TGA 2018

Far Cry New Dawn: l'alba di una nuova guerra

Ubisoft presenta Far Cry New Dawn ai Game Awards 2018: il nuovo episodio della serie arriverà a febbraio, ecco tutto quello che sappiamo...

Far Cry New Dawn
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Non chiamatelo DLC. Far Cry New Dawn è a tutti gli effetti un nuovo capitolo della serie targata Ubisoft, con una trama inedita e alcune interessanti novità in fatto di gameplay, per un impegno produttivo che va ben oltre quello solitamente associato ad un semplice contenuto aggiuntivo. Se avete qualche difficoltà ad inquadrare il prodotto, tuttavia, siete giustificati, dal momento che New Dawn rappresenta un'operazione del tutto atipica (ed anche per questo interessante): è il primo Far Cry in diretta continuità con un episodio "numerato", vero e proprio sequel dell'avventura ambientata in Montana.
    Dallo shooter uscito lo scorso marzo New Dawn eredita la conformazione della mappa, ma non certo atmosfere e colpo d'occhio: la grande vallata di Hope County si presenterà infatti completamente trasfigurata, a seguito degli di una devastante guerra nucleare. Proprio così: New Dawn sarà il primo Far Cry post-apocalittico, con tanto di elementi tratti dai survival game, meccaniche ci sviluppo della propria base e dell'armamentario, una percepibile virata ruolistica e persino la possibilità di visitare gli altri stati di un'America messa in ginocchio dalla catastrofe atomica. Curiosi di saperne di più? Vediamo di passare in rassegna le caratteristiche del prodotto e di capirne filosofia e finalità.

    L'alba di un nuovo giorno

    Per quanto rivisitata possa essere, la mappa di Far Cry New Dawn è la stessa che abbiamo attraversato in lungo ed in largo appena nove mesi fa, alla ricerca di quel folle millenarista di Joseph Seed. È chiaro quindi che gli investimenti necessari a produrre questo episodio sono ridotti, e Ubisoft lo sa bene. Per questo ha deciso di non calcare la mano sul prezzo: quando New Dawn si presenterà sul mercato, il prossimo 15 febbraio, verrà venduto ad un prezzo molto interessante (45 euro), nettamente inferiore rispetto a quello di altre produzioni di questo calibro.

    Vi assicuriamo, per altro, che la sensazione di "riciclo" è drasticamente ridotta dalle nuove atmosfere, che reinterpretano secondo lo stile Far Cry l'immaginario catastrofico e distopico. A livello narrativo il titolo si ambienta 17 anni dopo Far Cry 5.

    Se avete portato a termine l'avventura nella contea di Hope saprete che le peripezie del protagonista erano state bruscamente interrotte dall'esplosione di un ordigno atomico. Nella parte finale del gioco diverse comunicazioni radio lasciavano intendere che qualcosa di importante stesse succedendo oltre i confini del Montana, ed in effetti la sequenza conclusiva metteva in scena i primi momenti di quella che sarebbe poi diventata la Terza Guerra Mondiale. Un evento tragico, destinato a cambiare per sempre il volto e gli equilibri della Terra.

    Il team di sviluppo non ci ha raccontato qual è stato l'esito del conflitto, ma sappiamo che negli anni successivi ai bombardamenti la vita è stata dura: con l'ecosistema distrutto dal fallout radioattivo i reduci hanno dovuto imparare a sopravvivere, organizzandosi in comunità una volta riemersi dai bunker. Per fortuna quando prendiamo il controllo del nuovo protagonista la situazione è lievemente migliorata: la natura si sta riappropriando dei suoi spazi, in un periodo che viene definito "super bloom". Una sorta di poderosa rifioritura, che ha riportato i colori su una terra arida e desolata fino a qualche anno prima.

    A dirla tutta l'utilizzo di colori sgargianti, con le dominanti rosa dei fiori e dei graffiti, ci ha ricordato il colpo d'occhio post-punk di RAGE 2, ed in effetti entrambi i prodotti condividono una visione piuttosto leggera e sopra le righe dell'apocalisse nucleare. Gli scenari che abbiamo adocchiato in Far Cry New Dawn restano comunque intrisi di un discreto fascino, e non sarebbe potuto essere altrimenti per una serie che ha sempre puntato molto sulla qualità dell'ambientazione.

    Passando alla struttura di gioco, New Dawn resta ovviamente fedele all'impostazione tipica della serie. Si tratta quindi di un first person shooter open world, traboccante di missioni, collectible, attività principali e secondarie. Il gunplay, a giudicare da quello che abbiamo visto, è ancora una volta leggero, divertito e accessibile, con quell'impostazione arcade che rende le sparatorie spettacolari e piacevolmente chiassose. Il team di sviluppo sostiene di aver lavorato per rendere più reattiva l'intelligenza artificiale, ma da questo punto di vista i passi in avanti sembrano moderatamente contenuti: la gestione delle allerte e la consapevolezza dell'ambiente circostante che hanno avversari non si allontanano affatto da ciò che abbiamo visto nel quinto capitolo. Ci è invece piaciuto molto il mission design e il fatto che gli ambienti interni (in cui il protagonista è stato spedito ad affrontare un paio di missioni) fossero ben caratterizzati e interessanti.

    Le prime informazioni riguardo alle questline principali e secondarie ci confermano che per buona parte dell'avventura dovremo vedercela con una spietata gang di motociclisti, una masnada di centauri punk dediti alle ruberie. Nel corso dell'avventura avremo modo di infiltrarci nella loro banda, pronti a smontarla dall'interno.
    Innumerevoli come sempre le missioni opzionali, fra cui la graditissima liberazione degli avamposti. Quest'attività non sarà finalizzata soltanto alla liberazione di ampie zone della mappa, ma anche alla raccolta di risorse (che, come vedremo, avranno un ruolo fondamentale nell'economia di Far Cry New Dawn): ogni outpost liberato ci ricompenserà regolarmente con invio di materie prime discretamente utili. Per aumentare la difficoltà complessiva dell'avventura e migliorare il replay value, il team di sviluppo ha pensato di fare in modo che, di tanto in tanto, i nostri avversari reclamino nuovamente gli avamposti, aumentando successivamente le pattuglie e le fortificazioni. Gli insediamenti andranno quindi liberati più volte prima che diventino definitivamente proprietà della nostra fazione, in una serie di assalti di difficoltà progressivamente maggiore. Sicuramente un'idea interessante, che renderà l'avanzamento più consistente e impegnativo.

    Non mancheranno anche in New Dawn missioni che ci permetteranno di reclutare gli Specialisti, fedeli compagni controllati dall'IA che potranno darci una mano nelle operazioni d'assalto. Oltre al ritorno dei Fangs for Hire (troveremo un nuovo amico a quattro zampe e persino un "cinghiale da combattimento") potremo reclutare mercenari con la passione per gli esplosivi, ribelli in grado di seminare il panico nelle strutture nemiche, e persino cecchini infallibili... anche se un po' avanti con l'età (Nana, l'attempata sniper che troveremo nelle prime fasi dell'avventura, sembra la versione "granny" di Quiet, con una spruzzata della narcolessia di The End). Leggendo questo breve ma significativo elenco delle personalità che graviteranno attorno al giocatore si ha in ogni caso un'ulteriore conferma dei toni scanzonati che New Dawn eredita dal suo predecessore.

    Un primo sguardo al gameplay

    Venendo al gameplay, parlavamo in apertura di un'apertura alle meccaniche da GDR. Dopo la saga di Assassin's Creed, persino quella di Far Cry capisce che il senso di progressione garantito dalle dinamiche ruolistiche può, soprattutto in un ambiente open world, essere un incentivo importante per avvincere il giocatore e tenerlo costantemente partecipe e attivo. Ed ecco che sulla testa degli avversari appaiono barre della vita, e ogni colpo andato a segno infligge un certo quantitativo di danno, con numeri ben visibili a schermo. L'effetto è simile a quanto visto in The Division, ma senza quello che il pubblico chiama "effetto spugna": "non serviranno decine di proiettili per abbattere un nemico", promette il team di sviluppo, anche se avere un equipaggiamento di alto livello può sicuramente velocizzare l'operazione "blastatoria".

    Tutte le armi a disposizione del giocatore adesso avranno diversi livelli di rarità, ed un singolo archetipo potrà essere potenziato per migliorare la sua efficacia. Nel corso della presentazione, oltre a fucili automatici e mitragliette, abbiamo adocchiato persino il lancia-lame, un'arma in grado di scagliare i dischi di una sega circolare, che sembra uscita direttamente da Mad Max. In verità tutti i modelli delle armi hanno qualche vistosa modifica che ne altera aspetto o funzionalità: il team ha immaginato che nel contesto post-apocalittico di New Dawn i sopravvissuti abbiano dovuto arrangiarsi con materiali di recupero e oggetti di varia natura, assemblando in maniera un po' fantasiosa tutto ciò di cui avevano bisogno.

    Per il momento sull'efficacia dei meccanismi da GDR e sulla loro integrazione con il classico gunplay della saga non possiamo pronunciarci (potremo farlo, semmai, dopo una prova diretta), ma la prospettiva ci sembra sicuramente interessante. Siamo curiosi anche di scoprire le abilità inserite nello skill tree, che a sentire i ragazzi di Ubisoft sarà un mix fra quello di Far Cry 5 e quello del terzo episodio (da cui recupererà diverse opzioni relative alle uccisioni istantanee, a tutto vantaggio dell'approccio stealth).

    Da citare anche la possibilità di sviluppare la propria base, investendo risorse per ampliare le strutture esistenti e costruirne di nuove. Lavorando sul proprio insediamento potremo ottenere nuovi banchi da lavoro per migliorare armi e gadget, e vedremo inoltre crescere la nostra comunità di sopravvissuti: gli NPC che si aggireranno nel campo base interagiranno fra di loro e con il giocatore, permettendogli di scoprire qualche dettaglio in più sulla guerra, sulle difficoltà della vita in uno scenario post-atomico e sulle storie nascoste del Montana.

    Avendo a disposizione un quantitativo sufficiente di carburante (una delle risorse più preziose dopo lo scoppio del conflitto) potremo anche imbarcarci in quelle che il team ha chiamato "spedizioni". Si tratta in pratica di livelli extra ambientati in varie parti dell'America, dal bayou della Louisiana fino ai Canyon del Nevada. Non sappiamo quante spedizioni saranno presenti nella versione finale, ma anche in questo caso Ubisoft conferma che questo tipo di attività sarà perfetto per l'endgame.

    Potremo infatti affrontare le spedizioni più volte, con modificatori di difficoltà progressivamente maggiori, ed ogni volta cambieranno obiettivi e posizionamento dei nemici. Insomma, la rigiocabilità sembra essere un fattore decisamente importante.
    Nel corso della presentazione, in gni caso, abbiamo avuto modo di vedere una spedizione, ambientata in un parco giochi abbandonato (che ci ha ricordato un po' le prospettive della Chernobyl di Call of Duty). Si nota fin da subito che le dimensioni più contenute della mappa hanno permesso al team di sviluppo di spingere un po' di più sulla qualità tecnica, aumentando anzitutto il numero di nemici a schermo, ma anche migliorando la qualità dell'illuminazione ed il dettaglio delle texture. Al di là della tecnica, il ritmo della missione ci è sembrato intenso e sostenuto, per un'esperienza sicuramente più significativa, interessante e ben integrata nel gioco rispetto ai livelli extra di Far Cry Arcade che venivano proposti dal quinto capitolo.

    Far Cry New Dawn New Dawn è un esperimento intrigante: un sequel diretto di Far Cry 5, che porta con sé uno stravolgimento integrale delle atmosfere di gioco e alcune novità in fatto di gameplay. La base di partenza è sempre il Montana di Joseph Seed, e questa scelta ha determinato un deciso cambio di strategia produttiva e commerciale, dal momento New Dawn arriva ad appena un anno di distanza dal predecessore e con un costo davvero interessante. Il prezzo concorrenziale non è però l'unico elemento di rottura: il focus sulla raccolta di risorse, la possibilità di potenziare la propria base per poter lavorare su versioni potenziate delle armi da fuoco, ed in generale l'apertura ad una serie di meccaniche da GDR ci hanno convinto che il progetto Ubisoft sia decisamente a fuoco ed abbia una ben precisa identità. Il fatto che non si tratti di un episodio “in piccolo” è testimoniato anche dalle trovate che dovrebbero incrementare il replay value. Se guardiamo al panorama dei survival e degli shooter post atomici manca forse un guizzo di originalità, e le atmosfere rischiano di essere un po' derivative. Eppure tutti i fan della saga possono guardare con discreto interesse a New Dawn. Anzi: persino chi non gradisce particolarmente il divertito spirito arcade di Far Cry potrebbe incontrare una profondità maggiore, grazie al sistema di progressione più approfondito. Dopo una prova con mano avremo modo di confermare queste impressioni.

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