Deathloop di Arkane Studios: Killer contro Killer su PS5

Durante lo show dedicato ai giochi per PlayStation 5, Arkane ha mostrato il gameplay di Deathloop. Ecco le nostre impressioni.

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  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • La nuova generazione sta per arrivare, la conferenza PlayStation l'ha ribadito con grandissimo vigore. Quello di Sony è stato un evento riuscito e appassionante, carico di giochi interessantissimi - dalle avventure gattesche di Stray fino all'inatteso Little Devil Inside - e culminato con la presentazione della nuova ammiraglia dell'azienda giapponese. Difficile dire quale sia stato il punto più alto in un appuntamento del genere, ma tra i tanti giochi che hanno calcato il palco virtuale ci sentiremmo di sceglierne uno: Deathloop. Il gioco di Arkane promette di essere un'esperienza complessa, stratificata e di includere caratteristiche che potrebbero segnare un incredibile punto di svolta per lo studio francese.

    Benvenuti a Blackreef

    Deathloop si svolge sull'isola di Blackreef, un luogo in cui il tempo scorre diversamente: allo scoccare della mezzanotte il flusso degli eventi si resetta, riparte dal principio e poi ricomincia di nuovo, in un ciclo che mai s'interrompe. I suoi abitanti si danno a gioie sfrenate, banchetti e bagordi, sfogano i loro istinti predatori sull'unico prigioniero di questo paradiso infernale. Colt è un assassino costantemente braccato dai residenti di Blackreef. Non può trovare sollievo neppure nella morte, visto che perdere la vita innescherebbe semplicemente l'inizio di un nuovo ciclo.

    L'unico modo che ha per fuggire è uccidere otto bersagli chiave prima dello scoccare della mezzanotte: la sua missione è però costantemente sabotata da Julianna "Jules" Blake, un'assassina che ha trovato nella caccia e nei loop temporali la sua condizione ideale. Nello stile, Deathloop è differente da tutto quello che Arkane ha pubblicato in precedenza: un retro-futuro con grosse influenze degli anni sessanta. L'atmosfera è luminosa, più vitale di una Dunwall o una Karnaca, ma comunque immersa nel caos e nel degrado morale. Blackreef è una sorta di parco dei divertimenti dell'orrore, un terreno di caccia dove Colt è intrappolato in un ciclo senza fine.

    Tra roguelike e immersive sim

    Di Deathloop non sappiamo ancora tutto, ma quel poco di cui siamo a conoscenza ci parla di un gioco assolutamente interessante in termini di game design. Possiamo chiaramente aspettarci la classica formula di Arkane ai suoi massimi livelli: nel trailer c'erano degli accenni ad approcci più furtivi (peraltro con l'utilizzo di poteri oramai familiari per chi conosce la casa francese) e altri che invece prevedevano il combattimento ad armi spianate. Tutto questo in un level design che ci è sembrato provvisto della canonica verticalità, passaggi alternativi e scorciatoie. Tutto da manuale, insomma.

    Il punto forte di Deathloop è però, neanche a dirlo, definito dal suo titolo. Il loop temporale non è solo un interessante espediente narrativo, ma soprattutto una dinamica di gameplay che potrebbe sposarsi alla perfezione con la filosofia di Arkane. Nel gioco è infatti previsto che ogni morte inneschi un nuovo ciclo: a ogni ciclo i progressi saranno cancellati (non sappiamo se ci sarà qualcosa di persistente, come nei Dark Souls), ma il giocatore avrà acquisito informazioni per evitare l'errore e fare un passetto più avanti nel raggiungere il suo obiettivo. Nel gioco di Arkane la reiterazione è quindi parte integrante dell'avanzamento, l'errore, come nei souls o in un roguelike (va ricordato che Arkane ha lavorato a Prey: Mooncrash prima di Deathloop), sono parte di un percorso di auto-miglioramento in cui nulla si butta o si fa finta non sia mai esistito. L'idea è assolutamente brillante, non è innovativa in senso assoluto, ma applicata alla canonica formula degli immersive sim made in Arkane potrebbe dare dei risultati epocali.

    Con un colpo la software house francese potrebbe aver trovato un modo per limitare o persino sradicare molti dei problemi che affliggevano le sue precedenti creazioni. Non ci sarà un sistema di salvataggio rapido manuale (non è stato dichiarato apertamente, ma tendiamo a darlo per scontato), dunque nessun abuso del quicksave/quickload che tanto rompeva il ritmo nei Dishonored. Meno incentivi alle partite "monoapproccio" (solo stealth o solo violente), visto che la possibilità di ripetere i livelli ad infinitum senza reali conseguenze incentiva la sperimentazione. Insomma, una soluzione di gran classe che lascia ancora molti interrogativi, ma sulla quale abbiamo aspettative stratosferiche.

    A proposito di dubbi, non sappiamo ancora se il gioco sarà strutturato a livelli - come i Dishonored - o in una mappa interconnessa come quella di Prey. Sul sito di Arkane si legge però che le missioni principali e secondarie (ed è quindi confermata la loro presenza) potranno essere compiute in qualsiasi ordine, dunque propendiamo per la seconda ipotesi. A questo punto viene allora da chiedersi se ci saranno dei checkpoint, oppure se ogni errore condurrà inevitabilmente a ricominciare la partita da zero. La nostra ipotesi è che sì, ci saranno dei punti in cui salvare i progressi, ma saranno comunque sporadici e piazzati in modo tale che non si possa abusarne. Pensiamo inoltre che Deathloop sarà un titolo non troppo vasto e dalla durata contenuta, ideato appunto per essere ripetuto più e più volte, magari inseguendo la voglia di perfezionarsi.

    Il multiplayer

    L'altra grandiosa idea di design che verrà incorporata in Deathloop è legata al secondo personaggio principale dell'avventura: Julianna. È anch'ella una cacciatrice, ma con abilità comparabili a quelle di Colt: è abile nell'uso delle armi e ha dei poteri, tra cui quello di confondersi tra la folla per colpire nei momenti più opportuni. La sua è una presenza che darà costantemente filo da torcere al giocatore, sia sotto forma di intelligenza artificiale, sia quando Julienne verrà impersonata da un altro utente. Esiste infatti la possibilità che delle persone "invadano" le partite degli altri giocatori per provare a ucciderli, tale funzionalità potrà in ogni caso essere disattivata, proprio come nei giochi di Miyazaki.

    Lasciare una meccanica del genere nelle mani dei giocatori è sempre un rischio, ma allo stesso tempo una trovata estremamente intelligente. Immaginate quale tensione è in grado di generare l'idea che un cacciatore, magari più abile e esperto di noi, è sulle nostre tracce e vuole distruggere tutti i progressi che abbiamo accumulato fino a ora. Potenzialmente Deathloop potrebbe alternare situazioni da delirio d'onnipotenza al terrore della perdita, tutto condito da un gameplay così vario da risultare sempre fresco anche all'ennesimo tentativo. Sì, certo, sul gioco di Arkane aleggia ancora una nebbia fitta, ma se si uniscono i puntini delle informazioni a disposizione, si può già fantasticare con un certo realismo sul prossimo, geniale colpaccio del collettivo francese.

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