Anteprima Defiance

Trion Worlds ci ha invitato a Londra per provare il suo nuovo, fantascientifico MMO

anteprima Defiance
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ancor più rare delle nuove IP sono le soluzioni classiche proposte in maniera alternativa e diversa dal solito, questo a causa di un mercato che non risparmia nessuno e una difficoltà sempre maggiore ad ottenere i finanziamenti per realizzare giochi tripla A. Gli MMO non vengono certo risparmiati da questo sistema, vittime di un mercato fortemente concorrenziale, con alternative per ogni genere e gusto, tra i titoli intramontabili e leggendari, oltre alla pletora di recenti free-to-play. Trion Worlds tenta la tortuosa strada della crossmedialità per raccontare un'unica esperienza, divisa in due differenti prodotti: il primo è una serie televisiva ad alto budget di chiara matrice fantascientifica, prodotta dalla stessa software house con la collaborazione di SyFy, mentre il secondo è un videogame MMO, realizzato su una solida base da shooter in terza persona, con un gameplay ereditato direttamente da tutta la schiera di sparatutto dell'era post-Gears of War. Avevamo già avuto un assaggio di Defiance durante la scorsa manifestazione di Colonia, più che altro un'idea generale del concept e qualche minuto di gameplay della versione pre-alpha, mentre nelle ultime settimane abbiamo potuto ottenere qualche informazione in più in merito alla misteriosa serie televisiva che, ci auguriamo, potrà fare la gioia dei fan della science fiction.
Muniti di sciarpa e guanti siamo atterrati nella fredda Londra per provare in anteprima il nuovo gioco di Trion Worlds.

WORLDS COLLIDE

Con Defiance non siamo solo di fronte ad un esperimento mai tentato prima nell'ambito del videogame, quello di far convivere e coesistere due media che, fino a questo momento, si sono quasi dati battaglia tra audience, incassi e campagne di mass marketing, ma ci troviamo anche ad assistere all'arrivo su Xbox 360 e PlayStation 3 di un genere quasi sconosciuto su home console, quello del massive game. Ci siamo stati gettati a capofitto nell'avventura senza troppi preamboli e annunci: nella versione completa di Defiance che avremo modo di giocare dal prossimo aprile, verremo introdotti a un mondo post apocalittico grazie all'incipit degno della migliore Hollywood, complice una serie televisiva che farà da filo conduttore per tutta la parte narrativa.
Non si hanno molti dettagli relativi alla trama di Defiance: gli eventi hanno luogo in un futuro non molto lontano, dove diverse razze aliene raggiungono il pianeta terra dopo la fuga da un lontano sistema stellare ormai estinto. La comunità extraterrestre si insedia sul nostro pianeta credendo di essere la benvenuta; ma come insegna la storia, non ci vuole molto prima di assistere alle prime rivolte fomentate dalla paura del “diverso”. Dissensi e rivolte si trasformano in men che non si dica in una guerra che sconvolgerà il mondo intero, trasformando il nostro pianeta in un posto selvaggio e pericoloso.
La creazione del personaggio parte con la selezione di un preset, base dalla quale lavoriamo per plasmare l'alter ego che vogliamo giocare. Come prima cosa scegliamo la razza: la selezione ci permette di optare tra il classico e immancabile umano e i misteriosi Irathient, una razza aliena dalle fattezze umanoidi appartenenti al collettivo Votan. Al pari di ogni altro MMO sulla piazza, troviamo la selezione di ogni caratteristica del volto, dalla forma del naso e delle sopracciglia, fino al colore della pelle e capigliatura, così come eventuali cicatrici o tatuaggi qualora volessimo un personaggio con particolari segni distintivi. Una volta completata passiamo all'ultima fase, quella di selezione della classe.

"Il pattern delle abilità è decisamente interessante, uno degli elementi che ci ha più incuriosito durante la nostra prova."

In Defiance ci sono quattro classi, o almeno, tante ci sono state mostrate all'immersive event al quale abbiamo partecipato. Il Soldier è un combattente votato alle tecniche e alla disciplina militare, dotato di un fucile d'assalto standard; l'Outlaw non è da meno, ma mette in mostra uno stile di combattimento un po' più grossolano e non a caso impugna un fucile a pompa; il Survivalist è una classe adatta ai giocatori posati e dediti ad un'azione più riflessiva, che amano porsi a debita distanza con un fucile da cecchino; infine abbiamo il Machinist, che va a coprire il ruolo del geniere degli MMO di matrice fantasy. La selezione della professione segna in realtà solo un punto di partenza dal quale è poi possibile customizzare in completa libertà il nostro personaggio a seconda delle esigenze. Ogni classe parte infatti da un'abilità attiva che la contraddistingue, mentre le altre passive vengono sbloccate mano a mano che acquisiamo punti e accumuliamo esperienza. Il pattern delle abilità è decisamente interessante, uno degli elementi che ci ha maggiormente incuriosito durante la nostra prova. Ci troviamo davanti ad una sorta di tabella, ai cui vertici ci sono le quattro skill attive di cui parlavamo poco sopra: tutto intorno si espandono le altre abilità, che possiamo sbloccare di volta in volta creando come dei “percorsi” in quello che definiremmo uno “skill pattern”. Se cambiassimo idea, possiamo sempre resettare i punti e ridistribuirli come meglio ci aggrada, anche se non è ancora chiaro se dovremo pagare con moneta sonante o credito virtuale per farlo.

ALLE PORTE DI SAN FRANCISCO

Il gioco ha un'impostazione da shooter, pertanto il combattimento in mischia non è contemplato e si agisce dalla sola distanza con i soli fucili e pistole. Ci sono un'infinità di armi differenti per tutte le classi e per ogni gusto, dai classici mitragliatori a orpelli fantascientifici che nemmeno vi immaginereste. Durante una delle missioni ci siamo trovati per le mani una pistola lancia dardi che infettava il nemico con dei parassiti alieni fungiformi, esserini che poi si staccavano dalla vittima per esplodere contro gli altri avversari infliggendo altri danni. Gli sviluppatori di Trion Worlds non si sono certo risparmiati e non si può negare che la componente sparatutto funzioni bene e diverta grazie ad un gameplay mai passivo. La versione PC presenta una mappatura della tastiera abbastanza classica, molto fedele all'impostazione che ci ha abituato il genere MMO, mentre su console ci siamo ritrovati con un controller che ci ha mandato un po' in confusione, con una doppia funzione di alcuni pulsanti e soprattutto un feeling che non riesce a competere con la più versatile combo mouse e tastiera. La versione console ci è stata presentata su piattaforma Sony, con un feedback di gameplay più che sufficiente, considerando anche il deficit degli stick analogici meno precisi rispetto a quelli più facili del pad di Xbox 360 (almeno per quanto riguarda gli shooter). Fortuna viene in aiuto un sistema di mira guidata che, tutto sommato, funziona decisamente bene.
La più grave mancanza sul piano ludico è costituita dall'assenza di un sistema di coperture. Seppur gli ambienti e le situazioni di gioco presentino di continuo ripari, l'assenza di un pulsante che ci permetta di chiuderci dietro un angolo o sotto una cassa, rende il gioco decisamente meno tattico e sicuramente monotono. Non resta che sperare in un'implementazione prima della release, anche se introdurre un elemento tanto importante a un passo dal beta testing non è cosa semplice: il tempo è tiranno e con il lancio della serie TV in concomitanza, Trion non può più permettersi errori.

"La più grave mancanza sul piano ludico è costituita dall'assenza di un sistema di coperture."

Alla nostra prova è stata omessa tutta la parte introduttiva del gioco (per ovvi motivi), lasciandoci soli con delle sporadiche situazioni narrative, nonché missioni unite da un sottile filo conduttore. Le prime missioni ci hanno visto alle prese con dei predoni che minacciavano delle stazioni minerarie: preamboli narrativi a parte, il nostro compito era quello di dirigerci sul posto con le armi spianate e fare piazza pulita da tutto quel che si muoveva. Brigantaggio e sciacallaggio sono elementi imprescindibili dell'ambientazione post-apocalittica e non sono state risparmiate nemmeno in questo frangente. Per muoverci da una missione all'altra sulla generosa mappa di gioco possiamo fare appello al comodo quad personale, un mezzo di trasporto che ci permette di spostarci rapidamente (ma forse non abbastanza) da un punto d'interesse all'altro. Al pari di Rift, tutte le missioni di Defiance, principali e secondarie (salvo rarissimi casi), sono di tipo dinamico e permettono a tutti i giocatori dell'area di unirsi all'azione. Il gioco si struttura come un tradizionale MMO: possiamo girare liberamente da soli o in gruppo, acquisendo missioni e incarichi che ci metteranno contro orde di nemici, pesantemente armati e corazzati. A queste si affiancano delle attività secondarie e prettamente ludiche, come le corse a tempo sui mezzi. Alla modalità PVE, si aggiungono naturalmente diverse opzioni per la componente multiplayer e cooperativa, divise tra world, battleground e instance, a seconda del tipo di azione che vogliamo intraprendere. I maxi eventi dinamici sono la cosa più divertente che abbiamo avuto modo di provare durante la nostra gameplay session. Ricalcando quando già visto in Rift e Guild Wars 2, queste sfide ci propongono dei nemici grandi come palazzi, che possiamo sconfiggere solo in stretta cooperazione con gli altri giocatori. Chiunque può intervenire e giocare: al termine dell'evento, i giocatori più talentuosi vengono premiati con un generoso bonus in punti esperienza.
Non mancano i deathmatch, così come le classiche sfide multiplayer “controllo” e “catttura la bandiera”, sulla mappa di gioco o in apposite istanze. Ma l'accesso al menù social ci permette di unirci ad altri giocatori per condividere delle avventure cooperative, come la mappa Motherload ambientata in un complesso sotterraneo, tra numerosi nemici e un boss finale veramente agguerrito.
Il sistema di gioco sarà accompagnato da un sistema di microtransazioni che permetterà ai giocatori impazienti di acquistare armi e potenziamenti vari, anche se il team di sviluppo non ha potuto entrare nel merito della questione e anticiparci altro.

UNA SFIDA AD ARMI IMPARI

Avendo avuto modo di provare con mano sia la versione console che quella PC del gioco, occorre fare una ovvia distinzione tra le due. Partiamo da una semplice considerazione, ottenuta direttamente dal producer Rob Hill alla nostra domanda: Defience è realizzato con un motore grafico proprietario, creato ad hoc dall'azienda per il nuovo gioco, plasmato sulle particolari esigenze di un MMO di nuova concezione e dal gameplay altamente dinamico, una base di partenza che è servita per gettare le fondamenta delle tre diverse versioni del gioco che raggiungeranno i giocatori di tutto il mondo il prossimo aprile. Rob ci spiega che lo sviluppo su console non si sta dimostrando affatto facile, in particolar modo per gli ormai onnipresenti problemi di gestione della memoria, decisamente limitata sulle attuali home console. Non migliora la situazione se consideriamo l'esosa richiesta hardware di un gioco di classe MMO. L'idea iniziale era quella di creare un titolo crossplatform - per venire incontro all'esigenza di una continuity narartiva tra serial e gioco - un progetto che venne però abbandonato per via degli ingenti costi di produzione, oltre agli inevitabili vincoli sul piano tecnico.
La distopica ambientazione di Defiance è sicuramente interessante ma ci ha convinto solo parzialmente, non tanto per quel che si respira, ma per una scarsa varietà di uno scenario di gioco che ci sembrava ripetitivo e ridondante già dopo poche ore di gioco. Purtroppo non siamo riusciti a vedere la città di San Francisco, opportunamente occultata dalla mappa di gioco mostrata all'evento londinese, anche se siamo riusciti a intravedere il Golden Gate Bridge attorcigliato su sé stesso, immagine iconica dalla campagna di viral marketing sul web.

Pur considerando che abbiamo messo le mani su una versione alpha del gioco, la demo da noi provata su console mostrava texture poco definite, modelli approssimativi, framerate eccessivamente basso e incostante, oltre ad un appeal generale che difficilmente attirerà i giocatori console ormai abituati a titoli ben più complessi e ricchi, graficamente parlando. Non possiamo neanche fare a meno di riflettere sui numerosi crash e freeze che ci hanno obbligato a cambiare console nel corso dell'evento. Su computer il discorso è ben diverso: la risoluzione Full HD unita a una maggior complessità di ambienti e personaggi, rendono Defiance un gioco graficamente appetibile, seppur non al vertice sulla scala degli MMO. Non siamo al corrente delle specifiche tecniche delle piattaforme PC sul quale girava il gioco di Trion Worlds all'evento londinese, ma il prodotto preso in visione non parrebbe esagerare in quanto a richieste hardware. Le sequenze ambientate nei cunicoli delle miniere nei pressi di San Francisco, ci hanno mostrato ambienti molto ben illuminati, con luci e ombre dinamiche, bump mapping, discreti effetti particellari, soprattutto su computer ma anche sulla versione console.
Non è chiaro se la scelta di utilizzare la piattaforma PlayStation 3 sia nata da un'esigenza tecnica, da una partnership con Sony, o ancora da problemi dell'ultim'ora con la versione Xbox 360; quel che è certo è che siamo molto dispiaciuti di non aver potuto analizzare lo sviluppo del gioco nella sua interezza, testando il titolo anche sulla console di Microsoft, generalmente un banco di prova meno problematico quando si parla di problemi di gestione della memoria.

Defiance Seppur Defiance si confermi un progetto molto interessante, una ventata d'aria fresca sia nell'ambito del gaming che in quello dei serial tv, non riesce ancora a convincerci pienamente soprattutto a causa di un impianto ludico che rischia - come per tanti altri MMO - di essere ripetitivo e ridondante, poco vario in uno scenario dall'agguerrita concorrenza. La componente shooter si conferma divertente, a volte brillante, ma richiede ancora qualche piccola smussatura, così come l'implementazione di un sistema dinamico di coperture. Ad una versione per computer che farà la gioia degli amanti dello sparatutto in terza persona, si accosta una versione console che si dimostra invece ben al di sotto delle aspettative. Sul piano della crossmedialità, uno dei rischi maggiori è che uno dei due media finisca col creare uno scompenso all'interno di un sottile e delicato equilibrio. Data la sua natura sperimentale, abbiamo comunque deciso di dare fiducia ai ragazzi di Trion Worlds e a Defiance per quello che si presenta come uno dei progetti più curiosi e intriganti dell'anno a venire, un titolo che potrebbe funzionare e, chi lo sa, forse partorire un vero e proprio filone videoludico, un nuovo modo di vivere l'intrattenimento digitale tra le mura domestiche.

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