata.

    Su come procederà il racconto il team non si è ovviamente espresso, ma nel corso della presentazione ci ha mostrato un tris di missioni per dar conto della varietà di situazioni e di ambienti che possiamo aspettarci. La prima era ambientata in Ucraina, in una base militare collocata dietro la Cortina di Ferro. Nell'area gli agenti hanno trovato la fedele ricostruzione di una cittadina americana, che l'esercito dell'URSS utilizzava per addestrare i propri soldati ad incursioni urbane e guerriglia cittadina.

    L'incarico, dalla struttura apparentemente classica, era pensato per dare rappresentare i luoghi-simbolo degli anni '80, con l'obiettivo abbastanza palese di cavalcare il filone nostalgico che percorre sempre più prodotti pop. Dai neon delle sale giochi all'arredamento kitsch dei fast food, Cold War trova anche il modo di mettere in mostra lo stile di vita del decennio in cui è ambientato.

    Purtroppo senza l'occasione di stringere in mano il Pad è davvero impossibile darvi qualche informazione in più sul gunplay, sul ritmo dell'azione e sulle sensazioni degli scontri a fuoco, anche se ci è parso di capire che Cold War non voglia abbandonare l'impostazione ormai classica della saga, con scontri molto spettacolarizzati ed estremamente movimentati.

    Diametralmente opposta era l'atmosfera della seconda missione a cui abbiamo dato uno sguardo, ambientata nel Palazzo della Lubjanka, famigerata sede dei servizi segreti russi. In questa sequenza il giocatore interpretava un infiltrato, con l'obiettivo di uccidere un bersaglio di alto profilo. Reven Software ci ha presentato la missione come un incarico atipico, strutturalmente nuovo per la saga di Call of Duty. Il giocatore avrà infatti la libertà di spostarsi all'interno del palazzo, per curiosare in giro, trovare indizi, e scegliere uno dei diversi approcci disponibili per completare la missione. Proprio come un killer in incognito sarà possibile propendere per un approccio molto diretto, oppure provare una strategia più subdola, utilizzando un letale veleno per non lasciare tracce. Se saremo in grado di recuperare le giuste informazioni potremo addirittura ricattare qualcuno per fargli commettere l'assassinio al nostro posto.

    Nuovi incarichi

    Con nostra grande sorpresa, ci è sembrato insomma di trovare un tocco di Hitman all'interno di Cold War. Un altro dettaglio da non sottovalutare è che raccogliendo alcuni collectible speciali e informazioni extra disseminati all'interno di diverse missioni avremo l'opportunità di sbloccare ben due incarichi completamente opzionali, due missioni aggiuntive che non potranno essere selezionate altrimenti.

    Probabilmente anche il loro completamento avrà un'influenza sulla conclusione delle vicende, visto che la storia di Cold War, proprio come quella del secondo Black Ops, avrà dei finali multipli. In ogni caso, se amate le sequenze al cardiopalma che hanno da sempre fatto parte dello "stile COD", non disperate: il team ci ha mostrato anche l'ultima parte della missione, che racconta una disperata operazione di estrazione, fra inseguimenti in auto, proiettili a non finire e una dose sovrabbondante di esplosioni.

    Anche l'ultimo incarico che i ragazzi di Raven hanno presentato può dirsi sicuramente atipico, nella struttura e nell'impostazione narrativa. Nonostante Cold War si ambienti nel 1981 avremo infatti modo di spostarci nel Vietnam, in un flashback innescato dall'ipnosi regressiva.

    A quanto pare uno dei membri del team è entrato in possesso, durante gli sconti con i vietcong, di informazioni potenzialmente utili per scoprire l'identità di Perseus. I dati sensibili sono purtroppo sepolti nella sua memoria, e l'unico modo di riportarli alla luce è quello di rivivere quei momenti per smuovere i ricordi.

    Oltre a riportarci indietro nel tempo di un decennio questa missione sarà caratterizzata da un avanzamento particolare, dal momento che andrà a "resettarsi" e aggiunge progressivamente elementi, nemici e oggetti man mano che l'agente ricorderà con più precisione gli eventi del conflitto. Caratterizzata da accadimenti surreali, da un'atmosfera lisergica e allucinata, e minacciata dall'ombra ineliminabile del dubbio, questa sequenza ci è sembrata un meraviglioso tributo al primo Black Ops, e siamo certi che riuscirà a lasciare il segno nel cuore dei giocatori.

    Il comparto tecnico

    Chiudiamo questo primo sguardo a Call of Duty Cold War con un rapido accenno alla componente visiva, specificando che le sequenze mostrate dal team sono state registrate in presa diretta da PlayStation 5. Il gioco esibisce tuttavia la sua natura cross gen (sarà disponibile anche su Xbox One e Ps4, oltre ovviamente a Series X), mostrando geometrie tutto sommato semplificate ed una quantità di dettagli che giustamente si allinea alla potenza computazionale di questa generazione.

    Ci sono miglioramenti tangibili sulle texture, sulla gestione dei riflessi e soprattutto sulla global illumination, ma il team di sviluppo non parla di Ray Tracing e probabilmente dovremo aspettare una futura interazione del motore per vedere questa tecnologia in azione. Ci perdonerete se non possiamo dar conto della stabilità e dell'ottimizzazione, ma la presentazione a distanza non ci ha permesso di mettere fisicamente le mani sul prodotto. Confermiamo comunque che il diktat dei 60fps non sparirà e siamo convinti che pure la caratterizzazione dell'impasto sonoro sarà all'altezza di quella, esaltante, di Modern Warfare.

    Call of Duty Black Ops Cold War La strategia produttiva di Black Ops Cold War è decisamente interessante: ridurre il carico di lavoro su Treyarch coinvolgendo nello sviluppo della campagna un team che ha già dimostrato, in passato, di avere talento. Mentre recupera scrittori e sviluppatori che hanno lavorato sul Black Ops originale, Raven si pone l'ambizioso obiettivo di raccontare la Guerra Fredda, integrando la struttura classica di Call of Duty con missioni dall'incedere atipico, incarichi nascosti, quest secondarie, così da rappresentare pienamente l'atmosfera spionistica e la tensione politica del tempo. Treyarch, nel frattempo, si concentra sul multiplayer, strizza l'occhio a Warzone, e appronta ondate di morti viventi. Con l'idea di portare sugli scaffali, a partire dal prossimo 13 novembre, un prodotto completo e straripante. Entro breve vi racconteremo tutti gli aspetti che esulano dalla campagna, nel frattempo ci interroghiamo sulla possibilità che Cold War possa essere uno dei titoli di lancio di PS5 o Series X...

    Quanto attendi: Call of Duty Black Ops Cold War

    Hype
    Hype totali: 50
    74%
    nd