Fear the Wolves: Anteprima del nuovo battle royale di Vostok Games

Dal team Vostok, già autore di Survarium, arriva Fear the Wolves, un nuovo battle royale pubblicato da Focus Home Interactive.

anteprima Fear the Wolves: Anteprima del nuovo battle royale di Vostok Games
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Tutti vogliono salire sul carro del vincitore. E come dargli torto? Sfruttare l'onda del momento, cavalcare l'eco di un successo inaspettato, conquistare la fama con il minimo sforzo. Ed ora, sul trono siede PlayerUnknown's Battlegrounds, che ha di recente sdoganato e portato sotto i riflettori videoludici il genere delle Battle Royale. Seguendo il suo esempio, Epic ha aggiunto una nuova modalità al suo free to play Fortinite, ed il team Vostok Games (autore di Survarium) si ripresenta sulle scene con un nuovo titolo, Fear the Wolves, intenzionato a riproporre in salsa hardcore la moda del momento: gli scontri tutti contro tutti, senza pietà né esclusione di colpi.
    Abbiamo incontrato lo studio russo a Parigi, nel corso del ricchissimo evento What's Next de Focus, durante il quale gli sviluppatori ci hanno elencato nel dettaglio tutte le principali caratteristiche che daranno forma alla loro inedita opera multiplayer. Come per Werewolf: The Apocalypse, però, anche in questo caso il gioco non ci è stato mostrato né con un trailer, né con una pur minima sequenza di gameplay: non ancora pronto per scendere in campo, insomma, Vostok si è limitato a spiegarci i motivi per cui tutti gli altri esponenti delle "battle royale" digitali dovranno avere paura dei lupi.

    Sopravvivere ai lupi

    Fear the Wolves sarà diverso dagli altri congeneri. Sarà un first person shooter più complesso, sfaccettato, "realistico". O almeno questi sono gli obiettivi del team. Le velleità di realismo non coinvolgono il setting ed il mood dell'esperienza, quanto il gameplay, la balistica, la resa delle armi bianche o da fuoco. La cornice che avvolge il gioco, del resto, non possiede ambizioni di verosmiglianza: in una mappa a di 25 km quadrati, situata nei pressi di Chernobyl, alcune radiazioni hanno reso l'area invivibile ed estremamente pericolosa, condizionando non solo la fauna locale, ma anche la formazione di organismi mutanti, i quali incarneranno una minaccia assai temibile per i giocatori. Fear the Wolves, infatti, nonostante il nucleo resti orientato verso il PvP, proporrà numerosi elementi PvE che non dovranno affatto essere sottovalutati, al fine di sopravvivere il più a lungo possibile.

    Lo scontro, promette Vostok, sarà su larga scala: le dimensioni molto generose del campo di battaglia lasciano ampio spazio di manovra a ben 100 giocatori, i quali dovranno affrontare non solo le minacce dei diretti rivali, ma anche quelle dell'ambiente ostile, come nel più classico dei survival. L'aria infetta parte dai confini estremi della mappa per poi diffondersi progressivamente, formando zone radioattive e costringendo i partecipanti a muoversi con rapidità, allo scopo di cercare nuovi ripari e rifugi: anomalie e radiazioni si svilupperanno di pari passo con un meteo ed un ciclo giorno/notte dinamici, i quali - ovviamente - dovrebbero influenzare sia i diversi stili di gioco sia le meccaniche di shooting. Fear the Wolves, d'altronde, non intende proporsi come un titolo immediato ed accessibile: alla corposa personalizzazione dei personaggi, ed alla numerosa selezione di armamentari ed equipaggiamento, affianca un sistema di gioco che - sulla carta - potrebbe rivelarsi difficile da padroneggiare a dovere. Merito di un gunplay apparentemente molto stratificato, nel quale ogni strumento possiede le proprie specifiche in termini di rinculo ed efficacia.

    Vostok desidera insomma minimizzare gli elementi arcade per far sfoggio di una giocabilità meno "casual", che premia la pazienza, la dedizione e la competenza. Chiaramente, per spostarci sull'unica mappa disponibile avremo a disposizione un buon numero di veicoli, sulla cui natura allo stato attuale non ci è dato sapere alcunché. Spari per l'area esplorabile troveremo anche upgrade per le armi, i quali possono inoltre essere rubati dai cadaveri degli avversari. Analizzare i nemici e valutare quali gadget sgraffignare non è un'operazione da prendere sottogamba, poiché le casse coi rifornimenti ed i potenziamenti saranno generati in modo del tutto casuale. Allo stesso modo, verranno distribuite merci preziose come maschere anti-gas o bombole d'ossigeno, utili a restare illesi per più tempo nelle zone contaminate della mappa, nelle quali - prevedibilmente - il lotto sarà molto più corposo e prezioso. Come ci ha spiegato il team, reperire il giusto equipaggiamento potrà anche garantire un deciso vantaggio strategico, permettendo magari ai giocatori di restare più a lungo nell'area proibita e acquisire una posizione tattica maggiormente efficiente. Questo non significa però che, con le giuste armi tra le mani, gli utenti più fortunati avranno vita facile: come già accennato, il setting sarà uno degli ostacoli alla sopravvivenza. In particolar modo, il gioco ci chiederà di fronteggiare manipoli di lupi mutati, che presidiano determinate zone, solitamente piene zeppe di materiali più utili e rari. La presenza di questi animali e la loro densità, infine, sarà variabile, e dipenderà da una serie di eventi randomici. Il mondo costruito dai ragazzi di Vostok, in ogni caso, si ispira all'immaginario post apocalittico, e strutturerà una sorta di storytelling ambientale, in cui sarà l'art design a fornire un pizzico di sotto testo narrativo. Simile scelta ci lascia intendere che il contesto scenico (modellato con l'Unreal Engine 4) rappresenterà uno degli elementi fondanti dell'esperienza ludica di Fear the Wolves. Anche per questo, in sostanza, non saranno presenti né sequenze dedicate al base building, né la distruttibilità degi edifici. Poco prima della fine della conversazione, il team ci ha rivelato quella che è sicuramente la feature più interessante della produzione: la volontà di coinvolgere attivamente il pubblico, un po' come accade nella serie Hunger Games.

    Consapevoli che le battle royale hanno un grande appeal sugli spettatori che, pur non partecipando in prima persona, si divertono ad osservare altri giocatori eliminarsi a vicenda, Vostok ha inserito la possibilità di votare alcuni elementi climatici che verranno inseriti durante il match, così da modificare l'andamento della partita e rendere il tutto più stimolante. Al momento, per l'aggiunta di questa caratteristica, è stato allestito un apposito "spectator mode" all'interno del titolo stesso, ma non è escluso che venga esteso anche ad altre piattaforme di streaming. L'intervento degli spettatori, per ora, si limita esclusivamente al cambiamento meteorologico: la facoltà di "donare" aiuti in game al proprio giocatore preferito, d'altro canto, avrebbe effettivamente sbilanciato in modo eccessivo l'equilibrio della battaglia.

    Fear the Wolves Fear the Wolves è un progetto che vuole incutere profonda “paura” in tutti gli altri esponenti del genere. Un battle royale che ibrida PvP e PvE in un setting post apocalittico, dotato di un gameplay hardcore e realistico (ispirato a S.T.A.L.K.E.R), dove il pubblico verrà coinvolto direttamente nello svolgimento del match. Tutto è però ancora aleatorio e fumoso: prima di iniziare a temere l'ululato dei lupi abbiamo quindi bisogno di aspettare la prossima uscita del titolo in early access, così da conoscere dettagli più concreti.

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