Final Fantasy 7 Rebirth: cosa sappiamo sulla seconda parte di FF7 Remake?

Square Enix annuncia ufficialmente il secondo episodio di Final Fantasy VII Remake intitolato Final Fantasy 7 Rebirth: che cosa sappiamo fino ad oggi?

Final Fantasy 7 Rebirth
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  • PS5
  • "Ciò che è stato fatto è immutabile. Il passato è per sempre. Ma il futuro, anche se è scritto, si può cambiare. Pensa al futuro, non al passato."

    Con le inequivocabili parole rivolte a Cloud dalla gentile Aerith - che con una sottile punta di ironia sembra quasi voler rompere la quarta parete dimensionale per bacchettare i detrattori del progetto Remake e ricordare loro che nessuno potrà mai scalfire la versione originale del capolavoro targato Square - si è aperto il trailer di annuncio di Final Fantasy VII Rebirth. Laddove pensavamo infatti che la diretta tenuta dal colosso nipponico tra la notte del 16 e 17 giugno 2022 si sarebbe rivelata un appuntamento prettamente celebrativo e privo di grandi annunci, Square Enix ha invece colto la balla al balzo per lasciare a bocca aperta gli appassionati della fantasia finale universalmente più acclamata e svelare il titolo ufficiale della tanto attesa seconda parte di Final Fantasy VII Remake.

    Mettendo da parte l'esatta finestra di lancio del prodotto, che a causa di alcune dichiarazioni dello stesso Yoshinori Kitase (producer del progetto Remake e director dell'originale FFVII) appare al momento indecifrabile, abbiamo analizzato il primo trailer di Final Fantasy VII Rebirth per cercare di apprendere quante più informazioni possibili sul secondo capitolo di quella che, stando a quanto svelato da Naoki Hamaguchi, sarà una trilogia. Mettetevi dunque comodi e preparatevi all'improrogabile inizio del già annunciato "viaggio ignoto"!

    La vera natura del rifacimento

    Che Final Fantasy VII Remake fosse in realtà un sequel del gioco lanciato nel lontano 1997 si era capito già durante la prima parte della trilogia, ma questo primo trailer di Rebirth potrebbe aver confermato in via definitiva che le vicende raccontate dalla clamorosa creatura di Kitase, Hamaguchi e Nomura siano ambientate in una timeline alternativa e al tempo stesso soggetta agli avvenimenti di quella originale (ve ne abbiamo parlato nel dettaglio nel nostro speciale sui prossimi episodi di Final Fantasy VII Remake).

    Un chiarimento essenziale, in questo caso suggerito dalla scelta del team di sviluppo di includere ancora una volta dei criptici flashforward, e che appunto spiegherebbe il motivo per cui Sephiroth e Aerith siano perfettamente a conoscenza di quanto accaduto nella precedente linea temporale.

    La caduta di Meteor o la stessa morte della fanciulla, con conseguente perdita della propria Materia, sono solo alcuni esempi, e il rischio che proprio questi e altri eventi fondamentali attorno ai quali era stata costruita la mitologia originaria di Final Fantasy VII possano non verificarsi affatto è divenuto più che mai concreto. Del resto, le domande poste dal trailer, "È realtà? È immaginazione?", lasciano ipotizzare che l'operazione tentata da Square Enix si discosterà sempre più dal racconto che abbiamo amato diversi decenni orsono, al fine di inscenare sui nostri schermi una storia nuova. Anzi, "rinata".

    D'altronde, nonostante Tetsuya Nomura e Naoki Hamaguchi intendessero conservare il più possibile gli elementi storici di FF7, Kitase non ha mai nascosto che avrebbe preferito apportare dei cambiamenti più marcati all'intreccio.

    Se con la prima parte si è quindi cercato di bilanciare i due approcci così diversi, innestando nuovi elementi all'indimenticabile storia che tutti conosciamo, si direbbe che Final Fantasy VII Rebirth voglia invece offrire agli sviluppatori una libertà creativa irreprimibile e al contempo estremamente preoccupante.

    Le scene e i soprattutto i dialoghi fuoricampo inclusi nel primo trailer di Rebirth, tuttavia, suggeriscono che il "viaggio ignoto" promessoci dalla sconvolgente conclusione di Final Fantasy VII Remake non deraglierà completamente dal copione originale. Incentrato perlopiù sul flashback di Nibelheim, il filmato rivela che, una volta giunto a Kalm, come da programma il protagonista Cloud Strife racconterà ai suoi compagni della tragedia avvenuta cinque anni prima nella propria città natale, o comunque la versione dei fatti che l'ex-SOLDIER conserva di quel drammatico incidente.

    A riprova di ciò, non solo il trailer anticipa chiaramente la visita al Monte Nibel avvenuta a quel tempo, ma uno scambio di battute menziona persino il delicato istante in cui il ragazzo credette di aver perduto la sua amica di infanzia. Quella realizzata dalla Casa dei Chocobo e degli Slime è però una scena piuttosto confusionaria e volutamente fraintendibile, per ragioni che proveremo a spiegare senza fare troppi spoiler alle nuove generazioni e a coloro che ancora non conoscono a menadito l'epopea di FF7.

    Se a primo acchito il dialogo fuoricampo che accompagna la sequenza può far pensare che si stia parlando di Aerith e della sua struggente morte (un evento ormai scolpito nella storia del nostro medium preferito), con conseguenze tanto inimmaginabili quanto affascinanti circa lo sviluppo della trama, un'analisi più attenta ha svelato che l'interlocutrice di Cloud sia in realtà Tifa, che noi stessi abbiamo riconosciuto soltanto attraverso l'inconfondibile voce della sua storica doppiatrice giapponese.

    È un dettaglio fondamentale, giacché conferma che in Rebirth cominceremo finalmente a scavare nel passato dell'ex-SOLDIER e a far chiarezza tra i suoi nebulosi ricordi. Del resto, come di certo avranno notato i fan della prima ora, già Final Fantasy VII Remake aveva disseminato qualche prezioso indizio sulla delicata condizione mentale del protagonista, nella cui testa sono infatti conservate delle memorie non sempre compatibili con quelle di Tifa.

    A ragion veduta, se da una parte siamo sempre più convinti che Final Fantasy VII Rebirth seguirà un itinerario effettivamente differente da quello originale, tagliando gli storici momenti riempitivi e proponendo dei contenuti inediti, dall'altra appare evidente la volontà di Square Enix di preservare alcuni dei suoi passaggi più importanti. Chissà che persino la tragica morte di Aerith non possa risultare tra questi, seppur in tempi e circostanze potenzialmente differenti.

    Destini e linee temporali che convergono

    Se il focus su Sephiroth, le sue ossessioni e soprattutto l'intenzione di dominare il pianeta assieme a Jenova ribadiscono che Final Fantasy VII Rebirth sarà incentrato sulla ricerca del SOLDIER, che dopo la Shinra Electric Power Company tornerà a essere l'antagonista principale, dobbiamo riconoscere che le scene più interessanti dell'intero trailer di annuncio - che sciaguratamente non concede il benché minimo spazio ai combattimenti - sono quelle aventi per protagonista Zack Fair.

    Non avendo notizie del ragazzo, Aerith "farà letteralmente di tutto per trovarlo", così come lo stesso Cloud, che nel corso del viaggio cercherà di capire (o meglio, ricordare) cosa sia accaduto al compagno d'arme che in punto di morte gli cedette la Buster Sword. Ricollegandosi all'inesplicabile finale di Final Fantasy VII Remake e allo speciale epilogo incluso nel DLC di Yuffie (a proposito, avete già letto la nostra recensione di Final Fantasy VII Remake Intergrade?), il video diffuso da Square Enix mostra però l'arrivo di Cloud e Zack a Midgar, che in seguito alla sconfitta dei Numen da parte di Barret, Tifa e gli altri è appunto riuscito a sottrarsi al proprio destino. Seppur convinto di essere stato una delusione (probabilmente perché ha impiegato degli anni per tornare dalla sua amata, come le aveva promesso), il SOLDIER coperto di ferite e con la fedele Spada Potens ancora sulla schiena avanza a fatica verso la città, portando con sé un Cloud in stato catatonico.

    Purtroppo il materiale inedito non ci permette ancora di stabilire se lo Zack sopravvissuto ai soldati della Shinra si trovi nella stessa linea temporale di Aerith e gli altri, anche perché questo comporterebbe un paradosso rappresentato dalla presenza di due Cloud e altrettante Buster Sword, eppure l'intenzione dello sceneggiatore Kazushige Nojima di coinvolgere direttamente lo spadaccino nei fatti di FFVII Rebirth è ora lapalissiana. Pertanto, allo stato attuale non è nemmeno escluso che determinate porzioni della campagna possano essere vissute dal punto di vista di Zack, il che lo renderebbe a tutti gli effetti un personaggio giocabile.

    Tre dischi e tre giochi per un'epopea unica

    Come accennato poc'anzi, questo primo appuntamento comunicativo non ci ha permesso di ammirare sequenze di lotta; ciononostante, osservando attentamente la scena che immortala Cloud e Sephiroth intenti ad avanzare verso il ponte che siamo convinti li condurrà sulla montagna situata nei pressi di Nibelheim, innescando la lunga scia di orrori compiuti dal secondo, non abbiamo potuto fare a meno di notare quella che sembrerebbe un'autentica clip di gameplay legata all'esplorazione.

    Basandoci soltanto su questa brevissima scena non siamo tuttora in grado di stabilire se il mondo dipinto da Final Fantasy VII Rebirth sarà open world, come auspicato dalla stragrande maggioranza dei fan storici, malgrado ciò il nostro sospetto è che la seconda parte del progetto conserverà invece una struttura lineare non troppo diversa dalla prima.

    Lontano dai Bassifondi di Midgar, che da contratto dovevano essere stretti e labirintici, è plausibile che le mappe si rivelino adeguatamente più ampie, seppur entro certi limiti. Resta da capire quali aree e quale porzione di storia troveranno realmente spazio in Final Fantasy VII Rebirth, che in ogni caso dovrà pur interrompersi da qualche parte.

    Se da una parte siamo attanagliati da tanti dubbi che spaziano appunto dalla componente narrativa a quella esplorativa, senza dimenticare quel che concerne l'offerta contenutistica, dall'altra ci sentiamo rincuorati dalla decisione di Square Enix di non frammentare ulteriormente la settima fantasia finale.

    A dispetto di quanto avessimo preventivato lo scorso anno, il passato di Zack non verrà esplorato direttamente nelle parti due e tre del progetto Remake, bensì attraverso la riedizione di Crisis Core, che nel corso dell'inverno godrà di un rifacimento intitolato Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion; anche per questo motivo, la Casa dei Chocobo e degli Slime ha potuto suddividere il rifacimento in tre soli capitoli, quando lo stesso Nomura, diverso tempo fa, aveva parlato addirittura di quattro o cinque episodi distribuiti a intervalli più o meno ragionevoli.

    Considerando che Rebirth verrà pubblicato nell'inverno del 2023/2024 e che lo sviluppo della Parte 3 è già cominciato, la speranza è di poter assistere alla conclusione della trilogia entro il trentesimo anniversario di Final Fantasy VII, che ricordiamo cadrà nel 2027.

    L'unica nostra reale preoccupazione risiede al momento nelle parole di Nomura, che in un messaggio pubblicato sui social ha asserito che Rebirth sarà godibile autonomamente anche senza aver giocato FFVII Remake. Certo, vi è la possibilità siano soltanto dichiarazioni di routine, da prendere con adeguate pinze, ma visti i precedenti del Series Creative Director, che negli anni ha trasformato la saga di Kingdom Hearts in un guazzabuglio indecifrabile, il timore che FFVII possa subire un fato analogo ci impedisce di guardare al futuro con plenaria positività. Specie ora che i Numen, custodi del tempo, sono stati forzatamente rimossi dall'equazione.

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