Days Gone: a caccia di zombie su PlayStation 4

Grazie a GameInformer USA emergono tanti nuovi dettagli su Days Gone, l'ambiziosa produzione di Sony Bend in arrivo su PS4 e PlayStation 4 Pro nel 2019.

anteprima Days Gone: a caccia di zombie su PlayStation 4
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Mostrato al grande pubblico in occasione dell'E3 2016, Days Gone è un adventure post-apocalittico che è riuscito ad incuriosire nonostante una certa somiglianza, se non altro stilistica, con altri prodotti che si concentrano sulla tematica della caduta della civiltà. Già ai tempi della prima presentazione (un po' acerba dal punto di vista tecnico), il prodotto aveva esibito qualche idea interessante, se non altro nella gestione delle travolgenti orde di zombie, soverchianti ondate di non-morti da sfoltire non solo grazie all'aiuto delle armi, ma anche sfruttando un'interazione ambientale più incisiva rispetto a quella proposta da molti congeneri.
    Ricomparso alla fiera losangelina un anno dopo il reveal, il gioco nato nelle officine di Bend Studio (Uncharted: Golden Abyss oltre alla serie Syphon Filter) sembrava maturato molto dal punto di vista strutturale e narrativo, tanto da essere già pronto al rodaggio su strada; eppure il team con sede in Oregon ha ritenuto utile continuare a lavorare sul software e rimandare l'uscita al prossimo anno. Molto probabilmente è stata la stessa Sony a posticipare la release, tenendo quindi Days Gone ben lontano dalle esclusive del 2018 come God of War o l'imminente Spider-Man di Insomniac.
    Nonostante manchi ancora un bel po' all'uscita, è arrivato il momento di tornare a parlare della produzione, a seguito della pubblicazione di un lungo video contenente la prima ora di gioco, commentata in diretta dai due director, John Garvin e Jeff Ross. In attesa di un imminente Hands-On, vediamo quindi cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima, intrigante esclusiva in arrivo sull'ammiraglia di casa Sony.

    La teoria: le premesse concettuali

    Days Gone si annuncia come un prodotto ambizioso, probabilmente il progetto più temerario mai affrontato da Bend Studio. In sviluppo ormai da cinque anni, quindi esattamente dalla pubblicazione di Uncharted: Goden Abyss, Days Gone ha richiesto uno sforzo non indifferente in termini di forza-lavoro, portando al coinvolgimento di oltre cento persone. Se il gioco vi è sembrato già pronto alla pubblicazione nel 2016, sappiate che il team si è praticamente raddoppiato in questi due anni, perciò è lecito aspettarsi un prodotto molto più "massiccio".
    In tal senso, gli ambienti di gioco dovrebbero rispecchiare la grandezza del team di sviluppo: Bend Studio ha assicurato che il titolo sarà un open world ambientato nel "deserto" dell'Oregon, ovvero quella zona degli Stati Uniti dove impenetrabili foreste dividono con ettari ed ettari di vegetazione un centro abitato d'altro. Proprio i centri abitati dovrebbero farla da padrone in Days Gone, offrendo ai giocatori la possibilità di esplorare grandi agglomerati urbani devastati dalla follia degli ultimi uomini rimasti.

    Sì perché Days Gone si accoda a quel lungo filone - forse un po' abusato, ammettiamolo - delle opere narrative nate sull'onda lunga di The Walking Dead: storie ambientate in un futuro post-apocalittico dove una piaga di qualche tipo ha risvegliato i morti dai propri giacigli, lanciandoli a caccia di fresca carne umana di cui nutrirsi. Days Gone, da questo punto di vista, sembra essere molto accademico, mettendo i giocatori nei panni di un uomo desideroso di sopravvivere e poco interessato alla ricerca di una cura: Deacon St. John. Nel delineare i caratteri di questo personaggio, John&Jeff sembrano aver preso ispirazione da un'altra serie tv di culto, vale a dire Sons of Anarchy. A bordo della propria moto, Deacon dovrà barcamenarsi fra le varie comunità che apparentemente spadroneggiano nelle foreste dell'Oregon, alla ricerca dei mezzi di sostentamento necessari affinché si possa vedere un'altra volta sorgere il sole. Non è dato sapere quale sia il rapporto fra questi signorotti locali e NERO (National Emergency Response Organization), l'organizzazione governativa chiamata a tenere sotto controllo l'infezione, ma che sembra aver abbandonato i check-point installati sulle strade nei primi mesi dell'epidemia. In Days Gone, in ogni caso, non ci sarà tempo da perdere: ogni quest del gioco avrà una finalità narrativa. Niente fetch quest, niente minigiochi sulla pesca, nulla che non riguardi la sopravvivenza di Deacon e del suo socio Boozer, che resterà quindi il motore principale dell'azione.
    Nell'esclusiva in arrivo su PS4 avrà una grandissima importanza anche la motocicletta di Deacon, una sorta di inanimato "compagno di viaggio". Si potranno recuperare i pezzi necessari al miglioramento e all'evoluzione del mezzo, che si renderà fondamentale nell'esplorazione dell'area di gioco. Sia chiaro: nessuno ha detto che Days Gone sarà una passeggiata di piacere. La possibilità di un agguato, l'eventualità di essere assaliti mentre si gira per strada sarà, secondo le dichiarazioni dei ragazzi di Bend, sempre presente. Il mondo di gioco si annuncia vivo e mutevole, pronto a sfidare i giocatori in ogni momento.

    La pratica: l'incipit dell'avventura

    Bastano i primi minuti di gioco, mostrati in un lungo video che si concentra sull'incipit dell'avventura, a capire quanto Days Gone voglia essere crudo e diretto: con le mani strette sul manubrio dei loro chopper, Deacon e Boozer trovano una donna inerme, con il volto tumefatto e ferite su tutto il corpo che non le lasciano molto da vivere. I due uomini partono alla ricerca del carnefice della povera innocente - per quanto sia possibile parlare di innocenti in una condizione del genere - offrendo un primo sguardo sull'area di gioco. Tutta la prima ora di gameplay va letta come un unico lungo tutorial, destinato a mostrare le caratteristiche del gameplay.

    Fra queste, la capacità di Deacon di affinare i sensi per avere una visione "maggiorata" della realtà: esattamente nella stessa maniera dei Batman di Rocksteady e di The Witcher 3, anche il protagonista di Days Gone può seguire una pista facendo apparire le orme della preda sul terreno circostante.
    Una volta raggiunto il proprio bersaglio, Days Gone mostra una delle proprie peculiarità, cioè la libertà di scelta. Sarà compito del giocatore decidere se giustiziare o meno questo personaggio, meccanica di gioco che lascia intendere la presenza di una trama modulare, che possa adattarsi alle decisioni del giocatore.
    Dopo aver assistito alla sorte del prigioniero i due sviluppatori hanno lasciato intravedere uno scampolo del motore di gioco destinato al meteo, mutevole e ballerino esattamente come quello al nord-ovest degli Stati Uniti. Sicuramente una feature interessante, ben supportata anche a livello tecnico, che può aggiungere un tocco di imprevedibilità alle situazioni e un po' di varietà alle atmosfere del gioco
    Senza scendere troppo nei dettagli si fatti raccontati da questa prima ora di gioco, sappiate che il protagonista si ritrova ben presto a dover recuperare alcuni pezzi di ricambio per la moto, rimasta danneggiata a seguito di uno scontro a fuoco. È questo il momento in cui i giocatori faranno conoscenza degli zombie. In un sottopassaggio autostradale, i Deacon e Boozer sono costretti ad affrontare alcuni infetti per recuperare le componenti dalle auto abbandonate. Questa sezione è utile per comprendere alcune cose: la possibilità di utilizzare l'ambiente (e i clacson delle auto) per facilitarsi il compito, l'odio degli zombie per il fuoco delle molotov, e la meccanica da shooter in terza persona. In questo caso Sony Bend sembra aver deciso per un approccio di stampo tradizionale, restando fedele ai canoni dei TPS moderni anche nella scelta delle inquadrature (molto ravvicinata quella della mira di precisione).

    Superato questo corridoio, i due biker decidono di involare verso un motel nei paraggi alla ricerca di materiale utile. Peccato che lo stesso motel sia infestato da zombie carnivori, pronti addirittura a nutrirsi della carne putrida di altri non morti.
    Questa piccola sezione di tutorial serve ad impratichire i giocatori con alcune meccaniche stealth abbastanza basilari, nulla che non sia già stato visto in altri giochi dell'ultima generazione. Come detto in precedenza, non c'è un momento di stanca in Days Gone: mentre Deacon sta esplorando le stanze del motel, le urla di Boozer alla radio richiamano la sua attenzione. Il fidato socio del protagonista è stato attaccato e ferito da alcuni invasati, adulatori pseudo-religiosi degli zombie, che hanno lasciato il nostro amico gravemente ustionato ad un braccio. Nel tentativo di recuperare le medicine per il partner, Deacon si infiltra in un accampamento nemico, prende quello che gli serve, si precipita verso la moto e la trova... Beh, non la trova affatto. Qualcuno ha avuto la brillante idea di rubare la moto al nostro biker di fiducia, legittimamente alterato dall'accaduto. I giocatori dovranno quindi inseguire il presunto ladro, ritrovandosi dopo poco (non senza aver accoppato un paio di zombie lungo la strada) alle porte di un accampamento. Il meccanico dell'accampamento si mostra amichevole, mostrandoci quella specie di officina che è riuscita a mettere su, mentre non si può dire lo stesso del leader di questa comunità. Qualche riga più su abbiamo parlato delle scelte e della trama che muta in base a queste. Ecco, forse il capo dell'accampamento si sarebbe mostrato più gentile, se il giocatore non avesse fatto saltare in aria il cervello di quel tizio qualche minuto prima.

    Days Gone Days Gone si annuncia come l’ennesima esclusiva di peso nella fantastica ludoteca di PlayStation 4. Certo, da quanto visto finora il gioco non sembra reinventare la ruota, avere l'ambizione di innovare o riscrivere le dinamiche dell'action/adventure moderno. C'è anche da dire che in questa prima ora di gioco non è stata mostrata la caratteristica che più di tutte aveva incuriosito in occasione dell’E3 2016, ovvero quella delle orde di zombie che citavamo in apertura. Vedremo se questo elemento potrà servire da aspetto caratterizzante per Days Gone, o se la produzione resterà ancorata al suo rassicurante tradizionalismo. Un tradizionalismo, sia chiaro, che non rappresenta affatto un problema: il titolo di Bend Studio sembra essere parecchio convincente, e basandosi su forme di gameplay ormai consolidate, Days Gone potrebbe fare la felicità degli amanti dei titoli open world dai toni oscuri e dalla storia bella ruvida. Non ci resta che aspettare la possibilità di giocarlo con mano per saperne di più, in vista dell’uscita fissata (si spera) per i primi mesi del 2019.

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