Edge of Eternity: un JRPG in trasformazione

A sette anni dall'annuncio, Edge of Eternity è ancora in sviluppo, ma il gioco di ruolo nel tempo ha subito numerose modifiche.

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  • Sono già trascorsi ben sette anni da quando il team francese Midgar Studio ha lanciato la campagna Kickstarter di Edge of Eternity, un interessante gioco di ruolo indie in stile giapponese che almeno secondo i piani iniziali avrebbe dovuto esordire su Xbox One, PlayStation 4 e PC entro la fine del 2016. Disponibile in Early Access su Steam già da qualche tempo, negli ultimi venti mesi circa il prodotto si è però tenuto fuori dai nostri radar, salvo rispuntare all'improvviso con una nuova finestra di uscita attualmente fissata alla primavera del prossimo anno. Incuriositi e allo stesso tempo preoccupati dalla lunga assenza di Edge of Eternity, abbiamo quindi esaminato i nuovi asset che il publisher Dear Villagers ha recentemente condiviso con la stampa, allo scopo di capire cosa aspettarci dal prodotto e dare un primo sguardo ai vari miglioramenti escogitati nel frattempo dal Midgar Studio.

    Nexus e Cristalli

    Inizialmente composto da quattro persone (cui si è poi aggiunto Yasunori Mitsuda, storico compositore di Chrono Cross, Xenogears, Xenoblade Chronicles), nel corso degli anni il team dietro Edge of Eternity si è ampliato non poco, ragion per cui anche il prodotto ha subito dei cambiamenti importanti.

    Basti pensare che nel 2016, quando Midgar Studio pubblicò i primissimi video di gameplay, il titolo era ancora un puro gioco di ruolo a turni, mentre oggi il suo sistema di combattimento presenta una predominante componente strategica. Andiamo però con ordine, specificando innanzitutto che le battaglie hanno inizio quando il party entra in contatto con uno o più mostri presenti sulla mappa: il suddetto evento innesca immediatamente la rapidissima transizione fra la fase esplorativa e quella di lotta, che appunto ha luogo in arene piuttosto spaziose, anche perché ciascuna di esse è suddivisa in sette esagoni che prendono il nome di "Nexus". Durante gli scontri, i personaggi possono muoversi liberamente da un Nexus all'altro, a patto che questi non siano già occupati da unità nemiche, trappole, rocce o altri elementi dello scenario, e proprio lo spostamento, se tempestivo, consente di evitare gli attacchi e gli incantesimi ad area lanciati dagli avversari.

    Considerando però che ciascun Nexus può ospitare fino a quattro personaggi (il numero massimo di combattenti schierabili in campo) o altrettanti nemici, il loro utilizzo può anche diventare un'arma a doppio taglio, soprattutto nel malaugurato caso in cui i nemici decidano di separarsi per occupare tutte le caselle vuote, accerchiare il party e negargli la possibilità di aggirare gli attacchi AoE.

    Non avendo potuto provare personalmente il titolo non sappiamo ancora come si comporti l'intelligenza artificiale dei nemici, ma dal momento che Edge of Eternity dovrebbe presentare molteplici livelli di difficoltà, ci aspettiamo che almeno le opzioni più impegnative riescano a garantire un soddisfacente tasso di sfida. Per quanto riguarda invece l'attacco vero e proprio, il team di Edge of Eternity ha scelto di utilizzare un sistema molto caro agli appassionati di JRPG old-school, ossia l'Active Time Battle.

    Sia i personaggi che i mostri in campo presentano quindi una barra ATB che si riempie col tempo (la velocità di ricarica è dettata dalle statistiche degli stessi) e stabilisce il turno di attacco di ciascun individuo. Una volta colma, questa è subito sostituita dalla "barra Cast", che si svuota dopo aver completato l'azione desiderata, indipendentemente dal fatto che l'attacco eseguito sia andato a segno o meno. Ad ogni modo, in battaglia i vari eroi hanno a disposizione non solo lo spostamento e il classico attacco base, ma persino una vasta sfilza di incantesimi e tecniche speciali, anche perché ciascun protagonista, in base alla propria classe, è dotato di un ricco albero delle abilità che prende il nome di Cristallo.

    A primo acchito il suddetto potrebbe sembrare una sorta di Sfereografia in cui investire i punti accumulati, come succedeva appunto in Final Fantasy X, ma il Cristallo funziona in maniera assai diversa, in quanto le varie caselle sono vuote e spetta al giocatore incastrare al loro interno delle gemme capaci di conferire bonus alle statistiche, power-up elementali, incantesimi e così via.

    Suddivisi in sei diverse categorie, occorre anche tenere bene a mente che i bonus donati dai Cristalli cambiano in base al colore degli stessi: quelli gialli, ad esempio, sbloccano magie legate al fulmine e alla distruzione della difesa, mentre quelli rossi, verdi e blu danno rispettivamente accesso a incantesimi di fuoco, guarigione e ghiaccio. Infine, i Cristalli color ciano e magenta garantiscono magie legate al controllo del tempo e di altri elementi, che però variano a seconda del personaggio.

    Il prezzo del potere

    Sia che vengano lasciati cadere dai mostri o rinvenuti all'interno dei forzieri del tesoro, sia che vengano craftati attraverso l'apposita voce posta nel menu principale, nel mondo di Heryon i Cristalli sono sacri e come tali vengono venerati come "case degli dei" e ricettacoli del loro divino potere.

    Essendo la fonte stessa della magia, le suddette gemme vengono utilizzate per compiere quasi dei miracoli e oggi tutte le famiglie di Heryon dispongono di vari Cristalli. Un tempo, però, questi erano incredibilmente rari perché non esisteva alcun metodo per estrarli, pertanto i pochi Cristalli rinvenuti casualmente finivano sempre in mano a pochi privilegiati. Tutto è cambiato 1500 anni fa, quando una gigantesca meteora si è abbattuta su un'area deserta di Heryon, lasciando sul sito dello schianto un metallo talmente resistente da frantumare i Cristalli e permetterne l'estrazione. Se da una parte l'inizio dell'età d'oro dell'estrazione ha permesso a tutti i popoli di Heryon di procurarsi più agevolmente le gemme magiche, dall'altra ha però provocato una tremenda guerra civile che ha coinvolto tutto il continente. Varie fazioni si sono contese per anni il dominio sui Cristalli, inclusa la nazione di Astyria, famosa per i suoi artigiani e gioiellieri, ma ad aver portato a casa l'ambito premio è stato il cosiddetto Consort, ossia una forza che da allora detiene il potere politico, esecutivo e militare dell'intero Heryon.

    Con un'azione di rappresaglia, gli Archeliti hanno quindi diffuso una malattia del metallo anche nota come Corrosione, che infetta gli esseri umani e li trasforma lentamente in abomini biomeccanici privi di autocontrollo e piuttosto violenti. Sfortunatamente il Sanctorium non ha ancora trovato una cura per la Corrosione, ragion per cui la malattia ha continuato a diffondersi a macchia d'olio per tutto il continente, costringendo gli abitanti di Heryon a mettere in quarantena i viaggiatori e i mercanti provenienti dalle altre città. Allo scopo di salvare la loro madre, purtroppo colpita dalla terribile malattia del metallo, i protagonisti della vicenda, Daryon e Selene, dovranno lasciare il proprio paese e mettersi in viaggio per cercare una cura per la Corrosione.

    Ex-membro del Consort, Daryon ha ricevuto il rigido addestramento militare riservato a tutti i giovani uomini di Heryon, ma quando ha saputo che la madre aveva contratto la malattia non ha esitato un solo istante a disertare. Dotata di un'abilità di manipolazione dei Cristalli assai superiore alla norma, sua sorella Selene ha invece passato buona parte della sua vita presso il Sanctorium, allo scopo di diventare una sacerdotessa.

    Il peso degli anniAnnunciato all'inizio della corrente generazione di console, Edge of Eternity ha subito negli anni dei notevoli upgrade grafici perlopiù finalizzati a migliorare la resa visiva dell'ambiente. Non per nulla, il titolo sviluppato da Midgar Studio presenta dei paesaggi fantasiosi e spesso incredibili, che tuttavia cozzano non poco con gli imperfetti modelli poligonali dei esseri umani. Anche volendo sorvolare su qualche spigolo di troppo, i personaggi sono affetti da animazioni legnose e imprecise, e soprattutto risultano completamente inespressivi. I movimenti del viso si limitano perlopiù al labiale (apparentemente non sincronizzato con la traccia parlata in inglese) e alla chiusura degli occhi, e nel complesso non riescono a trasmettere in maniera efficace le emozioni provate dai personaggi.

    È stata proprio lei a scoprire la delicata condizione in cui versa la madre e ricorrendo ai suoi portentosi poteri magici è addirittura riuscita a fermare temporaneamente la Corrosione. Consci che l'incantesimo non durerà in eterno, l'unica speranza rimasta ai due fratelli risiede nel saggio Alpharius, che potrebbe conoscere degli importanti dettagli e addirittura una cura per la malattia del metallo.
    Con sofferte e intriganti premesse narrative che strizzano l'occhio ai classici topoi del JRPG, Edge of Eternity dovrebbe vantare una longevità superiore alle trenta ore, ma sfortunatamente lo sviluppatore non ha ancora specificato se queste includano anche i contenuti secondari, né se il titolo presenti o meno un corposo post-game degno del genere ludico cui il progetto è ispirato. Tuttavia, la vastità del mondo di Heryon (che sarà persino open-world) e le dimensioni delle sue variegatissime mappe, rigorosamente colme di segreti e di contenuti opzionali, ci spinge a sospettare che la longevità complessiva del codice finale potrebbe superare di molto il valore numerico recentemente comunicato da Midgar Studio.

    Al momento l'unica cosa certa è che il titolo terrà presente le scelte compiute dal giocatore nel corso dell'avventura. Come spiegato dal team, gli utenti potranno imboccare vari sentieri e di tanto in tanto si ritroveranno a compiere azioni positive o negative: che si tratti di una scelta apparentemente di poco conto o una decisione molto importante, come affrontare o meno una minaccia per la popolazione, ognuna di esse avrà delle importanti ripercussioni sul racconto, modificando persino il comportamento degli NPC.

    In alcuni casi, infatti, i popolani potrebbero sbattere le porte in faccia ai due fratelli o addirittura dar loro la caccia. Un sistema, insomma, che ricorda molto le scelte morali compiute nella serie di Fable (per tutti i dettagli vi suggeriamo di consultare il nostro speciale sulla storia e sull'evoluzione di Fable), e che ci auguriamo abbiano persino delle evidenti conseguenze sul fisico e sul rapporto tra i due protagonisti.

    Edge of Eternity Forte di una valida componente strategica e di una storia molto classica, che a tratti ricorda le vicende narrate nell’indimenticabile primo episodio di Star Ocean, Edge of Eternity è un gioco di ruolo piuttosto promettente. Certo, nei mesi che ancora ci separano dall’uscita del prodotto bisognerà intervenire in maniera poderosa sui modelli poligonali dei personaggi, alquanto inespressivi e caratterizzati da animazioni ancorate agli standard qualitativi appartenenti alla fine della scorsa generazione, ma se teniamo presenti i molteplici progressi che il Midgar Studio ha compiuto negli ultimi 2-3 anni, l’impresa sembrerebbe essere alla portata del team. Confidando nella buona riuscita del progetto vi diamo quindi appuntamento alla recensione finale, quando finalmente potremo sviscerare l’affascinante mondo di Heryon e scoprirne ogni singolo segreto.

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