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E3 2011

Anteprima Fable: The Journey

Lionhead svela il suo nuovo titolo all'E3 2011

anteprima Fable: The Journey
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

Che Fable sia diventato uno dei brand caratterizzanti della piattaforma Microsoft, ormai e' un fatto assodato. L'RPG di Peter Moulineaux forse non piace a tutti, probabilmente ha fallito nell'ottemperare alle tante (troppe) promesse fatte prima del suo lancio, tuttavia i tre episodi della saga sono gli alfieri di un modo di intendere il gioco di ruolo e, piu' in generale il gamedesign occidentale, di cui oggi sono rimasti pochi esponenti. Fable, che lo si voglia o no, per l'Xbox360 e' ormai iconico quanto Halo e, non a caso, insieme a Gears of War e alla riedizione in HD della prima avventura di Master Chief rappresenta l'ossatura della line up invernale della console di Seattle.
Durante la conferenza Moulineaux ha mostrato, facendo una scelta infelice a nostro avviso, una sequenza di Fable: The Journey (questo il titolo del nuovo capitolo) che ha fatto immediatamente discutere i forum di mezzo mondo. Oddio e' uno sparatutto su binari! Oddio usa Kinect! Altro che gioco core! E via di questo passo. Effettivamente anche chi scrive, immediatamente dopo la conferenza s'e' mostrato piuttosto scettico sulle potenzialita' del titolo; in serata pero', durante la provvidenziale festa/showcase organizzata da Microsoft, abbiamo avuto la possibilita' di partecipare a una presentazione con il buon Peter e un programmatore di Lionhead. Ecco com'e' andata.

La prima cosa che il geniale designer inglese ha voluto sottolineare e' che "Fable non e' assolutamente un gioco su binari, ci sono delle strade - certo - ma in ogni momento sarete liberi di deviare e immergervi nelle foreste."; dopo questa necessaria precisazione la demo si apre con il nostro protagonista in sella sul suo carretto, davanti a lui una splendida pianura verde puntellata qua e la di fiori e alberi. Notiamo immediatamente che la prospettiva e' in prima persona e lo sara' sempre in tutto il gioco. Dimentichiamo dunque l'iterazione classica con Fable. E soprattutto dimentichiamo anche il Pad, dato che The Journey e' compatibile solo ed esclusivamente con Kinect. "So bene cosa pensate, e sono d'accordo con voi. Nessuno vuole giocare stando in piedi" - ha iniziato Moulineaux - "Io stesso sono un giocatore pigro e Fable non chiedera' di fare azioni stupide come correre sul posto o saltellare.", effettivamente, per quanto abbiamo potuto vedere possiamo interagire con il mondo esterno solo muovendo le mani, sia per caricare gli incantesimi che per attirare a noi gli strumenti che desideriamo usare. Le meccaniche, per ora non ci sembrano molto chiare, gli sviluppatori sostengono che l'idea di base e' focalizzata sullo stare seduti sul carretto, per cui ci sara' poca necessita' di movimento. Come tutto questo si combinera' con le necessita' tipiche di un RPG (come, per esempio l'esplorazione dei dungeon) resta un mistero ma Moulineaux ha fatto chiaramente capire che non intende tornare indietro rispetto alla decisione - piuttosto drastica - di evitare completamente l'utilizzo del controller. In questo senso sara' dunque fondamentale sviluppare un buon livello di interazione con la nostra cavalcatura (dato che rappresentera' la nostra unica compagnia per la maggior parte del viaggio) che integrera' un modello emotivo sulla falsariga di quello gia' visto con il cane in Fable III. Frustiamo spesso il nostro cavallo e diventera' aggressivo, magari non risponendo neppure ai nostri ordini, facendolo correre troppo rischieremo di farlo stancare fino alla morte e via cosi'. Naturalmente il modo con cui tratteremo l'animale influenzera' il nostro allineamento e, in via indiretta, anche il modo con cui ci relazioneremo con il resto del mondo. Grazie a Kinect il controllo del carro e' estremamente intuitivo, immaginando di avere in mano delle redini, squotendole piu' velocemente potremo aumentare la velocita', mentre mimando la frustata il nostro protagonista colpira' il cavallo con maggiore o minore intensita'. Il sistema sembra funzionare abbastanza bene, anche se, come sempre, ci riserviamo di dare un giudizio (anche quello piu' preliminare) a una prova con mano. Continuando nella demo sentiamo un urlo provenire da un bosco a lato della strada; muovendo leggermente la testa verso destra anche il nostro alter ego la sposta, notando cosi' un uomo attaccato da alcune creature simili a dei piccoli goblin. Dopo essere scesi dal carro inizia cosi' la parte piu' intimamente action del gioco, in cui vediamo in azione le gesture. "Nei giochi normali il compito del buon gamedesigner e' istruire il giocatore affiche' usi bene gli strumenti che ha a disposizione" ha detto Moulineaux "Nei giochi basati su Kinect invece questa cosa non esiste, ognuno sa gia' come giocarci, basta che si metta davanti al televisore [...] in questo modo ci si puo' concentrare ancora di piu' sulla trama" procedendo nella demo, ci sono stati mostrati alcuni trick magici, dal semplice lancio di bolle d'energia fino alla creazione dal nulla di una lancia di ghiaccio da tirare contro un nemico lontano"; ognuno di questi e' stato ottenuto muovendo le mani in maniera diversa, ad esempio per caricare maggiormente un colpo e' necessario sfregarsele, mentre per modellare la lancia si deve fare un gesto simile a quello che si fa scartando una caramella. Il sistema pare molto interessante ma, oltre al solito problema del movimento (l'intera sezione "action" e' su binari), non siamo riusciti a capire come si possa decidere se creare una lancia di ghiaccio e non di fuoco, o se al posto dei globi di energia sia possibile lanciare anche altri incantesimi e se si in che modo si integrano con le gesture che Moulineaux ci ha mostrato. Secondo il fondatore di Lionhead "ognuno potra' giocare nel modo che sente piu' vicino al suo stile, ogni singolo movimento avra' effetti diversi, se al posto di Louis [nome del collega impegnato a condurre la dimostrazione, ndr] ci fosse stato qualcun altro gli incantesimi sarebbero stati del tutto diversi". La dimostrazione e' finita qui e, detto molto sinceramente, non sappiamo se essere emozionati per questa nuova scommessa made in Lionhead o spaventati per i rischi legati ad un'operazione di questo tipo. In ogni caso va apprezzato il coraggio di Moulineaux e dei suoi per aver scommesso il tutto e per tutto su una periferica che non e' ancora riuscita a convincere del tutto quel pubblico core che di norma acquista i giochi Lionhead. Magari con Fable: The Journey le cose cambieranno.

Fable: The Journey Tante suggestioni ma altrettanti interrogativi ecco il bilancio di questo primo incontro con la prossima incarnazione di Fable. Ora come ora, dato lo stato del titolo (ancora in pre - alpha) ci sembra molto difficile esprimere valutazioni circa l’implementazione del Kinect e la profondita’ ruolistica complessiva. Appuntamento dunque ai prossimi mesi per qualche informazione piu’ approfondita, sperando di poter scrivere un hands - on magari gia’ in occasione della prossima GamesCom.

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