Company of Heroes 3: la prova dello strategico. L'Italia è protagonista

Il terzo capitolo del popolare franchise è stato annunciato a sorpresa con una livestream esplosiva. Noi l'abbiamo provato.

Company of Heroes 3: la prova dello strategico. L'Italia è protagonista
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  • Il franchise targato SEGA Company of Heroes, opera dei talentuosi Relic, si appresta a riprendere il posto che gli spetta nell'affollato panorama degli RTS. Con un annuncio a sorpresa, il terzo capitolo della fortunata serie strategica si è mostrato nel corso di una lunga livestream in cui sono state svelate alcune delle feature che saranno presenti nella versione definitiva. Se pensavate che l'uscita fosse dietro l'angolo rimarrete delusi. La finestra di lancio, stando a quanto sottolineato dagli stessi sviluppatori nel corso della presentazione, è attualmente prevista per un generico "late 2022".

    Ancora oltre un anno di attesa, dunque. Ciò nonostante i ragazzi di Relic Entertainment non ci hanno lasciato totalmente a bocca asciutta: un trailer in computer grafica, un succoso assaggio di gameplay e il debutto del programma COH-development (un approccio inedito di co-sviluppo che prevede sin da subito il coinvolgimento della community) ci sono bastati per farci salvare Company of Heroes 3 già tra i preferiti. Anzi, tra i più attesi RTS del prossimo anno.

    It's coming...Rome

    In principio fu la Normandia, terra fredda sferzata dal vento e dalle correnti di un Atlantico inclemente. Poi, le gelide lande del fronte orientale, con i figli della Sacra Madre Russia impegnati dapprima a respingere l'invasore e, poi, in una avanzata a perdifiato sino a Berlino, per innalzare la bandiera dei Soviet sul tetto del Reichstag prima degli Alleati occidentali. Cosa mancava all'equazione? Naturalmente il fronte meridionale. Il Mediterraneo.

    Un enorme teatro bellico mai realmente esplorato dal franchise. Come mai il team ha deciso di prendere in considerazione tale possibilità? Due, in realtà, sono le ragioni. Da un lato è stata la stessa community e i game tester selezionati ad avvertire Relic dei malumori per un eventuale ritorno nei setting già visti. Dall'altro, sono stati proprio gli sviluppatori a virare la loro attenzione verso un inedito punto cardinale, per ragioni di opportunità. La conformazione geografica della Penisola e del Nord Africa consentono un migliore bilanciamento tra le fazioni, in multiplayer, rispetto ad esempio al teatro bellico del Pacifico. Italia e Nord Africa, dunque.

    L'esplosivo reveal trailer, dal taglio volutamente cinematografico e onnicomprensivo, ci catapulta in un setting a noi familiare: un tipico paesino della costiera Amalfitana. Alle finestre il regio tricolore è stato sostituito dalla svastica, segno che l'occupazione nazista ha avuto inizio e la catena di comando italiana è implosa lasciando lo Stivale in un caos ingovernabile.

    Una partigiana combattente distrae un soldato tedesco, favorendo l'infiltrazione di una unità speciale statunitense, prontamente raggiunta da un corpo di fanteria britannico. Il video deflagra in un'orgia di esplosioni, scontri ravvicinati e devastazione. Il paese costiero è messo a ferro e fuoco dall'offensiva alleata. La scena cambia, subito dopo l'apparizione del logo. Sulla cartina, inquadrata in primo piano, campeggia una scritta inequivocabile, cerchiata in maniera marcata: Tobruk. Questo può significare solo una cosa: l'assedio della città della Tripolitania e l'ascesa della Volpe del deserto, Rommel.

    Un trailer rivelatore, la nostra prova

    Come dicevamo, nel reveal trailer sono state volutamente inserite alcune delle principali feature che caratterizzeranno il terzo capitolo del fortunato franchise. La nostra prova - e le parole degli sviluppatori - non hanno fatto altro che confermarne la presenza. Anzitutto, le fazioni.

    Per la prima volta, in qualità di comandanti in capo delle operazioni alleate in Italia, sarà possibile prendere il comando di due fazioni: gli inglesi e gli americani, combinando in maniera inedita i punti di forza di entrambi gli eserciti (e ovviamente i loro reparti più rappresentativi). Rispettando appieno il caotico contesto che scosse il nostro Paese dopo l'armistizio, il team di sviluppo ha invece previsto la presenza di due opposte "affiliazioni" per lo Stivale. Da un lato i partigiani, che coadiuveranno gli Alleati nel processo di liberazione. Dall'altro particolari reparti dell'ormai inconsistente regio esercito, rimasti fedeli al regime. Dunque sarà possibile trovare gli italiani sia tra gli Alleati che tra le forze dell'Asse, mentre ancora nulla si sa su un'eventuale presenza "stand-alone" (magari nelle schermaglie).

    Riguardo alla campagna single player, di cui abbiamo potuto provare una minuscola parte, sembra che l'intenzione non troppo velata del team sia quella di mostrare sin da subito i muscoli, prendendo ciò che di buono (anzi, ottimo) è stato fatto nei primi due capitoli per potenziarlo a dismisura (a proposito, qui troverete la recensione di Company of Heroes 2). La campagna non sarà lineare. Ciò significa che, in qualità di comandante in capo delle operazioni il giocatore potrà gestire interamente la propria strategia.

    Quando diciamo "interamente", ci riferiamo non solo al semplice potere di vita e di morte dei propri uomini sul campo di battaglia, ma anche delle operazioni su vasta scala. Le missioni principali e secondarie non saranno predefinite ma, appunto, dinamiche e compariranno a seconda dell'evolversi della campagna e delle scelte del giocatore. Si passerà dalla conquista di una cittadina all'assassinio silenzioso di un alto ufficiale tedesco e così via.

    Insomma, sarà sempre il giocatore a decidere in che modo continuare la guerra e su quali specifici obiettivi concentrare la propria attenzione. In questo senso, Relic Entertainment ha deciso di allontanarsi dalla propria comfort zone e prendere in prestito le meccaniche tipiche degli strategici 4X sandbox turn based e, soprattutto, dei dirimpettai di Total War. Sulla mappa principale, che ci consente di osservare l'intero teatro bellico è infatti possibile pianificare le proprie mosse, esattamente come fosse una partita di scacchi.

    Il giocatore, come dicevamo, avrà la facoltà di scegliere gli obiettivi, capire se e dove inviare le divisioni per pressare il nemico e farlo indietreggiare, su quali punti strategici virare la propria attenzione e quale tipo di supporto dare alle proprie truppe. Ad esempio, nella missione della presa dell'aeroporto di Pomigliano, abbiamo potuto spianare la strada alle nostre unità richiedendo supporto all'incrociatore alla fonda che ha scatenato una tempesta di fuoco sulle postazioni tedesche. Una volta deciso l'obbiettivo è possibile entrare nel vivo dell'azione con la classica impostazione che abbiamo imparato a conoscere dai precedenti Company of Heroes. Per l'occasione, però, è stata rivista, corretta...e potenziata a dismisura.

    Veloce, recluta!

    L'inedito teatro bellico ha permesso agli sviluppatori di esplorare funzionalità tutte nuove e rifinire quelle che, invece, già caratterizzavano l'esperienza ludica dei precedenti episodi. Sulla mappa principale possiamo prendere il controllo e muovere due tipi di macro unità: le Compagnie e i Distaccamenti. Le prime sono quelle che è possibile sfruttare in battaglia mentre i Distaccamenti possono essere utilizzati principalmente come supporto alle Compagnie.

    Per farvi un esempio, sempre nella missione della presa di Pomigliano, la nostra Compagnia impegnata sul campo ha potuto beneficiare di un bonus alle cure perché nella mappa tattica eravamo riusciti ad attestare un distaccamento medico. Insomma, ogni singola mossa in Company of Heroes 3 rappresenta un piccolo pezzo di un puzzle mastodontico che i giocatori saranno chiamati a comporre. Sul campo di battaglia tutto sembra immutato: i giocatori di vecchia data si sentiranno subito a casa, con il campo base da costruire, gli obiettivi secondari, i rifornimenti da conquistare e così via.

    Il ventaglio di opzioni, in realtà, è ancora più ampio rispetto al passato, cosa che all'inizio ci ha lasciati un po' storditi, nonostante la nostra esperienza. I novelli generali da tastiera, però, non devono temere, perché una delle più gradite novità è l'introduzione della Full Tactical Pause. Un'opzione molto simile agli stealth game come Shadow Tactics, per intenderci. La pausa permette di leggere l'azione con calma e impartire gli ordini a tutte le unità, senza timore di perdere pezzi per strada. Questa, comunque, non è l'unica novità che abbiamo potuto apprezzare. Tra quelle più significative viste sino a questo momento c'è il "breaching", una meccanica inedita che permette di impartire alla squadra di avvicinarsi a un edificio e stanare i nemici all'interno con un qualche granata ben assestata, esattamente come si è visto nel trailer. Non solo: tra le altre cose sembra esser migliorato il sistema di coperture e il bilanciamento della corazza dei blindati, la quale reagirà in maniera più coerente con la direzione del colpo. Inoltre, l'inedito scenario ha permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi, proponendo una distruttibilità ambientale pressoché illimitata e, soprattutto, lavorando sulla verticalità delle mappe, rendendo fondamentale la conoscenza del "True Sight", ovvero la linea visiva delle unità.

    In questo senso il ventaglio strategico si amplierà ancora di più, dato che consentirà al giocatore di avere maggiore cognizione del territorio e garantirsi il vantaggio tattico conquistando punti strategici come zone elevate. Le intenzioni del team di sviluppo, per il futuro, sono già piuttosto chiare. Dopo l'iniziale periodo di pre-alpha che terminerà a metà agosto, il COH-development program proseguirà con nuove sessioni di test in cui verranno introdotte gradualmente nuove feature.

    Parliamo della campagna nordafricana (che potremo vedere solo l'anno prossimo), del multiplayer e di nuove fazioni e unità, le quali necessiteranno di un grande lavoro di bilanciamento prima di poter essere effettivamente inserite nel prodotto finito. Per approfondire altri aspetti dei giochi precedenti, vi lasciamo alla recensione di Company of Heroes 2 The Western Front Armies e alla recensione di Company of Heroes 2 Ardennes Assault.

    Company of Heroes 3 Company of Heroes 3 ha ancora una lunghissima strada davanti a sé. Annunciato ieri, il terzo capitolo del franchise uscirà - se tutto andrà secondo i piani - nel tardo 2022. In questo periodo, il team di sviluppo continuerà sull’inedito percorso inaugurato proprio con questa terza declinazione del franchise: il co-sviluppo. Oltre a una manciata di veterani della serie, che hanno dato il loro feedback sul progetto indirizzando le scelte del team al lavoro su COH 3, l'intenzione è di coinvolgere la community lungo tutto l'arco dei lavori. Non a caso, se vi registrate sul sito ufficiale, potete riscattare gratuitamente la build pre-alpha e testare il gioco sino a metà agosto. Poi, nel corso dei prossimi mesi, verranno aperte nuove sessioni di test, per aggiustare e provare ciò che verrà di volta in volta aggiunto, sempre seguendo il feedback dell’utenza. Una road map che, infine, condurrà verso la pubblicazione completa. Al momento, per quanto abbiamo potuto vedere e provare, Company of Heroes 3 non è solo un titolo ambizioso. Potrà - se tutte le promesse verranno mantenute - addirittura ridefinire i canoni del genere strategico e proiettare quest’ultimo verso una nuova generazione.

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