Derelicts: un survival co-op in Unreal Engine 5

Procedono i lavori su Derelicts, un interessante survival cooperativo in Unreal Engine 5 sviluppato da una persona sola.

Derelicts
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  • Dopo aver avuto un sostanzioso assaggio della potenza di Unreal Engine 5 con la tech demo di The Matrix Awakens (ecco la nostra prova di The Matrix Awakens), le impressioni sulle performance del nuovo motore grafico di Epic Games sono sempre più incoraggianti. Non a caso alcuni sviluppatori, soprattutto nell'ambito indie, hanno già deciso di cogliere la palla al balzo e passare direttamente all'ultima versione del motore per i propri titoli, inizialmente concepiti su Unreal Engine 4.

    Tra questi troviamo il curiosissimo e audace Derelicts, un survival co-op sviluppato al momento da una sola persona - in arte Romain - che da circa un anno tiene ben informata la sua community sui progressi del gioco. Previsto per PC (e in seguito per console a detta dello sviluppatore) ma ancora privo di una data di lancio precisa, il titolo è al momento sprovvisto di un trailer vero e proprio, ma è comunque possibile farsi un'idea di quello che ha in serbo passando in rassegna i video disseminati sui canali ufficiali della produzione. In questa primissima anteprima cercheremo quindi di ricapitolare quanto promesso da Romain sul futuro della sua opera, tenendo conto che si tratta pur sempre di un progetto in divenire, che strada facendo potrebbe subire diversi cambi di rotta.

    Un nuovo mondo

    "Non vi schianterete sulla Terra, non in un gioco chiamato Derelicts" ci fa sapere Romain in un post su Reddit, mostrandoci l'interno di una navicella spaziale illuminata dai riflessi bluastri dei tanti comandi di bordo, e diretta verso un pianeta che risulta difficile identificare. Tuttavia, alcuni elementi del world building sembrano suggerire che il mondo su cui avremo la (s)fortuna di atterrare abbia già ospitato l'uomo.

    Tra i relitti sparsi per le lande desertificate troviamo infatti vecchie automobili aggrovigliate dall'edera, aerei divelti che giacciono trafitti dai tronchi degli alberi su cui sono precipitati, e anche abitazioni vuote e diroccate, abbandonate alla stregua di reliquie di un tempo perduto. Che si tratti quindi di un messaggio ironico quello dello sviluppatore, e la storia di Derelicts ci porti alla deriva sul nostro pianeta d'origine, magari dopo una qualche misteriosa catastrofe che lo ha ridotto in quelle condizioni estreme, estinguendo del tutto la razza umana? Abbiamo ancora pochi gli indizi a riguardo, ma sappiamo che lo scenario ospita molteplici biomi e - sebbene manchi la conferma di una vera e propria struttura narrativa - la qualità dei dettagli ci fa presumere che nulla sia lasciato al caso. Spiagge esotiche accolgono il nostro naufragio planetario per condurci nel ventre di una foresta pluviale fitta e misteriosa, dove già si possono percepire i sibili della fauna locale perdersi nella coltre di una foschia sinistra.

    Nei video messi in circolazione dallo sviluppatore possiamo notare anche accenni a scenari innevati e vulcanici, ma quello che stupisce più di ogni altra cosa è la presenza di alcune antiche rovine enigmatiche. Queste, ammesso che si tratti davvero del pianeta Terra, risulterebbero del tutto anomale: sono costruzioni in un qualche modo aliene, difficilmente riconducibili alla storia dell'umanità, e recano i tratti di una simbologia rituale per noi indecifrabile.

    Sulla carta, comunque, il setting del mondo di gioco sembra suggerire che si tratti a tutti gli effetti di un open world, benché la cosa non sia mai stata esplicitata. Le dimensioni della mappa paiono generose, tant'è che in alcuni screenshot è possibile vedere il giocatore soffermarsi sul versante di una montagna e - binocolo alla mano - osservare oltre la foresta in lontananza una struttura ipertecnologica in fiamme. Immagini che lasciano intendere la profondità della dimensione esplorativa, che a nostro avviso rivestirà quasi certamente un ruolo essenziale nella progressione dell'avventura su questo pianeta in parte alieno e in parte familiare.

    Ingegneria e idraulica

    L'impianto ludico di Derelicts poggia le basi su una filosofia survival di minecraftiana memoria, ma con delle aggiunte che potrebbero valere il successo della proposta. Nel materiale messo a disposizione da Romain abbiamo visto più volte meccaniche legate al farming e al crafting, come l'abbattimento di alberi per ricavare legname e la costruzione di complessi marchingegni: tutte azioni finalizzate alla realizzazione di un rifugio sicuro in cui poter organizzare le proprie impellenze e gestire le risorse accumulate.

    Pensiamo che la componente di base building sia pertanto preponderante nell'economia ludica dell'esperienza, e che trovi la sua ragion d'essere in un sandbox con un ampio numero di interazioni e combinazioni possibili. In alcuni video assistiamo alla messa a punto di veri e propri impianti di distribuzione della legna, realizzati con corsie su cui far scorrere i tronchi e sistemi di pompaggio dell'acqua. Oppure ancora segherie automatizzate in grado di tagliare il legname mentre ci si dedica ad altre faccende, e mulini per la produzione di energia elettrica. È dunque lecito supporre che sia stata riservata grande attenzione all'aspetto più "ingegneristico" del gameplay, con una ricca gamma di marchingegni da sfruttare a nostro vantaggio.

    In questo contesto vanno ad inserirsi anche i tratti più tipici dei survival di stampo classico, come la necessità di nutrirsi (anche con alimenti di fortuna, come cibo per cani) e idratarsi, ma anche probabilmente quella di tenere in considerazione il cambiamento della temperatura, cosa che tenderà certamente a variare di bioma in bioma. Il tenore del gameplay, che potrebbe a questo punto apparire decisamente serio, viene stemperato da alcune feature più "leggere" come la possibilità di suonare la chitarra con un sistema di quick time event, magari godendosi la vista di un tramonto ad un falò improvvisato e con il boccale pieno di birra.

    Strane presenze

    Del resto, a rappresentare un'ulteriore minaccia per la nostra sopravvivenza saranno le mostruose creature che infestano il mondo su cui siamo inavvertitamente approdati. Oscuri umanoidi strisciano tra la vegetazione, muovendosi dapprima sui quattro arti per poi balzare in piedi e scagliarsi all'attacco, mentre insidie più inquietanti si celano nelle caverne o tra le rovine di cui parlavamo poco fa. In particolare, tra i resti di quelli che sembrano appunto degli antichi templi, abbiamo avuto "il piacere" di vedere aberranti mostruosità dalla taglia considerevole, simili ad un incrocio tra ragni e mantidi.

    Per fortuna non saremo disarmati: la dotazione bellica del nostro alter ego sembra spaziare da strumenti di fortuna piuttosto rudimentali, come lance e archi, fino a ben più sofisticate armi da fuoco. Ma abbiamo visto anche una motosega che, pur essendo adibita all'abbattimento degli alberi, può anche essere considerata come una valida opzione offensiva. Il combat system segue dunque l'impostazione di uno sparatutto in prima persona, che probabilmente ci permetterà di utilizzare anche strumenti di morte piuttosto insoliti, vista la rilevanza del crafting nel bilancio dell'offerta. È inoltre presumibile che ci sia spazio per i companion, poiché più di una volta è stato mostrato al fianco del protagonista un cane capace di attaccare i nemici, con il quale sarà possibile interagire impartendo diversi ordini.

    Restano comunque notevoli incognite sul sistema di combattimento, come anche per il roster dei nemici, che potrebbe includere anche umani ostili. A suggerire quest'ultima ipotesi è in particolare un filmato in cui - per testare l'effetto delle scie di sangue - Romain ci mostra un cadavere umano che viene trascinato in una landa deserta.

    Sebbene il titolo sia giocabile in cooperativa (fino a un massimo di quattro utenti), sappiamo che Derelicts potrà anche essere affrontato in solitaria, e questo pone degli interrogativi sul bilanciamento complessivo del gameplay: gli sviluppatori dovranno infatti fare in modo di preservare il carattere dell'esperienza sia che si giochi da soli, sia unendo le forze con altri compagni di squadra.

    Derelicts Certo è presto per sbilanciarsi sulla qualità del progetto in mano allo sviluppatore francese, ma al momento Derelicts sembra voler offrire un tipo di esperienza fortemente immersiva, all’insegna del crafting e dell’esplorazione in un mondo selvaggio. A promettere bene sono la direzione intrapresa nell’utilizzo di Unreal Engine 5 - che conferisce alle atmosfere inquietanti un notevole grado di verosimiglianza - e la profondità della componente base builder. Viene invece difficile esprimere anche solo le prime impressioni circa il sistema di combattimento, per nulla messo a fuoco per ora, ma non escludiamo che possa riservare piacevoli sorprese. Aspettiamo dunque l’uscita di un trailer ufficiale, in attesa di vedere verso quale forma andranno a collocarsi gli sforzi e le idee di Romain.

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