Anteprima Cube

Altro che cubo di Rubik...

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  • Da Oriente a Occidente

    La D3 Publisher, nella sua decennale esperienza, ha prodotto centinaia di videogiochi, perlopiù di stampo orientale e principalmente rivolti al pubblico nipponico, come ad esempio i titoli dedicati a Hello Kitty, al Sumo e a giochi da tavolo sconosciuti in Italia. Da qualche mese, in collaborazione con il team neozelandese Metia Interactive, D3 ha in lavorazione un progetto per Playstation Portable di carattere più occidentale, basato su una semplice quanto significativa figura geometrica: il cubo, protagonista assoluto del futuro “Cube”, in uscita il 20 aprile sul mercato europeo.

    Lato^3 = Volume del cubo

    “Cube” miscela in sé due generi dalla natura affine per concetto e giocabilità: quello del puzzle game e del platform. Nel gioco prenderemo il controllo di un cubo, in grado di muoversi come un dado (quindi in quattro direzioni) nei vari livelli di natura tridimensionale in cui è suddiviso il gioco. Dimenticate quindi la forza di gravità, il sopra e il sotto, la destra e la sinistra: in “Cube” saremo in grado di ribaltare continuamente il piano di gioco (muovendo di conseguenza la telecamera per mezzo dei tasti L e R), a patto di rimanere ancorati ad una base solida, ovvero altri cubi. Di questi ne esistono varie tipologie, tra cui i più comuni sono quelli quelli "fissi" ed i "mobili" ma non mancano quelli che possono essere ruotati a nostro piacimento. Come in ogni puzzle game, il concept è sempre più difficile da spiegare che da giocare: l’immediatezza del titolo lo rende comunque accessibile a qualunque tipo di videogiocatore.
    Lo scopo di ogni livello è quello di partire da un punto per arrivare ad un traguardo; in base alle nostre abilità, ogni stage disporrà di elementi in grado di aumentarne la difficoltà: trappole con mine e spuntoni acuminati, chiavi, barriere, interruttori e cubi semi-moventi complicheranno non poco il nostro “iter” verso il completamento dell’avventura.
    Gli sfondi dei vari livelli sfoggiano una grafica semplice ma curata e non distoglierlo dall’azione di gioco. Le musiche a metà tra il techno e la musica elettronica, ripercorrono atmosfere lounge e chill-out dalle dolci armonie. Il connubio audiovisivo ispira quindi relax e tranquillità, per un approccio perfetto per ognuno dei numerosi enigmi presenti in “Cube”. Una filosofia ben diversa da quella presentata da altri puzzle game, come ad esempio Lumines e Gunpey, contraddistinti da effetti di luce psichedelici e quasi abbacinanti.
    Gli sviluppatori hanno suddiviso “Cube” in nove differenti zone di gioco, ognuna con 12 livelli dotati di trappole e varietà cromatiche appositamente realizzate. Ciò porta ad un totale di 138 livelli di gioco, ai quali si aggiunge un funzionale editor che permetterà ad ogni acquirente di realizzare i propri personali livelli da condividere via connessione “ad hoc” con il popolo internauta. “Cube” dispone inoltre dell’utile e, soprattutto, economica possibilità del Game Sharing, ovvero la facoltà di giocare con un amico per mezzo di un solo UMD: a questo scopo, verranno realizzati 35 livelli appositi per il gioco in doppio. Le modalità disponibili saranno essenzialmente due: il Versus Mode, dove il primo a trovare l’uscita vince, e il Cooperative Mode, dove (ovviamente) si dovrà collaborare per portare a termine lo stage. Un’ultima, gradita sorpresa è data dal prezzo annunciato per il mercato statunitense, appena 30 dollari: “Cube” ha quindi un’arma in più per risultare concorrenziale sul mercato, di fronte alla nutrita schiera di avversari.

    Cube “Cube” miscela in un attrattivo 3D gli enigmi del puzzle game e la variegata giocabilità del platform: il risultato è un gioco originale e innovativo, dove il crescente livello di difficoltà introduce sempre nuove complicazioni: bombe, trappole e interruttori da attivare saranno la norma per poter risolvere tutti i 138 livelli di gioco. Se a ciò aggiungiamo la possibilità di costruire il proprio livello personale da condividere in rete e il multiplayer, con la comoda funzione “Game Sharing”, non è scontato azzardare come il prodotto sviluppato da Metia Interactive potrà rivelarsi ben presto un valido esponente del genere puzzle game su Psp.

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