E3 2019

Evil Genius 2 World Domination: il male serpeggia all'E3 2019

Durante l'E3 2019 abbiamo dato un'occhiata a Evil Genius 2, un seguito che punta a migliorare sotto tutti gli aspetti la formula del predecessore.

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  • Ultimo esponente del "filone malvagio" della strategia in tempo reale, un sottogenere nato tra le sale ripugnanti dell'indimenticabile Dungeon Keeper (maltrattato da un Dungeon Keeper mobile decisamente spiacevole), Evil Genius 2: World Domination si presenta al pubblico come il seguito diretto del titolo di Elixir Studios.

    Il secondo capitolo della serie, prodotto da Rebellion Developments, punta a migliorare sotto tutti i punti di vista l'impasto ludico del predecessore con una formula rivista, corretta e potenziata. Obiettivi che, dopo aver visionato la demo presente all'E3 2019, ci sono sembrati a portata di mano, tra le maglie di un progetto pensato per appagare il lato oscuro di tutti gli appassionati di strategia.

    Cattivi si nasce

    Prima di compiere il primo passo verso il dominio globale, in uno scrosciante coro di risate malvagie, vi sarà chiesto di scegliere il vostro alter ego tra quattro signori del crimine, tutti dotati di caratteristiche e prerogative differenti, con conseguenze significative sull'andamento della campagna.

    La versione mostrata durante la fiera losangelina offriva un primo sguardo a due di questi giganti del male: il virulento Red Ivan, un russo con la passione per gli esplosivi e la violenza indiscriminata che nel primo capitolo vestiva i panni del tirapiedi, e il protagonista assoluto del primo capitolo, l'impettito e machiavellico Maximilian. Il nostro Evil Genius è di fatto l'unico personaggio che saremo in grado di controllare direttamente durante la nostra corsa alla conquista del mondo, dispensando ordini a malevole legioni di sottoposti e gestendo ogni aspetto del nostro perfido impero. Dopo aver scelto l'avatar più adatto alle nostre spregevoli peculiarità, dovremo selezionare il luogo dove collocare la base per le nostre operazioni, opportunamente celate da maschera di insospettabile legalità. Nella demo mostrataci da Rebellion, il "sancta sanctorum" di Maximilian era nascosto dietro le sale da gioco di un casinò di lusso con tanto di resort balneare, utile anche a rimpolpare i fondi destinati alla prossima deprecabile impresa.

    Una volta stabilita l'attività di facciata, la componente gestionale del titolo richiede di predisporre una serie di stanze dedicate alla preparazione e al mantenimento del nostro esercito privato, suddiviso in tre categorie di scagnozzi (science, muscle e deception) in grado di supportarci in diversi modi.

    Per farlo nel migliore del modi, gli sgherri avranno ovviamente bisogno di strutture adeguate alla loro formazione, come laboratori di ricerca, poligoni di tiro o sale dove iniettarsi un super siero potenziante. Non devono inoltre mancare aree di svago (con tanto di console da gioco) e dormitori dove riposarsi tra un turno e il successivo, al fine di mantenere alto il morale e, di conseguenza, l'efficienza delle truppe. In questo senso, la progettazione della base (edificabile anche in verticale su più piani) ricopre un ruolo fondamentale nel bilancio delle nostre attività illecite, anche se abbiamo avuto l'impressione che il peso della routine micro-gestionale del gioco fosse meno prominente rispetto a quello del precedente capitolo. In Evil Genius 2, infatti, la maggiore autonomia delle nostre abiette maestranze dovrebbe ridurre il carico delle incombenze sulle spalle del giocatore, a patto di riuscire ad assemblare una struttura pienamente funzionale.

    Un nodo ancora tutto da verificare, che potrebbe però ovviare a uno dei maggiori difetti del predecessore. Nel mettere insieme la base perfetta dovremmo anche tenere a mente i rischi legati al nostro status di cattivi bondiani, disponendo in giro trabocchetti fatali per ostacolare le mire dei vari agenti segreti in visita.

    La (non) banalità del male

    La diversità di questi campioni del bene, in grado di camuffarsi per sfuggire ai controlli delle guardie e di sabotare i nostri sistemi di sorveglianza, richiederà quindi l'utilizzo di trappole spassosamente elaborate, tra laser letali e vasche piene di squali famelici. Un elemento che, come da tradizione, sostiene le sfumature più ironiche della produzione e che dovrebbe offrire ai giocatori un ampio spettro di strumenti micidiali.

    Particolarmente interessante la possibilità di mescolare diverse macchine mortali per ottimizzare le difese dell'installazione e la loro letalità, in modo da adattarsi appieno alle peculiarità degli uomini inviati dalle Forze della Giustizia. Anche i bracci destri del protagonista (ben più forti degli altri sottoposti) godranno di una simile varietà di talenti, da impiegare a supporto delle altre milizie sia in fase di difesa che nella pianificazione dei nostri oscuri disegni. Questi personaggi, dotati di un nome e di una precisa caratterizzazione estetica, potranno essere controllati in maniera più diretta rispetto agli altri scagnozzi, ma avranno comunque la libertà di decidere se ignorare le direttive in favore di una condotta più "anarchica". Se tutti gli aspetti ludici descritti finora rientrano nell'ambito di quella quotidianità "gestionale" che occuperà buona parte del vostro tempo in-game, il loro fine ultimo sarà sempre e comunque la conquista planetaria, da conseguire portando a termine una lunga serie di arrività ad alto tasso di eccentricità criminosa. Ogni campagna di Evil Genius 2 è un insieme variabile di obiettivi che spaziano dal discioglimento delle calotte polari al rapimento di qualche politico di spicco, il tutto per rimpinguare i nostri fondi e accrescere così l'ambizione delle macchinazioni future.

    Per quanto, allo stato dei fatti, sia difficile delineare in maniera precisa le caratteristiche della progressione, nonché la varietà complessiva della campagna, la modularità degli incarichi lascia presagire una buona dose di rigiocabilità, che speriamo venga ulteriormente ampliata grazie alle peculiarità di ciascun Evil Genius.

    Sembra già una sicurezza, invece, la verve di un titolo che fa della personalità uno delle sue pietre angolari, forte di un ciclone di richiami alla tradizione degli spy movie anni ‘60 e ‘70. Un'identità stilistica che riempe lo schermo di dettagli ridanciani e trovate brillanti, in totale coerenza con l'ottima caratterizzazione del capitolo d'esordio. Premesse che, insomma, fanno ben sperare per le sorti di un prodotto particolare e intrigante, che non vediamo l'ora di tornare ad approfondire nei mesi a venire.

    Evil Genius 2 World Domination Evil Genius 2: World Domination non sarà certo il più rivoluzionario o ambizioso dei seguiti, eppure lo strategico di Rebellion pare avere tutte le carte in regola per offrire al pubblico diverse ore di crudele divertimento. Per raggiungere questo obiettivo, il team di sviluppo ha provveduto rivedere alcuni dei tratti meno efficaci del capitolo d’esordio, riducendo ad esempio il peso della componente micro-gestionale e migliorando la varietà complessiva dell’offerta ludica. Il tutto mantenendo intatto lo spirito ironico e sopra le righe del gioco originale, che rimane una delle colonne portanti dell’esperienza. Bisogna ancora capire se queste premesse saranno pienamente mantenute nel prodotto finale, in coro con una varietà complessiva tanto promettente quanto ancora tutta da verificare. Con una finestra di lancio ancora collocata in un generico 2020, il team di Rebellion ha comunque tutto il tempo per perfezionare la propria ricetta ludica, e offrire ai fan del primo Evil Genius un sequel all’altezza delle aspettative.

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