GC 2006

Anteprima Elebits

Elettropikmin??

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Wii
  • Durante la press conference Konami alla Game Convention 2006 è stato mostrato un video di Elebits, la nuova produzione della software house giapponese per la futura console Nintendo.
    Senza alcuna indicazione sull’effettiva modalità di gioco, dobbiamo ammetterlo, il titolo ci è parso fin troppo semplicistico: mostrava semplicemente le nuove capacità d’interazione del Remote con l’immagine visualizzata a schermo, e non sembrava che una tech demo molto “argomentata”.
    Tuttavia esplorando più a fondo Elebits si scopre un concetto di gioco meglio organizzato e senza dubbio più attraente.
    L’esile trama che fa da sfondo alle vicende di Elebits racconta di strane creature luminescenti scese sulla terra migliaia di anni fa, a “bordo” di un fulmine gigantesco. Convivendo con l’umanità, gli elettrici protagonisti della vicenda si resero piuttosto utili agli uomini: gli Elebits sono infatti una fonte inesauribile di energia elettrica, ed il loro sostegno ha significato l’abbandono di qualsiasi fonte di energia non propriamente ecologica.
    Sfortunatamente sembra che la coesistenza prolungata abbia stancato le piccole creature: improvvisamente gli Elebits decidono di nascondersi, lasciando gli uomini senza più energia elettrica.

    Il compito dell’utente sarà quello di scovare gli Elebits nascosti nelle varie locazioni, in modo da ristabilire l’ordine (ed accendere la luce). Il sistema di controllo è molto semplice: la visuale è in prima persona, ed utilizzando l’analogico del Nunchuk l’utente potrà muoversi attraverso gli ambienti di gioco. I trigger della periferica permetteranno rispettivamente di alzarsi sulla punta dei piedi o accucciarsi, per poter esplorare meglio ogni stanza. Per “Ruotare” o alzare lo sguardo si dovrà invece puntare il Remote ai margini dello schermo, secondo un’impostazione molto simile a quella di Red Steel. Il sistema di controllo appare facilmente metabolizzabile, sebbene si presentino inevitabilmente i problemi relativi alla sensibilità del controller (e quindi alla distanza fra il giocatore ed il sensore di Wii).
    Con il pulsante A sul Remote sarà poi possibile sparare una sorta di raggio traente, unico e solo mezzo grazie al quale è possibile interagire con l’ambiente. In pratica grazie alla serpentina luminosa che parte dal controller si potranno trascinare oggetti, accendere interruttori e aprire sportelli. Ma l’operazione non è così facile come sembra: anzitutto il raggio appare inizialmente piuttosto debole, in grado di spostare oggetti leggeri e piccoli, ma impossibilitato a muovere strutture più ingombranti. Di seguito, proprio per lo sviluppo narrativo che sopra abbiamo accennato, data l’assenza di corrente elettrica sarà impossibile per l’utente far funzionare tutte le apparecchiature della casa in cui si ambienta la maggior parte degli schemi. Il problema si risolve accumulando gradualmente Elebits, che avranno la duplice funzione di potenziale l’“arma” e farvi accumulare un certo quantitativo di Watt. In tal maniera potrete poco a poco spostare ed interagire con elementi sempre più grandi, e allo stesso tempo mettere in funzione i congegni elettrici che incontrerete (o accendere gli interruttori della luce).
    Tale sviluppo ci sembra molto simile a quello visto in Katamari Damacy: un viaggio progressivo fatto in un ambiente ristretto, il continuo cambiamento del “punto di vista” e della possibilità d’interazione. E, a sottolineare tale somiglianza, arriva dagli sviluppatori la dichiarazione che, nei livelli più avanzati, sarà possibile addirittura uscire fuori dalla dimora e, nel caso il raggio traente sia sufficientemente potenziato, alzare di peso tutta la casa.
    Fortunatamente il gioco non si compone solo di una ricerca “dietro” e “sotto” gli oggetti: per trovare gli Elebits sarà necessario interagire con l’ambiente in maniera poco più complessa. Ad esempio, in certi frangenti si dovranno risolvere dei piccoli enigmi: trascinare del cibo nel forno e accendere l’elettrodomestico per cuocerlo, oppure annaffiare piante e fiori. Le possibilità offerte dal primo livello (la cucina) ci sono sembrate piuttosto divertenti ed originale, e siamo fiduciosi che in tutti e 15 gli schemi sarà possibile trovare rompicapi originali e divertenti. Anche perché, ad onor del vero, allo stato attuale questo tipo di “puzzle” costituisce forse l’aspetto più attraente di Elebits: la possibilità di spostare qualsiasi oggetto si abbatte infatti contro una gestione della fisica troppo semplicistica: i parametri di gravità ed attrito sembrano praticamente casuali. Speriamo in un serio miglioramento di questo aspetto a partire già dalla prossima occasione in cui verrà mostrato il gioco.
    In ogni caso, la modalità single player sarà composta da 15 livelli in cui il giocatore dovrà lottare contro il tempo per accumulate il quantitativo di Watt necessarie al completamento dello schema, ed un’opzione di gioco in cui si potrà invece girare liberamente attraverso gli ambienti senza compiti specifici, e solo per il piacere di esplorare e scovare i piccoli Elebits.
    Data l’ammissione che gran parte degli schemi sarà ambientata all’interno di una casa, 15 livelli ci sembrano in realtà piuttosto pochi: staremo a vedere quanto ispirata sarà la caratterizzazione delle varie stanze.
    Del resto, se proprio l’offerta del Single Player non dovesse risultare sufficiente, Elebits potrà essere giocato anche in 4. In questo caso solo il primo giocatore avrà controllo della visuale di gioco, mentre tutti gli altri potranno utilizzare solo il raggio traente. I quattro sfidanti dovranno cercare di essere più veloci degli altri nello scovare gli animaletti elettrici, per raggiungere entro il tempo limite un punteggio (calcolato in dipendenza dal livello dell’arma e dal numero di Watt) più alto di quello dei loro avversari.

    Ciò che di Elebits non convince appieno è il comparto tecnico. Seppur la grafica sia moderatamente povera (ma dobbiamo riconoscere che c’è un gran numero di oggetti con cui poter interagire), e le texture semplicissime e poco dettagliate, il titolo soffre di qualche calo nel framerate, non ancora saldamente ancorato ai 60 frame che ci saremmo augurati (neppure la nuova generazione sembra pronta a risolvere questo problema). Inoltre, siamo sinceri, il design generale di Elebits non appare del tutto ispirato, e la stessa concezione delle piccole creature convince solo a metà.

    Eledees Elebits è, in definitiva, un prodotto la cui concezione ci è parsa divertente e capace di catturare l’attenzione del giocatore. Sulla scia di Katamari Damacy (ma senza lo stile unico del titolo Namco), il prodotto Konami propone una sfida sequenziale semplice, intuitiva, ma continuamente appagante e sempre nuova. L’aggiunta di qualche “enigma” ben relazionato al sistema di controllo impreziosisce non poco Elebits. Sfortunatamente, date le dichiarazioni degli sviluppatori, ci pare di intravedere un’eccessiva limitatezza del prodotto per quanto riguarda il carattere delle ambientazioni, e se non verranno risolti i problemi legati alla fisica di gioco (il peso degli oggetti sembra essere sempre lo stesso, e gli attriti sulle superfici tremendamente irreali) Elebits potrebbe soffrire molto di questi inconvenienti tecnici e di design. Aspettiamo la prossima occasione in cui Konami mostrerà il titolo per esprimere giudizi più approfonditi.

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