Dreams: la nuova esclusiva PlayStation 4 si mostra alla Milan Games Week

Durante l'evento videoludico milanese, abbiamo assistito ad una nuova presentazione sull'ambizioso progetto di Media Molecule.

anteprima Dreams: la nuova esclusiva PlayStation 4 si mostra alla Milan Games Week
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  • La Milan Games Week è un evento da non sottovalutare. Tra il vociare incessante dei visitatori, le sonorità degli stand e le postazioni di prova dei principali espositori, può accadere che la fiera imponga la propria presenza sul panorama videoludico senza dunque sfigurare rispetto alle altre realtà del settore. Lo scorso venerdì 5 ottobre, nella prima giornata della MGW, presso l'area Sony Playstation si è tenuta infatti una presentazione a porte chiuse di Dreams, il nuovo progetto di Media Molecule, autori di LittleBigPlanet e Tearaway. Con lo stesso piglio creativo, con la stessa magia fiabesca come forza portante, i ragazzi del team di Guilford stanno ora lavorando su questo titolo annunciato ufficialmente da Sony durante l'esplosiva edizione 2015 dell'E3, e non scherzano. Quanto visto è perfettamente coerente con la sua presentazione: Media Molecule fa sul serio!

    I fatti

    Ora di pranzo. Dalla penombra della minuta area teatro Playstation appare magicamente Abbie Heppe, Communications Manager di Media Molecule, pronta per introdurre al pubblico la sua creatura. Il titolo è liberamente testabile con mano nelle postazioni all'esterno, ma in questa ora che divideremo con lei esploreremo principalmente l'editor, il vero cuore pulsante di Dreams.

    Avviata la demo, Abbie mostra rapidamente alcune delle creazioni sviluppate internamente dal team e messe a disposizione per tutti, palesando così quello che rappresenterà il secondo punto forte del progetto, ossia la condivisione. In cima a questa serie di creazioni si può leggere "Storia+Gioco+Esposizione", suggerendo una suddivisione per etichette utile a districarsi nel mare di produzioni che verranno a generarsi. Abbie sceglie a caso e da lì parte la meraviglia generale. Si passa da un'avventura platform a scorrimento in 2D, che poi muta in un tre dimensioni, a un titolo a base di guerre stellari dove il giocatore può serenamente settare la visuale in terza persona o in soggettiva, fino a giungere sia ad un adventure-platform in 3D, sia ad un piccolo gioco di abilità multiplayer a schermo condiviso.

    Tutte sono esperienze finite, autonome, create a regola d'arte, con il loro audio, le loro animazioni univoche, un lavoro di game design dedicato, locations modellate su misura, una narrativa propria, personaggi caratteristici. Per darvi un'idea più precisa dell'entità di queste produzioni, vi basti sapere che, con ogni probabilità, ognuna potrebbe meritare una recensione a se stante. E tutto è stato costruito con l'editor di Dreams. Catalizzata l'attenzione dei presenti, Abbie si destreggia tra i limiti della build al meglio delle sue possibilità: non potendo creare da zero un'esperienza, ne pesca una dal folder e inizia a rimaneggiarla. Se prima eravamo meravigliati, ora siamo assolutamente increduli. Si para davanti a noi un'ambientazione dai paesaggi lunari, in lontananza un pianeta che coi suoi anelli ricorda Saturno e al centro dell'inquadratura un buffo personaggio astronauta con le fattezze simili a quelle del protagonista del recente Astro Bot. L'editor è suddiviso per macro-categorie, ossia audio, personaggio, e ambientazione: così Abbie inizia a divertirsi, intervenendo prima sul setting circostante, facendoci vedere che ogni singolo elemento presente è manipolabile a piacimento.
    Punta dritta sul pianeta con gli anelli, gliene aggiunge un altro paio, poi posiziona due lune satelliti e ne cambia l'inclinazione. Tocca in seguito al gameplay, e con una serie di piattaforme mobili Abbie abbozza le premesse per un platform verticale. Di questa struttura possiamo modificare forma e dinamiche, intervenendo ad esempio sugli intervalli di tempo con i quali una struttura si eleva verso l'alto e i valori di interazione, optando per una spinta vigorosa verso l'infinito e oltre.

    Agisce poi sull'aspetto visivo, aggiungendo con un colpo di pennello un effetto particellare al quale possiamo dare volume, colorarlo ed animarlo a piacimento. Sposta poi le fonti di luce, registra alcune animazioni da ripetere in loop e conclude, avendo esperienza col sound design, con l'inserimento di qualche nota alle musiche. Tutte queste azioni sono state svolte con un'evidente intuitività dei comandi, fattore che non lascia spazio al minimo timore. Le possibilità di Dreams sono tante e a portata di tutti.

    Al momento delle domande si è sollevato quasi unanime lo stesso quesito: fin dove ci si può spingere? Miss Heppe ha assicurato un livello di profondità importante, a un punto tale da permettere addirittura di poter importare brani musicali all'interno del gioco qualora avessimo dimestichezza con gli strumenti. Una simile ricchezza di possibilità è assicurata su tutti gli strati dell'opera, anche per quanto concerne il character design, dimensione che non abbiamo avuto modo di vedere e che Abbie reputa uno degli elementi più complessi da dominare. Un ringraziamento corale si solleva al termine di questa anteprima e tutti se ne vanno con occhi sognanti: Dreams promette l'impossibile.

    La fantasia

    Quello che più entusiasma di Dreams è però il non detto. Permettetemi di spiegarvi la mia personalissima visione ottimistica. Quando non scrivo per Everyeye.it, sono un creativo, di quelli con mille idee disegnate su carta o su photoshop e accantonate in un angolo della scrivania o del PC.

    Nella mia mente nascono e muoiono continuamente idee, personaggi, vicende, a cui mi piacerebbe dare un'espressione superiore rispetto alla semplice manifestazione grafica, ma che giocoforza si ferma di fronte ai miei limiti di settore. Realtà come Dreams potrebbero fare la differenza: il gioco si presenta infatti come un tool di sviluppo accessibile anche a chi non ha la minima competenza in termini di programmazione. La conoscenza diffusa e accessibile è forse il più grande traguardo della nostra epoca, e come è accaduto qualche anno fa con il diffondersi di tools semplificati per il web, ora Dreams apre a un nuovo scenario nell'ambiente videoludico.

    Immaginate il potere creativo inespresso che potrebbe emergere; immaginate le connessioni che potrebbe produrre con la sua possibilità di condividere e plasmare idee anche partendo da quelle altrui; immaginate i talenti che potrebbero avere una possibilità; immaginate chi si convince della propria vocazione sperimentando con Dreams. Sognate. Il nuovo titolo di Media Molecule potrebbe rivelarsi quello che viene definito un game-changer della scena videoludica, e le premesse ci sono tutte. Il videogioco dei videogiochi, nel senso che si videogiocherà a videogiocare. Il progetto pone l'accento su quello che rende un gioco tale, l'autorialità dietro il ludus: una celebrazione del genio umano nella sua forma più virtuosa, che speriamo mantenga tutte le promesse e ripaghi le nostre aspettative.

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