Call of the Sea: il mistero dell'isola sperduta

Presentato durante l'Inside Xbox, Call of the Sea è riuscito ad attirare molto interesse per le sue peculiari atmosfere. Cosa è successo a Harry?

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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox Series X
  • A poche ore dalla conclusione dell'Inside Xbox dedicato a Series X e ai giochi in sviluppo per la console di Microsoft, il futuro appare decisamente promettente. L'appuntamento in streaming è stato scandito da un buon ritmo, con diverse produzioni secondarie capaci di dar corpo e sostanza alla softeca della casa di Redmond. Tra questi troviamo l'interessante Call of the Sea in lavorazione presso lo studio esordiente Out of the Blue, formato però da una dozzina di veterani che ha lavorato a giochi come Metroid: Samus Returns, Celeste e Guacamelee 2.

    Questo talentuoso collettivo alla sua opera prima è inoltre supportato da Raw Fury, un publisher che nell'ultimo periodo sembra in stato di grazia. Sono molti infatti i progetti futuri che hanno attirato l'attenzione dei giocatori con la firma della compagnia: dal "quasi vaporware" The Last Night a Sable, passando per West of Dead (a tal proposito, recuperate la nostra prova di West of Dead). Senza ulteriori indugi, è tempo di conoscere Norah e di aiutarla nella sua spedizione: c'è un uomo da salvare.

    Finché morte non vi separi

    Siamo nel 1934, su una misteriosa isola tropicale senza nome. È qui che Norah è sbarcata seguendo le tracce del marito Harry, scomparso a seguito di una spedizione.

    Le ragioni della sua missione ci sono ignote, ma ancor più fumose sono le sue possibile scoperte: cosa nasconde questo paradisiaco atollo? E perché la protagonista avverte una forza scorrere dentro di lei, come se qualcosa le stesse donando nuova linfa vitale? In attesa di trovare risposta a queste domande, non possiamo far altro che esaminare nel dettaglio ogni informazione in nostro possesso su Call of the Sea. Alla base dell'avventura c'è chiaramente l'affetto di una donna disperata e pronta a viaggiare fin nel Pacifico per trovare il suo amato. Nell'unico trailer mostrato le spiagge assolate e le foreste rigogliose si alternano ad altri scenari più intriganti. Norah è infatti chiamata a esplorare villaggi indigeni probabilmente popolati da tribù con una certa dose di cultura, capaci di scolpire enormi statue dalla roccia e perfino di inventare dei rudimentali meccanismi, ma anche luoghi strettamente connessi alla scomparsa Harry: per esempio, la carcassa di un nave con vicino una scialuppa di salvataggio in buono stato fanno presupporre che il marito della protagonista sia scampato a un tremendo naufragio.

    Il team ha affermato che il suo obiettivo è spingere il giocatore a risolvere il mistero a cui ha dato forma, non solo ritrovando il marito di Norah, ma lanciandosi in un viaggio per ricomporre un puzzle narrativo che riguarderà anche il passato della coppia. Il tutto attraverso lo sguardo di una donna, come detto, aggrappata alla speranza di rivedere l'amato con tutte le sue forze. Proprio la protagonista ha le potenzialità per imprimersi nella memoria, grazie all'attrice scelta per interpretarla: si tratta di Cissy Jones, e chiunque abbia giocato a Firewatch dovrebbe ricordare perfettamente le lunghe chiacchierate con Delilah tramite il walkie-talkie.

    A detta della director del progetto, Tatiana Delgado, la doppiatrice è stata selezionata per la sua incredibile capacità di riempire la scena con la sua sola voce, in grado di dare ai personaggi grande profondità e coerenza. Lo scopo è far percepire all'utente l'importanza del rapporto tra Norah e Harry, l'indissolubilità del loro legame. Un aspetto che, per la director del gioco, viene spesso ignorato nelle produzioni videoludiche moderne.

    Se già questi elementi compongono un'avventura story driven peculiare (grazie anche al setting retro degli anni ‘30), ad accendere le sinapsi sono alcuni passaggi del filmato di presentazione, incentrati su misteri ancora più insondabili.

    Nell'arco di pochi secondi è possibile notare un deserto con rovine molto antiche e tecnologie troppo avanzate per appartenere a una tribù indigena. Ancor più affascinante è il passaggio finale del trailer, in cui si intravedono due mani palmate, decisamente "poco umane", in quella che appare come una sequenza di gameplay. Tolto che la messa in scena del frammento ci ha quasi ricordato il film La forma dell'acqua di Guillermo del Toro, resta da capire di chi siano effettivamente quegli arti: Norah ha doti che superano la natura umana? Oppure impersoneremo altri personaggi? Altre domande a cui la nostra indagine dovrà dare risposta.

    Un Lovecraft diverso

    Tra le influenze citate dagli sviluppatori troviamo lo scrittore H.P. Lovecraft, anche se il gioco si terrà ben lontano dai classici canoni horror. Più che i temi ricorrenti del padre di Cthulhu, Tatiana Delgado e i suoi colleghi sono interessati al modo in cui lo scrittore narrava le vicende: quel mettere insieme i pezzi con calma nel corso di un viaggio straordinario, con una leggera suspense che si terrà ben lontana dall'orrore.

    A nostro parere, il mood di Call of the Sea sembra guardare più ai cult multimediali associati all'archeologia, a quello spirito di ventura che a un certo punto si miscela col sovrannaturale per stravolgere le carte della narrazione (basti pensare alla Mummia, a Indiana Jones o ad Uncharted, per tornare sui lidi videoludici). Proprio la presenza dell'elemento ultraterreno è stata ribadita a più riprese sia dal team, sia da Microsoft.

    Paradossalmente, allo stato attuale c'è un'incognita ancora più grande legata a Call of the Sea, ossia il suo gameplay. Gli sviluppatori hanno chiarito che l'opera sarà un first person adventure basato su puzzle da risolvere, ma nel poco materiale pubblicato finora nessun tipo di enigma è stato mostrato apertamente. Out of the Blue potrebbe puntare a rompicapo per sfidare il giocatore, sulla falsariga di titoli come The Witness, oppure a un approccio più fluido per non frammentare il racconto. Dalle impressioni preliminari ci sentiremmo di scommettere sulla seconda opzione, data l'importanza che sembra ricoprire la narrativa e l'esplorazione dell'isola.

    Call of the Sea Call of the Sea è riuscito a stimolare la curiosità nell’arco di una manciata di secondi, ma il mistero del viaggio di Norah non è l’unica incognita legata alla produzione. Resta da comprendere l’effettivo valore ludico del gioco, l’approccio scelto dagli sviluppatori sul fronte degli enigmi e come questi verranno bilanciati insieme alla narrativa e l’esplorazione. Questi ultimi elementi sembrano beneficiare del talento di un team con la giusta esperienza alle spalle, e la scelta di affidare la protagonista alla voce di Cissy Jones (Delilah di Firewatch) potrebbe rivelarsi vincente. L’appuntamento con la ricerca di Harry dovrà attendere solo qualche altro mese, e noi ci faremo trovare pronti.

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