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Cyberpunk 2077: brutale violenza e atmosfere pulp nel primo video gameplay

Francesco Fossetti ci guida alla scoperta di Cyberpunk 2077, il nuovo ambizioso (e attesissimo) progetto di CD Projekt RED.

anteprima Cyberpunk 2077: brutale violenza e atmosfere pulp nel primo video gameplay
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Scrivo di videogiochi da quasi vent'anni, e raramente mi è capitato di vedere un titolo ambizioso quanto Cyberpunk 2077. Ho deciso di dirvelo così, in maniera forse un po' brutale e diretta, perché magari non è proprio quello che vi aspettereste da un articolo infilato nel coverage di una fiera videoludica. Di solito questi pezzi tendono ad essere un po' più distaccati, analitici e ponderati, e invece eccola qui - nero su bianco - una prima persona che sulle prime potrebbe pure lasciarvi interdetti. Eppure questo articolo non avrei potuto scriverlo che così: intimo e viscerale.
    Anche Cyberpunk 2077, sono convinto dopo aver finalmente assistito alla presentazione, non avrebbe potuto concretizzarsi diversamente: per infilarsi nel mondo straripante di CD Project RED serve necessariamente quella prospettiva; un'inquadratura curiosa e nervosa, capace di avvicinarsi agli oggetti, alle persone, ai mille dettagli di un mondo inesauribile. La prima persona, del resto, è pure la scelta d'elezione di ogni "immersive sim", e forse il nuovo progetto degli autori di The Witcher qualche dettaglio in comune con questo genere potrebbe pure avercelo. Se non altro la volontà di creare un mondo avvolgente (o, che dir si voglia: immersivo), in cui perdersi completamente.
    Cerchiamo però di andare con ordine, di analizzare per punti quella marea di informazioni che mi sono piovute addosso in cinquanta minuti di demo. La stessa, a dirla tutta, che i miei colleghi avevano già adocchiato all'E3, anche se vista dalla prospettiva di un personaggio maschile. Proprio perché il team ha deciso di portare alla Gamescom la stessa build dell'evento losangelino, mi sembra futile raccontarvi ancora una volta i momenti salienti della presentazione. Meglio fare un discorso più generale, che provi a spiegarvi come mai Cyberpunk 2077 mi è sembrato così speciale.

    Atmosfera

    Cyberpunk 2077 è vecchio e nuovo allo stesso tempo, ora consueto e ora invece inaspettato. È un titolo originale anche se indiscutibilmente "cannibale": ingurgita infatti una marea di riferimenti che arrivano dall'immaginario classico del genere, "mangia" i panorami descritti dai migliori narratori e le scenografie di film intramontabili, ingoia tutti gli spunti visivi e narrativi delle due decadi d'oro della science-fiction.

    E poi rielabora tutto, rilegge e reimpasta, per proiettare su schermo un'ambientazione meravigliosa e seducente. Dentro il titolo di CD Project RED ci sono decine di riferimenti che strizzano l'occhio agli appassionati di cyberpunk, ma la visione d'insieme riesce ad essere distintiva: è come se i ritagli di un'enciclopedia siano usati per creare un nuovo testo, una storia dal carattere tutto suo. Sarà un impasto cromatico meno opprimente del solito, sarà il fatto che a Night City - metropoli popolata da reietti e tecnocrati - gli abitanti abbiano trovato una propria dimensione, testimoniando che la vita va avanti senza rimpianti. Oppure ancora lo stile degli impianti cibernetici, che solcano i corpi e i visi della popolazione: fatto sta che il 2077 alternativo ideato dal team di sviluppo è impressionante e, fin da subito, memorabile. Oltre Altered Carbon e Blade Runner, Cyberpunk scrive - fosse anche solo grazie a questa demo - una piccola pagina in seno al genere d'appartenenza. E non solo: potenzialmente il gioco potrebbe essere in grado di definire un nuovo standard per la costruzione di un open-world, superando persino le vette attualmente toccate da Rockstar. Il mondo di gioco si presenta infatti con una densità impressionante, brulicante di vita, di gente, di edifici. Non è facile spiegarlo a chi non ha ancora adocchiato le prospettive di Night City, ma i quartieri della città assomigliano ad un vorticoso microcosmo che si muove indipendentemente dall'azione del giocatore.
    È proprio questa pienezza a rappresentare, in potenza, il principale elemento di ricchezza del gioco. È bene però mettere le mani avanti: osservando la demo si percepisce chiaramente che, allo stato attuale dei fatti, potrebbe esserci ben poco oltre agli scorci preparati per la dimostrazione. Ed è quindi importante ribadire che "ambizioso" non significa necessariamente "riuscito". Anzi, l'ambizione comporta sempre una certa dose di rischio: il mondo di Cyberpunk 2077 va costruito, è un cantiere ancora aperto. Al momento possiamo però dirvi questo: che se il team di sviluppo riuscirà a garantire la stessa densità di dettagli della demo per tutta la mappa di gioco, saremo di fronte ad un gioco mai visto prima.

    Pluralità

    Per raccontare il gameplay di Cyberpunk 2077 si è più volte tirato in ballo Deus Ex. Il paragone non è del tutto campato in aria, anche se i due titoli sono collocati su due piani ben diversi, separati da diversi ordini di grandezza. Anche in Cyberpunk c'è la possibilità di affrontare le varie situazione scegliendo approcci differenti. Da una parte quello non violento, fatto di chiacchiere e dialoghi, e dall'altra quello focalizzato sull'azione. Nel mezzo tutta una serie di sfumature che prevedono varie furberie, sotterfugi più o meno evidenti, hackeraggi spericolati.

    A sottolineare questa diversificazione c'è una scrittura malleabile e attenta: sono i dialoghi della quest a suggerire cosa è possibile fare, a stuzzicare la curiosità del giocatore. Sulla base delle sue scelte, poi, la storia si ramifica, si spacca, si accorcia o si allunga, mostrando a chi decide di procedere con circospezione scene, personaggi e situazioni che non si sarebbero visti altrimenti. Anche in questo caso CD Project dovrà dimostrare di saper usare la stessa cura sulla maggior parte delle missioni della storia principale, e magari pure su una discreta percentuale di side-quest. Ma, anche in questo caso, ciò che abbiamo visto stacca di diverse lunghezze qualsiasi "scelta multipla" di Mankind Divided affini.
    Mettiamo il caso, tuttavia, che si decida per l'approccio diretto, quello che nel bene e nel male tutti finiremo per sperimentare. In questo caso Cyberpunk 2077 torna a stupire, dimostrando una varietà senza pari. Se volete immaginarvi il gameplay delle fasi d'azione, dovete pensare ad un First Person Shooter fortemente ibridato con un gioco di ruolo. La componente "matematica", fatta di barre della vita, numeri a schermo e colpi critici, è decisa e avvertibile, a tratti incisiva come in un Borderlands. Eppure la fluidità dei movimenti è quella di uno sparatutto, gli spostamenti sono responsivi e immediati, e l'incedere ingessato di Deus Ex è lontano anni luce da questo esaltante dinamismo.

    Ancora: ogni singola arma sembra avere un comportamento diverso. La pistola classica permette di colpire i nemici dietro le coperture, sfruttando l'effetto carambola: basta puntare un elemento dello scenario di sufficiente durezza affinché i nostri impianti oculari calcolino la traiettoria dei rimbalzi. Il fucile a pompa riesce a caricare i colpi affinché passino attraverso i muri, sottolineando per altro l'ottimo livello di interattività ambientale. Una delle mitragliette più rare è in grado di sparare raffiche a ricerca. E poi c'è una lama con cui smembrare gli avversari: basta avvicinarsi a sufficienza con il bullet time, oppure utilizzando lo scudo cinetico generato dalla katana per deviare i proiettili.
    Le armi non sono il vostro forte? Potreste decidere di controllare il piccolo mech capace di arrampicarsi negli anfratti più impensati dello scenario, e poi colpire da lì i nemici ignari.
    Ancora: stordire silenziosamente un avversario permette di connettersi con la rete neurale a cui, presumibilmente, sono collegati anche tutti i suoi compagni. Da qui si potranno iniettare dei virus cibernetici in grado di alterare le percezioni o bloccare le armi dei malcapitati.

    Non vi basta? Provate ad hackerare i sistemi difensivi della struttura e usarli a vostro favore. E poi ci sono le droghe e gli aiuti medicinali, sostanze che permettono di migliorare i riflessi o la percezione, e chissà cos'altro. Ogni classe avrà inoltre un'abilità peculiare, capace di modificare l'approccio agli scontri: in questa demo si utilizzava il doppio salto, ottimo per sfruttare in maniera creativa un level design calcolatissimo e stratificato.
    In cinquanta minuti di demo ci è parso di avere solo un assaggio di quello che Cyberpunk 2077 potrà offrire (pensate a tutte le variabili legati agli innesti), e questo assaggio supera la varietà di tanti altri titoli ben affermati (e comunque considerati sufficientemente diversificati negli approcci). Il tutto, trovando anche il giusto bilanciamento fra mobilità e statistiche. C'è da chiedere di più?

    Dettagli

    Un ultimo aspetto mi ha colpito profondamente durante la presentazione, e riguarda un'attenzione ai dettagli davvero tutta nuova. Parlo ovviamente dei dettagli che servono a caratterizzare il mondo di gioco, i nomi dei brand del futuro che lampeggiano sui distributori automatici, oppure quelli dei giornali stampati che ancora non hanno del tutto ceduto il passo all'informazione compressa e digitalizzata della rete.

    Ma anche i dettagli che invece danno un sapore unico agli elementi ludici. Basti soltanto una scena, a titolo di esempio: deciso ad affrontare la sua prima missione da "pesce grosso", il nostro V (questo il nome del protagonista) raggiungerà una clinica cibernetica per farsi installare addosso un paio di impianti: una superficie intelligente sul palmo della mano, capace di aumentare il grado di affinità con l'arma impugnata, e un miglioramento retinico per scansionare l'ambiente.
    L'operazione non è automatica come in tanti giochi di ruolo: selezionati i potenziamenti che riteniamo più opportuni, il dottore estrae il nostro bulbo oculare e lascia che una strana macchina ci strappi gli strati di pelle dei polpastrelli per sostituirli con tessuti sintetici. La crescita e lo sviluppo del personaggio diventano insomma uno strumento narrativo, per costruire una nuova affinità fra avatar e giocatore. Alla ricerca, come dicevamo in apertura, di un nuovo grado di immersione.

    Cyberpunk 2077 Cyberpunk 2077 è un promessa. Un gioco che vuole superare tutte le conquiste degli open world, delle avventure ruolistiche in prima persona, delle immersive sim. CD Project RED si è posta l'obiettivo di andare oltre, sul fronte del gameplay, della varietà, della densità, della caratterizzazione. L'elemento ad oggi meno impressionante, oltre alle corse in auto (quelle si possono fare anche in terza persona), resta il comparto grafico, solido ma non straripante (soprattutto a causa di un rendering un po' sporco e di una gestione delle luci ancora un po' piatta). A fare da contropartita c'è una quantità poligonale impressionante e un'interazione ambientale davvero molto accentuata. Oltre alle questioni tecniche, tuttavia, il profilo ludico della produzione appare potenzialmente soverchiante, e lascia di stucco come la rappresentazione dell'ambiente urbano (anzi: metropolitano). Resta il fatto che Cyberpunk 2077 è un titolo ancora in divenire: per ora ci sono solo pochi frammenti di Night City e della storia di V. Se il team di sviluppo saprà collocarli all'interno di un mosaico della stessa qualità, ne vedremo delle belle.

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