E3 2018

Daemon X Machina: i mech irrompono su Nintendo Switch

Nintendo ha aperto il Direct E3 presentando a sorpresa Daemon X Machina, nuovo gioco a base di mech nato dalla collaborazione tra Marvelous e First Studio.

anteprima Daemon X Machina: i mech irrompono su Nintendo Switch
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  • Switch
  • Al di là delle critiche, va ammesso che il Nintendo Direct E3 2018 si è aperto col fragoroso botto di una sorpresa inattesa. Nemmeno il tempo di mettersi comodi, infatti, che le tonanti schitarrate di un metal elettronico hanno scandito il primo esplosivo trailer di Daemon X Machina: un nuovo titolo in esclusiva per Nintendo Switch, frutto della collaborazione tra Marvelous e il neonato First Studio. Unione sancita da un solo, ambizioso obiettivo: creare "il miglior gioco di mech disponibile sul mercato". E dopo aver dato un'occhiata al curriculum dei membri chiave del progetto, ci sembra onestamente un risultato tutt'altro che impossibile. Per la gioia degli amanti dei giganti d'acciaio, Daemon X Machina sarà infatti prodotto dalle forze congiunte di un vero e proprio dream team: alla produzione vi è Kenichiro Tsukuda, nientemeno che il producer della storica serie Armored Core; il design, dei personaggi e dei mech rispettivamente, sarà curato da Yusuke Kozaki (Fire Emblem Awakening/Fates) e il veterano Shoji Kawamori (Armored Core, la serie anime Macross). Insomma, i più attenti che sin dai primi secondi di video avevano rilevato un rimando stilistico e concettuale alla longeva serie di FromSoftware non sono poi andati così lontano. Specialmente considerato che Daemon X Machina, recuperandone la filosofia, si propone come una sorta di seguito spirituale proprio di Armored Core, serie della quale ormai non si vede un capitolo dal lontano 2013 lasciando un discreto vuoto nell'offerta. A differenza di quest'ultima però, amata da una nicchia di dediti appassionati ma affatto per tutti a causa della sua complessità, il titolo in arrivo su Switch nel 2019 desidera essere un'esperienza più accessibile, senza rinunciare a una certa profondità. Ci riuscirà? Proviamo intanto a fornire qualche impressione preliminare sulla base di quanto emerge dai 30 minuti di gameplay trasmessi dal Nintendo Treehouse.

    Sollevati, Arsenal

    Al momento, molto poco si conosce circa il background narrativo e l'importanza che rivestirà in Daemon X Machina. Sappiamo che faremo parte di una squadra di mercenari, piloti provetti che saliranno a bordo di torreggianti robottoni (detti Arsenal) per superare determinate missioni, gli Ordini: secondo gli sviluppatori, la scelta di compiere un determinato Ordine (talvolta da soli, altre in gruppo) e il suo risultato influenzerà la propria storia e quella degli alleati. Avremo quindi, tipicamente, una struttura di gioco articolata in missioni dagli obiettivi variabili, ad esempio eliminare un certo numero di nemici o raggiungere una determinata zona, che potranno essere accettate dalla base dove alloggerà la nostra gigantesca estensione di metallo. Accedendo alla console, infatti, oltre a visualizzare i briefing degli Ordini, potremo dedicarci alla feature che da sempre è la massima delizia degli appassionati di questo particolare genere di produzioni.

    Ci riferiamo, ovviamente, all'elevato grado di personalizzazione: della base (con ornamenti di vario genere), della fisionomia dell'avatar (altre opzioni arriveranno, oltre a quelle della demo), ma soprattutto l'aspetto del nostro amato mech. Se sulle possibilità relative alle prime due molto è stato promesso senza venir mostrato, è dall'ultima che si attende una certa cura e complessità che non vada sotto gli standard, in quanto negli action in questione la personalizzazione equivale a un vero e proprio assemblaggio del mech a partire dalle sue componenti, fase cruciale che ne influenzerà le abilità e le performance una volta scesi sul campo di battaglia. Oltre a modificare a piacimento l'estetica, fondamentale sarà selezionare l'assetto delle armi per gli arti superiori, quello da caricare sulle spalle e sui piloni collocati sul retro. La tipologia di arma (nella demo fanno bella mostra mitragliatori, katane laser ed enormi bazooka, tra gli altri), assieme alla qualità dei materiali del rivestimento, influenzeranno parametri come la potenza di fuoco, la resistenza e la mobilità. Una volta scelto il proprio arsenale e averlo testato in un campo di prova, siamo quindi pronti per decollare.

    Colorata frenesia meccanica

    Ciò che spicca in positivo, non appena scesi in battaglia, è senza dubbio la particolare scelta estetica adottata, in controtendenza rispetto agli altri congeneri. Laddove solitamente si predilige uno stile realistico con una palette intorno a colori dalle tonalità scure, il vivace art style in cel-shading di Daemon X Machina sorprende per la varietà e luminosità cromatica che offre, pur senza approssimare eccessivamente i contorni dei modelli o rinunciare ai piccoli dettagli, contribuendo a rendere il titolo peculiare e poco pesante per l'occhio. A questa scelta assolutamente indovinata ci auguriamo si accompagni il raggiungimento di una maggiore fluidità dell'azione durante i combattimenti rispetto a quanto mostrato, tenendo ben presente che il gioco si trova in uno stadio ancora piuttosto grezzo. Nella demo gli scontri avvenivano prevalentemente contro semplici macchinari controllati da A.I., ma non mancheranno lotte dalle dinamiche più complesse, come contro altri Arsenal nemici e, come evidenzia una parte del video, colossali boss.

    Sarà tutta da valutare la profondità degli scontri: di base, buona parte dello spessore strategico deriva dalla necessità monitorare le condizioni del nostro mech (la barra della salute, ma anche stamina e una misteriosa barra femto non meglio specificata) e la quantità di munizioni a disposizione, ma anche e soprattutto dalla possibilità di raccogliere l'equipaggiamento dei nemici e sostituirlo in tempo reale per adattarsi, di volta in volta, a diverse situazioni. Ad aumentare il fattore spettacolarità - immancabile in un titolo che promette azione frenetica - viene in soccorso la capacità di afferrare automobili o cartelli stradali per usarli come armi ravvicinate o lanciarli dritti contro gli avversari. Nel caso sbagliassimo mira con un po' di fortuna potremmo riuscire indirettamente a danneggiarli con le macerie causate dal crollo degli edifici. Così come la distruttibilità ambientale. gli sviluppatori ribadiscono inoltre l'importanza della verticalità nei combattimenti e nell'esplorazione delle mappe, ed in primo luogo speriamo che lo spostarsi sia adeguatamente servito da controlli intuitivi e responsivi data la sua centralità. Negli ultimi secondi della prova è stato mostrato che è possibile scendere dal mech per muoversi liberamente a piedi: sarebbe molto interessante se, piuttosto che dedicare missioni separate a questa modalità, il poter abbandonare il veicolo da qualche parte per recuperarlo più tardi o magari entrare in quello degli avversari sconfitti avesse un qualche ruolo per aumentare lo spessore ludico ed evitare la ripetitività delle missioni, rischio che attanaglia titoli del genere.Infine, è stato confermato il multiplayer fino a 4 giocatori (e altrettante postazioni per il mech sono presenti alla base), ma il team sta ancora lavorando per stabilire le varie modalità con cui sarà disponibile.

    Daemon x Machina Come un fulmine a ciel sereno, Daemon X Machina sorprende l'utenza di Switch che di certo non si aspettava l'arrivo di un action basato sui mecha, creato nientemeno che da veterani del genere. Ereditando la filosofia concettuale di Armored Core, il progetto di Marvelous e First Studio sembra un biglietto di ingresso meno ostico del solito (ma forse anche meno profondo?) per un giro in volo sul proprio robottone personalizzato. Un giro in cel shading più vivace e colorato, che non sembra voler lesinare sull'azione più spettacolare e frenetica.
In attesa che nel 2019 Daemon X Machina ci faccia entrare nel cockpit per combattere facendo detonare bazooka svariati metri e mirare fendenti con katane ad alta energia, confidiamo che gli schemi di controllo rimangano intuitivi e che il divertimento non sia minacciato da incertezze nel ritmo generale dell'azione o dalla poca varietà delle missioni.

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