E3 2019

Final Fantasy 7 Remake: il ritorno del leggendario JRPG Square Enix su PS4

Final Fantasy 7 Remake è stato il cavallo di battaglia della conferenza di Square Enix all'E3 2019 insieme a Marvel's Avengers.

Final Fantasy 7 Remake
Anteprima: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Le luci si spengono. Silenzio in sala. Un flusso di note familiari abbraccia, come un vecchio amico da lungo tempo assente, i sensi di una platea già estatica, accompagnato da un coro di battiti che risuonano all'unisono. La presenza di Final Fantasy VII Remake all'E3 2019 era cosa nota, ma questo non toglie una stilla d'intensità al brivido di trepidazione che attraversa la platea del Belasco Theater. Viene difficile pensare a un'apertura migliore per la conferenza E3 Square Enix, specialmente vista la qualità complessiva di un trailer che, sin dal primo istante, si dimostra perfettamente in grado di catalizzare un mix di nostalgia ed entusiastica anticipazione.

    Return to Midgar

    Molte delle immagini che scorrono sullo schermo appartengono a sequenze di gioco già note al pubblico, ma questa volta la priorità dello studio è chiaramente quella di dare in pasto ai fan, ormai famelici, maggiori dettagli sul sistema di combattimento, che propone una revisione integrale delle meccaniche classicamente jrpg del capitolo originale, senza però abbandonarle del tutto.

    Con la pressione ripetuta del tasto quadrato Cloud sarà quindi in grado di inanellare una raffica di rapidi fendenti in perfetto stile action, che contribuiranno a velocizzare il riempimento di una barra ATB divisa in due sezioni. Ognuna di queste permetterà di attivare una fase d'attacco concettualmente vicina alle classiche dinamiche a turni della serie, durante la quale il tempo si bloccherà dando ai personaggi la possibilità di scatenare sui nemici potenti abilità speciali, spettacolari magie o, alternativamente, utilizzare gli oggetti presenti nell'inventario.
    Passare da un personaggio all'altro, in questo caso, sarà l'unico modo per strapparlo alla sua routine battagliera (composta da una gragnola di attacchi base) e attivare manualmente gli assalti speciali, in modo da sfruttare tatticamente gli specifici punti di forza di ogni membro del party. Non mancano ovviamente un ricco assortimento di abilità Limit Break, che possono essere scagliate sui nemici dopo aver caricato l'apposita barra a suon di percosse. Si tratta a tutti gli effetti di una soluzione ibrida che cerca un equilibrio funzionale tra i canoni storici di Final Fantasy e un approccio più moderno, capace - almeno all'apparenza - di mantenere alto il ritmo di ciascuna mischia.

    Viene da pensare che l'esperienza con l'ultimo capitolo numerato della saga abbia in qualche modo contribuito alla definizione di questo nuovo paradigma, se non altro offrendo agli sviluppatori un terreno di prova da cui partire alla ricerca di un nuovo equilibrio. Un equilibrio che non esclude in toto le sfumature strategiche care agli amanti del franchise di Square Enix, alzando la posta in gioco con l'aggiunta di elementi inediti e decisamente accattivanti.

    Il dinamismo e la varietà sembrano infatti due tra gli aspetti cardine del nuovo impasto ludico, declinati anche inserendo nel combat system una quota di interazione ambientale. Oltre a schivare gli attacchi in arrivo, infatti, i giocatori dovranno sfruttare alcuni elementi dello scenario per procurarsi una copertura di fortuna, particolarmente utile quando alle prese con un avversari particolarmente ostici. Durante lo scontro con l'iconico Guard Spider, il primo boss del gioco, Cloud e Barret potevano utilizzare alcune barriere di metallo per arginare la furia infuocata dell'aracnide corazzato, protagonista di una battaglia multifase che imponeva ai contendenti specifiche strategie d'approccio.

    Dopo aver caricato a testa bassa questa macchina mortale e avergli inflitto danni a sufficienza, il duo si ritrova quindi stretto nella morsa soffocante di un'arena avvolta dalle fiamme e sotto la pioggia battente di una raffica di missili e bordate incandescente. Con il ragno meccanico intento a muoversi freneticamente lungo le pareti della sala, fuori dalla portata della possente lama di Cloud, il giocatore si ritrova quindi a dover sfruttare il braccio-gatling di Barrett per raggiungere in punta di proiettile il nemico in lontananza, prima di chiudere di nuovo le distanze e annegare il colosso in un oceano di affondi acuminati ed esplosioni particellari.

    A tal proposito, siamo felici di confermarvi il ritorno delle Materia (equipaggiate a vista) come parte dell'arsenale distruttivo in dotazione ai personaggi, che potranno essere utilizzate per scagliare incantesimi e, presumibilmente, per evocare potenti "summon" da schierare sul campo. Questa fase rende particolarmente evidente anche l'importanza degli spostamenti in tempo reale sul terreno di scontro, da gestire al meglio per guadagnare un vantaggio tattico contro la minaccia del momento. Si tratta ovviamente di considerazioni preliminari, cui potremo offrire una conferma parziale già nei prossimi giorni, quanto metteremo finalmente le mani sulla demo presente nel booth di Square Enix.

    You Promised

    Volendo spingere lo sguardo più in là, oltre questa prima prova, sarà interessante scoprire come - e se - il team riuscirà mantenere sempre ad alti livelli la diversità situazionale della produzione, nel quadro di un'avventura che punta chiaramente a espandere l'universo di Final Fantasy VII verso orizzonti ancora inesplorati. Una rotta che, stando alle parole degli sviluppatori, passa attraverso la rielaborazione di fasi già note al pubblico dei fan (come la sezione in moto vista in video) e l'inserimento di componenti ludico-narrative nuove di pacca, che speriamo giustifichino appieno la scissione episodica del titolo.

    D'altronde sembra che la città di Midgar, ambientazione del primo segmento della storia, sarà liberamente esplorabile - questa volta senza vincoli d'inquadratura - ed è probabile che la città simbolo del mefitico potere della Shinra Company offra ai giocatori una valanga di sorprese tutte da scoprire.

    Tra gli obiettivi dichiarati del remake c'è infatti quello di arricchire il mosaico della lore di Final Fantasy VII con una valanga di tasselli inediti, scolpiti nel pieno rispetto della materia di base. Considerando quanto tempo è passato dalla prima release, è piuttosto probabile che alcune delle sfumature più eccentriche dell'originale (qualcuno ha detto Honey Bee Inn?) finiscano con l'essere rimaneggiate in accordo con la diversa sensibilità del pubblico di oggi ma, utilizzando i cambiamenti del gameplay come "cartina tornasole" per questa inevitabile transizione, possiamo tranquillamente sperare in un adattamento coi controfiocchi. Una speranza rinvigorita dalla qualità generale di un prodotto che, tra l'altro, fa sfoggio di un comparto tecnico nientemeno che eccezionale, sostenuto da un Unreal Engine 4 alla massima potenza.

    Ogni singolo aspetto dell'estetica di Final Fantasy VII Remake trafigge i sensi con strali di puro appagamento, tanto che la sensazione è quella di trovarsi davanti alla reincarnazione poligonale delle nostre migliori memorie legate al gioco di Tetsuya Nomura.

    Modellazione, shaders, illuminazione volumetrica, animazioni, effettistica avanzata: tutti meravigliosi ingredienti di una ricetta cucinata con amore e cura, secondo i dettami di una direzione artistica impeccabile. Ogni singolo scenario visto finora, dalle guglie illuminate del Settore 1 alla placida penombra del 7th Heaver, porta su schermo una quantità incredibile di dettagli, stille creative di una caratterizzazione sorprendentemente a fuoco, che riporta a nuova vita personaggi ormai entrati di diritto negli annali del videogioco. Impressioni che speriamo di confermare, senza tentennamenti o incertezze, nei prossimi giorni, quando finalmente potremo testare con mano il titolo.

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