Diablo 2 Resurrected: la leggenda risorge per diventare immortale

Diablo 2 Resurrected punta a restituire ai fan uno dei migliori ARPG di tutti i tempi, con un comparto tecnico rinnovato e il gameplay di sempre.

Diablo 2 Resurrected
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Preceduto nelle scorse settimane da una bufera di rumor e indiscrezioni, l'annuncio di Diablo 2 Resurrected nel corso della cerimonia inaugurale della BlizzCon 2021 ha innescato un terremoto di emozioni nel cuore dei fan, estasiati all'idea di poter presto mettere le mani sulla versione rimasterizzata di uno dei più grandi capolavori di Blizzard. D'altronde il secondo capitolo della saga di Sanctuarium è una vera e propria pietra miliare del genere, un titolo che oltre vent'anni fa ha segnato un nuovo standard non solo per gli arpg, ma per tutti i successivi videogiochi "loot-based", guadagnandosi un posto d'onore negli annali del medium. L'uscita di Diablo 2: Resurrected, prevista entro la fine dell'anno su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Switch, sarà anticipata da un'alfa tecnica in arrivo nei prossimi mesi (ecco come iscriversi all'Alfa Tecnica di Diablo 2 su PC), che speriamo confermi in toto la bontà della rotta creativa scelta dallo studio, quella di "un'operazione nostalgia" pensata per soddisfare i fan della prima ora e ghermire una nuova generazione di estimatori. In attesa di poterlo verificare con mano, abbiamo avuto l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con alcuni membri chiave del team di sviluppo, che ci hanno fornito qualche dettaglio in più sulla produzione. Bene amici, fermatevi un attimo e ascoltate.

    Il nuovo viaggio dell'Oscuro Viandante

    Diablo 2: Resurrected è un progetto nato e cresciuto sotto la buona stella di un proposito ben preciso, un dogma che non mancherà di scatenare un moto di giubilo e sollievo nel cuore dei veterani di Sanctuarium: il motore concettuale della produzione è la volontà di restituire agli appassionati un'esperienza quanto più fedele possibile a quella originale, senza alcuna variazione significativa sul versante puramente ludico.

    Per essere ancora più precisi, l'unico aspetto dell'opera ad essere stato alterato in maniera consistente è il suo comparto tecnico. Una precisazione d'obbligo, specialmente considerando le polemiche - assolutamente condivisibili - innescate dall'uscita di Warcraft 3: Reforged (per rinfrescarsi la memoria vi rimandiamo alla nostra recensione di Warcraft 3 Reforged). A questo proposito, gli sviluppatori ci hanno offerto un'ulteriore rassicurazione: nessuno dei tratti distintivi di Diablo 2, dalle atmosfere cupe alla brutalità degli scontri, sarà in alcun modo edulcorato, e pertanto possiamo aspettarci di trascorrere un bel po' di tempo immersi fino ai polpacci nei resti insanguinati un ricco assortimento di mostruosità infernali. Per soddisfare appieno le aspettative degli appassionati, Blizzard ha infatti passato in rassegna tutto il materiale prodotto al tempo, ogni singolo bozzetto realizzato dal team Phil Shenk (l'allora lead artist), al fine di mantenere intatta la cupa essenza di uno degli arpg più influenti della storia dei videogiochi.

    Tutto il lavoro di restauro è stato portato avanti utilizzando come base gli sprite e gli scenari del lontano 2000, consegnati alla terza dimensione cercando di rispettare in toto la visione creativa di Brevik e soci, di esaltarla aggiungendo particolari in grado di valorizzarne il design e, nel caso dei personaggi, la caratterizzazione. Intarsi su uno spallaccio, monili tribali, fregi mistici: tutti dettagli utili a delineare con maggior chiarezza l'identità di ogni eroe, in linea con le esigenze dell'alta definizione (fino a 4K).

    La rotta conservativa di Blizzard emerge anche dando un'occhiata alle animazioni, che mantengono in larga parte la rigidità "old school" delle movenze originali, per garantire ai giocatori il medesimo feeling battagliero, lo stesso ritmo indiavolato di un combat system entrato nella storia. Attenzione però a non scambiare questa profonda devozione per pigrizia: il nuovo motore propone un sistema d'illuminazione dinamico di grande impatto, pensato per rendere ancor più suggestive le ambientazioni del gioco senza adulterare le sue particolari atmosfere (c'è comunque un "interruttore legacy" per riesumare istantaneamente la grafica originaria).

    Dai miasmi infernali delle Pianure della Disperazione ai ghiacci eterni del Monte Arreat, ci troveremo dunque ad attraversare panorami familiari ricostruiti con un'attenzione maniacale, plasmati per restituirci quella sensazione di constante scoperta che è sempre stata una parte fondamentale del fascino di Diablo. Come intuibile anche l'effettistica è stata totalmente riprogettata, mentre il comparto sonoro ha subito un'importante revisione qualitativa, con l'aggiunta di nuovi suoni ambientali e del pieno supporto all'audio surround. Gli sviluppatori sono intervenuti anche sul design degli equipaggiamenti, rielaborati per avvicinarsi il più possibile all'aspetto mostrato nelle rispettive miniature. Per quanto riguarda i filmati che scandiscono l'ordalia degli eroi, lo studio ha confermato di aver rifatto da zero, frame per frame, ogni singola sequenza della campagna, ovviamente nel pieno rispetto della direzione originaria.

    Se non è rotto, non aggiustarlo

    Come anticipato, Diablo 2: Resurrected non apporta alcuna modifica alla ricetta ludica del capitolo originale e, a dirla tutta, è esattamente quello che i fan volevano. Sistema di combattimento, progressione, meccaniche di loot: ogni singolo elemento del gameplay è stato riprodotto usando come riferimento l'ultima patch pubblicata, ovvero la 1.14d. In tutta onestà, avremmo sicuramente gradito qualche revisione aggiuntiva al bilanciamento generale, ma non è detto che queste non arrivino in futuro.

    Sulle stesse note, ci sarebbe piaciuto vedere qualche intervento più marcato sul fronte della "quality of life" dei giocatori, come ad esempio la rimozione della barra della stamina, da sempre una delle dinamiche meno apprezzate dalla community di Diablo 2.

    Bisogna però dire che la condotta di Blizzard resta coerente con le finalità del progetto, che punta a riproporre alla platea la stessa esperienza vissuta vent'anni or sono.

    Questo non significa che Resurrected sia totalmente privo di feature tese a rendere più facile la vita agli utenti. Le modifiche su questo fronte includono un'opzione per raccogliere automaticamente l'oro (disattivabile a piacimento), l'ampliamento del forziere personale (che ora contiene, come in Diablo 3, una sezione condivisa tra tutti i personaggi di un account), la possibilità di confrontare istantaneamente due pezzi d'equipaggiamento e un pannello aggiuntivo nell'interfaccia utente, che permette di visualizzare tutti bonus attivi in un determinato momento.

    Per quanto riguarda la componente online, Diablo 2: Resurrected manterrà sostanzialmente intonse tutte le funzionalità del gioco originale, sia sul versante PvP che su quello cooperativo (fino a un massimo di 8 giocatori), sfruttando l'ecosistema di Battle.net per rendere più immediate le interazioni tra gli utenti. Una volta entrati in una sessione, ad esempio, verremo automaticamente inseriti nel gruppo del suo proprietario, ma dovremo comunque guardarci dall'avidità dei nostri compagni, visto che il team ha deciso di conservare intatto il vecchio sistema di "loot globale". Sì, preparatevi a dire addio a un sacco di amicizie. Al lancio del gioco, troveremo ad aspettarci anche le immancabili classifiche stagionali, sebbene il team stia ancora valutando con quale frequenza resettare i punteggi.

    L'elenco delle incognite include anche i valori finali di frame rate e risoluzione per le versioni console, mentre è stato confermato che Diablo 2 Resurrected supporterà la cross progression tra le diverse edizioni del titolo (alcune potrebbero comunque venir escluse), in modo da permettere ai giocatori di passare agilmente da una piattaforma all'altra senza dover ricominciare da zero.

    Diablo 2: Resurrected sembra dunque avere tutte le carte in regola per appagare la fame di sangue degli appassionati, di tutti quei giocatori che da anni sognavano di ripercorrere le orme dell'Oscuro Viandante per scacciare il Signore del Terrore dal mondo di Sanctuarium. Ancora e ancora e ancora.

    Diablo 2 Resurrected Diablo 2: Resurrected si affaccia sul mercato videoludico come una sentita lettera d’amore a un classico senza tempo, tutt’ora uno dei migliori arpg mai sviluppati. Onde evitare di corromperne la memoria, Blizzard ha optato per una rimasterizzazione estremamente fedele all’originale, limitandosi a intervenire - in maniera molto convincente - sul comparto tecnico, e lasciando sostanzialmente intonso ogni altro aspetto del titolo, specialmente sul versante ludico. Una rotta produttiva che ci sentiamo di sostenere appieno, fianco a fianco con tutti gli appassionati che da anni chiedevano a gran voce operazione di questo genere. Il progetto sembra dunque nato sotto una buona stella, e speriamo che il primo contatto con l’alfa tecnica confermi in pieno le nostre speranze.

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