DOOM Eternal: le novità del gameplay della modalità multiplayer Battlemode

A poco più di un mese dal lancio di DOOM Eternal, arrivano nuovi dettagli sulla modalità multigiocatore Battlemode dello sparatutto Bethesda e id Software.

Doom Eternal Battlemode
Anteprima: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A poco più di un mese dall'esordio di Doom Eternal, la nuova tappa dell'epopea del feroce sterminatore di demoni forgiato da id Software, l'attesa per il ritorno del Doom Slayer comincia a farsi soffocante. E mentre una buona fetta del pubblico è ormai pronta ad accogliere il seguito del reboot in un tripudio di pallottole e frattaglie demoniache, IGN ha da poco pubblicato un nuovo video dedicato alla Battle Mode del nuovo capitolo, una novità assoluta per quanto riguarda il comparto multiplayer di Doom. Un ottimo pretesto per tornare a parlare di una modalità decisamente intrigante, che promette di offrire alla platea degli appassionati nuovi modi per dare libero sfogo al proprio estro sanguinario.

    Muscoli, proiettili e artigli

    Se con il reboot di Doom id Software aveva tentato di rilanciare il modello multiplayer degli albori, con un comparto competitivo caratterizzato da ritmi molto vicini a quelli dei classici "arena shooter", questa volta il team guidato da Marty Stratton e Hugo Martin ha optato per una direzione totalmente diversa. Una scelta tutto sommato comprensibile, specialmente considerando come la formula del predecessore abbia faticato a mantenere una solida "playerbase" sul versante multigiocatore, con la complicità di un'offerta non perfettamente equilibrata, che tentava di bilanciare paradigmi classici e moderni senza però riuscirci del tutto.

    Motivi che hanno spinto lo studio a recuperare alcuni degli aspetti più efficaci della propria ricetta online per rielaborarli in un formato ludico tanto promettente quanto originale, almeno per quel che riguarda gli standard della serie. Come anticipato nell'anteprima del Battle Mode di Doom Eternal, si tratta di una modalità multyplayer asimmetrica, che trascina i giocatori all'interno di arene dalle dimensioni contenute, a contendersi la gloria in scontri 1 contro 2 ad alto tasso di frenesia.

    Nei panni corazzati del Doom Slayer, un utente dovrà quindi dare sfogo ai propri brutali talenti per avere la meglio su una coppia di abomini demoniaci, guidati da altrettanti giocatori che potranno contare su specifici strumenti di morte e letali abilità (con tempi di ricarica differenti), variabili a seconda del loro grottesco alter ego. Uno scontro tutt'altro che impari, dato che il campione dell'umanità, un furioso concentrato di cattiveria e testosterone, potrà contare sulla barbara possanza di un arsenale al gran completo (comprensivo di mod e perk aggiuntivi), sostenuta dalla resilienza titanica di una delle macchine da guerra più spietate della storia dei videogiochi.

    Una letale esuberanza che la compagine infernale dovrà arginare sfruttando al meglio le caratteristiche di ciascuna delle 5 creature selezionabili (Revenant, Pain Elemental, Mancubus, Arch-Vile e Marauder), bilanciando strategie offensive e di supporto in un gioco del "gatto col topo" dove, strano a dirsi, il ruolo della preda toccherà proprio al duo mefistofelico. La supremazia muscolare del Doom Slayer imporrà dunque agli altri due giocatori di cooperare traendo il massimo dalle peculiarità della propria dotazione bellica, cercando di intrappolare l'avversario in una rete di strategie tese a minimizzarne l'efficacia, costruite sulle fondamenta di un sistema di abilità e regole d'ingaggio modellate per riequilibrare le forze in campo. Per aggiudicarsi ognuno dei 5 round (la vittoria va al team col maggior numero di successi) che compongono una partita, infatti, il Doom Slayer dovrà eliminare i demoni a un massimo di 20 secondi di distanza l'uno dall'altro, onde evitare che il mostro abbattuto torni in battaglia per dare man forte al proprio compagno, seppur con una quantità dimezzata di vita.

    Se, nei panni del Marine, il gameplay non si allontana più di tanto dalle routine battagliere del comparto single player, dall'altra parte della barricata è possibile intravedere dinamiche vicine agli standard tipici degli hero shooter, legate alle mortifere peculiarità di ogni "classe" demoniaca, ognuna dotata di uno strumento d'attacco principale, una coppia di abilità tattiche e un'abilità speciale particolarmente letale. Il Revenant, ad esempio, compensa una certa fragilità con i vantaggi garantiti da meccaniche di movimento particolarmente agili e scattanti, che gli permettono di utilizzare il jetpack per sorvolare brevemente il campo di battaglia e mantenere la visuale sul bersaglio, condividendone la posizione col compagno in armi.

    Fintanto che lo Slayer rimarrà nel campo visivo di uno dei nemici, infatti, i suoi contorni saranno visibili a entrambi gli avversari, e sarà necessario nascondersi per almeno un paio di secondi per "sparire" del tutto. Il Revenant può inoltre contare su un nutrito armamentario fatto di cannoni laser e lanciarazzi, oltre a una "ultimate" che permette di scaricare sul bersaglio un nugolo di missili ad alto potenziale. Dal canto suo, il Mancubus è invece una sorta di carro armato dal ventre flaccido, capace di sopportare grandi quantità di danni da ricambiare con un concerto di bordate al plasma, bombe fumogene e fiamme ardenti. Tutti i demoni sono inoltre capaci di utilizzare abilità curative e rimpinguare le proprie schiere evocando minion di diverso genere (dagli Zombieman agli Arachnotron): un talento che, considerando le nuove meccaniche di Doom Eternal, può rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio.

    Massacri strategici

    Come intuibile, infatti, la Battle Mode eredita in toto le dinamiche al centro delle frenetiche sparatorie della campagna in singolo, e permette dunque al Doom Slayer di recuperare salute, munizioni e armatura mietendo i nemici con i diversi strumenti del suo arsenale. Di contro, però, i suoi grotteschi avversari possono attivare un'abilità che disattiva momentaneamente il drop delle risorse succitate e che, se usata col giusto tempismo, può condurre il colosso squarta-mostri a ritrovarsi a secco di "argomenti" e alla mercé dei suoi terribili aguzzini.

    Un complesso di elementi ludici che, a seconda dello schieramento, possono offrire due esperienze radicalmente differenti, accomunate dai ritmi balistici che caratterizzano l'inebriante formula di id Software. A rendere ancor più vario ed entusiasmante lo svolgimento di ogni match, con risvolti decisamente positivi anche per quel che riguarda la profondità strategica del gameplay, ci pensano inoltre i potenziamenti bonus (massimo 3 per partita) che tutti i giocatori possono attivare tra un turno e il successivo, in modo da alterare in maniera significativa gli equilibri delle dispute in corso.

    Il Doom Slayer può quindi attivare buff offensivi come Endless Rage (55% danni bonus dopo un'Uccisione Epica o con la motosega), tattici come Sentinel Infused (più vita, armatura e munizioni all'inizio di ogni round), e perfino mettere le mani sull'iconica BFG-9000 per seminare morte e distruzione su una scala inedita.

    Dall'altra parte della barricata, ogni demone ha disposizione potenziamenti esclusivi, come l'Unstable Trigger del Revenant (la "ultimate" Rocket Barrage si ricarica con 3 secondi in meno e spara sei razzi in più) o il perk Hot Like Fire del Mancubus (il lanciafiamme si ricarica più velocemente del 188%), che dovranno essere accuratamente selezionati per ottimizzare i punti di forza della squadra in ottica cooperativa. Va da sé che anche la conoscenza delle mappe giocherà un ruolo importante per l'esito di ogni battaglia, e il level design pare studiato per offrire a entrambe le compagini potenziali vantaggi da sfruttare nella corsa alla vittoria. Il Marine dovrà quindi utilizzare piattaforme per il salto potenziato, appigli e zone cieche per continuare a muoversi come una scheggia impazzita e distribuire piombo cercando al contempo di limitare i danni, mentre i demoni potrebbero, ad esempio, decidere di collocare un folto manipolo di minion nei pressi dei vari punti di teletrasporto, in modo da limitare gli spostamenti dell'avversario e sopraffarlo con un'imboscata ben calcolata.

    Come confermato dallo stesso creative director Hugo Martin, la Battle Mode punta quindi a offrire al pubblico un impasto ludico capace di valorizzare appieno il gameplay ipercinetico tipico della modalità in singolo, con l'aggiunta un substrato tattico ancor più sfaccettato ed entusiasmante, lungo un tragitto sanguinoso scandito da round ad alto tasso di imprevedibilità, dove gli equilibri di ogni scontro possono cambiare nel giro di un istante.

    È anche per questo motivo che il team ha preferito non imporre ai giocatori alcun limite di tempo, con l'obiettivo di esaltare la tensione scatenata da ogni battaglia. Resta chiaramente da valutare se il bilanciamento complessivo della modalità sarà in grado di esaltare adeguatamente il carattere indiavolato del concept di id Software, in modo da garantire alla Battle Mode un successo ben maggiore rispetto a quello riscosso dal comparto multiplayer del predecessore. In caso positivo, Doom Eternal potrà contare su un'ulteriore punto di forza, nel quadro di un'offerta contenutistica che, già ora, promette di offrire grandi soddisfazioni agli amanti delle sparatorie digitali della "vecchia scuola".

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