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Call of Duty Vanguard: si torna a combattere nella seconda guerra mondiale

Call of Duty Vanguard tanto ambizioso quanto promettente, sebbene le innovazioni proposte da Sledgehammer portino con sé una discreta dose di rischio.

Call of Duty Vanguard
Anteprima: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Per gli sviluppatori di Sledgehammer Games, team californiano fondato nel 2009 da due ex membri chiave di Visceral Games, Call of Duty: Vanguard rappresenta un'importante pietra miliare, una tappa che apre il loro secondo decennio di "militanza" nella saga di Activision, dopo un processo di rinnovamento che visto lo studio ampliare la propria compagine creativa con un gran numero di nuovi talenti. Vanguard segna anche il ritorno di Call of Duty sui fronti della seconda guerra mondiale, lo scenario bellico nel quale la serie ha mosso i primi passi la bellezza di 18 anni fa, e che nel tempo è diventato un palcoscenico straordinariamente familiare per gli appassionati del genere.

    Solo tra i capitoli principali del franchise, si contano ben 5 titoli ambientati tra le maglie del conflitto, e il prossimo 5 novembre Vanguard sarà il sesto gioco a schierare i giocatori contro le forze dell'Asse. Partendo da questi presupposti, è facile intuire come uno degli obiettivi di Sledgehammer Games fosse cercare di proporre alla platea un punto di vista inedito sulla seconda guerra mondiale, mantenendo un buon equilibrio tra fedeltà storica e spettacolarità. Da qui l'idea di raccontare al pubblico una di quelle storie che in genere restano nascoste all'ombra delle grandi tappe delle cronache belliche: la nascita delle forze speciali. Proprio questo è il tema centrale di Call of Duty: Vanguard, come ci hanno spiegato gli stessi sviluppatori a pochi giorni dall'annuncio ufficiale del titolo.

    Bisturi e martello

    Nel 1944 la macchina da guerra nazista cominciava a mostrare chiari segni di cedimento: con la conferenza di Teheran, Stalin, Churchill e Roosevelt avevano dato ufficialmente inizio all'ultimo capitolo del conflitto, scritto col sangue di migliaia di soldati che, giorno dopo giorno, respingevano le truppe dell'Asse verso il cuore del reich. La campagna di Vanguard si apre proprio al crepuscolo del regime nazista, in un momento di grande tumulto per la Germania di Hitler. Con il nemico quasi alle porte, i membri di spicco del partito sono alla disperata ricerca di un piano che possa ribaltare le sorti del conflitto, e dare un nuovo slancio allo sforzo bellico dopo l'inevitabile caduta del führer.

    Nei palazzi del potere di Berlino, il comandante della gestapo Heinrich Freisinger ha radunato un drappello di alti ufficiali per mettere a punto i dettagli del cosiddetto "Progetto Fenice", una macchinazione che minaccia di sovvertire gli equilibri della guerra.

    L'intelligence alleata non sa esattamente di cosa si tratti, ma nessuno è disposto a concedere all'Ass una possibilità di recuperare terreno, specialmente a pochi giorni dal D-Day. Per eliminare questo rischio dalla scacchiera della storia, gli alti papaveri dell'Alleanza decidono quindi di mettere insieme un piccolo gruppo di combattenti d'elite, scelti tra le varie divisioni di tutti gli eserciti per comporre un plotone in grado di infiltrarsi oltre le linee nemiche e sabotare i piani dei nazisti. Costi quel che costi. A partire da queste premesse, la campagna di Call of Duty: Vanguard ci porterà a visitare - armi in pugno - i principali scenari della seconda guerra mondiale (Nordafrica, fronte orientale, occidentale e Pacifico) nei panni di quattro diversi specialisti: il pilota americano Wade Jackson, il soldato di fanteria australiano Lucas Riggs, la tiratrice sovietica Polina Petrova e il paracadutista britannico Arthur "King" Kingsley, incaricato di guidare questo manipolo di "bastardi senza gloria".

    Con l'intento di dare maggior spessore alla caratterizzazione della squadra, e quindi aumentare la solidità dell'impianto narrativo, gli sceneggiatori hanno plasmato i protagonisti traendo ispirazione dalle vicende di diversi soldati che, all'epoca, si distinsero per la straordinarietà delle proprie gesta. Il personaggio della tiratrice Polina Petrova è ad esempio basato sulla storia di Lyudmila Pavlichenko, la più letale delle oltre 2000 donne cecchino in forze all'Armata Rossa.

    Una qualifica guadagnata sul campo, quando l'8 agosto del 1941 la Pavlichenko recuperò il Mosin-Nagant di un compagno caduto, l'arma che in meno di un anno le avrebbe fatto guadagnare il soprannome "Signora Morte".

    Dal punto di vista strutturale, la nuova epopea guerresca di Sledgehammer Games condurrà i protagonisti a seguire un percorso condiviso, scandito da missioni con diversi punti di vista ma un unico obiettivo trainante: demolire il "Progetto Fenice" dalle fondamenta, con rapidità e ferocia. Un proposito coerente con il principale caposaldo della filosofia battagliera alla base del gameplay, che gli sviluppatori hanno riassunto nel motto "martello contro bisturi".

    Come anticipato Vanguard racconta la genesi delle forze speciali, unità d'assalto che a metà del ventesimo secolo non erano certo inclini ad utilizzare strategie "chirurgiche" per portare a termine i propri incarichi. Erano squadre d'assalto in piena regola, soldati determinati a usare ogni mezzo per raggiungere i propri obiettivi, non importa quanto brutale o "non ortodosso". Dal canto loro, gli sviluppatori non solo puntano a creare un impasto ludonarrativo coerente con questi presupposti, ma a rendere i giocatori protagonisti di una campagna ad alto tasso di spettacolarità, con una taglio cinematografico da "blockbuster" hollywoodiano.

    Non si tratta certo di una novità per i canoni della serie di Activision, ma in tutta onestà dobbiamo confessarvi che alcune delle sequenze mostrata durante l'evento di anteprima ci hanno lasciati letteralmente senza fiato.

    Oltre le linee nemiche

    A meno di 24 ore dallo sbarco degli Alleati sulle coste della Normandia, il sergente Arthur Kingsley si prepara a paracadutarsi dietro le linee nemiche nello stomaco d'acciaio di un possente Douglas C-47 Skytrain, in volo tra gli strali incandescenti dell'artiglieria tedesca. Il segnale di lancio arriva assieme a una bordata che trasforma uno dei motori in una meteora infuocata, e qualche istante dopo la stessa sorte tocca anche al paracadute di Kingsley.

    In caduta libera tra le note assordanti di un concerto di caos e devastazione, il soldato riesce ad aprire appena in tempo la vela secondaria, poco prima di finire nel gelido abbraccio di un fiume isolato. Sfuggito alle grinfie della morte - almeno per il momento - l'incursore avvista in lontananza il suo obiettivo: lungo l'orizzonte si staglia la figura di un mulino avvolto dalle fiamme, oltre i campi battuti dai nazisti alla ricerca delle truppe sopravvissute all'inferno che ancora tinge di rosso i cieli notturni.

    È l'inizio di una disperata corsa per la sopravvivenza, costellata di sequenze al cardiopalma che lasciano ben sperare circa l'esito del lavoro di Sledgehammer sul fronte della messa in scena. La porzione di campagna al centro della presentazione era un continuo susseguirsi di momenti ad alto tasso di tensione, sostenuti da una regia di grande impatto, capace di trasmettere in maniera efficace tutta la brutale intensità del contesto narrativo.

    Sebbene ad ora - per ovvie ragioni - non sia possibile esprimere giudizi di valore sul gameplay, abbiamo sicuramente apprezzato la varietà situazionale intravista nel segmento in questione, per quanto molti passaggi ci siano sembrati fin troppo "guidati". Gli sviluppatori ci hanno comunque assicurato che i giocatori avranno una certa libertà nel modulare il proprio corso d'azione in base alle sfide proposte da ciascun livello. Questo col contributo di una dinamica sostanzialmente inedita per la serie, con strascichi di grande rilievo sia sul versante single-player e sul comparto multigiocatore. Il titolo propone infatti un grado di distruttibilità ambientale senza precedenti per gli standard di Call of Duty, che permetterà ai giocatori di triturare a suon di colpi buona parte degli elementi presenti di ogni scenario, in linea con i dettami della filosofia "martello contro bisturi".

    Con un modello di gameplay completamente diverso da quello di Battlefield, Vanguard non ambisce certo a raggiungere i livelli di devastazione della concorrenza (non è possibile demolire interi edifici), ma il sistema messo a punto da Sledgehammer Games pare comunque offrire buoni margini di manovra in termini di creatività balistica.

    Nel corso della presentazione, ad esempio, abbiamo visto Kingsley ingaggiare uno scontro a fuoco attraverso le assi del pavimento di una casupola abbandonata, per poi farsi strada attraverso i nemici in una tempesta di schegge e schizzi di sangue, crivellando senza ritegno porte, finestre e mobili. L'obiettivo del team è quello di garantire al giocatore nuove e intriganti opportunità tattiche, limitando al contempo il senso di sicurezza trasmesso dalle coperture e accentuando la spettacolarità delle sparatorie.

    Questo col contributo di un comparto tecnico davvero pregevole, che segna un passo avanti piuttosto significativo rispetto alla precedente iterazione della serie. Call of Duty: Vanguard utilizza lo stesso motore di Modern Warfare e Black Ops Cold War, ma con alcune migliorie che riguardano soprattutto la gestione dell'effettistica. La qualità degli effetti volumetrici, in particolare, sembra segnare un netto passo avanti rispetto a quanto visto nell'ultimo capitolo, e lo stesso discorso vale anche i particellari, valorizzati da un ottimo sistema d'illuminazione che sfrutta il ray tracing per enfatizzare la credibilità dell'insieme.

    A questo proposito, gli sviluppatori hanno fatto ampio uso della fotogrammetria per aumentare il realismo degli scenari, a braccetto con un sistema di displacement mapping pensato per migliorare la resa generale delle superfici, talvolta col contributo di tecniche come il subsurface scattering. Ci è sembrato promettente anche il lavoro svolto sulle animazioni corporee e su quelle legate allo shooting, sebbene sia ancora presto per sbilanciarsi. Stando alle parole del senior principal engineer Danny Chan, la gamma degli interventi dovrebbe includere anche un aumento della mole poligonale e della densità del fogliame, ma va da sé che al momento non abbiamo gli strumenti per valutare la qualità complessiva della proposta di Sledgehammer, per quanto le premesse siano decisamente incoraggianti.

    Per quanto riguarda il frame rate, lo studio punta a mantenere i 60 fps che nel tempo sono diventati lo standard multipiattaforma della serie (non sappiamo se su PS5 e Xbox Series X saranno presenti preset superiori), e per conciliare le migliorie con questo obiettivo inamovibile il reparto tecnico ha rivisto diversi aspetti della pipeline a carico della GPU.

    Già che ci siamo, vale sicuramente la pena di spendere qualche parola sul comparto sonoro del titolo che, qualitativamente parlando, ci è sembrato più vicino a Modern Warfare che a Black Ops Cold War. Una considerazione lusinghiera che denota l'impegno dedicato dal team al campionamento e al missaggio delle tracce sonore (il gioco supporta appieno l'audio 3D), con l'intento di amplificare l'immersività del gameplay e la potenza della messa in scena.

    Un assaggio di multiplayer

    Durante questo primo appuntamento con Call of Duty: Vanguard, il multiplayer creative director Greg Reisdorf ci ha anche offerto una rapida panoramica di quelli che saranno gli elementi cardine del comparto multigiocatore, apparentemente caratterizzato da un maggior accento sulla dimensione tattica degli scontri.

    Questo soprattutto grazie al già citato sistema degli "ambienti reattivi", che permetterà ai giocatori di distruggere diversi elementi dello scenario per aprirsi nuove linee di tiro e vie d'accesso. Il sistema dei danni è persistente, e questo vuol dire che l'assetto di ogni mappa potrebbe cambiare in maniera singificativa nel corso di un match, e starà ai giocatori capire come sfruttare al massimo queste opportunità strategiche.

    Contestualmente, il team ha reintrodotto la facoltà di mirare sporgendosi (una feature assente nell'ultimo Black Ops, come evidenziato anche nella recensione di Call of Duty Black Ops Cold War), e sarà perfino possibile muoversi lungo una superficie orizzontale mantenendo l'arma appoggiata su una qualsiasi copertura. Allo stato dei fatti è impossibile valutare come queste aggiunte andranno ad influire sugli equilibri della "core experience" di Call of Duty, a maggiora ragione considerando che non abbiamo potuto vedere neanche un singolo frammento di gameplay. Appare chiaro come la rotta scelta da Sledgehammer comporti una notevole quota di rischio, e sarà interessante vedere come queste novità saranno accolte dalla scena competitiva.

    Un discorso che riguarda anche le nuove feature introdotte nel sistema Gunsmith, che stando agli sviluppatori permetteranno di modificare il munizionamento e la balistica delle diverse armi, con effetti ancora tutti da verificare. Come da tradizione, il pacchetto di lancio includerà anche qualche modalità inedita: la prima di queste si chiama Champion Hill, e viene descritta dagli sviluppatori come una commistione tra la modalità Scontro introdotta con Modern Warfare e alcune delle dinamiche tipiche dei Battle Royale. Con Vanguard farà il suo esordio anche un nuovo sistema di personalizzazione delle playlist chiamato "Ritmo di Combattimento", con il quale lo studio punta ad aumentare la varietà complessiva dell'offerta multiplayer, permettendo ai giocatori di affrontare ogni modalità a diversi gradi d'intensità.

    In buona sostanza, i tre livelli del "Ritmo di Combattimento" (Tactical, Standard, Blitz) influiranno sul numero complessivo dei contendenti presenti in ciascuna mappa, e di conseguenza sull'equilibrio tra tattica e frenesia. Anche in questo caso è difficile farsi un'idea preliminare dell'impatto di questa feature sul bilancio dell'esperienza multiplayer di Vanguard, ma gli sviluppatori ci hanno assicurato che presto arriveranno dettagli più consistenti. Quello che sappiamo per certo è che al day one il nuovo Call of Duty comprenderà un totale di 20 mappe (di cui 16 6v6 in modalità Standard, e 4 2v2), una cifra di tutto rispetto che nel tempo dovrebbe aumentare grazie a "un denso calendario di contenuti post lancio gratuiti".

    Sledgehammer ha inoltre annunciato di aver collaborato con Treyarch a quello che, di fatto, è il primo crossover nella storia del franchise, costruito sul "terreno neutrale" di una delle modalità più amate dal pubblico. Call of Duty Vanguard Zombies sarà a tutti gli effetti un prologo della campagna vista in Black Ops Cold War, con il medesimo "core gameplay" e qualche innovazione coerente con le peculiarità della produzione.

    Parlando di crossover, lo studio ha confermato la piena integrazione tra i sistemi chiave di Vanguard e Warzone (armi, progressione, operatori), e anticipato l'arrivo di un ricco aggiornamento per il Battle Royale di Activision. L'update, previsto entro la fine dell'anno, introdurrà una mappa completamente inedita e - udite udite - un nuovo sistema anti-cheat che speriamo contribuisca a risollevare le sorti del titolo, attualmente infestato da una quantità incalcolabile di letali imbroglioni.

    L'aggiornamento dovrebbe inoltre aprire i battenti di un nuovo "metaverse" unificato per Vanguard, Black Ops Cold War e Modern Warfare. Al di là degli annunci legati a Warzone, la prima occhiata alla proposta di Sledgehammer Games per il "futuro passato" di Call of Duty ha reso chiare le notevoli ambizioni alla base del progetto. Lo studio californiano ha in cantiere un buon numero di innovazioni che potrebbero aggiungere nuova linfa al franchise, ma resta da capire quale sarà nel concreto il loro impatto sugli equilibri ludici del gameplay, in particolar modo sul versante multigiocatore. Vanguard sembra avere un potenziale da non sottovalutare, che speriamo di poter presto confermare "pad alla mano".

    Call of Duty Vanguard Call of Duty Vanguard è un titolo ambizioso, che porta con sé diverse novità importanti sia dal punto di vista tecnico che sul versante ludico. Con un livello di distruttibilità (in tempo reale) sostanzialmente inedito per gli standard della serie, Sledgehammer punta ad ampliare la gamma delle opportunità tattiche a disposizione dei giocatori, amplificando al contempo la spettacolarità e la frenesia degli scontri a fuoco. Una nota di devastazione che accresce le aspettative nei confronti di una campagna corale basata su un concept narrativo intrigante, alla radice di una storia scandita da una messa in scena davvero promettente. Di contro però, lo stesso sistema degli “ambienti reattivi” aggiunge una quota di rischio non indifferente per gli equilibri del comparto multigiocatore, del quale per il momento sappiamo purtroppo molto poco. In assenza di riscontri concreti dal fronte competitivo, vi invitiamo quindi a prendere con le dovute cautele queste valutazioni preliminari, almeno fino a quando non avremo potuto testare con mano la nuova opera del team californiano. Il potenziale c’è, resta da capire se Sledgehammer riuscirà ad esprimerlo appieno.

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