Exoborne: un extraction shooter in una situazione disperata

Gli esoscheletri sono l'elemento chiave alla base del nuovo gioco di Sharkmob: riuscirà a conquistare gli appassionati del genere?

Exoborne: un extraction shooter in una situazione disperata
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Tra le sorprese della cerimonia dei The Game Awards 2023 c'è stato anche il reveal di Exoborne, il nuovo progetto in sviluppo presso Sharkmob, lo stesso team che ha dato vita allo sfortunato Vampire The Masquerade Bloodhunt (avete già letto la nostra recensione di Vampire The Masquerade Bloodhunt?). In previsione del grande annuncio, il team con sede a Malmo ci ha permesso di assistere in anteprima ad una breve presentazione del gioco e di fare quattro chiacchiere con Petter Mannerfelt, direttore creativo dello studio che in passato ha ricoperto il ruolo di game director del primo Tom Clancy's The Division (qui la recensione di The Division 2). Ecco tutto quello che abbiamo scoperto sul gioco.

    Una situazione disperata

    Il nuovo progetto di Sharkmob è ambientato in un futuro distopico in cui l'umanità si è ritrovata ad affrontare un collasso globale, con vere e proprie catastrofi naturali. L'ultimo baluardo contro questo disastro era Project Rebirth, un programma che ha permesso un avanzamento tecnologico senza precedenti ma che, per qualche motivo a noi sconosciuto, non è andato nel verso giusto. Il risultato di queste misteriose problematiche ha trasformato gli agenti che facevano parte del progetto in soldati ostili che aprono il fuoco su chiunque provi ad ostacolarli.

    Tra il tradimento di questo gruppo ed eventi avversi, come tornado e tempeste, che si verificano regolarmente negli Stati Uniti occidentali, la situazione per i sopravvissuti è disperata. Sta ai personaggi di cui vestiremo i panni, i Reborn, il compito di tendere una mano in loro soccorso e opporsi nel mentre ai formidabili nemici corrotti. Molto c'è da capire sulle premesse narrative di Exoborne, che al momento non ci sembrano brillare per originalità.

    I primi dettagli sul gameplay

    Vi diciamo sin da subito che gli sviluppatori sono ancora restii nel raccontare dettagliatamente il gameplay di Exoborne, ma siamo comunque riusciti a tirargli fuori qualche commento che ci ha permesso di comprendere meglio il tipo di esperienza proposta.

    Il gioco si presenta come un extraction shooter con visuale in terza persona, che viene definito open world per via delle dimensioni del mondo di gioco, sebbene questo aspetto sia tutto da chiarire. Se da una parte si parla di uno scenario liberamente esplorabile, dall'altra il creative director ci ha svelato che Exoborne seguirà la strada di altri esponenti del genere e proporrà più mappe caratterizzate da un'estensione differente e da meccaniche di gioco uniche.

    Non è da escludere che vi sarà una mappa principale più estesa e altre più piccole, ma per ora è impossibile saperne di più. Parlando invece di gameplay, questo sparatutto con telecamera alle spalle del protagonista è tutto incentrato sull'utilizzo degli Exo-Rig, ovvero esoscheletri molto leggeri e dotati di caratteristiche peculiari, in grado di stravolgere le capacità di chi le indossa. Nel breve filmato in-game che ci è stato mostrato abbiamo visto in azione solo l'armatura dotata di rampino e quella che può eseguire un grosso balzo, mossa utile per oltrepassare ostacoli o per darsela a gambe quando la situazione diventa spinosa.

    Dopotutto, il mondo di Exoborne è pieno di ostilità, visto che dovremo vedercela sia con altri Reborn che con gli agenti di Project Rebirth controllati dall'intelligenza artificiale. A rendere tutto ancora più difficile ci pensano poi le calamità naturali, che possono sia ostacolare che avvantaggiare il giocatore, che potrebbe ad esempio sfruttare un ciclone per gettarsi da un tetto e, dopo aver aperto il paracadute, ottenere una forte spinta per raggiungere un altro luogo del mondo.

    Il paracadute sarà uno dei gadget in dotazione a tutti i Reborn, che potranno sia sfruttarlo per addolcire le cadute che per atterrare nelle fasi iniziali di un match visto che l'ingresso in partita avverrà in stile Fortnite/Warzone con l'immancabile tuffo nel vuoto da un elicottero (qui trovate le ultime novità di Call of Duty Warzone).

    La verticalità sembra infatti giocare un ruolo importante e in giro per la mappa vi sono edifici imponenti da scalare sia per recuperare bottino prezioso che per ottenere una posizione di vantaggio, magari per eliminare con un fucile di precisione i nemici più lontani. Per chi non vuole arrivare in alto ma ha solo intenzione di spostarsi rapidamente esistono anche i veicoli, sebbene per il momento sia stata confermata solo una sorta di jeep che si limita a fare da mezzo di locomozione. Abbiamo provato in tutti i modi di farci dire se ci saranno anche mezzi corazzati o dotati di postazioni fisse, ma gli sviluppatori non hanno potuto confermare la loro presenza. A proposito di arsenale, Exoborne segue la stessa filosofia di tutti gli extraction shooter: quando si muore in battaglia, l'intero inventario viene perduto e l'unico modo per poter salvare gli oggetti è quello di completare con successo l'estrazione, che avviene con il classico velivolo di recupero.

    Sembrerebbe però che gli esoscheletri non rientrino in questo discorso e non si perdano al momento della morte, ma su questo Petter Mannerfelt aveva la bocca cucita e non ha voluto dirci altro. Molto probabilmente, gli Exo-Rig si potranno fabbricare presso qualche postazione nella base operativa, ammesso che ce ne sia una.

    Sebbene il gameplay del titolo Sharkmob sia tutto da scoprire, abbiamo apprezzato molto il motto della software house per descrivere il funzionamento del loot, ossia ‘you are what you carry', che in italiano significa letteralmente ‘sei quello che trasporti'. In sostanza, il team di sviluppo vuole rassicurare i giocatori sul fatto che non vi siano potenziamenti di alcun tipo e che gli utenti siano tutti uguali, fatta eccezione per l'equipaggiamento che trasportano, fondamentale per la buona riuscita delle spedizioni. Insomma, il modo per avere un vantaggio sugli avversari, che siano essi altri giocatori o bot controllati dall'intelligenza artificiale, è chiaro: dovrete andare a caccia delle bocche da fuoco più performanti.

    Grafica e modello di distribuzione

    Al momento è davvero troppo presto per dare un giudizio sul comparto tecnico, anche perché il filmato di gameplay che ci è stato fatto vedere è legato ad una versione preliminare del gioco. Sembra comunque che il titolo si difenda bene in quanto a dettaglio grafico e, stando al trailer in computer grafica mostrato, anche la direzione artistica potrebbe riservare delle sorprese. Bisognerà comunque avere più materiale per valutare la qualità delle varie armature, dei nemici e delle mappe.

    Veniamo quindi a un altro aspetto da prendere in considerazione della produzione Sharkmob. Lo studio svedese ha confermato infatti che Exoborne non abbraccerà il modello free to play, ma sarà un titolo premium che verrà aggiornato nel corso del tempo, trattandosi di una produzione a sviluppo continuo.

    Si tratta questa di una decisione più che comprensibile, ma che al tempo stesso potrebbe trasformarsi in un'arma a doppio taglio, soprattutto se si considera che sul mercato sono in arrivo molte esperienze del genere (peraltro in forma gratuita). Per chi se lo stesse chiedendo, Exoborne non ha ancora una finestra di lancio e gli sviluppatori hanno confermato che arriverà su PC e console. Sebbene al momento non siano state confermate le macchine sulle quali il gioco sarà disponibile, è molto probabile che si tratti solo di PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

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