E3 2006

Anteprima Dead Rising

L’alba dei morti viventi

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • iPhone
  • Pochi possono negare di aver sentito parlare, almeno una volta nella vita, del capolavoro di Gorge A. Romero, datato 1978, conosciuto in Italia con il nome di Zombie, il cui titolo originale e’ proprio L’alba dei morti viventi o, meglio, Dawn of the Dead.
    Sicuramente alla Capcom devono esserne degli ottimi conoscitori, dato che gli stilemi della produzione cinematografica compaiono inalterati in una delle produzioni di maggior successo targata Captive Comunications: Resident Evil.
    Oggi, tuttavia, non siamo qui per parlare del Resident Evil. Piuttosto di una produzione to totalmente nuova, che si fa vettore di uno stravolgimento del concept proprio dei “survival horror” modificandolo in chiave arcade: Dead Rising.
    Dead Rising strizza l’occhio al capolavoro di Romero ribaltandone tuttavia i ruoli: ci troviamo, infatti, nei panni di un fotoreporter americano, Frank, un uomo qualunque, con una smodata passione per i soldi e la carriera, inviato in un grosso centro commerciale di periferia per far luce su alcune stranezze.
    Appena arrivato al Willamette Parkview Mall, Frank si accorge che coloro che vi transitano non sono umani ma, a causa probabilmente di qualche strano fenomeno biologico, zombie. Da questo momento il nostro fotoreporter avrà 72 ore (circa 3 ore effettive) per scoprire quanto più possibile sull'accaduto e tornarsene a casa sano e salvo.

    Nell’enormità’ dell’edificio, nel quale e’ interamente ambientato il gioco, Frank dovrà capire cosa e’ successo agli ex-clienti che, dal canto loro, penseranno solamente alla ricerca di carne fresca di cui cibarsi e rappresenteranno quindi un ostacolo da superare.
    Proprio sulla lotta ai morti viventi e’ incentrato il gioco, e tuttavia il concept risulta molto particolare: in Dead Rising incontreremo solamente zombie “classici”, senza alcuna capacità particolare (Lickers, Tyrant e surrogati), veri e propri cadaveri vaganti, con poche funzioni motorie e ancor meno cerebrali. La vera minaccia è in questo caso costituita dal numero: il "mall" pullula di morti viventi, ne è invaso e, quasi, sommerso.
    Dalla nostra parte, oltre alle piene facoltà motorie e cerebrali, ci sarà un intero arsenale da “prendere in prestito” dai vari negozi (oltre un centinaio) presenti nel centro commerciale: ogni oggetto, o quasi, presente sullo schermo potrà essere utilizzato per sbarazzarsi dei putrefatti avversari che, sempre in massa, verranno a caccia di cibo. Non bastasse, sarà possibile usare frutti, ortaggi e cibo d’ogni genere per rivitalizzare il nostro eroe.
    Proprio questa varietà e’ uno degli elementi chiave del gameplay, che pian piano andremo ad illustrare: provate ad immaginare quanti oggetti possono essere trovati in un centro commerciale. Qualche esempio? Panchine, tavoli, sedie, cestini della spazzatura, bilancieri, strumenti musicali, CD, piatti, motoseghe, spade, fucili, pistole, mitra e, talmente tanti altri da dare la possibilità, se volessimo, di continuare per altre dieci righe con l’elenco.
    In questo marasma Frank troverà anche altri NPC umani, non mutati, che molto spesso chiederanno il suo aiuto attivando sub-quest di vario genere. Nell’ottica della libertà d’azione potremo decidere se aiutare i malcapitati, lasciarli semplicemente dove si trovano o addirittura portarli in una zona particolarmente affollata di zombie e assistere al loro massacro.
    Ovviamente tutto ciò che faremo influirà direttamente sul nostro alter-ego digitale tramite un sistema di punti (prestige points) che permetteranno di acquistare, nel corso dell’avventura, nuove abilità quali, ad esempio, mosse di wrestling, facoltà di camminare in equilibrio sulle teste dei non morti e tante altre.
    I prestige point potranno essere acquisiti in svariati modi: salvando gli umani rimasti in balia degli zombie ma anche nella maniera che a Frank riesce meglio: facendo foto. Non dimentichiamoci, infatti, che il protagonista e’ un fotoreporter con il fiuto dello scoop. Anche in questo caso la libertà di interpretazione è totale: potremo scattare foto stupefacenti alle enormi masse di zombi che ci si pareranno davanti, agli stessi dopo che li avremo massacrati o addirittura, sadicamente agli umani che popolano il centro commerciale, mentre vengono sbranati.
    Tanto più lo scatto sarà sensazionale, tanto più ingente sarà la ricompensa in prestige points (simulatore di incarichi redazionali?).
    Tutta questa libertà, tuttavia, potrebbe risultare, sul lungo periodo, noiosa e ripetitiva, e proprio per ovviare a questo problema i game developers hanno deciso di dare solo 3 ore al videogiocatore per completare l’avventura: ore che non saranno ovviamente sufficienti alla completa risoluzione dell’intreccio principale e tanto meno di tutte le quest secondarie.
    Gli sviluppatori hanno volutamente puntato sulla rigiocabilita’ del titolo inserendo diversi finali che dovrebbero stimolare, di volta in volta, la curiosità di chi si trova davanti allo schermo, molti NPC con corrispondenti missioni e il sistema di crescita del personaggio (prestige point e incremento delle abilità).
    Da notare, inoltre, che potremo spendere le 3 ore a disposizione anche per sollazzarci massacrando zombie a più non posso, senza curarci minimamente dell’investigazione e dell’esplorazione; anche in questo caso avremo un finale diverso.

    Hands-On

    Durante l’E3 da poco conclusasi e’ stata presentata una versione giocabile di Dead Rising in cui era completamente esplorabile una parte dell’ambientazione di gioco e dalla quale abbiamo potuto ricavare le prime impressioni, pad alla mano, su questo titolo.
    Fin da subito il gameplay risulta molto semplice ma nel contempo profondo e intuitivo, grazie a controlli piuttosto immediati, una discreta varietà di mosse come disposizione iniziale e, ultimo ma certo non meno importante, una buona gestione delle telecamere (terza persona orientabile a 360° dal giocatore).
    Indescrivibile il divertimento immediato provato nel massacrare con ogni oggetto visibile malcapitate orde di zombie e lo stupore nel vedere quanti ne vengono effettivamente visualizzati sullo schermo (in alcune situazioni almeno un centinaio). Tuttavia, dopo appena una decina di minuti passati a compiere efferati massacri in un crogiolo di risate, già prevale la voglia di fare altro, di esplorare ed andare avanti nelle indagini (che la scelta di Capcom di sezionare il gioco in 3 ore “alla volta” sia azzeccata?).
    Per quanto riguarda la realizzazione tecnica del gioco c’e’ davvero da stupirsi, ma in negativo: inspiegabile come ad un concept tanto interessante sia stata affiancata un così “povero” comparto grafico.
    In primis i modelli poligonali dei personaggi su schermo sono talmente semplici da sembrare quasi old-gen, non fosse per l’alta definizione che aumenta la qualità visiva. In secondo luogo le collisioni sono totalmente sballate, per non dire inesistenti (non si ha mai la sensazione di colpire veramente uno zombie). Infine, le animazioni, sia del protagonista sia dei nemici risultano innaturali, ancora troppo “meccaniche”, difetto, seppur non di poco conto, presente nella maggior parte dei titoli next-gen (quindi non una colpa eccessiva per Dead Rising).
    Una nota di merito invece riguardo alla realizzazione dell’ambientazione, seppur con qualche appunto sulla cura degli interni dei negozi, ed alle varie citazioni e situazioni comiche presenti nel gioco (es. possibilità di utilizzare una spada laser) che spezzano il ritmo e danno una sferzata di brio al titolo.

    Dead Rising Con la realizzazione di Dead Rising Capcom punta a dare una visione completamente diversa dell'Horror ludico ai videogiocatori, puntando tutto sul divertimento e sulla libertà d’azione. Non fosse per l’opinabile realizzazione tecnica, questo titolo si candiderebbe senza ombra di dubbio per un posto d’onore nel futuro olimpo dei must-buy.

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